Extinction Rebellion: i “ribelli” del clima occupano Londra

Sono parecchie migliaia le persone che da una decina di giorni stanno occupando alcuni punti nevralgici del traffico di Londra per chiedere misure contro i cambiamenti climatici: sono gli attivisti di Extinction Rebellion.

Sono ormai migliaia e da una decina di giorni stanno occupando alcuni snodi importanti del traffico di Londra, mandando l’intero centro città in tilt. Sono i “disobbedienti civili” di Extinction Rebellion , un movimento nato a ottobre 2018 in Gran Bretagna e rapidamente cresciuto in oltre 40 paesi del mondo. Anche la sedicenne svedese Greta Thunberg li ha raggiunti ed è brevemente intervenuta sul palco allestito a Marble Arch e al Parlamento inglese, mentre i “ribelli” organizzavano una marcia verso Parliament Square.

«Alcuni commentatori del Guardian vedono in questo evento l’inizio di una possibile confluenza tra i Fridays for Future ed Extinction Rebellion – spiega Gianluca Cavallo, attivista del movimento – e quindi un momento potenzialmente cruciale per il futuro delle lotte in difesa del pianeta. L’obiettivo è di costringere il governo a prendere radicali provvedimenti in difesa del clima. Convinti che i metodi tradizionali del movimento ecologista non abbiano sortito risultati soddisfacenti, gli aderenti a Extinction Rebellion hanno scelto la via della disobbedienza civile pacifica di massa. E la strategia sembra vincente».

«I manifestanti si lasciano portare via senza opporre alcuna resistenza: sono centinaia le persone arrestate dalle forze dell’ordine ma poi rilasciate dopo qualche ora – prosegue Gianluca – Così la maggioranza ha potuto tornare sui ponti e sulle piazze. Inoltre il carattere pacifico, spensierato e festoso delle manifestazioni continua a ispirare nuove persone, che ogni giorno si aggiungono alla protesta. Si può dunque prevedere che Extinction Rebellion riesca nell’intento di proseguire il blocco».

«Anche il rifiuto di andare a scuola il venerdì è un’azione di disobbedienza civile e non è da escludere che le manifestazioni dei Fridays for Future prendano una strada più radicale, se i governi dovessero continuare ad applaudirli per poterli più facilmente ignorare – prosegue l’attivista di Extinction Rebellion – I manifestanti hanno l’intenzione di mantenere il blocco finché l’amministrazione non ascolterà le rivendicazioni provenienti dalla strada. Primo, che la politica e i media trasmettano la verità in tutta la sua crudezza: che informino la popolazione sul fatto che stiamo attraversando la più grande estinzione di massa dai tempi dei dinosauri e che l’umanità stessa potrebbe essere estinta entro questo secolo. Una prognosi confermata da dati scientifici, ripresa, tra l’altro, da un recente rapporto dell’ESPAS (European Strategy and Policy Analysis System), secondo cui “un aumento di 1,5° è il massimo che il pianeta può tollerare; se le temperature dovessero crescere oltre questo limite dopo il 2030, dovremo confrontarci con più siccità, inondazioni, ondate di caldo estremo e la povertà per centinaia di milioni di persone; la probabile scomparsa delle popolazioni più deboli – e, nel peggiore dei casi – l’estinzione dell’intera specie umana”. Il secondo obiettivo di Extinction Rebellion riguarda ciò che sarebbe necessario, anche se forse impossibile: il governo deve attuare le misure necessarie per ridurre a zero le emissioni di anidride carbonica entro il 2025. Terza rivendicazione, che venga dichiarato lo stato di emergenza climatica e vengano create assemblee popolari su tutto il territorio nazionale per le gestione democratica della transizione ecologica».

«Se Londra è l’epicentro della rivolta, il movimento conta comunque migliaia di aderenti in altre parti del mondo – prosegue Gianluca Cavallo – a Berlino alcune centinaia di persone hanno dichiarato l’inizio della ribellione e bloccato uno dei maggiori ponti della città per alcune ore, senza scontri con la polizia. Le proteste sono poi proseguite in tutta la Germania. A Parigi oltre 2 mila persone hanno partecipato a un’azione di disobbedienza civile, bloccando per circa 12 ore gli ingressi dei palazzi di diverse industrie inquinanti (come Total) e del ministero dell’ambiente, accusando Macron di essere il “presidente della repubblica degli inquinanti”. A New York circa 60 persone sono state tratte in arresto in seguito ad un blocco del traffico. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Anche in Italia sta crescendo il movimento, che ha realizzato diverse azioni minori dal nord al sud del paese, non disponendo ancora di grandi numeri. Considerando le tendenze attuali, c’è da aspettarsi che Extinction Rebellion continui a crescere. Forse riuscirà finalmente a costringere al cambiamento di cui abbiamo bisogno da decenni? Potrebbe essere l’ultima occasione per la nostra specie».

fonte: ilcambiamento.it

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