Test nucleari: la Polinesia chiede risarcimento milionario alla Francia

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale.Immagine

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale, legate politicamente alla Francia. «Non vogliamo andare in tribunale, vogliamo raggiungere un accordo su questo difficile tema alla luce di due aspetti: l’impatto ambientale e le conseguenze per la salute della nostra popolazione», ha spiegato il portavoce dell’assemblea legislativa dei territori d’oltremare francesi, Yves Hauper, raggiunto via e-mail dall’agenzia di stampa Ansa. Gli atolli disabitati di Mururoa e Fangataufa nascondono 3.200 tonnellate di materiale radioattivo di diversi tipi, prodotto dalle esplosioni nucleari realizzate dall’esercito francese tra il 1966 e il 1996. Parte di quel serbatoio di residui inquinanti si trova sul fondo dell’Oceano Pacifico, fino a mille metri di profondità, secondo l’ultimo studio condotto nella regione, nel 1998. L’anno scorso, un documento declassificato del ministero della Difesa francese rivelò che alcune isole furono colpite da una quantità di radioattività molto maggiore del previsto. Tahiti, l’isola più popolata della Polinesia, la cui popolazione triplicò durante gli anni dei test nucleari (da 50mila e più di 150mila) fu esposta a livelli di radioattività 500 volte superiori a quelli massimi consentiti.

Fonte: ilcambiamento.it

 

DANNO AMBIENTALE: NON SOLO PAGHI, MA RIMETTI A POSTO COSI’ COM’ERA

LE INNOVAZIONI CONTENUTE NEL DDL “EUROPEA” DEL GOVERNO

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“Chi inquina paga”: il principio è apparentemente semplice e chiaro, introdotto in Italia fin dal 1997 e sancito dalla direttiva europea 2004/35, ma si è concretizzato in una delle più travagliate normative del nostro ordinamento – sulla tutela risarcitoria del danno ambientale – oggetto di procedura d’infrazione fin dal 2007. Ora il governo prova a chiudere la partita con uno dei due disegni di legge che sostituiscono la vecchia legge comunitaria. Il disegno di legge “europea” contiene infatti numerosi interventi sulla parte VI del decreto legislativo 152/2006 per imporre le misure di ripristino dello stato originale dei luoghi come mezzo di risarcimento e ridurre l’applicabilità del risarcimento monetario equivalente. In sostanza gli operatori sono obbligati ad adottare le misure di riparazione (un lungo elenco è contenuto nell’allegato III al decreto). Solo se la riparazione è incompleta o realizzata in termini o modalità diversi da quelli prescritti, il ministro dell’Ambiente stabilisce i costi delle attività necessarie ad una completa e corretta attuazione e agisce nei confronti del soggetto obbligato per ottenere il pagamento delle somme corrispondenti. Altre disposizioni rispondono all’esigenza di rendere spendibili le somme già giacenti per le bonifiche.

Fonte-. Animali e ambiente nel cuore