Comieco, aperte iscrizioni al bando per la differenziata di carta e cartone nei piccoli comuni

Il consorzio apre le iscrizioni al Bando 2015 per il finanziamento delle attrezzature dedicate alla raccolta differenziata di carta e cartone. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale381291

Comieco, rinnoverà anche per il 2015 – in accordo con ANCI – il bando per l’acquisto di attrezzature per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia, attraverso uno Sportello attivato con Ancitel Energia e Ambiente e un contributo di 2 milioni di euro. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale (gli abitanti complessivi di tali Comuni sono circa 7,5 milioni) con un finanziamento, erogato da Comieco a fondo perduto, che potrà essere utilizzato dalle amministrazioni comunali per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata della carta e del cartone (cassonetti, campane, bidoni, sacchetti di carta, etc).
Oltre al sostegno economico, lo sportello fornisce un supporto tecnico gratuito per l’ottimizzazione o la strutturazione del servizio. Per ricevere maggiori informazioni e per richiedere assistenza contattare la Segreteria Tecnica di Ancitel Energia e Ambiente:

numero verde: 800.912.862

email: progettocomieco@ea.ancitel.it

I Comuni interessati dal potenziamento delle attrezzature potranno usufruire anche di attività di sensibilizzazione e comunicazione, messe a disposizione da Comieco, con l’obiettivo di raggiungere sempre migliori performance di raccolta in termini di efficacia, efficienza e qualità. La Domanda e la Scheda tecnica di progetto, dovranno essere redatte mediante l’applicativo web il cui accesso è possibile cliccando qui, seguendo le istruzioni della procedura guidata.

 

Fonte:  ecodallecitta.it

Sacchetti di carta per l’umido:”Perfettamente compostabili e più adatti” | Intervista a Lorenzo Poli (Assocarta)

Assocarta: “Solo in Italia abbiamo dovuto dimostrare che la carta è tanto compostabile quanto la bioplastica. Per quanto riguarda i costi, se un sacchetto di bioplastica è in grado di reggere bene il peso di una spesa significa che costa tanto quanto la carta. Se costa di meno, finisce per rompersi”380706

Intervista a Lorenzo Poli, Presidente del Gruppo Carte da Involgere e Imballo Assocarta

Assocarta e Assografici si erano espresse in passato sulla bozza del bando dei sacchetti di plastica usa e getta entrato in vigore a tutti gli effetti solo a luglio di quest’anno, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Competitività, che ha dato il via libera alla comminazione delle sanzioni per i trasgressori. L’avvento delle multe – almeno a livello ufficiale – ha segnato un incremento di vendite per la carta?

No, l’incremento c’è stato due anni fa, quando la legge è stata annunciata, varata e poi decretata. All’epoca abbiamo registrato un notevole interesse verso la carta, in alternativa ai sacchetti di plastica ormai banditi. Un fenomeno che non ha interessato tanto la Grande Distribuzione, rimasta appalto quasi esclusivo della bioplastica, ma piuttosto le botteghe, i piccoli commercianti, le librerie e i negozi d’abbigliamento. Il passaggio all’iter sanzionatorio invece non ci ha apportato nessun vantaggio ulteriore. Credo che l’arrivo delle multe abbia toccato piuttosto quei supermercati che, vista la scarsa effettività del bando, in molte zone d’Italia ancora usavano la plastica tradizionale. In ogni caso si tratta di distributori che con ogni probabilità passeranno alla bioplastica e non alla carta.

E come mai la grande distribuzione si rivolge quasi esclusivamente alla bioplastica?

Prevalentemente per una ragione di spazio. L’interesse di un supermercato è quello di stoccare il maggior numero di buste possibile sotto la cassa, e la bioplastica occupa meno volume. Non è certo una questione di prestazioni, anzi: la carta può fare tutto quello che fa la plastica; regge bene al peso e agli spigoli, come si può verificare tranquillamente mettendoci dentro la spesa al supermercato o perfino prodotti “ostici” come i libri. Dal punto di vista economico poi, c’è un po’ di tutto. In linea di massima possiamo dire questo: se un sacchetto di bioplastica, è in grado di reggere bene il peso di una spesa, significa che costa tanto quanto la carta. Se costa di meno, finisce per rompersi. A un supermercato non interessa più di tanto investire sulla qualità del sacchetto, dunque può scegliere di spendere meno affidandosi a sacchetti in bioplastica molto sottili, ai limiti del rischio rottura, ma evidentemente più economici.
A colpo d’occhio si direbbe che quasi tutte le grandi catene d’abbigliamento – non solo quelle di lusso, ma anche le multinazionali di largo consumo – che fino a poco tempo fa usavano la plastica, abbiano deciso invece di rivolgersi alla carta. E’ un’impressione fondata?

Sì, perché la carta è molto più versatile: per esempio, a una bottega di lusso interessa poter personalizzare la propria busta, con manici curati, una stampa di qualità, che porti un messaggio di eleganza, e da questo punto di vista la carta è indubbiamente il veicolo migliore. Ma ci si può sbizzarrire a seconda delle esigenze: una bottega più modesta può scegliere un’alternativa in carta più semplice, meno costosa, ma comunque più resistente della bioplastica ed esteticamente più gradevole.

Veniamo invece all’umido: il comune di Bolzano dà come indicazione ai propri cittadini quella di raccogliere l’organico destinato al compostaggio dentro sacchi di carta, diversamente da quanto accade nella maggior parte dei comuni italiani in cui si fa la raccolta dell’umido, che hanno scelto invece la bioplastica. La carta può essere compostata tanto quanto la bioplastica, senza danneggiare la qualità del compost? 
Quando le città italiane hanno cominciato a raccogliere l’umido in maniera selettiva le nostre cartiere vendevano già sacchetti per l’umido a mezza Europa: è soltanto in Italia che abbiamo dovuto dimostrare che la carta è tanto compostabile quanto la bioplastica. Dal punto di vista logico intuitivo è un’assurdità: dovrebbe essere la plastica semmai a dover dimostrare di essere tanto biodegradabile e compostabile quanto la carta, non il contrario. E invece, ancora oggi, siccome il mondo dei rifiuti umidi è in mano al Mater-Bi e alla bioplastica, se la carta vuole partecipare alle aste dei comuni per gli appalti sulla raccolta dell’umido, deve dimostrare di essere biodegradabile e compostabile quanto la bioplastica. Per rispondere direttamente alla domanda: che la carta sia biodegradabile è elementare. Che sia anche compostabile, e cioè adatta ad entrare negli impianti di lavorazione dell’umido, è un aspetto che – tanto quanto la bioplastica – abbiamo dovuto giustamente dimostrare, ma posso dire che le nostre cartiere producono carta perfettamente certificata e adatta al compostaggio. (NdR: a conferma, si veda l’elenco dei prodotti che hanno ottenuto il marchio CIC a questo link). Insomma, il costo di carta e bioplastica per quanto riguarda l’umido sono praticamente analoghi, ma i vantaggi di prestazioni che ha la carta sono enormi: basta fare un esperimento a casa. Se gli avanzi dell’umido in cucina li raccogliamo nella bioplastica, dopo una settimana sono ancora lì, ma in putrefazione, quindi con liquidi e cattivi odori. La carta invece è traspirante: gli avanzi di verdura e cibo si seccano, si asciugano e non puzzano.

Fonte: ecodallecitta.it

Los Angeles vieta le borse di plastica

Il City Council di Los Angeles ha approvato una legge che vieta l’utilizzo di sacchetti di plastica. La norma dovrebbe diventare definitiva la prossima settimana, ma l’American Progressive Bag Alliance non è d’accordolosangeles

Il City Council di Los Angeles, in una riunione tenutasi martedì 18 giugno ha deciso di approvare, provvisoriamente, il divieto di utilizzo dei sacchetti di plastica monouso. Una seconda votazione che dovrebbe rendere definitivo il provvedimento dovrebbe svolgersi la prossima settimana. Con undici voti contro uno è dunque stata approvata la legge che vieterà ai negozi di distribuire sacchetti di plastica, con tanto di multe per chi dovesse trasgredire. Qualora la legge dovesse passare, la grande distribuzione avrà tempo sei mesi per una graduale eliminazione dei sacchetti di plastica residui, mentre per i piccoli negozianti ci sarà una deroga di altri sei mesi.

Se l’ordinanza andrà a buon fine, Los Angeles sarà la più grande metropoli degli Stati Uniti d’America a vietare i sacchetti di plastica. Se l’opinione sembra aver accolto positivamente l’iniziativa, l’American Progressive Bag Alliance, rappresentante delle imprese produttrici di sacchetti di plastica, sostiene che migliaia di persone impiegate nel settore rischiano di perdere il proprio posto di lavoro:

Nel momento in cui si dovrebbe lavorare alla creazione di un maggior numero di posti di lavoro nell’industria, questo divieto non fa altro che portarne via molti. Così si spinge la gente a borse riutilizzabili importate, che sono una opzione meno rispettosa dell’ambiente,

ha fatto sapere l’associazione in una nota, il cui epilogo è piuttosto opinabile visto l’immenso impatto ambientale dei 500 miliardi di borse di plastica prodotte ogni anno.

Il divieto non include i sacchetti di carta che continueranno a essere venduti a 10 cents l’uno.

Fonte: Abc