Milano, il comune stanzia 20 milioni per interventi di riqualificazione energetica su edifici di proprietà privata

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La delibera stanzia 20 milioni di euro, suddivisi equamente tra il 2018 e il 2019, per promuovere e agevolare la realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica di interi edifici e si rivolge ai proprietari, ai condomini, a società, a enti privati o a partecipazione pubblica.

Uno stanziamento di 20 milioni di euro per interventi di riqualificazione energetica su edifici di proprietà privata. Questo il provvedimento approvato oggi dall’esecutivo di Palazzo Marino a conferma della volontà dell’Amministrazione di ridurre le emissioni inquinanti anche attraverso aiuti concreti ai cittadini. Lo stanziamento segna il percorso verso il 1° ottobre 2023, data in cui entrerà in vigore il divieto delle caldaie a gasolio in ogni stabile della città. Nel dettaglio la delibera stanzia 20 milioni di euro, suddivisi equamente tra il 2018 e il 2019, per promuovere e agevolare la realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica di interi edifici e si rivolge ai proprietari, ai condomini, a società, a enti privati o a partecipazione pubblica. Lo stanziamento costituisce un contributo sufficiente alla sostituzione di tutti i 3.500 impianti a gasolio privati tutt’ora presenti a Milano.

Gli interventi ammessi saranno quelli che riguardano direttamente gli impianti termici che potranno essere migliorati o sostituiti, andando così a ridurre l’emissione di inquinanti; ma anche interventi destinati all’efficientamento energetico dell’edificio. Fra le opere per cui è possibile ottenere il contributo, la sostituzione di impianti di riscaldamento a gasolio con caldaie a metano, pompe di calore o altri sistemi meno inquinanti, l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici e di isolamenti termici che riguardano la struttura dell’edificio, le finestre e gli infissi e quindi avere un risparmio di consumo energetico e il miglioramento della qualità dell’aria in città. Il contributo è a fondo perduto e oscilla tra il 5 e il 20% del costo di realizzazione dell’intervento, a seconda della tipologia adottata. Attraverso la partecipazione al bando i privati non dovranno anticipare nessun costo di realizzazione e fin dal primo anno sarà possibile risparmiare tra il 10 e il 20% e successivamente fino al 60% grazie anche alla possibilità che i cittadini hanno di accedere contemporaneamente al sostegno che il Governo mette a disposizione per i medesimi interventi e che consiste in detrazioni fiscali dilazionabili in dieci anni per un valore massimo del 65% del costo dell’intervento. Inoltre la delibera detta anche le linee di indirizzo per l’Avviso pubblico che sarà pubblicato nelle prossime settimane e che ha l’obiettivo di individuare istituti bancari e intermediari finanziari che, attraverso appositi finanziamenti a tasso agevolato, sosterranno fin dall’inizio gli investimenti sostenuti dai cittadini o dagli enti che avranno avuto accesso ai fondi comunali. Gli impianti di riscaldamento rappresentano in termini emissivi più del 50% delle emissioni climalteranti a livello di territorio comunale e contribuiscono alla formazione del Pm10 nell’aria per il 26% contro i veicoli che sono al 44%; inoltre il gasolio da riscaldamento costituisce una fonte importante di inquinamento a elevata emissione di CO2. Questo importante contributo si inserisce all’interno di un programma di investimenti sulla qualità dell’aria e la vivibilità che l’Amministrazione ha da tempo messo in campo. I privati hanno già potuto accedere al contributo del ‘bando caldaie’ finanziato dal Comune con 1,6 milioni di euro per incentivare il rinnovamento degli impianti degli immobili privati nel biennio attualmente in corso. Inoltre nei mesi scorsi era stato stanziato un contributo di 2,6 milioni di euro per chi ha installato il filtro antiparticolato sul proprio veicolo alimentato a diesel. Per le modalità di accesso al “bando caldaie” in corso e per informazioni più dettagliate è possibile fare riferimento allo “Sportello Energia” del Comune, in corso Buenos Aires angolo via Giovanni Omboni (scala che porta al seminterrato di fronte al civico 22) aperto dal lunedì al giovedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 o al numero telefonico 02 884 68300 dal lunedì al giovedì dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

Fonte: ecodallecitta.it

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Firmato il contratto per la riqualificazione energetica di 18 edifici dell’area metropolitana di Torino

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Sottoscritto il contratto tra Città metropolitana di Torino e Bosch Energy and Building Solutions Italy srl per la riqualificazione energetica di 18 edifici pubblici, di cui 15 scuole, 1 municipio e 2 palestre. È stato sottoscritto nella sede di corso Inghilterra, il contratto tra Città metropolitana di Torino e Bosch Energy and Building Solutions Italy srl, la ditta vincitrice della prima gara del progetto europeo 2020Together, Programma energia intelligente Europa, per la riqualificazione energetica di 18 edifici pubblici, di cui 15 scuole, 1 municipio e 2 palestre. Il valore complessivo dell’investimento offerto da Bosch per gli interventi sugli edifici ammonta a oltre 2,9 milioni di euro, e garantirà un risparmio energetico medio maggiore del 60% rispetto ai consumi attuali. La Città metropolitana di Torino, con il supporto degli altri partner, Regione Piemonte, Città di Torino e Environment Park, ha svolto con successo le funzioni di stazione appaltante per conto dei Comuni di Bruino, None, Orbassano, Piossasco e Volvera, aiutando le amministrazioni locali a ottenere importanti economie di scala e la massa critica di investimenti necessaria per ottenere migliori condizioni contrattuali. Saranno ora direttamente i Comuni a sottoscrivere i contratti con la Energy Service Company (ESCo) aggiudicataria, vale a dire con Bosch, beneficiando da subito in media di un risparmio economico dell’11,53% all’anno, rispetto a quanto speso fino ad oggi per il pagamento delle bollette energetiche. Terminato il periodo di concessione a Bosch, la spesa storica subirà una ulteriore decisa riduzione. Per quanto riguarda gli interventi proposti, in ben 15 casi verrà, infatti realizzato un intervento strutturale con isolamento termico delle pareti esterne e dei tetti degli edifici; in altri casi sarà effettuata anche la sostituzione degli infissi e l’installazione di impianti fotovoltaici abbinati a pompe di calore, oltre alla revisione di tutte le centrali termiche. Due edifici saranno certificati a energia quasi zero (nearly energy zero building), anticipando l’obiettivo di efficienza energetica previsto dalla normativa per gli edifici pubblici a partire dal 2018. Ricordiamo che il bando di gara del progetto 2020Together ha proposto un’innovativa modalità di finanziamento: una partnership tra amministrazioni pubbliche e ESCo nell’ambito della quale queste ultime realizzano degli interventi di riqualificazione energetica a proprie spese che vengono remunerati nel corso degli anni in funzione del risparmio energetico effettivamente realizzato. Ora, grazie all’individuazione dell’investitore privato le amministrazioni comunali potranno avviare quegli importanti interventi sui loro edifici che diversamente non si sarebbero potuti realizzare a causa della limitata capacità di spesa. Il progetto, prosegue il suo percorso con l’obiettivo di attivare altre due gare: una sull’illuminazione pubblica (oltre 3.000 punti luce in 6 comuni), e un’altra sempre sugli edifici (30 edifici in 13 Comuni).

Fonte: ecodallecitta.it

 

Riqualificazione energetica in Italia: il quadro aggiornato tracciato da Rete IRENE

“Riqualificazione energetica in Italia: a che punto siamo?” Una nota di Rete IRENE, il network dedicato all’efficienza energetica degli edifici, traccia un quadro sul tema alla luce delle ultime novità legislative386302_1

Sono numerosi i segnali che il Governo Italiano ha lanciato nella prospettiva di intervenire in maniera più efficace e pragmatica rispetto al tema della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. A dare ulteriore significato a quanto sopra, si aggiunge la notizia ufficiale di pochi giorni fa che vede rinnovato l’Ecobonus fino al 2017.

Ad incentivare l’avvento di nuove prospettive sembrano essere, da un lato la debolezza del PIL e le mancate performance del settore edile ed impiantistico, dall’altro gli accordi di Parigi approvati dal Parlamento Europeo ieri a Strasburgo, in via di ratifica definitiva nelle prossime settimane e le sempre più rigide direttive europee.

Sebbene però l’Ecobonus rappresenti uno strumento importante, la sua proroga è realmente una strategia efficace per incoraggiare le opere di efficientamento energetico degli edifici esistenti?

“Sull’efficacia dell’Ecobonus si stanno finalmente diffondendo i dubbi che, a rischio di essere noiosi, continuiamo a ripetere. Se non ci si limita a una visione superficiale della situazione ma si vanno ad analizzare i numeri nel profondo, è chiaro che uno strumento come questo non è sufficiente a cambiare in misura significativa le caratteristiche energetiche degli edifici. I dati parlano chiaro: l’Ecobonus finora ha aiutato la sostituzione delle caldaie e dei serramenti di singoli appartamenti. L’isolamento di facciate e coperture è l’eccezione e ha riguardato meno del 5% in valore di tutti gli interventi incentivati. L’integrazione, poi, è assolutamente sconosciuta. Ormai è chiaro che questo meccanismo più di tanto non è in grado di fare. L’ecobonus ha fallito con le riqualificazioni profonde ed è inutile pensare che limitarsi a prorogarlo possa aiutare lo sviluppo – ha esordito Virginio Trivella, coordinatore comitato scientifico di Rete IRENE e membro d Renovate Italy.

Per dare vero slancio al settore della riqualificazione energetica degli edifici e realizzare un cambiamento che si identifichi come concreto, duraturo e profittevole è necessario costruire un nuovo sistema di regole concentrato sull’incentivazione di riqualificazioni profonde ed estese, inducendo i proprietari di immobili a non realizzare interventi frazionati ed irrisori.  Ad integrazione del regime di detrazione fiscale attualmente in vigore, dovrebbe essere strutturato un sistema di “certezza” che consenta anche agli incapienti attuali e futuri di poter godere del contributo. La certezza della disponibilità delle risorse consentirebbe quindi di organizzare meccanismi finanziari particolarmente efficienti e convenienti, riducendo il costo delle operazioni e aiutando a creare il consenso sulle decisioni assembleari.

“Oggi le banche sono più disponibili che in passato a finanziare i condomini. Rete Irene, per esempio, ha alcune convenzioni molto interessanti con i principali istituiti bancari. Se il contributo dello Stato potesse essere trasformato in una somma liquida e certa, i processi decisionali e i finanziamenti sarebbero di gran lunga semplificati e gli interventi di riqualificazione si moltiplicherebbero. Un conto è indebitarsi per 100, un’altro per 35, soprattutto se il 35 rientra con il risparmio ed è garantito da un buon contratto di prestazione energetica” – ha continuato Trivella.

La deep renovation si costituisce come materia quanto più integrata, affinché il mercato della riqualificazione energetica possa prendere avvio è importante stimolare un interesse da parte dei condomini ad intervenire sia sulle parti comuni che su quelle private.

 

“E’ insito nel concetto di deep renovation agire su tutte le componenti dell’involucro e degli impianti, per questo abbiamo suggerito di creare le condizioni per alimentare un reale interesse ad intervenire non solo sulle parti comuni dei condomini, ma anche su quelle private, come i serramenti. Bisogna indurre i singoli a collaborare con il soggetto collettivo condominiale. L’interesse di uno deve corrispondere a quello di tutti” – ha aggiunto il Coordinatore del Comitato scientifico di Rete IRENE.

La riqualificazione energetica rappresenta per l’Europa una possibilità di cambiamento e sviluppo su diversi fronti, ma soprattutto necessaria ad elaborare nuove soluzioni utili a ridurre le emissioni climaleteranti e migliorare la qualità della vita.

Come coordinatore scientifico di Rete IRENE e membro attivo di Renovate Italy credo fermamente che lo sviluppo di un vasto mercato della deep renovation sia un bene per tutti e presenti molteplici vantaggi.  Un nuovo meccanismo di incentivi ben congegnato potrà indurre un reale cambiamento. I tempi sono maturi, ora occorre solo agire – conclude Virginio Trivella.

Sin dalla sua fondazione Rete IRENE, attraverso Renovate Italy,ha sviluppato azioni propositive nei confronti del mondo istituzionale volte a stimolare lo sviluppo di un mercato vasto e articolato qual è quello della riqualificazione profonda degli edifici esistenti, per il futuro l’obiettivo è di contribuire concretamente a uno slancio definitivo di questo settore in vista del rispetto delle normative europee e dell’Accordo di Parigi, attualmente in via definitiva di ratifica.

Fonte: ecodallecitta.it

Cop21, Italia ancora non ratifica: “È come se l’accordo di Parigi non ci fosse mai stato”

“Il ministro Galletti ha affermato di voler trasmettere in Parlamento la proposta entro il mese di settembre. In realtà quello che preoccupa è la mancanza di un vero piano di riduzione delle emissioni climalteranti”. L’intervento di Gianni Silvetrini per Eco dalle Città dopo la ratifica da parte di Cina e Usa dell’Accordo di Parigi386113_1

di Gianni Silvestrini (direttore scientifico di Kyoto Club)

La ratifica da parte della Cina e degli Usa è molto importante perché avvicina a una rapida entrata in vigore dell’Accordo sul Clima. Se questo avverrà prima del cambio di presidenza negli Stati Uniti, si eviterà tra l’altro il rischio di un loro defilarsi (degli Usa, ndr) per i prossimi quattro anni, anche in caso di vittoria di Trump. Ma queste novità evidenziano anche la debolezza e le divisioni dell’Europa la cui ratifica deve passare attraverso un’adesione da parte di tutti i paesi. Così se Francia e Ungheria hanno già ratificato, questo passaggio non è ancora stato avviato o concluso per gli altri paesi, Italia inclusa.386113_2

Il ministro Galletti ha affermato di voler trasmettere in Parlamento la proposta entro il mese di settembre. In realtà, aldilà della lentezza nell’attivazione delle procedure necessarie, quello che preoccupa è la mancanza di un vero piano di riduzione delle emissioni climalteranti e di un coordinamento delle politiche nei vari settori: un vuoto preoccupante, tanto più che nelle scorse settimane sono stati proposti gli obiettivi di riduzione al 2030 per i settori non ETS (escludendo cioè le industrie energivore) che per l’Italia sono del 33% rispetto alla media 2016-18. In realtà ci sono singole iniziative interessanti: pensiamo alla proposta di finanza innovativa per avviare la riqualificazione energetica “spinta” del patrimonio edilizio, all’avvio dell’incentivazione del biometano, alle riflessioni in atto sul lancio della mobilità elettrica… ma sono azioni scoordinate in assenza di un piano complessivo con obiettivi di riduzione verificabili. E manca un coordinamento che per l’ampiezza delle politiche deve essere gestito presso la presidenza del consiglio. Il governo, insomma, dovrebbe prendere sul serio la sfida climatica e, a partire da questa, dovrebbe indirizzare la ricerca sui filoni più promettenti, avviare una politica industriale innovativa, rilanciare l’occupazione.

Ma, purtroppo, pare che per l’Italia è come se l’accordo di Parigi non sia mai stato firmato. Ne parlano i principali leader mondiali, ma Renzi su questo tema è totalmente assente.

Fonte: ecodallecitta.it

Riqualificazione energetica nelle scuole di Torino. Lavolta: “obiettivo è il miglioramento del comfort nelle scuole rispettando l’ambiente”

 

A Torino la Giunta comunale ha approvato su proposta dell’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta alcuni interventi di riqualificazione energetica nelle centrali termiche di alcuni edifici scolastici381372

Nell’ultima seduta della Giunta comunale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, sono stati alcuni interventi di riqualificazione energetica nelle centrali termiche di alcuni edifici scolastici di proprietà del Comune di Torino.
L’intervento iniziale per questa razionalizzazione ha interessato la riqualificazione energetica di 6 edifici scolastici di proprietà della Città di Torino, (oltre al Conservatorio Musicale di Torino) attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche di eccellenza relative sia all’impiantistica, sia agli involucri edilizi (riduzione dei carichi termici di riscaldamento prevista con percentuali variabili tra il 60 ed il 70%).  Il Comune di Torino ha presentato alla Regione un ulteriore progetto per la realizzazione di interventi di “Revamping” delle centrali termiche in una quarantina di edifici scolastici della Città, dove è prevista la sostituzione dei generatori di calore esistenti con caldaie ad alta efficienza a condensazione. Questo intervento ha un valore complessivo di euro 3.750.000. I lavori, che inizieranno, presumibilmente, nella primavera 2015 saranno realizzati da Iren Servizi e Innovazione Spa in virtù del contratto di servizio vigente che definisce l’attività relativa alla gestione degli impianti elettrici e termici sia per interventi di manutenzione ordinaria che straordinaria, degli edifici di proprietà della Città. “Migliorare il comfort delle scuole della Città di Torino, rispettando l’ambiente, – ha ribadito l’Assessore Enzo Lavolta – consumando meno energia è un obiettivo di Torino Smart City. Con questo importante provvedimento nel corso del 2015 miglioreremo gli impianti termici di 40 scuole, in particolare verranno sostituiti con caldaie meno energivore e con minor impatto ambientale; un intervento utile a migliorare la qualità dell’aria e a consolidare la strategia in campo energetico della nostra Città”.

Fonte:  ecodallecitta.it

RIDay 2014, da Milano appello nazionale alla riqualificazione energetica

A “RIDay 2014”, il convegno di Rete Irene, Legambiente e Comune sulla riqualificazione energetica, ospite anche Adrian Joyce, direttore della campagna europea “Renovate Europe”. L’appello è “non perdere una grande occasione di sostenibilità ambientale e ripresa economica”. Presente anche il Governo con Enrico Morando, Vice-Ministro Economia e Finanzetestata-appello-piano-casa

Non solo Comune di Milano e Regione Lombardia, ma anche il Governo (con Enrico Morando – Vice Ministro Economia e Finanze) e soprattutto l’Europa, con Adrian Joyce, direttore della campagna europea “Renovate Europe” sulla riqualificazione energetica degli stabili, hanno oggi affiancato Rete Irene e Legambiente nell’appello lanciato a cittadini, Istituzioni, aziende e banche, sul ruolo cruciale che la riqualificazione energetica può avere per il futuro dell’Italia. Il partecipato convegno organizzato presso la splendida Sala Alessi di Palazzo Marino, già nel titolo “DALL’EUROPA ALL’ITALIA, LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA PER CAMBIARE IL FUTURO”, lancia un appello al nostro Paese a non perdere ulteriore tempo in quella che sarebbe sia una svolta per il nostro futuro ambientale, che per la nostra economia. L’intervento più incisivo è stato sicuramente quello iniziale di Manuel Castoldi, Presidente di Rete IRENE, il primo network di imprese italiane specializzato in riqualificazione energetica e supporter nazionale di Renovate Europe, che ha lanciato un appello a tutte le categorie presenti, affinchè dalle parole si passi ai fatti. Come dichiarato anche da Legambiente, Castoldi ha sottolineato come la vetustà di gran parte degli immobili italiani, paradossalmente, rappresenti un vantaggio economico per l’Italia. “Abbiamo un patrimonio edilizio da riqualificare, in fondo è la nostra fortuna. Ne ha bisogno l’ambiente e l’economia”, questo il succo dell’intervento di Manuel Castoldi, che ha invitato soprattutto le banche a creare strumenti di credito idonei a permettere questa “rivoluzione”.
Secondo Edoardo Zanchini, Vice Presidente Nazionale di Legambiente, tra gli elementi chiave per lanciare davvero la riqualificazione energetica in Italia vi sono l’incentivo da parte degli Enti Locali agli audit energetici gratuiti (come ha fatto in passato il Comune di Firenze con Renzi …), una maggiore semplificazione amministrativa per chi voglia fare le riqualificazioni, soprattutto pensando a quanto sia ancora complicato per condomini e amministratori, aumentare numero e serietà dei controlli. Adrian Joyce, Renovate Europe Campaign Director, ha illustrato la visione europea sulla necessità della riqualificazione edilizia, visione che ha spinto ad ottenere un appoggio trasversale del Parlamento Europeo alla campagna Renovate Europe, appello appoggiato dai membri di 7 Gruppi parlamentari diversi e 21 paesi membri. “L’Europa sarà a breve completamente dipendente da altri nell’energia (le previsioni ci danno importatori di energia per il 67% dalla Russia, già nel 2035) e ridurre i consumi energetici del patrimonio edilizio è uno dei primi passi che possiamo fare”. Scopo di Renovate Europe è abbattere dell’80% il consumo energetico degli edifici del 2010, entro il 2050. I dati europei confermano che gli edifici del Vecchio Continente sono attualmente responsabili non solo del 40% del consumo energetico europeo, ma anche del 36% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Sono intervenuti anche Ada Lucia De Cesaris – Vice Sindaco di Milano e Assessore Urbanistica, Edilizia Privata e Agricoltura, Ermete Realacci – Presidente Commissione Ambiente alla Camera e Claudia Maria Terzi – Assessore all’Ambiente, Energia, Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia.

Fonte: ecodallecitta.it

Le Lavatrici di Genova verso la riqualificazione energetica: è il progetto R2City

Genova per l’Italia, Valladolid per la Spagna e Kartal per la Turchia faranno da apripista per il progetto di riqualificazione energetica residenziale europeo R2City: 15 milioni di euro per intervenire su tre quartieri altamente inefficienti, che serviranno da casi di studio379594

Genova con Valladolid in Spagna e Kartal in Turchia sono le tre città apripista dell’efficienza energetica nell’edilizia residenziale pubblica con l’obiettivo di avviare una nuova fase di ristrutturazioni su larga scala in Europa, nel quadro di nuove strategie di pianificazione urbana. E’ il progetto europeo R2 Cities, con durata di quattro anni e finanziato per 15 milioni di euro dal Seventh Framework Programme europeo per le attività di ricerca, con specializzazione nella riqualificazione energetica. Nel programma sono coinvolti Officinae Verdi (UniCredit-Wwf), altri 15 partner di sei differenti nazionalità, tra cui la Fondazione Cartif, l’Energy Institute di Istanbul, il Comune e l’Università degli Studi di Genova, Abb spa. Attraverso interventi di efficienza energetica sui 57.000 metri quadrati complessivi di edilizia residenziale pubblica dei tre siti coinvolti nel progetto si punta a livelli di consumo di 70 kWh/mq, con una riduzione del 60% dell’utilizzo di energia attuale. E nel lungo periodo, a sviluppare una metodologia di progettazione, realizzazione e gestione di riqualificazioni energetiche che permetta di raggiungere livelli di consumo “quasi zero”, applicando soluzioni economicamente sostenibili e replicabili in contesti differenti. Ma l’obiettivo è anche abbattere le emissioni di CO2.  In Europa, spiega Officinae verdi, “oltre il 60% della popolazione – il 70% entro il 2030 – si concentra nelle città, responsabili del 40% dei consumi complessivi dell’Unione e del 36% delle emissioni di CO2. E nonostante i 160 milioni di edifici che costituiscono il patrimonio immobiliare comunitario siano generalmente datati, il tasso di ristrutturazioni annuo è inferiore al 2%“. Nell’ambito di R2 Cities, Officinae Verdi si occupa di valutare la sostenibilità economica e l’efficacia in termini di prestazione energetica degli interventi proposti, su un set di circa 30 tecnologie, di supervisionare le attività di misura e verifica delle prestazioni energetiche, di delineare modelli di business per lo sviluppo delle soluzioni individuate sul mercato.

GENOVA
Genova, il quartiere coinvolto nel progetto è quello delle Lavatrici, oltre 500 abitazioni di edilizia popolare costruite tra il 1980 e il 1990 in cui vivono per lo più anziani a basso reddito. È stato l’ultimo sito ad entrare nel progetto e la fase di diagnosi energetica non è ancora stata completata. Al momento, tra le soluzioni da adottare, si stanno considerando l’isolamento del tetto e delle pareti, la sostituzione degli infissi e dei balconi dotati di “vetri a effetto serra”, che causano aumento del calore.

VALLADOLID
Nel quartiere Cuatro de Marzo di Valladolid, formato da oltre 1.900 abitazioni costruite nei primi anni Sessanta, la fase preliminare di diagnosi energetica è stata realizzata. Gli obiettivi da raggiungere sono il 60% di risparmio energetico e il 60% di riduzione delle emissioni di CO2. Le soluzioni ipotizzate comprendono l’isolamento delle facciate, l’installazione di caldaie centralizzate a biomassa e di impianti fotovoltaici.

KARTAL
Il quartiere Yakacik di Kartal, Turchia, è caratterizzato da un isolamento insufficiente e sistemi di illuminazione a bassa efficienza energetica. L’area individuata per gli interventi di riqualificazione copre quasi 19.000 mq. Raccolta dei dati, elaborazione del modello di performance energetica e diagnosi energetica sono in fase di completamento.

Fonte: ecodallecittà.it

Condomini Efficienti: Comune, Legambiente e aziende insieme per il risparmio in bolletta

A Palazzo Marino l’assessore Maran, Poggio e Meggetto di Legambiente e i rappresentanti di HabitaMi, AssIRen e Condominio Classe A hanno lanciato “Patti chiari per l’efficienza energetica”, l’alleanza per la riqualificazione energetica e ambientale dei condomini. Sportelli informativi presso i CdZ per informare i cittadini378563

In questi giorni in cui l’area di Milano sta affrontando un’emergenza inquinamento, con valori del Pm10 che sono tornati a salire, in città parte l’importante campagna ‘Condomini Efficienti’. L’iniziativa, promossa da Legambiente e patrocinata dal Comune di Milano, ha l’obiettivo di promuovere la riqualificazione energetica degli edifici e diffondere buone pratiche per il risparmio energetico. Una famiglia milanese spende mediamente 1.500 euro all’anno per riscaldare la propria abitazione: con interventi importanti sull’edificio e cambiando l’impianto di riscaldamento è possibile, in molti edifici,risparmiare dal 30 al 60% sulla bolletta energetica (fino a 500/1000 euro all’anno). È possibile inoltre, fino alla fine dell’anno, detrarre dalle tasse il 65% in 10 anni dell’investimento per rendere più efficiente la propria abitazione. Con ‘Condomini Efficienti’, nei prossimi mesi, migliaia di condomini milanesi saranno informati sulle possibilità di risparmio energetico e, se decideranno di riqualificare le proprie case, potranno scegliere sulla base di preventivi chiari e tagli sui costi garantiti da aziende e professionisti che accettano di lavorare in base alle nuove norme (europee e nazionali) e all’accordo volontario ‘Patti chiari per l’efficienza energetica’, promosso dal Comune di Milano e sottoscritto da tutte le parti sociali e dall’associazione Legambiente.  La campagna muoverà i primi passi già durante la fiera “Fa’ la cosa giusta” in programma dal 28 al 30 marzo in Fiera Milano City, per poi attraversare concretamente tutti i quartieri di Milano, incontrando, condominio per condominio, tutte le famiglie interessate. “Questi giorni di emergenza ambientale devono essere colti come un’occasione importante per portare all’attenzione di tutti il tema della lotta all’inquinamento. Con‘Condomini Efficienti’ vogliamo offrire l’occasione a tutte le famiglie milanesi di risparmiare sui costi dell’abitare e ridurre inquinamento e consumi energetici”, ha dichiarato Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia.  “L’investimento in risparmio di energia è tra i più promettenti e interessanti oggi in tutta Europa e la necessità di rendere più efficienti le abitazioni è ormai legge, in Europa come in Italia. Nell’arco dei prossimi trent’anni sarà obbligatorio metter mano a circa 40 mila condomini di Milano: quasi 1300 edifici all’anno. Si apriranno quindi cantieri da centinaia di migliaia di euro, dei veri e propri ‘cantieri verdi’ per risparmiare sull’energia, diminuire l’inquinamento e vivere meglio. Tutti cantieri in regola, con fattura detraibile: questa è vera green economy”. La campagna ‘Condomini Efficienti’ verrà attuata in collaborazione con gli Sportelli Energia che il Comune di Milano ha aperto in tutte le zone di Milano. Legambiente ha incontrato inoltre l’interesse e l’alleanza di tante società e professionisti: quelle coordinate nella grande campagna di HabitaMi, una importante rete d’impresa (Rete Irene) e il network Condomini Classe A. Grazie a loro si moltiplicheranno le forze, i banchetti, i gazebo e le occasioni di incontro con Legambiente e con gli Sportelli Energia del Comune di Milano. Sono previsti, inoltre, una ventina di incontri e spettacoli in tutta la città e una decina di iniziative di piazza in tutta Milano. Poi manifestazioni, eventi, seminari di approfondimento e studio.

Per ulteriori informazioni: www.viviconstile.org

Fonte: ecodallecittà.it

 

La Delega fiscale è legge, agevolazioni per riqualificazione edifici

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La Camera dei Deputati ha approvato, con 309 voti a favore, 99 astenuti e zero contrari, la legge Delega fiscale che, tra le altre cose, prevede importanti misure per la riforma del Catasto degli immobili e agevolazioni fiscali per interventi di messa in sicurezza e riqualificazione energetica. Il Governo dovrà emanare entro un anno i decreti legislativi di attuazione per la revisione del sistema fiscale, mentre entro quattro mesi il provvedimento di revisione dovrà essere trasmesso alle Commissioni del Parlamento. Per quanto riguarda la riforma del Catasto degli immobili, cambia completamente il principio per il calcolo delle rendite catastali, con l’obiettivo di correggere le iniquità del’attuale sistema: l’unità di misura per la misurazione del valore immobiliare passa infatti dai vani al metro quadrato. Dovranno essere specificate con decreto le nuove modalità di calcolo e moltiplicazione. Inoltre si dovranno tenere in considerazione gli ambiti territoriali del mercato, le condizioni socio-economiche e la composizione del nucleo familiare. Nel processo di revisione delle rendite anche i Comuni dovranno intervenire, per esempio censendo gli immobili abusivi, attraverso l’uso di nuove tipologie di rilevazione. La legge prevede un regime fiscale agevolato per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica. Il sistema di incentivazione degli eco bonus per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni edilizie (detrazioni fiscali del 65% e 50%) che è stato prorogato con la Legge di stabilità di un anno potrebbe diventare finalmente stabile. Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione ambiente della Camera ha commentato: “La Delega Fiscale contiene ampi margini per utilizzare la leva fiscale in favore di politiche ambientali e della green economy, secondo quanto indicato anche dall’Unione Europea. Ad esempio spostando il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese ai fattori inquinanti, al consumo di territorio, alle emissioni di CO2 e al consumo di materie prime. Mi auguro che queste possibilità vengano utilizzate bene dal  Governo,in una collaborazione stretta con il Parlamento”. Soddisfazione espressa anche dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori: “Si tratta di un testo molto importante – si legge in una nota –  perché prevedere un regime fiscale agevolato che incentivi la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica, significa far fare al nostro Paese un fondamentale balzo in avanti. Significa la fine degli interventi fiscali di brevissimo termine rendendo invece strutturale l’impegno dello Stato in questo campo”. “E’ il riconoscimento dell’impegno messo in questi anni dagli architetti italiani – continua il comunicato -sui fondamentali temi della messa in sicurezza degli edifici e del risparmio energetico che li deve caratterizzare. Il fatto, poi, che il Legislatore abbia anche posto l’accento sulla riqualificazione architettonica degli immobili è per noi un ulteriore stimolo a proseguire sulla strada che abbiamo ormai intrapreso da tempo: quella di realizzare una architettura vicina alle reali esigenze dei cittadini, espressione della cultura del Paese e del bello che esso – da sempre – sa esprimere.

Fonte: Infobuildenergia.it

 

Prato, online bando per la riqualificazione energetica delle imprese

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Piede sull’acceleratore per l’efficienza energetica delle aziende del distretto. A spingere a fondo la leva dello sviluppo sostenibile nei processi produttivi sono la Provincia e la Camera di Commercio di Prato, che pubblicano due bandi strategicamente coordinati. La Provincia di Prato infatti mette a disposizione delle imprese 411 mila euro di contributi a fondo perduto per promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo razionale dell’energia e la Camera di Commercio sostiene le aziende che hanno bisogno del check-up energetico. Siccome la diagnosi del consumo e del fabbisogno di energia è necessaria per accedere al bando della Provincia, il 50% del budget del bando della Camera di Commercio, che complessivamente stanzia 130 mila euro di finanziamenti regionali, è riservato alle imprese che partecipano al bando provinciale. E’ convinzione della Provincia di Prato che il risparmio e l’efficienza energetica siano fondamentali in tutti i settori, proprio perché il consumo attuale è eccessivo. Prato in particolare, per il territorio piccolo e quindi con limitate risorse, per i grandi consumi dell’industria e il bisogno di abbattere la bolletta delle imprese in modo da accrescere la competitività e per l’occasione di produrre nuova impresa, è un candidato ideale per sperimentare il modello di sviluppo energetico. La bolletta che Prato paga ogni anno (al netto dei carburanti) vale 600 milioni di euro. Si tratta essenzialmente di energia da fonti fossili e quindi inquinante e di soldi che per il 99% se ne vanno da Prato e per gran parte anche dall’Italia. Quindi l’efficienza energetica ha buone ragioni per candidarsi a divenire elemento caratterizzante della nuova vocazione energetica di Prato. Il bando della Provincia mette a disposizione 411 mila euro contributi a fondo perduto per la riqualificazione energetica delle imprese produttive con strutture operative site sul territorio della provincia di Prato. Possono accedere alle agevolazioni del bando le micro, piccole, medie e grandi imprese appartenenti alla attività manifatturiere e che abbiano sede nel territorio della provincia di Prato. Sono ammissibili a contributo gli investimenti finalizzati a perseguire l’uso razionale dell’energia nei processi produttivi, attraverso la realizzazione, l’ammodernamento o sostituzione di impianti con il ricorso a sistemi, macchinari, componenti ed attrezzature in grado di generare una riduzione dei consumi di energia primaria dell’intero ciclo o di una sua parte. Le iniziative proposte ed i relativi vantaggi energetici devono essere individuati e giustificati attraverso una diagnosi energetica. Per tutte le tipologie di impresa il contributo concesso per ciascuna domanda non può superare la somma massima di 3.000 euro. Le domande di contributo dovranno pervenire alla Provincia di Prato entro 90 giorni (8 Aprile 2014). Il bando della Camera di Commercio di Prato, che destina il 50% del budget disponibile alle aziende che decideranno di partecipare anche al bando provinciale, offre l’opportunità di realizzare i check-up per la valutazione del consumo di energia e del risparmio energetico e la consulenza per check up diretti all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il contributo della Camera di Commercio sarà pari al 50% delle spese fino ad un massimo di tremila euro. Ogni azienda potrà presentare domanda per un solo check up. Le imprese dovranno avere sede operativa nella provincia di Prato ed essere iscritte alla Camera di Commercio. Le domande di contributo potrano essere inviate alla Camera di Commercio a partire dall’8 gennaio 2014 ed entro il 30 maggio 2014.

Fonte: Provincia di Prato

 Provincia di Prato. Bando per la riqualificazione energetica delle imprese (300.61 kB)

 Cam.Com. di Prato. Contributi per check up energetici nelle imprese (119.03 kB)