Una moto elettrica da 800km con una ricarica: Lightning Motorcycles punta al record

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L’azienda della Silicon Valley (California, Stati Uniti) Lightning Motorcycles sta progettando e realizzando una moto elettrica capace di percorrere 500 miglia (poco più di 800km) con una sola ricarica. L’idea è venuta a Richard Hatfield, già noto in passato per essere uno spericolato sperimentatore di carburanti alternativi e “guru” della mobilità elettrica, visto che è dal 1996 che afferma che i veicoli elettrici sono il futuro della mobilità privata e pubblica e “presto” (diceva all’epoca) saranno più efficienti dei motori alimentati da carburanti fossili. Una visione che noi di Ecoblog condividiamo, ragion per cui abbiamo deciso di parlare dell’ultimo visionario progetto di Hatfield, che ha creato nel 2006 Lightning Motorcycles e che oggi si pone davanti un obiettivo ambizioso: coprire con una motocicletta la distanza di 500 miglia che separa Los Angeles da San Francisco con una sola ricarica di energia elettrica e grazie alla partnership avviata con il Battery Innovation Center dell’Indiana l’impresa da ardua si fa sempre più possibile.  I colleghi di Motoblog, qualche tempo fa, hanno recensito Lightning Motorcycles LS-218, una supermoto pa propulsione elettrica con 228 Nm di coppia, 225 kg di peso, freni Brembo e oltre 300 km/h di velocità massima. “Seguiamo le orme di Tesla” ha dichiarato a Forbes Hatfield: attualmente il motore capace di percorrere più chilometri con una sola ricarica è proprio stato progettato da Tesla (315 miglia di autonomia). Ma l’ambizione di Hatfield è duplice: oltre a creare il motore con la più grande autonomia energetica mai realizzato vuole rompere un taboo tipico del motociclista, visto che attualmente non esistono mezzi a due ruote a benzina che vantano autonomie superiori alle 320 miglia (514km). Significa aggiungere un 50 per cento in più di capacità, mica poco (anche se pensiamo alla resistenza del pilota, non fermarsi mai in moto è una prova di resistenza non da tutti). Tra i soci di Lightning Motorcycles ci sono lo Stato dell’Indiana, il gigante tecnologico giapponese NEC e Duke Energy, uno dei maggiori fornitori di energia elettrica negli Stati Uniti. Sono molte le società della Silicon Valley che si pongono obiettivi strategici simili, stringendo partnership con le medesime aziende e i medesimi enti governativi e istituzionali: un segnale chiaro della direzione che, sempre di più, ha intrapreso il mercato automobilistico. Anche perchè è difficile che nella Silicon Valley si vadano a fare investimenti troppo azzardati, voi che dite?

Foto | Forbes

Fonte: ecoblog.it

Auto elettriche, per le infrastrutture lo Stato stanzia 50 milioni ma spende appena 6.000 euro

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Secondo quanto emerso in una delibera della Corte dei Conti dello scorso 19 dicembre 2016, dei 50 milioni di euro stanziati dal governo italiano tra il 2013 e il 2015 per implementare le infrastrutture di ricarica delle auto elettriche sono stati spesi poco più di 6.000 euro. 6.286,28 euro, per la precisione, spesi tutti per stampare i bandi di gara degli enti locali.

Come è stata possibile questa follia?

Nessuno spreco, per fortuna, ma semplice elefantiasi delle nostre istituzioni, che negli ultimi 3 anni hanno portato avanti un ostruzionismo di fatto a questo mercato che altrove è in crescita mentre in Italia è in lieve calo: per forza, direte voi, se mancano le colonnine di ricarica che me la compro a fare un’auto elettrica? Secondo quanto riferisce l’Agenzia Europea per l’Ambiente nel suo rapporto Segnali 2016 i trasporti sono responsabili di circa un terzo del consumo finale complessivo di energia nei paesi europei, e rappresentano una causa molto importante nell’inquinamento atmosferico, ragion per cui gli Stati membri dell’UE dovranno ridurre le emissioni di gas serra del settore automobilistico del 60% entro il 2050 rispetto al 1990. L’opportunità più intelligente da cogliere, allo stato attuale, è puntare sulle auto elettriche (che con gli inquinanti stanno a zero spaccato): nonostante l’ovvia evidenza però nel 2016 in Italia le immatricolazioni di queste auto non hanno superato lo 0,1% del totale, in calo addirittura rispetto all’anno precedente anche per colpa della pessima infrastrutturazione. Il che è paradossale, visto che quasi quattro anni fa il governo aveva stanziato ben 50 milioni di euro proprio per progettare e costruire colonnine e reti di ricarica efficienti.  Attualmente in Italia ci sono 1700 punti di ricarica su tutto il territorio nazionale, un numero che avrebbe dovuto essere molto maggiore, ragion per cui i giudici della Corte dei Conti hanno spronato il Ministero dei trasporti ad attivarsi affinché vengano spesi e spesi bene, visto il ritardo: “Eh ma ricaricare un’auto elettrica impiega troppo tempo” direbbe qualcuno. Vero, se non fosse che le colonnine a ricarica rapida (che riducono della metà e fino a un terzo i tempi di ricarica rispetto le normali prese di corrente) a oggi sono solo 10 in tutto il Paese. Ad aggravare la posizione istituzionale c’è un altro fatto sottolineato dalla Corte dei Conti: il Ministero dei Trasporti ha infatti selezionato ben 19 progetti delle Regioni in tema di sviluppo per le auto elettriche, per un importo complessivo di 4,5 milioni di euro: al momento risultano ancora “non erogati”.

Il limite, quindi, è del sistema Italia o delle auto elettriche?

Fonte: ecoblog.it

Supercharger V3 di Tesla, Musk annuncia il modello ultrarapido

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Sarà pronta tra pochissimo la nuova versione dei Supercharger di Tesla (V3), le super colonnine dedicate alla ricarica delle Model S e delle Model X: il modello di terza generazione è stato annunciato da Elon Musk, chairman di Tesla Motors, che si dice intenzionato a offrire potenze per la ricarica di gran lunga superiori ai 350 kW. Si tratterebbe di un passo in avanti importante relativamente ai tempi di ricarica: superando i 350 kW Tesla ipotizza la possibilità di effettuare ricariche “flash” da pochi minuti, una decina circa ogni 300km mentre secondo i calcoli fatti da Electrek i Supercharger V3 potrebbero consentire una ricarica da 480 chilometri in 15 minuti . Attualmente i connettori delle 769 colonnine Supercharger sono tarati sui 120 kW, ma sono in grado di raggiungere i 145 kW, e possono ricaricare l’80% di una batteria da 85 kWh in 40 minuti e il 100% in 75.  Le Tesla attuali tuttavia non saranno probabilmente in grado di sfruttare appieno tutta la potenza delle nuove stazioni ma il colosso dell’auto elettrica ha già annunciato lo sviluppo di nuove batterie che saranno lanciate a breve, forse già nel 2017 insieme alla Tesla Model 3.  Quella di Tesla sembra essere la risposta all’annuncio di fine novembre fatto da Audi, BMW, Daimler, Ford e Porsche, che hanno avviato una collaborazione per realizzare migliaia di nuove colonnine da 350 kW da qui al 2020.

Fonte: ecoblog.it