BOLZANO, L’ASFALTO FATTO DA PNEUMATICI ESAUSTI

 

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Nel 2011 la Provincia autonoma di Bolzano ha avviato una sperimentazione che sta dando ottimi risultati: investire su un particolare tipo di asfalto realizzato con l’aggiunta di pneumatici non più utilizzabili al classico bitume.

Per i Pfu (Pneumatici fuori uso) esiste un regolamento specifico sul trattamento e lo smaltimento, come potete leggere sul sito del Ministero dell’Ambiente, talmente specifico che le grandi aziende produttrici di pneumatici hanno creato una società non lucrativa chiamata Ecopneus che si occupa della gestione dei Pfu in Italia: solo nel 2012 ha raccolto 240mila tonnellate di pneumatici “esausti”.

Cifre così alte impongono necessariamente l’ingegno per trovare una soluzione al loro smaltimento; ha dichiarato il direttore generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta:

I risultati ottenuti quest’anno dimostrano l’efficacia e l’efficienza del sistema. L’obiettivo ora è di arrivare in tempi brevi a un recupero totale dei PFU, contribuendo, al contempo, con attività di ricerca e di sperimentazione, a creare le condizioni idonee allo sviluppo in Italia di un moderno comparto industriale del riciclo di questi materiali. Crediamo fermamente che proprio l’utilizzo di materie prime seconde recuperate dal trattamento dei PFU in prodotti destinati ai settori sicurezza, strade e sport potrebbe essere il volano per lo sviluppo di un mercato ‘green’ e la nascita di una reale società del riciclo in Italia.

La sperimentazione della Provincia di Bolzano, in tal senso, è decisamente innovativa: l’utilizzo di un particolare tipo di asfalto realizzato aggiungendo al tradizionale bitume la gomma ricavata dal riciclo dei pneumatici arrivati a fine vita è un’innovazione notevole: consente infatti di ottenere una pavimentazione che ha prestazioni superiori agli asfalti tradizionali sotto diversi punti di vista: la durata, la resistenza agli agenti atmosferici e la rumorosità dei veicoli in transito, ad esempio.

In particolare quest’ultimo aspetto, legato ad una riduzione necessaria dell’inquinamento acustico nelle città e nei centri urbani, è stato il motore principale della decisione della Provincia avente l’obiettivo di verificare le effettive caratteristiche prestazionali di queste pavimentazioni, sul piano acustico.

Tutti i test dimostrano una riduzione del rumore fino a 5 decibel: vi basti pensare che una riduzione di 3 db corrisponde al dimezzamento della pressione acustica.

Fonte: AdnKronos