Europarlamento approva Pacchetto Economia Circolare. Prossimo passo, l’accordo con il Consiglio UE

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Target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti solidi urbani ed all’80% per gli imballaggi. On line i comunicati di Legambiente e Simone Bonafé, eurodeputata e relatrice del provvedimento. Disco verde da parte Parlamento europeo al pacchetto sull’economia circolare che contiene target di riciclo più elevati rispetto a quelli proposti dalla Commissione Ue. La plenaria di Strasburgo ha confermato a larghissima maggioranza l’aumento al 70% di rifiuti urbani riciclati entro il 2030 (contro il 65% chiesto da Bruxelles) e all’80% per gli imballaggi (contro il 75%), la riduzione al 5% di quelli in discarica (contro il 10%), e ha introdotto anche il taglio del 50% degli sprechi alimentari. L’Aula dovrà ora negoziare il testo con il Consiglio Ue per arrivare a un accordo finale. Come spiega bene Veronica Ulivieri sul Fatto Quotidiano questi target per molti Paesi europei “non sono proprio dietro l’angolo”: oggi in Europa la media del riciclo dei rifiuti urbani arriva al 44%,  mentre per gli imballaggi la percentuale è del 65%. L’Italia per quanto riguarda i rifiuti urbani si attesta a circa il 47% mentre per gli imballaggi è al 67% quindi non troppo lontana dall’obiettivo posto dal Parlamento. Ma forse il target più ambizioso, allo stato attuale, è quello che sta costando al nostro paese milioni in multe proprio dall’Ue, ovvero la riduzione dello smaltimento in discarica. Bisogna arrivare al 5% partendo dall’attuale 26% . La media europea è del 28%. Riportiamo di seguito i comunicati di Legambiente e Simone Bonafé, eurodeputata e relatrice del provvedimento.

Legambiente: “Questa è l’Europa che vogliamo. Il 24 aprile saremo a Bruxelles insieme ai campioni italiani dell’economia circolare a sostegno di un accordo ambizioso con il Consiglio”

Un ulteriore passo verso un’ambiziosa riforma della politica europea dei rifiuti. Il voto di oggi a larga maggioranza del Parlamento Europeo apre la strada verso una politica europea finalmente in grado di trasformare l’emergenza rifiuti in una grande opportunità economica ed occupazionale. Il rapporto adottato – grazie all’impegno della relatrice Simona Bonafè – migliora considerevolmente la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti solidi urbani ed all’80% per gli imballaggi. Il raggiungimento di questi obiettivi consentirebbe – secondo la valutazione della stessa Commissione Europea – di creare 580 mila posti di lavoro, con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse e quindi ad una riduzione delle importazioni di materie prime. I posti di lavoro potrebbero crescere sino a 867 mila se, all’obiettivo del 70% di riciclaggio si accompagnassero a livello europeo e nazionale anche misure ambiziose per il riuso, in particolare nell’arredamento ed il tessile. Solo nel nostro paese si possono creare almeno 190 mila nuovi posti di lavoro, al netto dei posti persi a causa del superamento dell’attuale sistema produttivo.

Opportunità che non possono essere sprecate. Legambiente nelle prossime settimane si mobiliterà per una rapida approvazione del pacchetto legislativo sull’economia circolare in linea con quanto proposto oggi dall’Europarlamento.

Questa è l’Europa che ci piace. Un’Europa capace di indicare una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi puntando su innovazione e coinvolgimento sinergico tra cittadini, istituzioni e economia – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni -. Il 24 aprile saremo a Bruxelles, insieme ai campioni italiani dell’economia circolare, proprio per sostenere un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio e far sì che la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà.  Ma anche il nostro governo deve fare la sua parte. L’Italia, in sede di Consiglio, deve sostenere una riforma della politica comune dei rifiuti che faccia da volano per l’economia circolare europea, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni governi che si oppongono ad un accordo ambizioso con il Parlamento”.

Simona Bonafé, PD: approvazione del provvedimento segna una svolta per nuovo modello industriale sostenibile. Provvedimenti anche per la lotta allo spreco alimentare

L’eurodeputata del Partio Democratico,  relatrice sulle quattro proposte ha ricevuto un largo sostegno al testo portato in plenaria, con quasi 600 voti a favore. “Un dossier che solo formalmente riguarda la modifica di quattro direttive sui rifiuti ma che in realtà pone un tema ben più ambizioso- sostiene Simona Bonafé- Il voto di oggi rappresenta un passo significativo per la transizione verso un’economia circolare. Questo vuol dire- sostiene l’eurodeputata democratica- che finalmente si passa da un modello economico lineare, inefficace, costoso e insostenibile ad un modello che faccia della sostenibilità ambientale una leva per la crescita, lo sviluppo e la competitività industriale. Dobbiamo superare il modello “produci, consuma e getta” per passare ad un´economia dove i prodotti sono progettati per durare ed essere riparati, riusati e riciclati. Ogni anno- ribadisce la relatrice del provvedimento- in Europa gettiamo via 600 milioni di tonnellate di rifiuti, rifiuti che potrebbero essere reinvestiti nell´economia. Il Parlamento chiede un obiettivo di riciclaggio al 2030 del 70%. Per questo motivo chiediamo con forza che al 2030 i rifiuti che finiranno in discarica  siano ridotti al massimo del 5% dei rifiuti urbani. Un obiettivo più ambizioso rispetto alla proposta della Commissione Europea che prevedeva un tetto del 10%”. Inoltre- conclude Simona Bonafè-  E’ fondamentale, con questo provvedimento intensificare il contrasto ai rifiuti marini e allo spreco alimentare. Pensate che ogni europeo butta ogni anno una scioccante quantità di cibo, 180 Kg. Dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 non è solo un obiettivo ambizioso ma anche un dovere etico”

Fonte: ecodallecitta.it

 

 

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Materiale riciclabile e raccolta differenziata: cosa fare con carta e plastica

Quale destino per il materiale riciclabile? Dove si buttano la carta plastificata e la carta per alimenti? Ecco alcuni consigli su come fare la raccolta differenziata e sul riciclaggio della carta e della plastica.

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Molte volte la raccolta differenziata rappresenta un vero e proprio enigma. Tante sono le domande che ci poniamo di fronte al materiale riciclabile. Per esempio dove va la carta plastificata? Qual è il modo corretto per effettuare il riciclaggio della carta? Dove devo mettere la carta per alimenti? E in quale posto posso mettere la plastica?

Per quanto riguarda la carta la regola numero uno è la seguente: carta, cartoni e cartoncini utilizzati o sporchi non possono essere gettati nella raccolta differenziata; i fazzoletti usati, la carta assorbente unta, la carta per alimenti, la carta da lucido e la carta plastificata non rientrano nella carta riciclabile e nei normali iter di riciclaggio della carta.

La carta alluminio va inserita nei contenitori delle lattine e degli altri prodotti in alluminio. Tante le cose che si possono riciclare: giornali, riviste e fumetti, ma anche i dépliant pubblicitari che vengono messi nelle buche delle lettere, i sacchetti della spesa di carta, il packaging di panettieri e fruttivendoli. Nell’elenco materiali riciclabili e nella carta riciclabile sono compresi anche i cartoni di imballaggio degli elettrodomestici, le scatole delle scarpe, dei detersivi e dei prodotti in cartoncino e anche i contenitori del latte e dei succhi di frutta in Tetrapak. I rifiuti di plastica riciclabili sono: tutti i contenitori che recano le sigle PE, PET e PVC, i contenitori per liquidi, le bottiglie per bevande, i flaconi per prodotti per l’igiene personale e pulizia per la casa, i contenitori di shampoo e bagnoschiuma, le vaschette per l’asporto dei cibi, le confezioni per alimenti, il polistirolo espando degli imballaggi e simili, le borse di nylon e la plastica in pellicola.

Veniamo allo smaltimento cd. In molti pensano che il materiale possa finire nell’alluminio, ma non è così. A meno che non si decida di optare per un riciclo creativo l’unica soluzione è l’indifferenziata. Le custodie dei cd di plastica, invece, è meglio tenerle perché potranno essere utili per futuri cd.

Raccolta differenziata: il glossario per riciclare

Anche questa settimana proseguiamo il nostro viaggio nella complessa gestione dei rifiuti relativamente a tutti quegli oggetti di uso comune che iniziano con la lettera C. Prima, però, è doveroso fare alcune specifiche essenziali – per quanto certamente già note ai lettori di ecoblog – a proposito del materiale cartaceo: non si può riciclare la carta unta e bisunta ma solo quella pulita! Sarebbe opportuno, poi, non raccogliere la stessa in buste plastiche che, se buttate nel cassonetto della carta, contribuirebbero ad aumentare enormemente i costi del riciclo.  Quanto a scatole e pacchi è sempre consigliabile ridurne il volume prima di gettarle, in modo da non occupare troppo spazio all’interno del cassonetto evitando, in questo modo, che altri siano costretti ad abbandonare il prezioso rifiuto all’aperto, spesso involontariamente, disperdendolo.

Dopo il salto l’elenco dei materiali e le procedure per lo smaltimento.

Carrozzine e passeggini – singoli componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Carta assorbente per cucina – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da forno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da pacchi – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta lucida da disegno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta (né unta, né bagnata) – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta per alimenti – tendenzialmente non riciclabile, salvo a separarne i componenti – cassonetto indifferenziato.
Carta plastificata – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta velina – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni ondulati – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni per bevande –riciclabile – cassonetto della carta.
Cartucce per stampanti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Casco – componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette audio e video – non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in legno – riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in plastica – tendenzialmente non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
CD (inclusa la custodia in plastica rigida) – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Cellulari e caricabatterie – componenti in parte riciclabili -isole ecologiche, centri di raccolta e rivenditori autorizzati.
Cicche di sigaretta – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Ceramiche in cocci – riciclabile – cassonetto indifferenziato. Cerotti – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Cibi (sia crudi che cotti) – utili per il compostaggio – cassonetto dell’umido o indifferenziato.
Collant e calze – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Computer e componenti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Condizionatori d’aria – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Confezioni di caffè e simili – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Confezioni di carta – riciclabili – cassonetto della carta.
Contenitori di detersivi in plastica – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Contenitori di prodotti per l’igiene personale – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi di barattoli per alimenti – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi vasetti di yogurt in carta stagnata – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperte – riciclabili – cassonetto giallo. Cornici – tendenzialmente riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cristalli – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.

Foto | Flickr

Fonte: ecoblog.it

 

9 invenzioni sostenibili che potrebbero cambiare la nostra vita

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Alcune delle menti creative presenti nei diversi Paesi hanno messo, e continuano a mettere, le loro idee e intuizioni al servizio della società e dell’ambiente. Esistono delle invenzioni che hanno segnato delle tappe molto importanti nella nostra esistenza, soprattutto in termini di sostenibilità. Molte altre ne dovranno essere ancora create, ma queste nove, potrebbero veramente dare la differenza nelle nostre vite. Vediamo insieme quali sono.

Riciclaggio

Il riciclaggio è forse uno dei punti cardine del “movimento verde”. Più che un’idea, è una necessità, qualcosa che richiede il nostro sforzo e la nostra partecipazione affinché entri appieno a far parte della nostra vita quotidiana. Tutto ha il suo posto preciso; tutto, o quasi, può avere nuova vita per ridurre l’impatto sull’ambiente e il volume di rifiuti prodotto.

Lampadine a risparmio energetico

Sono ovunque nella nostra casa. Le lampadine a risparmio energetico arrivano a utilizzare il 75% in meno dell’energia necessaria alle lampadine normali. Ultimamente, si sta diffondendo un altro tipo di tecnologia, apparentemente più vantaggiosa di quella precedente: la tecnologia a ledpiù resistente, più luminosa e con una bassa dispersione di calore.

Pannelli solari

pannelli fotovoltaici sono un’altra delle invenzioni che potrebbe veramente cambiare il panorama energetico mondiale. Non solo sono una fonte di energia pulita, ma possono contribuire a ridurre i costi energetici delle case. Sono relativamente facili da installare e si può ottenere il massimo del funzionamento. Ne esistono di diversi tipi e possono essere utilizzati anche a complemento delle tradizionali fonti energetiche utilizzate per il fabbisogno domestico.pannelli-solari

Buste di plastica che diventano carburante

Questa invenzione prende il nome di Blest Machine ed è un’idea partorita dalla società giapponese Blest Corporation. La Blest Machine è un elettrodomestico trasportabile in grado di trasformare la plastica in carburante. L’idea è nata dalla semplice constatazione che la plastica è composta da olio e che quindi deve poter tornare al suo stato originario. Il dispositivo è in grado di convertire 1 kg di plastica in circa un litro di carburante, impiegando solo 1 kw di potenza. L’unico ostacolo alla diffusione è il prezzo: circa 10mila dollari. Per questo, i creatori si stanno concentrando sul ricercare un modo per abbattere i costi.

Auto ibride

Le auto ibride sono un’invenzione che potrebbe consentire di liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’Università di Middle Tennessee ha addirittura sviluppato un kit in grado di trasformare una normale automobile a benzina in un veicolo ibrido. Le soluzioni proposte per una mobilità sostenibile, fino ad oggi, sono comunque veramente numerose.

Bottiglia di plastica biodegradabile

Creata da una miscela di alghe brune e cloruro di calcio, Ooho è una sorta di membrana di plastica biodegradabile che potrebbe sostituire le bottigliette d’acqua. È un packaging commestibile, che permetterebbe di eliminare uno dei materiali più comunemente usati nel mondo e anche tra i più inquinanti.

Aereo a energia solare

L’aereo Solar Impulse è il primo prototipo di aereo fotovoltaico che utilizza come combustibile l’energia solare. Nato dopo un lungo lavoro di 7 anni, per mezzo di un progetto che ha coinvolto 70 persone e 80 imprese, Solar Impulse ha effettuato il suo volo inaugurale qualche anno fa. Alla guida, André Borschberg, uno dei fondatori del progetto stesso.

Macchina per creare carta igienica riciclata

Ecco un’invenzione decisamente bizzarra: la White Goat machine. Nata dal genio di alcuni inventori giapponesi, questa macchina ha lo scopo di convertire la carta dell’ufficio (o dell’altra normale carta) in rotoli di carta igienica. Ci vuole circa mezz’ora per convertire 40 fogli in un rotolo di carta igienica. Peccato che il prezzo sia eccessivo: 100mila dollari. Un’invenzione interessante però, non c’è dubbio!

Creare l’acqua dall’aria

WarkaWater è un progetto che potrebbe rivelarci decisivo per risolvere il problema della mancanza di acqua nelle zone dove c’è siccità o si sono verificati disastri naturali. L’idea è tutta italiana e viene dalla mente dell’architetto Arturo Vittori e del collega Andreas Vogler. la “torre” di WarkaWater si presenta come un enorme vaso, alto quasi poco più di nove metri e con una capacità di oltre 90 litri e ha il compito di raccogliere l’acqua di condensazione dell’aria. Per approfondire: http://www.lastampa.it/2014/04/18/blogs/voci-globali/warkawater-invenzione-rivoluzionaria-l-dove-manca-lacqua-RRGj9qsIOXtd95L9mlcCVP/pagina.html

Queste sono solo alcune delle invenzioni sostenibili che potrebbero cambiare le nostre abitudini, nel rispetto dell’ambiente. Anche se alcune sembrano veramente bizzarre!!

Ve ne vengono in mente altre?

(Foto in evidenza: StockMonkeys.com; foto interna: h080)

Fonte: ambientebio.it

Comuni Ricicloni: Ponte nelle Alpi, un esempio per l’Italia

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Il Comune di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, ha ricevuto per la quarta volta l’Oscar dei Comuni Ricicloni,  iniziativa di Legambiente che premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e portata avanti con il patrocinio del ministero dell’ambiente e la collaborazione dell’Anci e di associazioni impegnate nella promozione del rispetto e della difesa dell’ambiente. Si tratta di un riconoscimento per i piccoli gesti quotidiani, dall’attenzione posta fin da quando si fa la spesa, evitando di acquistare imballaggi inutili, alla separazione accurata dei rifiuti in casa fino alla loro consegna al servizio di raccolta domiciliare, al conferimento di ogni materiale all’ecocentro comunale. Il denominatore comune è la responsabilità, che passa di mano in mano dalla bottega del negozio di alimentari, ai cittadini, alla Ponte Servizi Srl che gestisce con grande professionalità il servizio di raccolta, alle piattaforme di selezione che ritirano questi materiali e li riconsegnano alle aziende che li ritrasformano in nuovi beni. “Siamo orgogliosi di ricevere per la quarta volta consecutiva l’Oscar dei Comuni Ricicloni, – ha dichiarato Ezio Orzes l’Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi – premio che riconosce l’impegno dei tanti che hanno contribuito a questo risultato”. “Non ci possiamo più permettere di buttare sottoterra, in una discarica o dentro un inceneritore, materiali preziosi spendendo in smaltimento quantità enormi di denaro”. A Ponte nelle Alpi questo costo è stato abbattuto di oltre 90% (da 450.000 a 40 € l’anno) ed i soldi risparmiati sono stati impegnati per dare lavoro a delle persone che erogano un servizio di grande qualità ai cittadini ad un costo basso. A Ponte nelle Alpi si differenzia quasi tutto e ogni cittadino produce ormai meno di 30Kg di rifiuto indifferenziato all’anno. Obiettivi apparentemente irraggiungibili sono invece alla portata di tutti. Lo dimostra Ponte nelle Alpi che lancia ora una sfida a tutto il Paese: se tutti i Comuni Italiani sotto i 50.000 abitanti facessero la raccolta differenziata come da noi in Italia si potrebbero abbattere dei costi improduttivi, come lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, e si potrebbero creare almeno 200.000 posti di lavoro offrendo ai cittadini servizi di grande qualità ad un costo contenuto. In media una famiglia di quattro persone, se differenzia bene, a Ponte nelle Alpi può spendere meno di 160€ l’anno, tramite l’applicazione di tariffa puntuale che premia con una bolletta leggera le famiglie che differenziano meglio.

Come è riuscito il comune di Ponte nelle Alpi a raggiungere questi risultati?

– Un’amministrazione compatta e decisa che ha tradotto la vaghezza di termini come “Green Economy” in politiche e azioni concrete.

– Una progettazione< e una pianificazione accurata del servizio di raccolta domiciliare porta a porta

– La partecipazione attiva e il coinvolgimento dei cittadini, dei bambini e ragazzi delle scuole, veri protagonisti del cambiamento.

– Una gestione di grande qualità, affidata alla Ponte Servizi Srl, società pubblica del Comune di Ponte nelle Alpi, esempio di assoluta eccellenza nella gestione del servizio. Puntualità, professionalità, competenza, cortesia: il gestore ideale che tutti vorremmo trovare a gestire un servizio pubblico!

“Questo traguardo è dedicato ai Pontalpini – dichiara infine l’Assessore Ezio Orzes – noi amministratori siamo orgogliosi di una comunità così attenta ai valori ambientali e corresponsabile nella gestione dei beni comuni”.

Fonte: il cambiamento

Sonita, l’auto elettrica riciclabile ha origini cuneesi

Presentata al salone EVER di Montecarlo il prototipo dell’auto elettrica nata da un’idea di Antonio Bertolotto, imprenditore leader nel recupero del biogas da discarica. L’auto potrebbe esser prodotta in nove diverse versioni a partire dal 2014

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La prima uscita pubblica è stata il 27 marzo al salone della mobilità sostenibile EVER di Montecarlo, ma è 100% italiana Sonita, l’auto elettrica nata dall’idea di Antonio Bertolotto, imprenditore leader nel recupero del biogas da discarica con la sua Marco Polo Environmental. Dopo anni di produzione di energia verde, l’imprenditore piemontese ha deciso di cimentarsi nella produzione di un veicolo elettrico da lavoro e da tempo libero leggero, robusto, poco costoso (circa 20 mila euro) e longevo, tale da rendere semplice e poco oneroso il trasporto di persone, piccoli animali e prodotti. Per ora un prototipo, Sonita potrebbe esser prodotta in nove diverse versioni già a partire dal 2014. La piccola auto elettrica dalle origini cuneesi ha l’ambizione di essere più ecologica delle sorelle elettriche finora progettate delle principali case automobilistiche. “Sonita -si legge nella presentazione del veicolo- non deve inquinare nella fase costruttiva poiché si utilizzano come avvii del progetto tutti materiali riciclabili, soprattutto leggeri e resistenti e tutti assemblati con la logica del componente di facile montaggio nella fase costruttiva, fatto salvo il telaio, senza saldature e senza verniciature e di facile smontaggio e riciclaggio alla fine del ciclo di vita del veicolo“. Inoltre Sonita, grazie ad una partnership con la Marcopolo Engineering, mira alla riduzione della CO2 passiva prodotta per la costruzione del veicolo. In pratica ogni veicolo prodotto avrà in dotazione un quantitativo di Humus Anenzy®, il cui contenuto di carbonio andrà ad equilibrare la CO2 prodotta in fase di produzione.

fonte: eco dalle città