-52% di consumi e -31% di costi: Milano presenta la “rivoluzione” della luce pubblica a LED

Comune e A2A hanno presentato la “rivoluzione” della luce pubblica milanese. Avviata la sostituzione dei 141 mila punti luce pubblici con i LED. A pieno regime (2016) il consumo pro-capite annuo dei milanesi passerà da 87 a 42 kWh e la spesa pubblica complessiva da 42 a 29 milioni. Con una luce più efficace, concentrata e meno “inquinante”380445

Il Comune di Milano, con l’Assessore a Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran e il Direttore Generale Giuseppe Tomarchio, e A2A, con il Presidente Giovanni Valotti e l’AD Luca Camerano, hanno presentato oggi a Palazzo Marino la “rivoluzione” dell’illuminazione pubblica a LED, in corso a Milano. A2A è infatti partita già da mesi con la sostituzione di tutti i141.963 punti luce pubblici, iniziando dall’area nord-ovest, quella in direzione sito EXPO e che si vorrebbe pronta il prima possibile. Il 43% delle luci sostituite entro dicembre 2014, l’80% entro l’1 maggio 2015 (data di inizio EXPO) e il 100% entro dicembre 2016: queste le tappe programmate da A2A, che al momento sembrano potere essere rispettate. Una sostituzione che includerà anche 500 quadri di comando ed un sistema di telecontrollo, in grado di fornire informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti in tempo reale. Cosa significa l’avvento della tecnologia LED nella luce pubblica di Milano, in termini economici ed energetici? Anche se Milano – per ora – non toglierà alcuno dei 141.693 punti luce pubblici del suo territorio (1 punto luce/9 abitanti, tra le medie più alte d’Europa), il consumo annuale della città, grazie ai LED, passerà da oltre 114 milioni di kWh  (il consumo annuo di energia elettrica di 42.000 appartamenti), a 55 milioni kWh (quello di 20.000 appartamenti). In termini pro-capite, da 87 a 42 kWh annui per cittadino (la media UE è 51 kWh). La potenza media della singola sorgente luminosa  passerà dagli attuali 150W, agli 85W del LED, ma con una resa uguale (100 lumen/watt), migliore in termini di concentrazione del fascio luminoso e senza dispersione di luce verso l’alto. Ossia con una riduzione dell’inquinamento luminoso.  38 milioni di euro in 2 anni, questo il costo totale dell’investimento per la nuova LED (sigla inglese di Light Emitting Diode), che verrà totalmente sostenuto da A2A, per un’innovazione “la cui portata dà un senso al termine di Public Utility” (i gestori di reti o di servizi essenziali alla collettività), ha detto il presidente di A2A, Giovanni Valotti. 38 milioni d’investimento che porteranno però – in termini di risparmio economico e sostenibilità ambientali – un ritorno positivo già in 2 anni. Se ammonta a 42 milioni di euro la “bolletta” della luce pubblica di Milano nel 2014, una riduzione di 10 milioni si avrà già nel 2015 e si scenderà a 29 milioni nel 2016, quando tutti i LED saranno sostituiti. Infine la sostenibilità ambientale, perché 52% di energia elettrica in meno significa risparmiare ogni anno più di 11mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) ed evitare l’emissione in atmosfera di 23.650 tonnellate di CO2. Così come Comune e A2A hanno stimato una riduzione della futura sostituzione dei corpi illuminanti (-50.000) e delle lampade bruciate (-10.000), che dovrebbe evitare la produzione di oltre 9 tonnellate di RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) ogni anno.
“Una scelta innovativa, sulla scia di città come Los Angeles, Copenaghen, Stoccolma e Oslo, che renderà Milano la prima grande città italiana completamente illuminata a LED“, hanno dichiarato con soddisfazione l’Assessore Maran e il DG del Comune Tomarchio. “La migliore dimostrazione concreta di spending review che può fare una grande città, dando un esempio anche a livello nazionale”.

Fonte: ecodallecitta.it

L’UOMO CHE RICICLAVA TUTTO: il caso di Jonh Newson

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Contenere il più possibile la quantità di rifiuti che si produce, riciclando, riutilizzando e smaltendo correttamente quanto noi maneggiamo quotidianamente è pratica di ogni buon cittadino del mondo: l’attenzione verso una corretta politica personale sui rifiuti e sul riuso è fortunatamente sempre più radicata in ognuno di noi e, ci si augura, con il passare del tempo saremo sempre più accorti in tal senso. Nel 2012 c’è un uomo in particolare che può fregiarsi del titolo di “Persona a impatto zero”: si chiama John Newson ed è un cittadino britannico di Balsall Heath, Birmingham, che esattamente un anno fa ha deciso volontariamente di ridurre il più possibile la quantità di rifiuti prodotti nella propria abitazione grazie ad alcune modifiche delle proprie abitudini quotidiane, focalizzandosi in particolare sugli imballaggi. john-newson-at-his-home-in-balsall-heath-565211780-586x389 I risultati sono stati sorprendenti. John Newson è riuscito a produrre, per tutto l’anno 2012, un solo sacchetto di rifiuti non riutilizzabili, riciclabili né compostabili, insomma rifiuti che per come li giri e li volti non sono altro che immondizia (non per questo da abbandonare in un prato o da gettare in un buco, sia chiaro); la prima decisione presa da Newson ha intaccato le sua abitudini alimentari: la decisione di non consumare più nè carne nè pesce ha ridotto di molto gli imballaggi che ogni settimana uscivano da casa di John direzione discarica o incenerimento (la Gran Bretagna al momento differenzia solo il 30% dei rifiuti che produce). John Newson ha infatti capito che la maggior parte dei rifiuti prodotti dagli esseri umani sono proprio le confezioni degli alimenti che essi consumano: per questo, oltre ad un regime alimentare decisamente meno carnivoro, Newson ha cominciato a coltivare da sè la frutta e la verdura, evitando l’acquisto di prodotti confezionati al supermercato. Bucce, torsoli, coste, scarti alimentari vari sono stati sapientemente e rigorosamente destinati al compostaggio, grazie al cassone apposito che Newson ha installato in giardino, mentre per il resto dei rifiuti differenziabili ha svolto un lavoro degno di un monaco certosino, selezionando e separando con attenzione carta, plastica riciclabile, vetro, metalli, cartone e servendosi semplicemente del servizio di raccolta differenziata e delle opzioni di smaltimento offerte dalla sua città (che differenzia il 31,5% dei rifiuti che produce, non una gran percentuale a dir la verità). Non un’opera particolarmente semplice: John Newson, non soddisfatto ad esempio di come la sua città differenzia le confezioni di Tetrapak alimentari (in particolare della margarina), ha preferito optare per queste per i servizi di Bristol e Londra, a suo parere più efficienti ed efficaci, ad eccezion fatta per quegli involucri costituiti da pellicola o plastica mista, che non è possibile avviare alla raccolta differenziata e dei quali egli non ha individuato dei possibili riutilizzi all’interno della propria abitazione, che hanno composto il totale del suo unico sacco di rifiuti prodotto nell’intero 2012. John Newson, ribattezzato dalla stampa britannica “l’Ecoguerriero” ha deciso di rendere pubblica la sua esperienza in virtù del fatto di essersi reso conto che è possibile a tutti, nonché un dovere preciso di ogni cittadino. Il livello di raccolta differenziata e compostaggio dei rifiuti raggiunto dall’Ecoguerriero inglese è pari all’80% o al 90% del totale, mentre in Gran Bretagna tale percentuale è del solo 30% (la città più virtuosa è Bristol, che arriva al 50%): Newson ha capito che è possibile per tutti arrivare a tanto, magari non nelle percentuali da lui raggiunte: tuttavia provare non costa veramente niente, anzi. Via| TheMirror Foto | Birmingham Mail Fonte Ecoglog

Il risparmio energetico a casa: come vivere meglio risparmiando e tutelando l’ambiente

Il risparmio energetico a casa, un tema molto concreto che riguarda tutti noi. Ecco qualche semplice suggerimento molto pratico che ci permetterà un notevole risparmio energetico in bolletta ed anche una qualità di vita più equilibrata e con meno impatto sull’ambiente.risparmio-energetico-a-casa-e1322468520362-400x250

Dal corretto isolante termico per la vostra abitazione, alla scelta delle lampadine a LED,  e persino qualche dritta su come vestirvi, eccovi tutto quello che vi può servire per ridurre i consumi energetici!

  • Uno dei problemi a monte è: sappiamo davvero quanta energia consumiamo? Senza un dispositivo di monitoraggio dell’energia, è veramente difficile capirlo. Perciò, un’ottima idea sarebbe quella di procurarsene uno. Lo trovate  anche sul web, ci sono molte soluzioni di domotica domestica in grado di visualizzare a dirvi quanti Kw state consumando, come ad esempio la Presa e il Monitor Conta Energia EcoDHOME.
  • Le prese elettriche sono tra i killer del consumo: quante volte lasciamo sotto carica più del dovuto computer e cellulari? potrebbe fare al caso vostro uno stand-by Killer per migliorare l’efficienza energetica: interrompe in automatico la fornitura di corrente elettrica quando i dispositivi hanno finito di caricare o sono spenti. Se non volete comprarla, staccate sempre le spine quando non usate un apparecchio!
  • Utilizzate lampade a risparmio energetico ma ancora meglio convertitevi direttamente alle lampade a Ledche sono il futuro del basso consumo.  Le lampadine Led consumano l’80% in meno e durano ben 25 volte di più di quelle a incandescenza. Anche la diffusione della luce delle lampadine Led è stata migliorata, per cui sarete avvolti da una calda e morbida illuminazione! E il vostro portafogli ringrazierà!,
  • Procuratevi un termostato intelligente come Nest ad esempio. Saprà lui quando è il momento di riscaldare e raffreddare l’ambiente. Soprattutto, eviterà gli sprechi, in particolare quando non siete in casa.
  • Fate un audit energetico. Siate consapevoli dei consumi energetici delle vostra casa: è come fare un check-up completo dal medico: dopo, siete inevitabilmente più sicuri! L’audit serve soprattutto per individuare dove ci sono perdite di calore per procedere, eventualmente, con un isolamento!
  • Cercate di valutare anche in ambito di assemblee condominiali soluzioni come ad esempio il teleriscaldamento, sarà una battaglia condominiale ma vale la pena combatterla 
  • Sigillare tutte le perdite della casa con l’isolamento. E ricordate: non è mai troppo. Anche se non vi sembra così, ci sono migliaia di posti, fessure, spifferi dalle finestre, ecc..dove il vostro calore scappa!, vu suggeriamo anzi una Termografia per capire quale sia il reale stato di isolamento e dispersione termica della vostra abitazione.
  • Finestre a doppio vetro. Sono il miglior investimento, sia per la protezione dal freddo e dal caldo, sia per i rumori esterni. Ma se avete una casa “anzianotta” magari di quelle del centro storico, allora il consiglio è quello di sigillare il più possibile, anche nelle zone intorno al vetro. La legge finanziaria anche nel 2012 vi aiuterà a detrarre il 55% della spesa.
  • Usate in maniera intelligente le tende, vi aiuterà per trattenere il calore o la frescura d’estate. Ad esempio, se la vostra casa riceve i raggi solari per qualche ora al giorno, sappiate che questo è un potentissimo mezzo di riscaldamento! In questo caso tirate via le tende o mettete ben al lato e raccogliete più raggi è possibile! Tenetele ben in vista, invece, d’estate per il filtraggio dei raggi solari!
  • Vestitevi secondo la stagione. Anche in casa. Se indossate un bel maglione non sentirete la necessità di regolare il riscaldamento a temperature tropicali, anzi. Babbucce calde, ben coperti e…sarete nel comfort più totale!
  • Siete delle cuoche provette? scoprite come utilizzare al meglio il forno elettrico. Se fate spesso biscotti o cibi che richiedono la cottura in un forno inoltre potreste comportarvi come facevano le antiche popolazioni: spegnete il riscaldamento e raccoglietevi in cucina attorno al forno. Sarà intimo e il profumo dei vostri manicaretti contribuirà a riscaldarvi

Se riuscirete a mettere in pratica questi accorgimenti pratici, avrete ottimizzato il risparmio energetico della vostracasa con anche benefici in termini di risparmio sulla vostra bolletta elettrica da non disprezzare.

Fonte: tuttogreen.it

Ecopneus, riduzione del contributo ambientale per i pneumatici

Il consorzio comunica che dall’ 1 luglio si riduce il contributo ambientale sull’acquisto di pneumatici delle aziende socie. Per i consumatori un risparmio da 9 milioni di euro379658

ECOPNEUS: nuova riduzione dei contributi sull’acquisto di pneumatici delle aziende socie. Per i consumatori un risparmio da 9 milioni di euro. Efficienza operativa, qualità del servizio, gestione trasparente: la ricetta Ecopneus a beneficio dei consumatori per la gestione dei Pneumatici Fuori Uso. Da oggi 1 luglio sono ancora più bassi i contributi ambientali associati all’acquisto di pneumatici nuovi immessi nel mercato dai Soci di Ecopneus. La società senza scopo di lucro è infatti riuscita a rendere ancora più efficienti le modalità operative di gestione dei Pneumatici Fuori Uso ed ha dunque potuto abbassare ancora il contributo ambientale richiesto ai consumatori, che da oggi scende da 2,30 a 2 euro per il segmento auto ed in proporzione per tutte le altre tipologie di pneumatico . Dal 2011 è la quarta volta che Ecopneus riduce il contributo ambientale, grazie ad un costante impegno per l’ottimizzazione dei processi operativi e ad una gestione attenta ed efficiente. Il risparmio per i consumatori italiani con questa ultima riduzione è stimato in 9 milioni di euro su base annua. Dall’avvio del sistema nel settembre 2011 ad oggi, l’insieme delle riduzioni ha comportato invece un risparmio complessivo sull’acquisto di pneumatici nuovi stimato in circa 30 milioni di euro.
“Una riduzione ancora più preziosa alla luce del rilevante livello di servizio assicurato al mercato del ricambio dei pneumatici, degli importanti risultati operativi raggiunti sul campo e del nostro impegno oltre quanto chiesto dalla normativa” dichiara Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus. ”Anche nello scorso anno siamo riusciti a superare il nostro target di legge sulla raccolta, andando a prelevare 247 mila tonnellate di PFU da 33.000 “gommisti” grazie a oltre 72.000 missioni di automezzi. Riuscire ad ottenere questi risultati, garantendo un ottimo servizio al sistema e un risparmio al consumatore deve essere motivo di orgoglio per tutti gli attori della nostra filiera che a tale risultato hanno fortemente contribuito”.  Il contributo ambientale è un importo collegato all’acquisto di ogni pneumatico nuovo che deve servire esclusivamente a finanziare le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento del pneumatico una volta arrivato a fine vita. Un costo in passato compreso nel prezzo del pneumatico nuovo e che dal 2011 deve essere invece evidenziato nel documento di vendita, a tutela del consumatore che non è più esposto a ricarichi o pratiche commerciali scorrette. Da esso non può derivare nessun utile: la legge prevede che eventuali avanzi di gestione di fine anno non possano essere distribuiti come dividendi ai soci e che debbano essere destinati per almeno il 30% in operazioni di prelievo da stock storico, al fine di ridurre gli accumuli di PFU presenti in Italia. Ecopneus, grazie all’avanzo di gestione ottenuto, in questi anni ha portato a termine 8 operazioni di prelievo straordinario da stock storico rimuovendo e avviando a recupero complessivamente circa 50.000 tonnellate di PFU. Un’ulteriore operazione analoga è tuttora in corso nel più grande accumulo di PFU d’Europa, a Castelletto di Branduzzo (PV), dove ne erano accumulate oltre 60.000. Ad oggi oltre 22mila tonnellate di PFU sono state già rimosse e il sito sarà completamente svuotato entro il 2016.

Fonte: ecodallecittà.it

Energy Camp: una vacanza in Umbria dove imparare i trucchi del risparmio

Se la voglia di vacanza ha già bussato alla porta ma le idee non sono ancora chiare, se si desidera godere di una vita semplice ma comoda e se si ama il cibo sano ma gustoso, fra colline e boschi di querce, in mezzo alla natura umbra, un gruppo di esperti vi aspetta per una vacanza dove imparare…i trucchi del risparmio!risparmio_energetico_corso

Una vacanza per smettere di pensare? E che dire, invece, se in vacanza si decidesse di pensare ma in modo diverso? Naturalmente in una maniera piacevole e che serva a risolvere anche quei problemi che ci affliggono quando corriamo in auto al lavoro, quando sgraniamo gli occhi per le bollette che riceviamo o quando finiamo dal dottore per qualche fastidioso bruciore di stomaco. L’opportunità è solo da cogliere. Ed è l’Energy Camp: ad una cifra contenuta, una settimana organizzata dal PeR, Parco dell’Energia Rinnovabile, e da PAEA, Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente, per crescere, apprendere, condividere esperienze, alimentare il corpo, la mente e lo spirito a contatto con la natura dell’area protetta dei Monti Amerini. Sette giorni per rieducarsi alla sobrietà e alla frugalità. Alessandro Ronca, fondatore del PeR, spiega: “Vogliamo essere felici e rendere felici: risparmiare risorse non è un sacrificio, è il nuovo edonismo, è il nuovo umanesimo. E’ lo spreco che comporta, a lungo termine, infelicità, sacrifici e lutti.” Una proficua simbiosi con l’associazione PAEA, evidenziata dallo statuto della stessa: “l’associazione rifiuta l’etica consumistica imperante e rafforza la pratica di quella che definisce una cultura ed economia della saggezza, semplicità ed uguaglianza”. Si fa un gran parlare delle energie rinnovabili e pulite. Questo è ottimo ma non sempre si è nelle condizioni oggettive di ricorrervi. Lo sviluppo sostenibile – che non passa necessariamente per lo sviluppo economico, anzi – non si ottiene solo con importanti investimenti, ma anche con un utilizzo efficiente delle risorse che già si hanno a disposizione. Esistono infatti accorgimenti meno costosi e più immediati alla portata di tutti (ma a conoscenza di pochi) per ridurre le esigenze in modo da creare spazio per un maggior benessere. Maestro in questo senso l’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe con il suo “less is more”. All’Energy Camp si sperimenta giorno per giorno cosa significa vivere risparmiando senza rinunciare al comfort. Dalle comode camere arredate in stile sobrio e razionale ad una sana cucina a base vegetale ma ricca di gusto. In questa settimana di vacanza-studio ci si focalizzerà sulle energie verdi ma anche  su aspetti che, in apparenza, possono sembrare slegati, ma che fanno tutti capo ad un approccio olistico, ossia quello secondo cui il totale sarà sempre maggiore della somma delle singole parti: il modo in cui abitiamo, mangiamo, ci spostiamo hanno effetti simili. Oggi per vivere ricorriamo ad una serie interminabile di apparecchi energivori di cui potremmo fare anche a meno: basti pensare agli aspirabriciole e ai coltelli elettrici. E, ancora, ci alimentiamo in modo spesso sbadato. Tendiamo a calmare l’appetito senza conoscere la storia dei cibi, la loro provenienza e l’energia che è stata impiegata per produrli: una bistecca di manzo di importazione ha un impatto ambientale notevolmente superiore ad un buon piatto sano di riso e lenticchie locali. Compiamo azioni in modo meccanico a causa dell’abitudine, azioni che in realtà e, in modo aggregato, hanno notevole impatto sul pianeta. Riscoprire la nostra energia è quanto mai necessario: il corpo umano è una macchina meravigliosa (e molto efficiente: con circa 2500 calorie lavora per 24 ore!) e al PeR non mancheranno occasioni per farla funzionare. Si scopriranno cose serie in modo leggero, attraverso momenti d’aula, di scambio e attività ricreative anche manuali. Nuove conoscenze relative alla produzione energetica potranno essere apprese con la visita del al parco, spaziando dal fotovoltaico al solare termico, dall’eolico alle biomasse: argomenti che verranno specificati anche attraverso lezioni di approfondimento. A questo si aggiungeranno ore sul risparmio energetico con il miglioramento dell’involucro edilizio, con l’utilizzo di cucine solari (attraverso un sistema che convoglia i raggi del sole in un unico punto e li rende funzionali alla cottura) e con la cosiddetta e-mobilità, modalità di guida più efficienti. Non mancheranno momenti per usare le mani e riparare oggetti guasti o avere indicazioni su come riutilizzarli o riciclarli, per vendere o barattare oggetti usati. Potrete anche scoprire la realtà dei bagni a secco che servono da una parte a risparmiare acqua potabile (alcuni di voi forse non sapranno che l’acqua di scarico del wc lo è) e a produrre compost per fertilizzare. E che dire di rinfrancare lo spirito dopo così tante fatiche con una doccia solare con acqua piovana in mezzo alla natura? E’ superfluo, d’estate, utilizzare il gas per scaldare l’acqua quando si può ricorrere al calore del sole che produce 7500 volte in un solo giorno l’energia che l’umanità usa nello stesso lasso di tempo. Per chi apprezza il turismo vi sarà la possibilità di fare gite nei dintorni scoprendo cultura e natura, ovviamente condividendo i mezzi di trasporto a disposizione. Chi ama il relax e la spiritualità, potrà cominciare la giornata con l’asana di saluto al sole o con ritempranti esercizi di Qi Gong. In quella settimana il PeR rappresenterà un mondo sostenibile in miniatura: sostenibile per gli esseri umani, per gli animali, per l’ambiente. Nessuno escluso. Non solo ci saranno tutte le tecnologie per produrre risparmiando, ma ci saranno le persone che, condividendo, i propri progetti e la loro volontà di pesare meno sulla Terra, aggiungeranno nuova energia ad energia. Una vacanza insolita ma non per questo meno speciale.

Per maggiori informazioni: scrivi@per.umbria.it

Prima sessione : da domenica 29 giugno a sabato 5 luglio

Seconda sessione: da domenica 6 luglio a sabato 12 luglio
Terza sessione (ancora non certa): da domenica 13 luglio a sabato 19 luglio

Fonte: il cambiamento.it

Ma quanto consuma una lavatrice? Tanto. Ecco come si può risparmiare

Avete mai fatto caso a quanto gira velocemente il disco del contatore quando la lavatrice è in funzione? Già; perché si tratta di un elettrodomestico che può essere molto “energivoro”. Ma basta mettere in atto qualche semplice accorgimento ed ecco che il risparmio diventa realtà.lavatrice_risparmio

Se vogliamo risparmiare un po’ di energia, quindi soldi e ridurre l’inquinamento provocato dalla produzione di energia elettrica attraverso le fonti fossili, abbiamo alcune possibili soluzioni di facile applicazione.  Parlando di lavatrici è sufficiente ridurre la temperatura dell’acqua a cui si lava e il risparmio è assicurato. Il lavaggio sarà ancora soddisfacente ma i consumi si ridurranno sensibilmente. Come si vede chiaramente dalle immagini che trovate in fondo all’articolo (Fig. 2 e Fig. 3) si ottiene un risparmio di circa il 30% semplicemente abbassando la temperatura dell’acqua. Nel primo caso la temperatura è stata impostata a 60°, mentre nel secondo a 40°. Nel primo caso la lavatrice ha utilizzato la resistenza interna per circa 15 minuti, mentre nel secondo ne sono sono stati sufficienti circa 10. Questo ci fa capire che più alta si vuole la temperatura di lavaggio più a lungo rimane accesa la resistenza interna che scalda l’acqua. (I due lavaggi in questione sono stati eseguiti uno di seguito all’altro e pertanto le condizioni di valutazione erano uguali per entrambi). Va detto che le misure sono state effettuate in Agosto, con temperatura dell’aria e dell’acqua più elevate che in inverno. Se facessimo lo stesso calcolo a Dicembre avremmo dei consumi maggiori sia perché la temperatura in casa non sarebbe più alta di 19° sia perché l’acqua in ingresso sarebbe più fredda. Se volessimo fare un calcolo del consumo reale dei lavaggi, basterebbe moltiplicare il tempo di utilizzo della resistenza (1600 W = 1,6 kW) e il tempo di utilizzo del motore (circa 100 W – 0,1 kW, come si vede dalla figura 1). Nel primo caso avremmo 1,6 kW per 15 minuti, più  0,1 kW per 60 minuti: ossia 400 Wh più 100 Wh per un totale di 500 Wh. Se paghiamo un kWh di energia elettrica 0,2 € il lavaggio ci sarà costato circa 10 centesimi. Nel secondo caso , lavando con l’acqua a 40°, avremmo 1,6 kW per 10 minuti, più  0,1 kW per 60 minuti: ossia 266 Wh più 100 Wh per un totale di 366 Wh. In questo caso il lavaggio ci sarà costato solo 7 centesimi. Da notare che il tempo di lavaggio è sempre lo stesso, quello che cambia è il tempo in cui la lavatrice “aspetta” il riscaldamento dell’acqua. Quanto spenderemmo se invece di scaldare l’acqua con la resistenza interna utilizzassimo l’acqua scaldata col sole dai collettori solari? Invece di far scaldare l’acqua alla lavatrice la si può far arrivare  già calda così ché l’energia elettrica servirà solo per far girare il cestello, con il consumo del solo motore che si aggira sui 100 Watt. Se avete installato un pannello solare per l’acqua calda potete farla confluire direttamente in lavatrice. La lavatrice, in questo caso, dovrebbe avere il doppio ingresso: uno per l’acqua calda e uno per quella fredda. Se la vostra non lo ha, potete acquistare un “SaveEl.En.” apparecchio che si occupa proprio di far arrivare acqua calda e fredda in base alla richiesta. Se, dunque, utilizziamo l’acqua scaldata col sole il costo del lavaggio si ridurrà al solo consumo del motore. Quindi avremo 100 W per 60 minuti. Cioè 0.1 kWh, ovvero 0,02 centesimi di spesa!
Un’altra possibilità, se non avete i pannelli  solari per l’acqua calda, è quella di mandare alla lavatrice l’acqua scaldata con la caldaia a gas. Il costo sarà minore che se la scaldate con la corrente elettrica.
fonte: il cambiamento.it

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Pompe di calore, nuova tariffa elettrica e una marcia in più

La nuova tariffa elettrica in arrivo per le pompe di calore permetterà risparmi di diverse centinaia di euro per impianto, superando il più grosso ostacolo alla diffusione di questa tecnologia in Italia: il costo dell’elettricità. Una novità che, con la proroga dell’ecobonus fino a dicembre, candida il 2014 ad essere l’anno d’oro delle pompe di calore.
Il 2014 potrebbe essere un anno d’oro per le pompe di calore in Italia; fino al 31 dicembre questa tecnologia godrà delle detrazioni fiscali del 65% e da giugno sarà superato anche uno dei più grossi ostacoli alla diffusione di questa tecnologia nel nostro paese: il costo dell’elettricità. Infatti, è in arrivo una nuova tariffa elettrica dedicata. Una novità che migliora nettamente la convenienza economica di questo modo di climatizzare gli ambienti: per chi installa una pompa di calore, la nuova tariffa consentirà un risparmio di diverse centinaia di euro l’anno sulla bolletta elettrica.

pompe di calore

Le cose miglioreranno nettamente con la nuova tariffa che sarà in vigore da giugno, alla quale potranno accedere, in via sperimentale e volontaria, gli utenti che installino una pdc come impianto di riscaldamento principale in un’abitazione di residenza, anche nel caso in cui scelgano il mercato libero. Con il nuovo sistema tariffario infatti il costo del KWh sarà costante, a prescindere dai consumi. Gli utenti che la sceglieranno potranno accedere alla tariffa D1 e pagheranno tutti i kWh consumati – compresi quelli destinati alla pdc – circa 21 centesimi (a seconda di come verranno aggiornati oneri di sistema, di rete e imposte da qui a giugno). Conseguenza pratica? Per il nostro consumatore ipotetico che si scalda con la pompa di calore elettrica (7.700 kWh l’anno di consumi e potenza impegnata 4,5 kW) la bolletta dovrebbe scendere dai potenziali 2.404 euro di oggi (in caso scegliesse il servizio di maggior tutela) a circa 1.620 euro l’anno: un risparmio di quasi 800 euro l’anno! È evidente che la novità piaccia ai produttori di pompe di calore: “La progressività delle tariffe elettriche italiane era un grosso ostacolo alla diffusione delle pompe di calore in Italia”, spiega a QualEnergia.it, Fernando Pettorossi, responsabile del gruppo Pompe di calore di Anima-Co.Aer., l’associzione dell’industria italiana del settore che, spiega “pur essendo stata all’avanguardia, finora è stata costretta a esportare circa il 50% della produzione”. “Giudichiamo in maniera molto positiva – continua Pettorossi – la nuova tariffa che sarà introdotta. Ora la palla è nelle mani degli operatori della filiera: bisogna trarre il massimo da questo 2014 che si annuncia l’anno più propizio per questa tecnologia visto che, oltre alla nuova tariffa, fino al 31 dicembre sono ancora in vigore le detrazioni fiscali del 65%, l’incentivo più attraente per le pdc”.
Fonte: qualenergia.it

Condomini Efficienti: Comune, Legambiente e aziende insieme per il risparmio in bolletta

A Palazzo Marino l’assessore Maran, Poggio e Meggetto di Legambiente e i rappresentanti di HabitaMi, AssIRen e Condominio Classe A hanno lanciato “Patti chiari per l’efficienza energetica”, l’alleanza per la riqualificazione energetica e ambientale dei condomini. Sportelli informativi presso i CdZ per informare i cittadini378563

In questi giorni in cui l’area di Milano sta affrontando un’emergenza inquinamento, con valori del Pm10 che sono tornati a salire, in città parte l’importante campagna ‘Condomini Efficienti’. L’iniziativa, promossa da Legambiente e patrocinata dal Comune di Milano, ha l’obiettivo di promuovere la riqualificazione energetica degli edifici e diffondere buone pratiche per il risparmio energetico. Una famiglia milanese spende mediamente 1.500 euro all’anno per riscaldare la propria abitazione: con interventi importanti sull’edificio e cambiando l’impianto di riscaldamento è possibile, in molti edifici,risparmiare dal 30 al 60% sulla bolletta energetica (fino a 500/1000 euro all’anno). È possibile inoltre, fino alla fine dell’anno, detrarre dalle tasse il 65% in 10 anni dell’investimento per rendere più efficiente la propria abitazione. Con ‘Condomini Efficienti’, nei prossimi mesi, migliaia di condomini milanesi saranno informati sulle possibilità di risparmio energetico e, se decideranno di riqualificare le proprie case, potranno scegliere sulla base di preventivi chiari e tagli sui costi garantiti da aziende e professionisti che accettano di lavorare in base alle nuove norme (europee e nazionali) e all’accordo volontario ‘Patti chiari per l’efficienza energetica’, promosso dal Comune di Milano e sottoscritto da tutte le parti sociali e dall’associazione Legambiente.  La campagna muoverà i primi passi già durante la fiera “Fa’ la cosa giusta” in programma dal 28 al 30 marzo in Fiera Milano City, per poi attraversare concretamente tutti i quartieri di Milano, incontrando, condominio per condominio, tutte le famiglie interessate. “Questi giorni di emergenza ambientale devono essere colti come un’occasione importante per portare all’attenzione di tutti il tema della lotta all’inquinamento. Con‘Condomini Efficienti’ vogliamo offrire l’occasione a tutte le famiglie milanesi di risparmiare sui costi dell’abitare e ridurre inquinamento e consumi energetici”, ha dichiarato Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia.  “L’investimento in risparmio di energia è tra i più promettenti e interessanti oggi in tutta Europa e la necessità di rendere più efficienti le abitazioni è ormai legge, in Europa come in Italia. Nell’arco dei prossimi trent’anni sarà obbligatorio metter mano a circa 40 mila condomini di Milano: quasi 1300 edifici all’anno. Si apriranno quindi cantieri da centinaia di migliaia di euro, dei veri e propri ‘cantieri verdi’ per risparmiare sull’energia, diminuire l’inquinamento e vivere meglio. Tutti cantieri in regola, con fattura detraibile: questa è vera green economy”. La campagna ‘Condomini Efficienti’ verrà attuata in collaborazione con gli Sportelli Energia che il Comune di Milano ha aperto in tutte le zone di Milano. Legambiente ha incontrato inoltre l’interesse e l’alleanza di tante società e professionisti: quelle coordinate nella grande campagna di HabitaMi, una importante rete d’impresa (Rete Irene) e il network Condomini Classe A. Grazie a loro si moltiplicheranno le forze, i banchetti, i gazebo e le occasioni di incontro con Legambiente e con gli Sportelli Energia del Comune di Milano. Sono previsti, inoltre, una ventina di incontri e spettacoli in tutta la città e una decina di iniziative di piazza in tutta Milano. Poi manifestazioni, eventi, seminari di approfondimento e studio.

Per ulteriori informazioni: www.viviconstile.org

Fonte: ecodallecittà.it

 

La doccia ‘spaziale’ che consuma il 90% in meno d’acqua!

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Ogni giorno consumiamo grosse quantità di acqua senza che ce ne accorgiamo neppure, dallo sciacquone del wc alla doccia, al bucato. Una ricerca condotta dall’US Environmental Protection Agency (EPA) ha stimato che ogni anno negli Stati Uniti vengono consumati 1,2 miliardi di litri di acqua a livello domestico. Cosa sarebbe di noi esseri umani se un giorno l’acqua dovesse essere così scarsa da mettere seriamente a rischio la nostra sopravvivenza? Se ci pensate questa è la situazione in cui si trovano gli astronauti quando partono per le loro missioni nello spazio. Gli ingegneri spaziali hanno risolto il problema tramite il riciclo continuo dell’acqua contenuta in un apposito bidone. Il designer industriale Mehrdad Mahdjoubi, lavorando ad un progetto presso l’Università di Lund, in Svezia, in collaborazione con la NASA, ha pensato di applicare lo stesso concetto di riciclo anche nella nostra realtà. Del resto la filosofia del design spaziale punta a massimizzare le risorse disponibili, un atteggiamento che forse dovremmo iniziare ad applicare ognuno nel proprio piccolo. E’ da queste riflessioni che è nato OrbSys, un sofisticato metodo di depurazione dell’acqua che funziona con un sistema a circuito chiuso: l’acqua calda scende dal rubinetto, viene purificata all’istante e poi è subito reimmessa in circolo. Inoltre la pressione del getto è superiore alla media ed è sempre costante, non essendo vincolata dal flusso delle tubature. Grazie a questo sistema si ottiene un risparmio di energia pari all’80% (perchè l’acqua è sempre la stessa quindi non ha bisogno di essere scaldata) e un risparmio di acqua pari al 90% . Ma i vantaggi sono anche di tipo economico, si stimano almeno 1.000 euro in meno all’anno per le bollette. Se in una doccia normale consumiamo circa 150 litri di acqua, con OrbSys ne andremmo a consumare solo 5. Davvero un buon risultato, non credete? Queste docce per ora sono state installate con successo a Ribersborgs Kallbadhus, una struttura balneare in Svezia. Pensate che rivoluzione se questo sistema venisse utilizzato nelle nostre case o, meglio ancora, nei Paesi in via di sviluppo che ogni giorno devono fare i conti con la penuria di acqua e con le malattie ad essa correlate.

Fonte: tuttogreen

Carpooling certificate App ti dice quanta C02 risparmi se dividi il viaggio in auto

Una app per conteggiare quanta CO2 si è risparmiata dividendo il viaggio in auto con il il servizio di car pooling organizzato attraverso bring-meapp-carpooling-350x350

Carpooling Certificate è la app collegata a Bring-Me sito per il carpooling e autostop che certifica la quantità di CO2 risparmiata quando si divide un viaggio in auto con altri passeggeri. Il carpooling consiste nel dividere il medesimo percorso di viaggio in automobile tra più partecipanti.

Spiegano a BringMe:

E’ il primo – e ad oggi unico – strumento al mondo che permette di ottenere dati certi su quante persone portano a termine viaggi condivisi, ma soprattutto sulla CO2 che viene risparmiata attraverso questa pratica di mobilità sostenibile.

In pratica la App viene lanciata dallo smarthphone da uno dei partecipanti al viaggio in carpooling che riconosce attraverso il bluetooth o altri componenti il numero dei viaggiatori. L’applicazione registra i chilometri percorsi e verifica quanti telefoni sono collegati all’arrivo. Alla fine del viaggio arriva il certificato che indica sia il numero dei chilometri totalizzati, sia il numero di persone che hanno viaggiato e sia quanta CO2 si è così risparmiato rispetto a un viaggio svolto singolarmente in autovettura. La star up BringMe nasce dall’idea dei tre fratelli Albartengo e incubata dall’I3P del Politecnico di Torino e Gerard Albertengo amministratore di BringMe ha testato personalmente la App Carpooling Certificate sul percorso Milano Rimini per arrivare a Ecomondo. Il risultato del viaggio durato 298 Km ha portato al risparmio totale di 194Kg di CO2.

Fonte: ecoblog