Smart Home: l’aria condizionata a risparmio energetico Ambi Climate

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Ambi Climate è un esempio pratico di come i dispositivi smart possano farci risparmiare energia mantenendo alto il comfort.

L’aria condizionata è un comfort al quale ormai in pochi vogliono rinunciare, ma è anche una grande fonte di consumo di energia elettrica. Allo stesso tempo, però, molto spesso i condizionatori sono utilizzati male e riescono a diminuire il comfort invece di aumentarlo: o fa troppo caldo, o fa troppo freddo, o l’aria è troppo umida, o troppo secca. La soluzione? Uno smart device dotato di intelligenza artificiale  connesso in rete. Ad esempio Ambi Climate, che si sostituisce al normale telecomando con schermo LCD del condizionatore (i modelli con telecomando senza schermo non sono supportati) e gestisce completamente l’impianto di raffrescamento e riscaldamento in base a una serie di parametri che va ben oltre la semplice temperatura rilevata nella stanza. Oltre a questo fattore, infatti, per avere un vero comfort bisogna monitorarne altri: umidità dell’aria, prima di tutto, e poi anche la quantità di luce (e quindi calore) che entra nella stanza. Che, a sua volta, dipende dalle condizioni meteo esterne. Tutte cose che un normale condizionatore ignora totalmente. Ambi Climate, invece, lavora diversamente: una volta impostata la temperatura ideale il device tiene sotto controllo anche umidità e luminosità. Se nella stanza è arrivato il sole vuol dire che la temperatura sta per salire, naturalmente, di qualche grado e quindi è necessario regolare il condizionatore di conseguenza. Anche perché quando il sole batte su un oggetto, esso accumula calore e lo va cedendo nei minuti successivi. Allo stesso modo Ambi Climate tiene sotto controllo i servizi meteo online per capire come comportarsi nelle prossime ore. Il tutto è gestito da un software di intelligenza artificiale che, però, ha l’umiltà di chiederci se il risultato ci sta bene oppure no: una sorta di questionario sulla nostra soddisfazione che, di fatto, il sistema usa per imparare quali sono i nostri gusti. E regolare il climatizzatore di conseguenza. Tutte le regolazioni di Ambi Climate possono essere settate o tramite l’App fornita dal produttore o collegando il device ad un assistente vocale. Ambi Climate è compatibile sia con Google Home che con Amazon Echo. Secondo il produttore, se è ben usato può portare un vero risparmio energetico e a una riduzione dei consumi elettrici dovuti all’aria condizionata pari al 30%.

Fonte: ecoblog.it

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Risparmio energetico col cappotto verde dell’ENEA

L’ente di ricerca italiano sperimenta un cappotto termico per edifici fatto di piante rampicanti. Ecco come funziona.http _media.ecoblog.it_3_3c9_risparmio-energetico-cappotto-verde-enea

Che il cappotto termico per gli edifici sia una soluzione efficace per ridurre drasticamente i consumi di energia per il riscaldamento e il raffreddamento domestico è ormai cosa nota tra i professionisti del risparmio energetico. Che il cappotto si possa fare con un giardino verticale, invece che con pannelli isolanti, è invece la nuova frontiera della ricerca.

Da alcuni anni, infatti, vari enti di ricerca e società private stanno sperimentando i risparmi in termini energetici derivanti dalla copertura a verde delle mura perimetrali degli edifici. Tra queste sperimentazioni c’è anche quella dell’ENEA, l’ente pubblico italiano che guida la ricerca in fatto di energia e risparmio energetico. La sfida è trovare piante che crescano bene, in fretta e con pochissima manutenzione su strutture poste non a contatto con l’edificio ma leggermente staccate dalle pareti. Queste piante, inoltre, devono consumare poca acqua e non devono attirare zanzare, insetti fastidiosi o nocivi, topi o altre specie infestanti che potrebbero causare problemi agli inquilini. Ma quanto si può risparmiare, in termini di energia, con una copertura verde del genere? Abbastanza: l’ENEA stima una diminuzione dei consumi del 15% e un abbattimento del 40% degli scambi termici tra dentro e fuori l’edificio, con una temperatura interna di 3 gradi inferiore in estate. Per ottenere ciò bisogna piantumare diverse specie arboree su tetti, terrazzi e pareti esterne. Il progetto pilota ha come sede il Centro Ricerche ENEA Casaccia.

Abbiamo realizzato una parete vegetale basata su un sistema estensivo di tetto-giardino e su una struttura autoportante posizionata a 50 cm dalla parete dell’edificio della Scuola delle Energie, dove svolgiamo corsi di formazione – spiega Carlo Alberto Campiotti del Dipartimento Unità per l’efficienza energetica ENEA – Successivamente abbiamo iniziato lo studio delle interazioni tra le coperture verdi, i flussi energetici, il microclima e il comfort interno, diversificando le specie vegetali“.http _media.ecoblog.it_1_14e_enea-risparmio-energetico-pareti-intelligenti

Lo strato di piante posto a mezzo metro dal muro crea un cuscinetto termico isolante intorno all’edificio perché il sole, in estate, invece di battere sul muro viene captato dalle piante mentre il freddo, in inverno, viene schermato dal muro verde. In più, sempre in inverno, si crea un effetto camino tra parete murata e parete vegetale che abbassa i consumi per il riscaldamento del 10%. Il risparmio in bolletta è notevole, così come la riduzione delle emissioni di CO2 dell’edificio dovuta alla combustione del combustibile per il riscaldamento invernale e al consumo elettrico per il raffrescamento estivo. Ma non tutte le piante sono adatte, come spiega l’ENEA: “Ogni pianta ha una propria tipologia fogliare data da colore, spessore, forma, disposizione sui fusti e ciclo biologico, che determina la quantità di radiazione solare che riesce a captare anziché colpire le pareti dell’edificio“.

La Pandorea Jasminoides variegata – spiega Germina Giagnacovo del Servizio efficienza energetica nelle attività produttive – è una pianta rampicante sempreverde e mostra un’ottima capacità di neutralizzazione della radiazione solare, così come, anche se in modo leggermente inferiore, la Lonicera Hall’s Prolific e la Parthenocissus quinquefolia“.

Oltre a proteggere l’edificio, il giardino verticale ha anche un altro effetti beneficio per l’intera città: riduce l’effetto “isola di calore“, che da solo è in grado di far salire la temperatura estiva dei centri urbani e il consumo di energia anche dell’8% per ogni grado in più di temperatura percepita. I tetti verdi, poi, assorbono molta acqua piovana e la rilasciano gradualmente al sistema fognario, limitando così il rischio di “bombe d’acqua” e i relativi danni che ben conosciamo. Infine, 25 m2 di superficie vegetale generano ossigeno per una persona, mentre 1 m2 elimina 0,2 kg di particolato dall’aria.

Fonte: ENEA

Da Osram nuove lampade LED per la Smart City

Il produttore tedesco presenta nuovi lampioni stradali intelligenti, a risparmio energetico, che ti aiutano a parcheggiare.http _media.ecoblog.it_4_43f_osram_tuner4tronic-app_application

Rendere l’illuminazione pubblica smart è una buona strategia per abbassare l’impatto ambientale delle città. In quest’ottica, e con l’obbiettivo di coniugare sicurezza, efficienza e risparmio energetico, Osram ha presentato la sua nuova soluzione per l’illuminazione stradale: Streetlight 11.

Si tratta di lampioni stradali intelligenti, equipaggiati con lampade a LED a basso consumo di elettricità, connessi e con funzioni intelligenti. L’utilizzo della tecnologia LED per l’illuminazione ha due vantaggi principali: risparmio energetico (a parità di luce prodotta) e possibilità di orientare in modo preciso il flusso luminoso. Quest’ultima caratteristica limita l’inquinamento luminoso, che nelle nostre città causa problemi a insetti, pipistrelli e altri animali. Inoltre i lampioni Streetlight 11 di Osram sono dotati di connessione dati e videocamera, che punta verso la strada. Ciò le rende idonee come soluzioni di videosorveglianza pubblica, ma anche utili a realizzare parcheggi intelligenti. Questo perché, grazie a un software, la videocamera installata nel lampione può riconoscere se il parcheggio che sta illuminando è libero o meno e indirizzare una automobile connessa verso di esso. Facendo risparmiare al guidatore tempo e carburante, altrimenti spesi girando per l’isolato in cerca di un parcheggio libero. Secondo i calcoli di Osram ogni anno perdiamo mediamente 40 ore del nostro tempo in macchina a cercare parcheggio. Una settimana di lavoro e decine di litri di benzina o gasolio sprecati. In più, in un’ottica di smart city, i lampioni intelligenti di Osram sono monitorabili tramite l’app Tuner4TRONIC Field. Con questa applicazione si possono settare vari parametri, come l’intensità del flusso luminoso e gli orari di accensione e spegnimento delle lampade. Tuner4TRONIC Field, infine, è una soluzione universale utilizzabile anche con lampade di altri produttori (installando a monte della lampada un apposito driver).

Fonte: ecoblog.it

Risparmio energetico: con Ecobonus 9,5 miliardi di investimenti

Il rapporto annuale 2017 dell’ENEA sull’efficienza energetica e il risparmio di energia mette mostra luci e ombre di Conto Termico e detrazioni fiscali al 65%. Con l’Ecobonus risparmiati miliardi di euro di petrolio e gas.http _media.ecoblog.it_2_261_risparmio-energetico-ecobonus-detrazioni-fiscali-65

Gli ecobonus per il risparmio energetico, sia le detrazioni fiscali del 65% che il Conto Termico, funzionano. Ma la Pubblica Amministrazione deve fare di più per aumentare l’efficienza energetica dei propri edifici. E’ quanto emerge dal Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA 2107, che mette in luce come siano oltre 9,5 i miliardi di euro investiti negli ultimi tre anni grazie agli incentivi statali al risparmio energetico. Secondo i dati ENEA, inoltre, dal 2005 ad oggi abbiamo risparmiato 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas grazie agli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Tuttavia è lo stesso ENEA a ribadire che la Pubblica Amministrazione italiana è fortemente indietro, spesso per scarsa conoscenza delle possibilità offerte dal fisco. Per questo è stata creata una task force operativa “PA-Obiettivo efficienza energetica” tra ENEA e GSE, che aiuterà la PA a realizzare interventi di riqualificazione energetica. I dati 2007-2016 dicono che grazie agli ecobonus sono stati effettuati quasi 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici, con circa 32 miliardi di euro di investimenti totali. Nel solo ultimo triennio gli investimenti ammontano a 9,5 miliardi di euro. L’ENEA ha anche presentato l’ultimo Rapporto sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, secondo cui sono 1,9 milioni i serramenti sostituiti grazie alle detrazioni del 65% per il risparmio energetico, per un valore di 4,36 miliardi di euro. Nell’ultimo triennio l’Italia ha consumato così ben 3.300 GWh/anno in meno, cioè 0,28 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in meno all’anno. Dal 2013 al 2016 gli interventi incentivati (sia per la riqualificazione energetica che per il recupero edilizio) hanno portato 270 mila posti di lavoro ogni anno, oltre 400 mila con l’indotto.

Credit immagine: ENEA

Fonte: ecoblog.it

Risparmio energetico più facile con enCOMPASS, progetto UE coordinato dal Politecnico di Milano

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Sistemi digitali efficaci e gradevoli da usare per rendere i dati di consumo energetico comprensibili a tutti (cittadini, frequentatori di luoghi pubblici, gestori di edifici, società erogatrici di energia, scuole) e aiutino l’utente a gestire l’energia in modo efficiente, con un risparmio nei costi ma senza abbassare il livello di comfort.

E’ l’obiettivo del progetto H2020 enCOMPASS (Collaborative Recommendations and Adaptive Control for Personalized Energy Saving, www.encompass-project.eu), coordinato dal Politecnico di Milano, che svilupperà entro i prossimi 3 anni un approccio socio-tecnologico integrato al risparmio energetico. Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità identificati dall’Unione Europea da realizzare entro il 2020 non richiede solo interventi dal punto di vista tecnologico ma anche un cambiamento dei comportamenti individuali nel consumo di energia.

Il progetto dimostrerà come tutto ciò sia realizzabile tramite una piattaforma aperta che unisca:

1) la visualizzazione dei dati provenienti da sistemi di rilevazione per riscaldamento ed elettricità e delle informazioni generate dall’utente rilevate automaticamente e manualmente;

2) interfacce intuitive per la comprensione dei dati raccolti;

3) educazione al consumo consapevole tramite giochi;

4) integrazione con i sistemi intelligenti di automazione e controllo degli edifici.

La piattaforma rappresenterà il cuore di un nuovo sistema che permetterà agli operatori del settore energetico di sviluppare proprie soluzioni per il risparmio di energia o di integrare ed utilizzare servizi individuali richiesti dall’utente. EnCOMPASS dimostrerà la sua efficacia in tre diverse aree geografiche europee caratterizzate da climi differenti (continentale umido ad Hassfurt in Germania, Mediterraneo ad Atene e Thessaloniki in Grecia e Continentale subartico a Gambarogno in Svizzera) e sarà testato in tre diversi tipi di edifici (residenziali, scuole e uffici).

Il sistema produrrà un impatto sociale, economico e ambientale che andrà oltre i confini delle aree di sperimentazione dato che l’approccio olistico utilizzato sarà replicabile anche in altri contesti.

Questi i partner di progetto: Politecnico di Milano, Italia, coordinatore; European Institute for Participatory Media, Germania; Stadtwerk Haßfurt GmbH, Germania; Naturschutzbund Deutschland, Germania; Watt + Volt, Grecia; Società Elettrica Sopracenerina, Svizzera; Centre for Research and Technology Hellas, Grecia; Ethniko Idryma Erevnon, Grecia; Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Svizzera; Set Mobile S.R.L., Romania; Kaleidos Games, Italia; Kaunas University of Technology, Social responsibility research centre, Lituania; Paradox Engineering SA, Svizzera; Gravity R&D Zrt, Ungheria.

Fonte: ecodallecitta.it

Le fasce orarie per il risparmio energetico: le tariffe e gli orari migliori

Le tariffe dell’elettricità sono differenziate per favorire il risparmio energetico. Ecco quali sono gli orari in cui utilizzare elettrodomestici ad alto consumo come la lavatrice.fasceorarie

Dal 2007 le tariffe dell’energia elettrica sono state differenziate a seconda delle fasce orarie per favorire il risparmio energetico e spingere i consumatori a un utilizzo smart degli elettrodomestici maggiormente energivori. Questo avviene perché produrre energia nelle ore di picco è più costoso. Da dieci anni, quindi, l’Authority ha introdotto per i clienti in servizio di maggior tutela un meccanismo di prezzi biorari ovverosia differenziati in base alle ore della giornata ma anche dei giorni della settimana. Le tariffe disponibili sono tre e vanno scelte in base a quello che è l’utilizzo consueto che viene fatto dell’energia elettrica.

La tariffa monoraria è quella in cui il prezzo dell’energia è sempre uguale nel corso della giornata, indipendente dall’ora di utilizzo.

La tariffa multioraria prevede tre fasce orarie: la F1 (in cui il prezzo è più alto) fascia va dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, la F2 (intermedia) va dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00 e il sabato, dalle 7:00 alle 23:00, la terza fascia (economica) va dal lunedì al sabato, dalla mezzanotte alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00, e tutte le ore di domenica e dei giorni festivi. Questa tariffa può essere scelta solo se sei un cliente del mercato libero e hai il contatore elettronico.

La tariffa bioraria è il sistema introdotto dall’Authority per i consumatori che vogliono mantenere il regime di maggior tutela e che dispongono del contatore elettronico. Due le fasce orarie: una con tariffe più alte dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 (fascia F1) e una con tariffe più basse per i consumi che avvengono in tutti gli altri orari (fasce F2 e F3).

Una volta nota la propria fascia oraria a basso consumo energetico bisogna quindi concentrare in quegli orari l’utilizzo di lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere e ferri da stiro. La posizione in cui vengono installati i termosifoni e l’utilizzo di lampade led sono altrettanto importanti per il risparmio energetico, quindi occhio alla posizione!

Nuove fasce orarie per l’elettricità (2007)

Dal primo gennaio 2007

la fascia di punta (costi alti), andrà dalle ore 8.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì. Le ore intermedie saranno nei giorni feriali dalle ore 7.00 alle ore 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, il sabato dalle ore 7.00 alle ore 23.00. La fascia fuori punta (quella più economica), nei giorni dal lunedì al venerdì, andrà dalle 23.00 alle 7.00, mentre le domeniche e festivi sarà in vigore per tutte le ore della giornata.  Se non mi sbaglio (anche perchè ognuno si sceglie la tariffazione che maggiormente si adatta al suo stile di vita), adesso sono in vigore 4 fasce orarie:
Le ore di punta sono oggi quelle comprese tra le 8,30 e le 10,30 e tra le 16,30 e le 18,30 dei giorni dal lunedì al venerdì del periodo invernale.

Poi ci sono le “ore di alto carico“, che son quelle comprese tra le 6,30 e le 8,30, tra le 10,30 e le 16,30 e tra le 18,30 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo invernale e quelle comprese tra le 8,30 e le 12 dal lunediì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto.

Seguono le “ore di medio carico” comprese tra le 6,30 e le 8,30 e tra le 12 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto. Per arrivare infine alle “ore vuote” corrispondenti alle notti tra 21,30 e le 6,30 dei giorni dal lunedì al venerdì, tutte le ore del sabato e della domenica e tutte le ore del mese di agosto.

Insomma, una buona semplificazione, riassumibile in “fate la lavatrice dopo le 19, o meglio ancora nel fine settimana”.

Fonte: ecoblog.it

I termosifoni e i pannelli isolanti: dove posizionarli per il risparmio energetico

La scelta del luogo dove posizionare i termosifoni e i pannelli isolanti è utile per favorire il risparmio energetico.gettyimages-491821930

Dove posizionare i termosifoni? La domanda può sembrare banale, ma non lo è per niente visto che il posizionamento dei caloriferi – magari in abbinamento ai pannelli isolanti – può migliorare le performance e contribuire in maniera determinante al risparmio energetico. Generalmente i termosifoni migliori dal punto di vista energetico sono quelli che vengono installati in modo da evitare eccessive dispersioni. In passato li si piazzava vicino alla finestre e alle porte ma la posizione verso l’esterno del radiatore richiede uno sforzo maggiore all’elemento radiante e maggiore calore alla caldaia, con un conseguente aumento dei consumi. Per migliorare l’efficienza dei caloriferi a parete ed evitare la dispersione verso l’esterno occorre provvedere all’isolamento dei termosifoni con pannelli termoriflettenti che si presentano come dei rotoli di spessore fra i 3 e gli 8 millimetri. Questi fogli di polietilene rivestiti in alluminio vengono sistemati dietro i termosifoni e in questo modo riflettono il calore verso l’interno evitando che questo si dissipi nei muri perimetrali. Dal 1° gennaio 2017, con le nuove norme sul riscaldamento centralizzato e l’obbligo delle valvole termostatiche, l’ottimizzazione del calore emanato dai radiatori diventa ancora più importante per risparmiare sulla bolletta.

Dove mettere i termosifoni?

Questo è il termosifone più barocco che abbia mai visto. Lo ha disegnato un olandese: Joris Laarman, dicendo che la funzionalità non deve essere scollegata dall’esteticatermosifone

.  Sono stata ad una giornata di formazione sulla casa ecologica, dove, tra le altre cose, si è parlato di isolamento e riscaldamento. Il riscaldamento domestico è la maggiore spesa energetica di una famiglia (55%), per cui avrebbe più senso mettere dei pannelli isolanti dietro ai radiatori, per non disperdere il calore verso l’esterno dell’abitazione, che cambiare le lampadine con quelle a basso consumo (3% dei consumi).

La cosa nuova che dicevano è che l’isolamento sarebbe meglio metterlo fuori di casa, sulla superficie esterna, per poter sfruttare l’inerzia termica delle pareti ed essere circondati dal tepore. Su due piedi non saprei valutare per bene questa affermazione. Non ci vuole più energia per riscaldare anche le pareti? Altra domanda: perchè i termosifoni stanno sul lato esterno delle case, sotto le finestre? In quella posizione creano un gradiente molto forte nei muri, che facilita la dispersione del calore. Perchè non li si mette sul lato interno?

Fonte: ecoblog.it

Ristrutturazioni e risparmio energetico: tutte le novità 2017

La Legge di bilancio 2017 ha previsto la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2017, sia della detrazione del 50% sulle spese per gli interventi di ristrutturazione edilizio che di quella del 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. eco bonus). Ma le novità non finiscono qui: vediamo, dunque, cosa cambia dal 2017ristrutturazioni

Detrazione sulle ristrutturazioni

Come accennato, anche per il 2017, ai fini IRPEF si può fruire della detrazione per le spese sostenute, ed effettivamente rimaste a carico, per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni degli edifici residenziali (fondazioni, tetti, muri maestri, lastrici solari, scale, portoni d’ingresso, vestiboli, anditi, portici, cortili e altre parti dell’edificio ad uso comune), nonché per la realizzazione degli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute e sulle loro pertinenze. La percentuale di detrazione è pari al 50% nel limite di spesa annuo di 96.000 euro.

 

Detrazione sul risparmio energetico

Stessa proroga (quindi sino al 31 dicembre 2017) interessa la detrazione del 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Non cambiano i limiti e le tipologie di spese agevolabili per cui in linea generale l’ammontare massimo della detrazione di cui è possibile usufruire è pari a:

  • 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell’apposita tabella;
  • 60.000 euro per gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi;
  • 60.000 euro per le spese relative all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;
  • 30.000 euro per le spese sostenute per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o con pompe di calore.

Interventi di riqualificazione energetica su parti comuni di edifici

Per gli interventi di riqualificazione energetica relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, la misura della detrazione al 65% è prorogata di cinque anni, fino al 31 dicembre 2021. La misura della detrazione è ulteriormente aumentata nel caso di interventi che interessino l’involucro dell’edificio (70%) e di interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano determinati standard (75%). Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Per tali interventi i condomini possono cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari. Tali detrazioni sono usufruibili anche dagli IACP, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Fonte: fiscoinopratica.it

Risparmio energetico: come isolare le finestre col fai-da-te e pagare meno nella bolletta

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Non è solo un fatto di sostenibilità ambientale: isolamento, coibentazione e altre forme di risparmio energetico offrono tutta una serie di benefici in termini fisici e psichici, oltre che un alleggerimento notevole delle nostre bollette. Secondo alcune ricerche, infatti, circa la metà dell’energia che consumiamo per raffreddare o riscaldare una casa viene semplicemente persa perché le nostre abitazioni non sono ben isolate. Alcune tecniche di isolamento ci possono infatti aiutare a ridurre le nostre spese energetiche di circa il 40%, rendendo i nostri ambienti più freschi d’estate e più caldi d’inverno. Non solo: coibentazione e isolamento ci aiutano a ridurre muffa e umidità, apportando benefici alla nostra salute. Tra l’altro, un immobile con classe energetica migliore aumenterà il proprio valore nel tempo. Avevamo già visto insieme qualche tempo fa (a questo link) alcune tecniche che possono aiutarci a raggiungere un forte risparmio energetico. Oggi, vedremo com’è possibile isolare termicamente le nostre finestre di casa, con il fai-da-te e spendendo una cifra relativamente bassa. La dimostrazione di come questo sia possibile, viene dall’esperienza di Ivan Piga, ex elettricista che si è messo in testa di rendere la propria abitazione completamente autonoma dal punto di vista energetico ed economico.

Ecco il video in cui spiega il procedimento che ha utilizzato per l’isolamento delle sue finestre:

Dopo aver rimosso dagli infissi la vernice vecchia con dei pezzi di vetro, la superficie è stata levigata a mano con della carta vetrata a diverse grane (40-60-100-150). Successivamente, è stato passato dell’olio paglierino e infine dell’impregnante color palissandro. Ultimo passaggio: due verniciate di flatting lucido trasparente. Si passa poi ai perni della finestra, trattati anch’essi con della carta abrasiva, prima a grana 40 e successivamente a 100 per la rifinitura. I perni sono stati ridipinti con della vernice acrilica. Il passaggio principale riguarda ovviamente le finestre vere e proprie. Il procedimento è simile a quello degli infissi: rimozione della vernice con pezzetti di vetro, passaggio successivo con carta vetrata a diverse grane (sempre da 40 a 150). Lavate le superfici con acqua e sapone, vi è stata poi applicata una soluzione antitarlo: tutte le operazioni vanno effettuate all’aria aperta, per sicurezza. Anche in questo caso, effettuare una passata di olio paglierino e impregnante di color palissandro, applicato con un tampone (un semplice fazzoletto riempito di cotone) per evitare lo spiacevole effetto delle strisce dovute all’utilizzo del pennello. Per proteggere le superfici dalla pioggia e dal sole, si applicano poi tre strati di flatting trasparente lucido: la prima col pennello, le successive con il tampone. Occorre poi procurarsi i vetri, stando attenti alle misure e al materiale delle finestre a cui vogliamo applicarli. Nel caso di Ivan, lo spessore ottimale è risultato essere 1 cm a vetro, dal momento che il telaio non era molto resistente. In base alle proprie esigenze specifiche, si possono prevedere spessori diversi. Per fissare i vetri e permettere l’isolamento è necessario passare accuratamente del silicone per tutta la lunghezza della finestra. Una vecchia cornice per quadri è stata poi riutilizzata come ulteriore fissaggio, insieme al posizionamento strategico di alcuni chiodini, in punti particolarmente delicati. Guarnizioni in gomma sono state infine applicate lungo tutti gli angoli della finestra e incollate con un adesivo specifico per il legno: questo eviterà la fuoriuscita del calore dalla casa. La spesa finale, secondo i calcoli di Ivan, è stata di circa 104 euro, anche se bisogna dire che una parte del materiale è avanzato per le altre finestre dell’abitazione. Tra l’altro, nelle foto che mostra, sembrano ancora in perfette condizioni, dopo due anni di utilizzo. C’è chi potrebbe obiettare che prodotti come ad esempio il flatting non sono esattamente sostenibili o ecologici. In commercio esistono delle varianti, a base di acqua, ugualmente efficaci e meno tossiche. La storia di Ivan ha davvero qualcosa di unico nel suo genere. Rimasto disoccupato, fa di necessità virtù: dopo aver venduto la sua vecchia casa, decide di comprarne una a basso costo ristrutturandola completamente. E decide di farlo, puntando tutto sul, la coibentazione delle superfici e l’isolamento termico. Grazie al suo lavoro costante è riuscito a eliminare quasi del tutto i propri costi in bolletta: sostiene, infatti, di spendere circa 800 euro annui in risparmio energetico elettricità, ma grazie ai suoi pannelli fotovoltaici, ne guadagna circa 700. Il suo obiettivo è quello di realizzare una casa “che si mantiene da sola”. La sua storia è stata raccontata di recente in un programma radio: al link, l’intervista a Ivan.

(Foto: www.yourhomeand.com)

Fonte: ambientebio.it

Risparmio energetico: è suonata la sveglia

«Ancora una volta constatiamo che argomenti quali risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento, vivere sano, costruire con materiali ecologici sono sempre più conosciute e richieste»: a parlare è Alessandro Cagnolati dell’associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente), reduce da un’esperienza che ha permesso di toccare con mano quanto sia diffusa una nuova sensibilità.risparmio_energetico_

In occasione della diciassettesima Fiera di Montagna di Tione di Trento, gli organizzatori ci hanno invitato, come associazione Paea, a partecipare con la mostra AIP (Alternativa In Pratica) con l’intento di fornire ai visitatori una serie di informazioni utili e interessanti. La manifestazione, che offre una serie di stand con settori merceologici legati alla vita in montagna, come ad esempio gli spazzaneve “domestici”, quest’anno ha voluto ampliare la sua “offerta” con la mostra AIP.  Nei tre giorni della iniziativa abbiamo incontrato oltre ad una folta schiera di cittadini, anche quattro classi di studenti, due delle escuole elementari e due di un istituto per geometri. Mentre per le elementari ci siamo adattati ad usare un linguaggio semplice e “ludico” per trasmettere i concetti di risparmio energetio e salvaguardia dell’ambiente. Con i geometri abbiamo potuto confrontarci “alla pari” su tematiche quali i materiali da costruzione o gli impianti di riscaldamento.  Gli alunni più giovani hanno potuto “giocare” con l’ultima apparecchiatura arrivata alla AIP proprio in questa occasione, che dimostra l’efficienza energetica dell’illuminazione a LED. L’apparecchio dimostra come la stessa quantità di energia, immagazzinata in un “contenitore”, possa alimentare per un tempo molto differente una tradizionale lampadina a icandescenza oppure dei LED di pari luminosità. Come “contenitore” abbiamo utilizzato 4 condensatori elettrolitici, capaci di immagazzinare la corrente come fossero delle batterie. Come generatore di corrente abbiamo utilizzato una dinamo (recuperata da una lampada tascabile non più funzionante). Girando la manovella i ragazzi potevano caricare i condensatori fino allimite massimo di 12 Volts. Una volta caricati i condensatori, potevano scegliere se utilizzare tale energia per far accendere la lampadina o i LED (tre LED ad alta luminosità). L’esperimento dimostra che mentre i LED restano accesi per almeno 3 minuti a piena potenza e poi fino a 6 minuti a luminositàridotta, la durata di accensione della lampadina a filamento non supera i 9 secondi! I ragazzi hanno così compreso che utilizzare i LED corrisponde a risparmiare tanta energia senza rinunciare al beneficio di avere una buona illuminazione. Purtroppo i LED non hanno ancora il successo che meritano a causa del loro costo iniziale elevato (che comunque è in veloce discesa). Quello che la maggior parte delle persone non comprende è che non si tratta di un costo ma bensì di un “Investimento”. Mi spiego: mentre un costo è una spesa che non porta guadagno, un investimento è una spesa che ci fa guadagnare o risparmiare. Così per i LED bisogna comprendere il valore aggiunto dato da tre fattori principali: il consumo ridottissimo, la durata di vita e il beneficio “ambientale”. Ragioniamo e confrontiamo i LED con le lampadine fluorescenti o CFL (Compact Fluorescent Lamp, quelle chiamate a basso consumo, che ormai conosciamo benissimo), tralasciamo il confronto con le lampadine a filamento perchè ormai sono in via “d’estinzione”.

Una lampadina a LED consuma il 60% in meno di una lampadina CFL e dura circa 40.000 ore contro le 8.000 ore di una CFL. Una lampadina a LED costa tra i 7 e i 12 Euro, quelle fluorescenti circa 5 Euro. Se ipotizziamo un utilizzo di 5 ore al giorno i LED durano quasi 22 anni (40.000 / (5 * 365)), mentre le CFL circa 4 anni. Vuol dire che per avere la stessa durata in ore di un LED devo comprare 5 lampadine fluorescenti. Facendo “i conti della serva” mi ritrovo a spendere, per l’acquisto, 12 Euro per i LED e 25 Euro per le CFL. Se calcolo i consumi avrò ancora un bel risparmio. Ho detto che una lampadina a LED consuma il 60% in meno di una CFL. Se una lampadina CFL consuma 11 Watt, una a LED, di pari luminosità, ne consuma 5, in un anno, avremo un consumo rispettivamente di 20.075 Watt (11 * 5 * 365) ovvero 20 kWh (Chilowattore) e di 9.125 Watt (5 * 5 * 365) ovvero 9 kWh. I consumi in 22 anni saranno rispettivamente 440 kWh e 200 kWh. Andando a calcolare il costo dei consumi avremo (considerando un costo medio di 15 centesimi al kWh, senza considerare l’aumento del costo dell’energia che si avrà in 22 anni): per le CFL 440 * 15 = 6.600 = 66 Euro. Per i LED 200 * 15 = 3.000 = 30 Euro. Sommando i costi di aquisto e dei consumi per 22 anni, delle CFL e dei LED avremo: CFL = 25 + 66 = 91 Euro; LED 12 + 30 = 42 Euro. In termini di impatto ambientale in 22 anni getteremo 5 lampadine CFL contro una sola lampadina a LED! Inoltre, per chi ancora non ne fosse a conoscenza le lampadine CFL contengono vapori di mercurio, fortemente inquinanti e dannosi per la salute, se non smaltite nel modo corretto. Nei LED troviamo invece solo materiali come plastica, metalli, vetro e componenti elettronici.

Tabella comparativa costi/risparmiotabella1

Tabella comparativa delle lampadinetabella2

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Fonte: ilcambiamento.it