In Svezia il primo centro commerciale del riuso

Vestiti e oggetti recuperati, riciclati o riparati. Nasce in Svezia il primo centro commerciale specializzato nella vendita di prodotti di seconda mano. L’obiettivo è quello di promuovere il consumo critico e favorire l’economia circolare. Non un semplice negozio dell’usato, ma un vero e proprio centro commerciale del riuso e del riciclo: quattordici negozi più un ristorante che serve cibo rigorosamente biologico e a chilometro zero. È la ReTuna Återbruksgalleria  (o Retuna Recycling Gallery) nella città di Eskilstuna, Svezia, a circa un’ora e mezza di macchina dal centro di Stoccolma. Ogni esercizio commerciale è specializzato nella vendita di oggetti riciclati, riparati o ristrutturati: da mobili, vestiti, computer o altre apparecchiature elettroniche fino ai materiali edili.11898644_1479743088988088_3949023328758040064_n

Al suo interno il centro ha uno spazio dove le persone possono lasciare gli oggetti di cui si vogliono disfare. Qui gli addetti li selezionano, li riparano, li ripuliscono e li rendono pronti per essere rimessi sul mercato. “Le persone che lasciano qui le proprie cose usate – scrive la direttrice del centro sul sito – devono sentire di aver fatto qualcosa di buono per l’ambiente”. Il centro è di proprietà comunale ma i negozi sono gestiti da imprese private e sociali, in modo da dare spazio e opportunità alle start-up dell’artigianato. Obiettivo del centro commerciale è quello di sperimentare un nuovo modo di fare shopping, senza danneggiare l’ambiente. Tutti i negozi al suo interno sono in linea con lo scopo del progetto perché, come si legge sul sito “sostenibilità significa ottenere di più con le risorse che abbiamo già”. Tra le offerte del centro è stato pensato anche uno spazio educativo che offre un corso annuale di “progettazione, riciclo e riuso”, vengono poi organizzate anche singole lezioni per perfezionare le tecniche del fai-da-te e si realizzano brevi tour per quanti fossero interessati a raccogliere maggiori indicazioni sul funzionamento del progetto.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/05/svezia-primo-centro-commerciale-riuso/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Repair Cafè, incontrarsi per dare nuova vita agli oggetti

Incontri spontanei tra persone che vogliono riparare oggetti malfunzionanti e farli tornare come nuovi. Nato in Olanda diversi anni fa, il Repair Cafè è sbarcato anche in Italia. L’iniziativa organizzata qualche giorno fa a Perugia dal Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero ha visto un’ampia partecipazione ed una percentuale di recupero degli oggetti del 100%! Voce del verbo riparare, attività che i fautori del modello di sviluppo fondato sull’ “usa e getta” hanno fatto di tutto per farci dimenticare. E ancora, “riparare costa di più che ricomprare”, credendo a questo ritornello senza approfondire le ragioni abbiamo creato montagne di rifiuti. Eppure allargando la prospettiva si scopre che è possibile riparare, anche con spesa contenuta, si scopre che l’industria produce prodotti con obsolescenza programmata ed è questa la ragione più grave perché per far girare l’economia (dell’usa e getta) facciamo pressione sull’ambiente con prelievo di materie prime, ormai in via di esaurimento, e con sempre maggiori superfici sacrificate come discariche di rifiuti. Sulla scia di queste riflessioni ha preso il via il primo Repair Cafè in Olanda diversi anni fa, nello specifico per riparare i piccoli elettrodomestici, da allora la pratica si è diffusa coinvolgendo i cittadini dal basso e sono aumentati i settori d’intervento con riparazioni di sartoria, elettrodomestici più grandi, falegnameria, telefonia varia ecc.

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Il Repair Café nasce dunque con l’idea di avvicinare le persone ad un rapporto più consapevole e sostenibile con gli oggetti, in un’atmosfera piacevole, davanti ad un bicchiere di vino o una tazza di tè. Anche il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero con l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità fatta di piccoli gesti quotidiani ha organizzato il Repair Cafè con il Repair man Alessandro Cagnolati, che si presenta sempre con un trolley pieno di attrezzi incredibili. Lui ha accolto il nostro invito per sondare il terreno perugino insieme a noi e capire se il progetto ha un gradimento, ma soprattutto se può essere avviato con riparatori locali che garantiscano degli appuntamenti a cadenza fissa.20170410_172824

Il Repair Cafè al PostModernissimo di Perugia

Il primo Repair Cafè si è tenuto il 10 aprile nella saletta del cinema PostModernissimo di Perugia, e ha visto la partecipazione di una decina di persone tra curiosi, riparatori appassionati e partecipanti con oggetti da riparare. La percentuale di oggetti che riesce a riparare di solito va dal 60 al 70%, la rimanente rimane in attesa di altre soluzioni prima di andare in discarica, per esempio di fare da riserva pezzi di ricambio per oggetti uguali o compatibili. La percentuale di questo incontro è stata del 100% perché gli oggetti erano pochi e tutti di facile e immediata soluzione, quindi un ottimo inizio per proseguire!

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/04/repair-cafe-incontrarsi-dare-nuova-vita-oggetti/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Made in Carcere: una rivoluzione solidale nel mondo della moda

 

Luciana delle Donne, ex manager nel settore bancario, ha deciso di cambiare completamente vita e ha creato in Puglia la cooperativa sociale Made in Carcere che offre lavoro in tutta Italia a donne detenute per reati minori. Una seconda vita per le persone e… i tessuti: Made in Carcere realizza infatti i propri gadget, accessori e borse utilizzando materiali di scarto che altrimenti andrebbero perduti.   “Il bello si può costruire in ogni luogo”. Sono queste le parole di Luciana Delle Donne quando spiega la motivazione che l’ha spinta a cambiare vita e a fondare Made in Carcere, un progetto che nelle prigioni di Lecce e Trani insegna alle donne detenute il mestiere tessile, riciclando tessuti provenienti dalle eccedenze delle aziende che sostengono questa iniziativa. Borse, cravatte e braccialetti, ce n’è per tutti i gusti e non resta che scegliere.

L’avventura di Luciana con “Made in Carcere” inizia nel 2008, dopo 20 anni passati a lavorare nel mondo della finanza nel campo dell’innovazione tecnologica. Ad un certo punto si era manifestata in lei l’esigenza sempre più forte di cambiare e dare un taglio netto. Luciana racconta che da quell’esperienza non riceveva più stimoli, i soldi e la possibilità di avere successo erano un film già visto: aveva bisogno di una “sfida impossibile” e l’ha trovata nell’innovazione sociale, nel tentativo di dare una seconda possibilità alle donne ai margini della società.11

“Le persone che hanno commesso un reato non sono il reato – sottolinea Luciana – ed è fondamentale restituire dignità a chi vive in questi luoghi”. E dati alla mano conviene: secondo le statistiche l’80% delle persone che lavorano in carcere non tornano a delinquere perché dietro le sbarre trovano una via per il riscatto e non solo rabbia e repressione. Una seconda vita per le persone dunque, ma anche per i tessuti: con “Made in Carcere” lo scarto diventa una ricchezza e si trasforma in oggetti bellissimi, grazie al lavoro delle donne e delle aziende che le sostengono. Citando Ann Leonard, Luciana ricorda infatti che “consumiamo e generiamo rifiuti come se avessimo tre pianeti a disposizione, invece ne abbiamo uno solo”.8

Quando le chiedono se si è mai pentita della sua scelta Luciana ammette che si guarda ogni giorno allo specchio constatando quanto sia faticoso, ma il suo progetto sta crescendo e non tornerebbe mai indietro. Anzi pensa al futuro e a come ampliare il raggio di azione: presto, una produzione di biscotti senza zucchero nelle carceri minorili.

 

Intervista: Daniel Tarozzi e Paolo Cignini
Realizzazione video: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/02/io-faccio-cosi-156-made-in-carcere-rivoluzione-mondo-moda/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Torino, sabato 4 febbraio a Mirafiori la ‘Festa delle 5 ERRE’

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Nell’ambito del progetto Mirafiori Social Green, il 4 febbraio nella Casa nel Parco di Mirafiori si tiene una festa dedicata al tema del riuso, del riciclo, della riparazione, del risparmio e della riduzione dei rifiuti. Nell’ambito del progetto Mirafiori Social Green, Cooperativa VOV102 e Associazione ENZO B, in collaborazione con Contiamoci.com – Buone pratiche che contano, hanno ideato una giornata dedicata alla sostenibilità ambientale attraverso una festa delle 5R, dove ogni R sta per Riuso, Riduzione, Riparazione, Riciclo e Risparmio. L’obiettivo è quello di riunire in un pomeriggio tante voci accomunate dallo stesso interesse verso uno stile di vita rispettoso dell’ambiente, che valorizza l’esistente e che promuove l’importanza del riciclo. La festa si tiene il 4 Febbraio alla Casa nel Parco di Via Panetti 1 a Torino, grazie al contributo della Fondazione di Comunità Mirafiori ed è ad ingresso gratuito. Un pomeriggio in cui cittadini, associazioni e professionisti raccontano la propria esperienza, buoni esempi e buone pratiche attraverso “pillole” informative e laboratori pratici.

Ecco il programma del pomeriggio

Ore 15:00 – 18:00  Postazioni per fare

Restart PartyA cura di Restarters Torino

Porta dispositivi e piccoli elettrodomestici rotti o vecchi computer da riattivare. Tecnici volontari li aggiusteranno e ti insegneranno come evitare di trasformarli in rifiuti.

Ciclo_officina PopolareA cura di Casa nel Parco

Porta la tua bicicletta da riparare. Tecnici volontari ti aiuteranno a rifarla partire.

Mercatino di scambio dell’usatoA cura di Usato&Donato Torino

Porta abiti, accessori e oggetti domestici usati ma utilizzabili che non ti servono più e scambiali con altri che ti possono servire.

Riciclo creativoA cura di Artefizio.Lab e Atefra.

Porta lattine vuote e vecchi collant di naylon da donna e bambino da trasformare in oggetti artistici e decorativi.

Testimoni di Buone PraticheA cura di, Triciclo, Officine Creative Torino presso Hub Cecchi Point, Ecoborgo Campidoglio, Comitato Mirafiori Borgata

Ore 16:30 Workshop

Conoscere e praticareA cura di Contiamoci.com

Un percorso teorico in cui scoprire buone pratiche e semplici azioni, per ridurre lo spreco e risparmiare. E pratico: autoproduciamo insieme semplici detersivi per la pulizia della casa.

ORE 18:00 Buffet sostenibile

AperitivoA cura di Coop. Sociale Patchanka

Realizzato con la collaborazione dei commercianti locali e la donazione di eccedenze e invenduto.

ORE 18:45 Racconto per immagini e parole

“Plastiche, rotta di collisione”A cura di PopEconomix.

Un viaggio verso il mitico Passaggio a Nord Ovest per mappare la plastica che uccide gli oceani. Racconto – per immagini e voce – del giornalista Franco Borgogno, ambasciatore in Italia di 5gyres.org, progetto che combatte l’inquinamento da plastiche attraverso l’educazione, la scienza e l’attivismo.

Fonte: ecodallecitta.it

L’ecopunto: come funziona il franchising per il riciclo

L’ecopunto è un franchising del riciclo che valorizza il riciclo della plastica attraverso la remunerazione di coloro che portano i rifiuti nei centri distribuiti sul territorio

L’ecopunto è un franchising del riciclo che valorizza il riciclo della plastica attraverso la remunerazione di coloro che portano i rifiuti nei centri distribuiti sul territorio. Come aprire un ecopunto? Per avviare l’attività occorre avere una base di capitale di 10mila euro. Questa cifra è necessaria per sbrigare le pratiche burocratiche, per le royalties del primo anno di attività e per un corso di formazione sul riciclo. Nel calcolo vi è anche il noleggio dei macchinari necessari per l’attività: la compattatrice per i rifiuti e la pressa per i rifiuti cartacei, oltre, naturalmente, a una bilancia elettronica. L’acquisto dei rifiuti da parte dei cittadini si basa su tariffe fisse: un chilo di alluminio viene pagato approssimativamente 40 centesimi di euro. Per quanto riguarda il reddito, si aggira fra i 2000 e i 2500 euro al mese. Ovviamente per aprire un ecopunto occorre entrare in contatto con aziende di riciclaggio della plastica.

L’idea di rendere business i rifiuti sta prendendo piede. La cosa non è nuova, i magazzini che acquistavano materiale dai robivecchi, incluso stoffe, batterie esauste e pentole rotte, erano presenti un po’ in tutta la penisola. L’idea nuova è stata rendere franchising questo genere di commercio semplice semplice: tu porti un chilo di lattine, vetro, plastica, carta o ferro in un Ecopunto è ti viene riconosciuto un pagamento variabile in base al materiale consegnato. Insomma, un sistema di incentivazione al non buttare nell’indifferenziato risorse preziose.

Il progetto di Recoplastica, dunque avanza lentamente ma inesorabilmente e cerca nuovi franchisor. Entrare in contatto con loro è semplice ed è sufficiente inviare una mail a franchising@recoplastica.com o cooperazione@recoplastica.com, mentre i requisiti richiesti sono:

  1. Il locale che ospita un negozio Ecopunto deve avere una superficie di almeno 150-200 mq, di cui 50 mq destinati alla parte commerciale ed il resto al magazzino;
  2. A parte eccezioni, la destinazione urbanistica deve essere artigianale o industriale;
  3. E’ essenziale che il posto si trovi su una strada trafficata o in una zona di passaggio per invogliare le persone a passare di lì per lasciare i propri rifiuti;
  4. Anche un parcheggio vicino aiuta ad attirare clienti, che si fermano volentieri se riescono ad appoggiare la macchina senza impazzire;
  5. Non si devono avere carichi pendenti cioè essere imputati in procedimenti penali;
  6. Essere disposti a seguire un corso di formazione che illustra il funzionamento dell’Ecopunto;
  7. Non avere preclusioni a lavorare in cooperazione.

 

Fonte:  Recoplastica

 

Riusi e ricicli? In Svezia paghi meno tasse

Una proposta del Ministro delle Finanze svedese intende ridurre dal venticinque al dodici per cento l’Iva per chi ripara biciclette, scarpe e tessuti. La virtuosa iniziativa si pone l’obiettivo di ridurre lo spreco e valorizzare l’economia circolare.

Buone notizie per l’economia circolare dalla Scandinavia: la Svezia, su proposta del Ministro delle Finanze, ha deciso di ridurre l’Iva per chi ripara bici, scarpe e tessuti dal 25 al 12 per cento a partire da gennaio 2017, mentre saranno previste delle deduzioni fiscali (sotto forma di restituzione d’imposta) per chi deciderà di riparare gli elettrodomestici.Two men working in a Bicycle repair shop, with tools of the trade.

Gli incentivi sono coerenti con la scelta del governo svedese di ridurre le emissioni di gas serra e gli oggetti che finiscono in discarica. Secondo Per Bolund, ministro delle finanze svedese “spesso, un piccolo cambiamento apporta grandi modifiche nel comportamento, crediamo che questa scelta possa abbassare dell’87 per cento i costi del riparo e rendere più razionale la scelta di riparare la merce”.

La Svezia dimostra così di voler recepire il pacchetto dell’Unione Europea riguardo l’economia circolare, affinché oltre ad ottenere una riduzione dei rifiuti in discarica si possano creare nuove possibilità economiche dagli oggetti considerati di scarto: un nuovo modello di business olistico, in grado di vedere i prodotti e i servizi che replica in linea con il ciclo vitale naturale dove ogni fine rappresenta un nuovo inizio. E in Italia? Nel nostro Paese non mancano esempi virtuosi e straordinari di Economia Circolare. Dall’esperienza delle due siciliane Adriana Santanocito ed Enrica Arena è nata Orange Fiber, una pluri-premiata startup che ricava Tessuti sostenibili e innovativi da sottoprodotti agrumicoli.91315512_gettyimages-838426261


Kanésis
invece, nata dall’idea di Giovanni Milazzo e Antonio Caruso (anch’essi siciliani),  produce biocompositi a partire dagli scarti industriali di biomasse organiche, con l’obiettivo di sostituire la plastica petrolchimica con materiali eco-sostenibili. Italia che Cambia ha conosciuto queste e altre realtà del mondo dell’economia circolare alla Fiera delle Idee del 21 ottobre 2016 a Firenze; un tratto comune delle loro esperienze è il limbo normativo italiano che rende difficile tracciare una rotta precisa per il futuro. Sarebbe un bel segnale, per questo mondo in piena sperimentazione e crescita che trasforma lo scarto in innovazione, lasciarsi ispirare e guidare dall’esempio svedese.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/11/riusi-ricicli-svezia-meno-tasse/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Al via in Veneto il progetto “Equaazione”

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Tu ricicli, io ti pago” realizzato da EverGreen Recycle, Savno, Consorzio Servizi di Igiene Territorio TV1 e Ascotrade.

Conferendo i rifiuti nei riciclatori incentivanti installati nei comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzo, per la prima volta a livello nazionale sarà possibile risparmiare concretamente sulla tassa rifiuti semplicemente facendo bene la raccolta differenziata. Savno riconoscerà 1 centesimo per ogni bottiglia inserita negli eco-compattatori e ogni mese al cittadino che più riciclerà nei 3 comuni partecipanti al progetto sarà pagata la TARI annuale a partire da Gennaio 2017.

Chi più ricicla paga meno tasse: questo lo scopo del progetto “Equaazione – Tu ricicli, io ti pago”, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha preso il via nel Veneto nei comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzo. Realizzato in collaborazione con Savno srl, Consorzio Servizi di Igiene Territorio TV1 e Ascotrade srl, Equaazione punta a premiare i cittadini virtuosi che conferiscono i loro rifiuti (bottiglie di plastica PET) nei riciclatori incentivanti, dispositivi automatizzati per la raccolta e la compattazione di bottiglie di plastica. Questi macchinari consentono di rilasciare ai cittadini, in cambio di ogni bottiglia PET conferita, un bonus in euro, da utilizzare in negozi o attività convenzionate, o soldi veri, reali e spendibili tramite 2Pay, l’app su smartphone che permette di semplificare il processo di pagamento abbattendo i costi delle transazioni.

Tassa rifiuti pagata e sconti sulla bolletta della luce

Ma la principale novità dell’iniziativa Equaazione sta nel fatto che, per la prima volta in Italia, i cittadini più virtuosi potranno risparmiare concretamente sulle tasse: Savno srl riconoscerà un centesimo per ogni bottiglia inserita e da gennaio 2017 ogni mese il cittadino che più riciclerà nei 3 comuni partecipanti al progetto potrà considerare pagata la sua TARI annuale. Ascotrade, sempre da gennaio 2017, scalerà invece ai propri clienti i centesimi accumulati con il riciclo direttamente dalla bolletta della luce. Il primo eco-compattatore del progetto Equaazione, ideato da EverGreen Recycle, è stato inaugurato a Conegliano, in Via Cristoforo Colombo 84, sabato 19 novembre alla presenza del Sindaco Zambon, dell’Assessore Toppan, del Presidente del Consorzio Servizi di Igiene Territorio TV1 Giampaolo Vallardi, del presidente di Ascotrade Spa Stefano Busolin, del Presidente di Savno srl Giacomo De Luca e del Presidente Ascom Conegliano Luca Da Ros. Dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia sono giunti i saluti e gli auguri per la lodevole iniziativa, nata da tecnologia e innovazione di aziende venete, apprezzata da un folto pubblico di presenti.
Cosa sono i Riciclatori Incentivanti

Un sistema incentivante che ha come scopo principale quello di invogliare i cittadini a compiere la corretta raccolta differenziata e che allo stesso tempo consente di salvaguardare l’ambiente, migliorare l’arredo urbano, stimolare l’economia locale grazie agli accordi tra amministrazioni ed esercizi commerciali. Il progetto permette inoltre di realizzare una raccolta differenziata di qualità: gli eco-compattatori prodotti da Eurven srl, azienda del territorio, sono infatti predisposti per differenziare la tipologia di rifiuto materiale raccolto, riducendo fino al 90% il volume iniziale. Il macchinario è programmabile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, come ad esempio uno smartphone, e, attraverso una app dedicata, il gestore può monitorare tutta una serie di elementi: i dati di raccolta, la CO2 risparmiata, quanti pezzi sono stati conferiti, capire quando il macchinario è pieno, quanti coupon emessi e raccogliere i dati dei cittadini attraverso anche la lettura della loro tessera sanitaria o codice fiscale. Da remoto, inoltre, può programmare gli sconti da assegnare al singolo conferimento a seconda della scelta dell’attività merceologica.

Chi è Eurven

Eurven è leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti. Tra i suoi clienti Coca Cola, Ikea, San Benedetto, Despar, Conad, Coop, Pam, Panorama, Autogrill, Unes, Gardaland, Mirabilandia, Leroy Merlin e molti altri.

Maggiori informazioni su: www.eurven.com

Fonte: agenziapressplay.it

 

VI Rapporto Anci-Conai: 12 comuni italiani premiati per incremento quantità di rifiuti avviati al riciclo

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Durante la presentazione del VI rapporto Anci-Conai, sono stati premiati ben 12 comuni che hanno sensibilmente migliorato la raccolta differenziata e diminuito le emissioni di CO2 .

Dei 3.549 Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo, in 12 hanno ricevuto oggi un riconoscimento come migliori novità del 2015, considerando non solo l’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, ma anche quante emissioni di CO2 equivalenti sono state evitate: Scandicci, Saronno, Ostuni, Cava de’ Tirreni, Cuneo, Como, Bergamo, Salerno, Padova e le Città Metropolitane di Milano, Torino e Venezia. Le targhe sono state consegnate durante la presentazione del VI rapporto di Anci e Conai sull’andamento della raccolta differenziata in Italia.

Ecco l’elenco dei vincitori:

 

Scandicci – provincia di Firenze – 49.765 abitanti 

AR: 87,62%

RD : 88,91%

Emissioni evitate: 0,242 tCO2eq/t avviate a riciclo

Saronno – provincia di Varese – 38.598 abitanti 

AR: 73%

RD : 74,13%

Emissioni evitate: 0,173 tCO2eq/T avviate a riciclo

Ostuni – provincia di Brindisi – 31.860 abitanti 

AR: 79,96%

RD : 75,27%

Emissioni evitate: 0,173 tCO2eq/T avviate a riciclo

Cava de’ Tirreni – provincia di Salerno – 53.885 abitanti

AR: 79,94%%

RD : 82.29%

Emissioni evitate: 0,167 tCO2eq/T avviate a riciclo

Cuneo – 55.013 abitanti

AR: 69,62%

RD : 67,59%

Emissioni evitate: 0,198 tCO2eq/T avviate a riciclo

Como – 82.045 abitanti 

AR: 68,54%

RD : 68,44%

Emissioni evitate: 0,174 tCO2eq/T avviate a riciclo

Bergamo – 115.349 abitanti 

AR: 69,12%

RD : 67,27%

Emissioni evitate: 0,171 tCO2eq/T avviate a riciclo

Salerno – 132.608 abitanti 

AR: 52,67%

RD : 53,60%

Emissioni evitate: 0,142 tCO2eq/T avviate a riciclo

Padova – 206.192 abitanti 

AR: 51,29%

RD : 47,33%

Emissioni evitate: 0,221 tCO2eq/T avviate a riciclo

Città Metropolitane di Milano – 3.038.420 abitanti

AR: 58,26%

RD : 59,38%

Emissioni evitate: 0,168 tCO2eq/T avviate a riciclo

Venezia  – 846.962 abitanti

AR: 53,01%

RD : 53,47%

Emissioni evitate: 0,194 tCO2eq/T avviate a riciclo

Torino – 2.247.780 abitanti

AR:  51,74%

RD : 54,08%

Emissioni evitate: 0,189 tCO2eq/T avviate a riciclo

 

Fonte: ecodallecitta.it

SERR 2016: “Beato chi lo sApp”; l’applicazione della Città Metropolitana di Torino per la buona raccolta differenziata

L’App aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, da come trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione fino a scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata.386116_1

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.386116_2

La Città Metropolitana di Torino, sin dal 2009 quando era ancora Provincia, ha partecipato alla Settimana. Nel 2014, in occasione della Settimana e all’interno di una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti, ha realizzato un’APP in collaborazione con il Csi Piemonte che si chiama “BEATO CHI LO SAPP”, scaricabile sia per Android che per IOS, che aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, dove trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione; come trovare distributori alla spina e negozi dove acquistare senza imballaggi o abbigliamento/oggetti di recupero; scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata e ricordare i giorni di raccolta porta a porta

Per scaricare l’app clicca qui

Per iscriversi alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr) clicca qui

Fonte: ecodallecitta.it

Dona, riusa, condividi! Il Formicaio, luogo comune di Lecce

Economia del dono, cultura dello scambio reciproco e condivisione. Non vi stiamo raccontando di un’antica civiltà scomparsa ma di un’esperienza attiva e laboriosa che opera nella città di Lecce.

Il Formicaio“, protagonista della storia di oggi, è un’Associazione di Promozione Sociale formata da un gruppo di giovani amici che si sono da sempre occupati in varie forme di tematiche socio-ambientali.

Hanno iniziato ad operare nel 2010 con progetti di educazione ambientale non formale, negli anni sono cresciuti allargando il campo di azione e lavorando a progetti che valorizzassero i concetti di socialità e incontro. “Tornare a vivere le piazze e le strade significa riappropriarsi degli spazi e dei luoghi comuni” sottolinea Umberto Cataldo, uno dei fondatori dell’Associazione “Il Formicaio”, “e la condivisione ha un ruolo importantissimo per lo sviluppo di progetti ambientali fondati su riciclo e riuso”. In questa stessa ottica sono stati pensati i laboratori di auto-produzione e saper fare: imparare insieme diventa occasione di incontro e conoscenza, lo scambio di sapere estende virtuosamente l’apprendimento e l’applicazione di buone pratiche. Proprio da queste radici nasce nel 2014 l’iniziativa più importante, “Il Bazar del dono”,uno spazio dedicato sia a chi vuole liberarsi di oggetti che non usa più (purché siano belli e in buone condizioni!), sia a chi è alla ricerca di pezzi di seconda mano utili per le proprie esigenze.8581957373_70d6df37f8_h-1024x682

Il denaro è escluso dall’economia del dono, la vendita lascia il posto al regalo in maniera incondizionata. “Ma chi ce lo fa fare?”, ci si potrebbe chiedere. Ma questo singolare bazar ha in realtà una valenza fondamentale, perché è uno spazio che realizza concretamente buone pratiche dal punto di vista etico, sociale e ambientale: dal riutilizzo degli oggetti all’abbattimento della produzione dei rifiuti, oltre che il contrasto del consumismo incondizionato e, soprattutto, contribuisce all’attivazione di una rete virtuosa tra i cittadini che usufruiscono di questi servizi e le associazioni attive sul territorio che si spendono per la causa. “Il nostro Bazar si è scoperto particolarmente utile soprattutto per il riuso di oggetti e accessori per bambini” spiega Umberto “che fanno parte della categoria di beni materiali più esposti a un consumo fugace”. Il target di persone che accede, sia donando sia prendendo, è però ancora molto settorializzato. I giovani attivisti de “il Formicaio” hanno notato che sono soprattutto ragazzi e ragazze tra i 25 e i 30 anni a partecipare alle loro iniziative. “Il nostro obiettivo sarebbe quello di farci conoscere il più possibile tra le persone più distanti dai temi a cui ci dedichiamo” confida Umberto “in futuro vorremmo coinvolgere nuovi quartieri per arrivare alla gente che non sa nemmeno chi siamo”.8581957073_c7540e63b7_h-1024x682

Accanto al “Bazar del dono” il Formicaio continua a promuovere altre iniziative, come la proiezione di film e documentari su temi a sfondo socio-ambientale, la circolazione della cultura attraverso il prestito gratuito di libri e, tra gli eventi più riusciti, l’organizzazione di aperitivi a base di prodotti biologici o a chilometro zero. Durante l’appuntamento eno-gastronomico sensibilizzano gli avventori sulla qualità e la sostenibilità dei prodotti ma anche sulle modalità del servizio. I piatti e le stoviglie utilizzate sono tutte rigorosamente in compost e nell’ultimo periodo hanno incentivato la riduzione dei rifiuti chiedendo ad ogni partecipante di donare piatti in ceramica e lavarli alla fine del pasto. “Il nostro successo ha spinto anche altre associazioni ad utilizzare questa formula e in alcuni casi abbiamo prestato i nostri piatti” racconta Umberto “per noi è stato il segnale del successo perché abbiamo sentito di contribuire alla diffusione di una pratica virtuosa”. D’altronde gli attivisti de “il Formicaio” hanno fatto rete con tutti gli altri attivisti presenti sul territorio a seconda delle varie tematiche che di volta in volta affrontano: se si parla di mobilità sostenibile si rivolgono alla ciclofficina, per il cibo biologico sono in contatto con i GAS(i Gruppi di Acquisto Solidale) e così per ogni argomento, dall’intercultura ai cambiamenti climatici.

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Molti dei ragazzi che fanno parte de “il Formicaio” si sono formati o hanno lavorato per un periodo all’estero ma hanno sempre voluto tornare perché sentono di voler dare il proprio contributo al loro territorio. “Vogliamo far crescere Lecce. La nostra sfida è quella di allargare il giro e smuovere tutta la popolazione, non solo chi è già sensibile a certi temi” conclude Umberto “perché in questo periodo di crisi della socialità, abbiamo notato che la maggior parte delle persone che non è disposta a muovere il primo passo ha solo bisogno di ricevere stimoli per reagire e iniziare a intraprendere il proprio percorso”.


fonte : italiachecambia.org