Il grande ritorno della zuccheriera nel bar? Meno spreco di bustine e zucchero

“Carraturo” a Napoli. “Ranzini” a Torino. Primi esempi di esercizi pubblici che rinunciano alle più costose e sprecone bustine di zucchero e tornano alla zuccheriera di vetro. Col beccuccio, per evitare accuse sull’igiene379374

Nel documentario sui rifiuti a Napoli Zero Waste si esalta come nuova buona pratica quella del bar Carraturo a Napoli che ha deciso di abolire le bustine di zucchero e di mettere la zuccheriera in vetro. Un ritorno al passato, ma attenzione, la zuccheriera non è aperta con uso di cucchiaino ma è un dispensatore che si usa tramite il suo beccuccio. (Lo stesso bar regala anche ai clienti i fondi di caffè da usare come ammendante nei vasi e negli orti).
Mentre stavamo decidendo di presentare questa esperienza come notizia ci siano accorti che la stessa cosa la sta facendo, da quasi un anno, anche la storica “piola” Ranzini, in via Porta Palatina a Torino.
In entrambi i casi la riduzione dei rifiuti si accompagna con una scelta di risparmio economico. Lo zucchero in bustine costa al barista di più che le scatole di zucchero (indicativamente, 2,5 euro al kilo lo zucchero in bustine, 1 euro al kilo con le scatole.)  Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti si possono fare facili stime. Quasi sempre l’utente non usa tutto lo zucchero di una bustina. Questo zucchero avanzato non viene riutilizzato ne è riciclabile, va a aumentare i rifiuti. In teoria la bustina spezzata e svuotata potrebbe andare nella differenziata della carta, ma chi ha la pazienza di separarla dallo zucchero? Quindi, non solo si utilizza inutilmente carta, ma non la si ricicla.
Quante bustine di zucchero si usano al giorno in Italia solo per i caffè, solo nei bar? Due milioni?
Facciamo una ipotesi: 5 grammi di zucchero sprecati in media per ogni tazza di caffè sarebbero 10 tonnellate al giorno , 3.500 all’anno più i grammi (quanti saranno?) della carta delle bustine…

Le foto sono state scattate da “Ranzini”, a Torino.ecodallecitta

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Fonte: ecodallecittà.it

Everest, nuove regole di scalata: si torna a valle con 8 kg di spazzatura

Oltre ai propri rifiuti, alpinisti e trekker dovranno contribuire alla pulizia della montagna. Se non lo faranno dovranno pagare una sanzione

Cambiano le regole per gli alpinisti che vogliono raggiungere gli 8848 metri del monte Everest. Alpinisti e trekker, sherpa e praticanti di sport estremi che vorranno raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo lo potranno fare solamente se riporteranno a valle almeno 8 kg di spazzatura. È questa la principale norma del giro di vite che il Governo nepalese ha dato al turismo d’alta quota. Il provvedimenti interesserà tutti coloro che, a partire da aprile, andranno oltre il campo base dell’Everest.

Il governo ha deciso di voler ripulire l’Everest, ogni membro delle spedizioni dovrà riportare almeno otto chilogrammi di spazzatura oltre a quelli propri. Coloro che non rispetteranno la regola saranno multati e perseguiti penalmente,

ha spiegato un funzionario del ministero del turismo nepalese, Madhusudan Burlakoti. Le spedizioni avranno l’obbligo di depositare una cauzione di 4000 dollari all’arrivo al campo base all’Everest e questa somma verrà sostituita solamente dopo il controllo della spazzatura riconsegnata. Lo scorso mese il Nepal ha ridotto il costo dei permessi per le spedizioni individuali e di piccole dimensioni, per contrastare il dilagante fenomeno delle spedizioni commerciali. Sulle pendici dell’Everest si trova un po’ di tutto: dalle corde alle bombole a ossigeno, dalle cucine da campo ai cadaveri degli alpinisti morti i cui corpi non si sono decomposti a causa delle basse temperature. Nel 2012 a Kathmandu fu allestita una mostra per illustrare al mondo il disastro ambientale perpetrato sulla montagna più alta del mondo. Ora dalla capitale nepalese parte un giro di vite estremamente vincolante: potrà salire solamente chi darà un serio contributo a pulire la montagna. In caso contrario il conto sarà salatissimo.NEPAL-EVEREST

Fonte: TmNews