-52% di consumi e -31% di costi: Milano presenta la “rivoluzione” della luce pubblica a LED

Comune e A2A hanno presentato la “rivoluzione” della luce pubblica milanese. Avviata la sostituzione dei 141 mila punti luce pubblici con i LED. A pieno regime (2016) il consumo pro-capite annuo dei milanesi passerà da 87 a 42 kWh e la spesa pubblica complessiva da 42 a 29 milioni. Con una luce più efficace, concentrata e meno “inquinante”380445

Il Comune di Milano, con l’Assessore a Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran e il Direttore Generale Giuseppe Tomarchio, e A2A, con il Presidente Giovanni Valotti e l’AD Luca Camerano, hanno presentato oggi a Palazzo Marino la “rivoluzione” dell’illuminazione pubblica a LED, in corso a Milano. A2A è infatti partita già da mesi con la sostituzione di tutti i141.963 punti luce pubblici, iniziando dall’area nord-ovest, quella in direzione sito EXPO e che si vorrebbe pronta il prima possibile. Il 43% delle luci sostituite entro dicembre 2014, l’80% entro l’1 maggio 2015 (data di inizio EXPO) e il 100% entro dicembre 2016: queste le tappe programmate da A2A, che al momento sembrano potere essere rispettate. Una sostituzione che includerà anche 500 quadri di comando ed un sistema di telecontrollo, in grado di fornire informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti in tempo reale. Cosa significa l’avvento della tecnologia LED nella luce pubblica di Milano, in termini economici ed energetici? Anche se Milano – per ora – non toglierà alcuno dei 141.693 punti luce pubblici del suo territorio (1 punto luce/9 abitanti, tra le medie più alte d’Europa), il consumo annuale della città, grazie ai LED, passerà da oltre 114 milioni di kWh  (il consumo annuo di energia elettrica di 42.000 appartamenti), a 55 milioni kWh (quello di 20.000 appartamenti). In termini pro-capite, da 87 a 42 kWh annui per cittadino (la media UE è 51 kWh). La potenza media della singola sorgente luminosa  passerà dagli attuali 150W, agli 85W del LED, ma con una resa uguale (100 lumen/watt), migliore in termini di concentrazione del fascio luminoso e senza dispersione di luce verso l’alto. Ossia con una riduzione dell’inquinamento luminoso.  38 milioni di euro in 2 anni, questo il costo totale dell’investimento per la nuova LED (sigla inglese di Light Emitting Diode), che verrà totalmente sostenuto da A2A, per un’innovazione “la cui portata dà un senso al termine di Public Utility” (i gestori di reti o di servizi essenziali alla collettività), ha detto il presidente di A2A, Giovanni Valotti. 38 milioni d’investimento che porteranno però – in termini di risparmio economico e sostenibilità ambientali – un ritorno positivo già in 2 anni. Se ammonta a 42 milioni di euro la “bolletta” della luce pubblica di Milano nel 2014, una riduzione di 10 milioni si avrà già nel 2015 e si scenderà a 29 milioni nel 2016, quando tutti i LED saranno sostituiti. Infine la sostenibilità ambientale, perché 52% di energia elettrica in meno significa risparmiare ogni anno più di 11mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) ed evitare l’emissione in atmosfera di 23.650 tonnellate di CO2. Così come Comune e A2A hanno stimato una riduzione della futura sostituzione dei corpi illuminanti (-50.000) e delle lampade bruciate (-10.000), che dovrebbe evitare la produzione di oltre 9 tonnellate di RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) ogni anno.
“Una scelta innovativa, sulla scia di città come Los Angeles, Copenaghen, Stoccolma e Oslo, che renderà Milano la prima grande città italiana completamente illuminata a LED“, hanno dichiarato con soddisfazione l’Assessore Maran e il DG del Comune Tomarchio. “La migliore dimostrazione concreta di spending review che può fare una grande città, dando un esempio anche a livello nazionale”.

Fonte: ecodallecitta.it

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