Piemonte: il TAR sospende i tagli al trasporto pubblico decisi dalla giunta Cota

E’ stata accolta la richiesta dell’ATAP, società che gestisce il tpl a Biella e Vercelli, per la sospensione della delibera con cui la Regione Piemonte aveva deciso di tagliare del 16% i trasferimenti per i trasporti pubblici su gomma e ferrovia per il triennio 2013-2015

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Con un’ordinanza il TAR del Piemonte ha accolto l’istanza cautelare presentata dall’ATAP, la società che gestisce il trasporto pubblico nei territori di Biella e Vercelli, sospendendo la delibera di Giunta della Regione Piemonte del 6 maggio 2013 con cui venivano tagliati drasticamente i trasferimenti per il trasporto pubblico locale. L’atto impugnato prevedeva per il triennio 2013-2015 una riduzione del 16,21% degli importi messi a disposizione per i trasporti pubblici su gomma e ferrovia a favore di Province e Comuni piemontesi. Con il provvedimento cautelare il TAR intima quindi alla Regione Piemonte “di riesaminare gli atti di programmazione dei servizi alla luce dei vizi evidenziati nel ricorso introduttivo e palesati nella motivazione dell’ordinanza”, come spiega una nota dello Studio Massimo Malena & Associati che ha assistito la società di tpl del biellese. L’ATAP ha deciso di fare ricorso al TAR in quanto la delibera della Giunta Cota penalizzava particolarmente la città di Biella, con un taglio di risorse del 35% (pari a 425.064 euro, passando da 1.139.194 a 714.130 euro), e l’intera provincia, con un taglio del 34% per il 2013 (per complessivi 1.589.652 euro, da 4.646.197 a 3.066.245). Nel triennio 2013-2015, secondo il piano messo a punto dalla Giunta Cota, la Provincia di Biella avrebbe dovuto rinunciare complessivamente al 37,5% delle risorse (da 4.646.982 a 2.811.838 euro) contro una media del 16,35% prevista per le restanti province piemontesi. Nello stesso triennio la città di Biella avrebbe perso addirittura il 66% delle risorse a fronte di una media del 32,25 per cento delle altre città capoluogo di provincia.

Fonte: ecodallecittà

Palazzo Nuovo col cappotto. Termico

Efficientamento energetico in arrivo per l’Università umanistica di Torino: la ristrutturazione esterna dell’edificio è cominciata, e terminerà con la sostituzione di tutti gli infissi e con la realizzazione di un nuovo rivestimento termico, che in inverno permetterà di mantenere calde le aule risparmiando sulla bolletta375866

Dell’efficientamento energetico di Palazzo Nuovo si parlava da anni, dalla delibera della Regione Piemonte approvata ancora nel 2008. Finalmente, a cinque anni di distanza, i lavori possono cominciare. Costeranno11 milioni di euro e comporteranno la sostituzione degli infissi e l’installazione di un rivestimento della struttura che permetterà di trattenere il calore molto meglio di quanto riescano a fare ora le vecchie pareti dell’edificio, costruite alla fine degli anni sessantaIsolamento termico, ma non solo: i materiali che verranno usati dai tecnici, già al lavoro, garantiranno anche la riduzione dei rumori provenienti dalla strada, che, come ben sa chiunque abbia frequentato le aule universitarie, interferiscono spesso con l’andamento delle lezioni. (Non è necessario chiamare in causa gli allegri concerti degli “Stomp” in azione sulle scalinate: a rendere incomprensibili le spiegazioni basta e avanza il traffico di corso San Maurizio, o la pazienza degli automobilisti in coda!) Nell’ottica della spending review attuata dal Comune, il progetto di ristrutturazione prevede anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto dell’edificio, che serviranno a ridurre ulteriormente la bolletta energetica dell’Università. Unica incognita, i grandi murales presenti da tre anni sulla facciata. I tecnici della Sipal, la ditta incaricata dei lavori, stanno ancora valutando se sia possibile salvarli.

 

Fonte: eco dalle città

 

Authority dei trasporti: Torino la spunta

Il Senato ha dato via libera all’emendamento già approvato in Commissione lo scorso fine settimana375896

L’Authority dei Trasporti avrà sede a Torino. Il Senato ha dato via libera all’emendamento già approvato in Commissione lo scorso fine settimana. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, e il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, hanno espresso ”via soddisfazione”. ”E’ un’ottima notizia”. Commenti positivi e bipartisan dai senatori piemontesi di Pd, Pdl, Scelta Civica, Lega. (“Una grande vittoria dei senatori piemontesi e di tutto il sistema istituzionale ed economico locale – ha commentato il senatore PD Stefano Esposito – una battaglia niente affatto facile, piena di insidie e trappole. La nostra testardaggine, professionalita’ e capacita’ di costruire alleanze trasversali con i colleghi lombardi e liguri, ci ha permesso di superare e di raggiungere questo importante risultato”). Critico invece il Movimento 5 Stelle. Ricordiamo anche la posizione negativa dell’ADUC:

Secondo l’ADUC, l’associazione dei diritti degli utenti e dei consumatori, l’assegnazione dell’Autorità dei Trasporti a Torino sarebbe in palese contrasto con i principi della spending review che avrebbero dovuto orientare la scelta. “I costi di gestione lieviteranno – sostiene l’associazione – come si è visto per altre due Autorità che non hanno sede a Roma: l’Autorità delle Comunicazioni Agcom a Napoli, e l’Autorità per l’energia Aeeg a Milano. Va da sé che ci vuole comunque – anche in un contesto tendenzialmente informatico e mediatico della pubblica amministrazione- una rappresentanza a Roma, quindi trasferte, spostamenti e missioni del personale. Sembra proprio che la “spending review” esista solo per utenti, consumatori, lavoratori ma non per la gestione della cosa pubblica; un esempio che valorizza questa situazione è il balletto di rilanci e bocciature che sta avvenendo intorno all’abolizione delle Province. I due parlamentari che hanno proposto l’emendamento sono ovviamente piemontesi, a conferma che il ruolo di molti rappresentanti nelle massime istituzioni si svolge spesso a vantaggio esclusivo dei propri territori, anche se questo vantaggio deve essere pagato dall’intero Paese. E’ questo, a nostro avviso, uno dei motivi principali per cui nel nostro Paese le riforme non sono possibili: i particolarismi e il mantenimento degli specifici vantaggi -costi quel che costi- hanno sempre un posto in prima fila nel governo del Paese. Speriamo che il primo ministro Enrico Letta riesca ad evitare questa ennesima spesa, anche solo per dare un segnale ad un Paese che ne ha tanto bisogno”.

Fonte: eco dalle città

 

Petizione on line per salvare l’IPLA: “E’ un Istituto strategico per lo sviluppo dell’economia verde in Piemonte”

E’ stata lanciata on line una petizione per salvare dalla chiusura l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino: “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy”375819

“Noi sottoscritti rivolgiamo un pressante appello al Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, affinché le competenze di elevato valore scientifico, intellettuale e operativo, residenti oggi in IPLA SpA vengano mantenute al servizio della Regione e dei suoi cittadini”. E’ questo l’appello dei promotori di una petizione lanciata attraverso il sito Change.org per salvare l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino. “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy. Il futuro dell’economia regionale, nazionale ed europea da più parti è individuata nella cosiddetta economia verde. L’IPLA in questi anni ha garantito il rilevamento e la gestione di una mole enorme di dati su foreste, biodiversità, rifiuti, suoli, patologie ambientali (lotta alle zanzare) e tartufi e gestisce le banche dati naturalistica e pedologica della Regione. La pianificazione in ambito agrario ed ambientale utilizza giornalmente le elaborazioni e i progetti che IPLA ha nel tempo realizzato”.

“Disperdere questo patrimonio di conoscenze -è il monito dei firmatari al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota- riteniamo sia una scelta poco lungimirante. Per questo Le chiediamo un intervento che possa costruire un percorso verso il futuro anche in considerazione del fatto che la recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la parte della legge sulla Spending Review che imponeva l’alienazione e/o la liquidazione delle società partecipate regionali. L’IPLA del futuro potrà e dovrà supportare concretamente la realizzazione di adeguati investimenti sull’ambiente e sulle produzioni sostenibili e i possibili ritorni in termini di sviluppo economico del territorio rurale”.

Fonte: eco dalle città

Eternit, vittime e familiari chiedono l’intervento dello Stato

In una lettera aperta l’Afeva chiede al premier Letta e ad alcuni ministri il sostegno necessario per riuscire ad ottenere le provvisionali dal condannato Stephan Schmidheiny

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A un mese esatto dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino che ha confermato, inasprendola, la condanna di primo grado dell’imputato Stephan Schmidheiny, l’AFEVA, l’Associazione Famigliari Vittime Amianto, ha scritto una lettera aperta al premier Enrico Letta, ai ministri Anna Maria Cancellieri (Giustizia), Andrea Orlando (Ambiente), Beatrice Lorenzin (Salute), Emma Bonino (Esteri) e a numerosi altri onorevoli affinché lo Stato sostenga le rivendicazioni economiche dei 932 cittadini ed ex lavoratori ai quali è stata assegnata, dal dispositivo, una provvisionale di 30mila euro. Oltre agli ammalati e agli eredi si aggiungono le provvisionali disposte in favore di regioni, enti locali e associazioni: solo per citarne alcune, 20 milioni di euro alla Regione Piemonte, 30.934.446,37 euro al comune di Casale Monferrato, 5 millioni all’ASL di Alessandria e 100.000 euro per sigle sindacali e associazioni di familiari (compresa la scrivente) per un totale di oltre 90 milioni di euro. Dalla sentenza all’incasso, però, c’è un abisso ed per questa ragione che l’Afeva chiede l’intervento dello Stato:

Alla soddisfazione per l’esito processuale si accompagna tuttavia una profonda preoccupazione per l’effettiva riscossione di tali somme; l’esperienza del primo grado, al termine del quale erano già state disposte provvisionali immediatamente esecutive a carico dell’imputato, ha infatti dimostrato la totale indisponibilità di Schmidheiny a effettuare un qualsivoglia risarcimento in ottemperanza alla sentenza della Magistratura italiana.

Il miliardario svizzero non vuole pagare. E la morte dell’altro imputato Louis de Cartier de Marchienne ha imbrogliato ancora di più la matassa. La soluzione, secondo l’AFEVA, potrebbe essere

in azioni esecutive internazionali (anche di carattere cautelare) a carico delle persone indicate. Tale procedimento è tuttavia proceduralmente complesso, in ragione della cittadinanza svizzera e della residenza costaricense dell’imputato, ed economicamente molto impegnativo.

L’elevata onerosità delle spese da affrontare da parte degli ammalati e dei famigliari dei cittadini e lavoratori deceduti risulterebbe sproporzionata rispetto alle somme esigibili. Ecco perché l’associazione richiede al presidente del Consiglio e ai ministri di poter dare tutela effettiva alle parti civili di questo processo, cioè alle vittime di una strage purtroppo ancora in corso (solo a Casale e Cavagnolo circa 60 mesoteliomi all’anno) ma soprattutto per il principio di giustizia in esso affermato, siamo a richiederVi formalmente un sostegno concreto e deciso dello Stato, finalizzato al superamento degli ostacoli procedurali ed economici evidenziati.

Nella Conferenza nazionale sull’Amianto svoltasi a Venezia in marzo i ministri Balduzzi, Clini e Fornero avevano già preso un impegno per rendere esecutive le provvisionali e, in tal senso, la conferma dell’Appello dovrebbe avere un effetto rafforzativo. L’AFEVA, comunque, non dorme di certo sugli allori e non abbassa la guardia. E chiede allo Stato un ruolo attivo. Anche perché lo Stato è esso stesso parte lesa, per le numerose risorse che cure, ricerca e prevenzione richiedono. La lettera si chiude con una richiesta d’incontro diretta al premier Letta.

Fonte:  Comunicato stampa

 

La Regione Piemonte pubblica i dati 2009 e 2010 sull’effettivo recupero delle raccolte differenziate

Secondo i dati pubblicati dalla Regione Piemonte l’88% dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel 2009 e l’89% di quelli raccolti nel 2010 sono stati recuperati375008

 

E’ on line la nuova edizione di Progetto Recupero – Riciclo Garantito, lo studio con il quale viene verificato che i rifiuti raccolti differenziatamente in Piemonte siano recuperati. Secondo i dati pubblicati dalla Regione Piemonte l’88% dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel 2009 e l’89% di quelli raccolti nel 2010 sono stati recuperati
Per sapere come, dove e quanto i rifiuti differenziati sono stati trasformati in nuovi prodotti:
http://extranet.regione.piemonte.it/ambiente/rifiuti/dwd/Riciclo%20Garantito%20Relazione%20201366.pdf(relazione)
http://extranet.regione.piemonte.it/ambiente/rifiuti/dwd/Riciclo%20Garantito%20pieghevole%202013.pdf(pieghevole)

Fonte: eco dalle città

Trasporti in Regione Piemonte, a rischio il 50% delle corse

L’Assessore regionale Bonino: “O il governo stanzia i fondi che mancano all’appello per finanziare il trasporto pubblico oppure l’alternativa sarà lo smantellamento della rete. Impossibili, a questo punto, razionalizzazioni ed efficientamenti: ci sarà solo da tagliare”

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Seicentotre milioni di euro: è il fabbisogno stimato per il trasporto pubblico locale del Piemonte, contro un Fondo nazionale che ne ha assegnati 485. un taglio che per l’Assessore regionale ai trasporti, appena riconfermata, Barbara Bonino “non è sostenibile per la Regione, che non è in grado di stanziare ulteriori risorse”. Che la salute del trasporto pubblico locale in Piemonte non fosse buona non è una novità: dodici linee ferroviarie tagliate in un anno (i cosiddetti rami secchi) non sono bastate a risanare i conti, e i tagli sono piovuti a cascata su Provincia Comune, che tra riorganizzazioni delle linee e ricorsi al Tar cercano faticosamente di mantenere in piedi la rete. (Vedi Tpl, la Provincia di Torino spalma i tagli su quattro anni e contiene quelli del 2012 al 5% e Torino, cala dal 12 settembre la frequenza delle corse GTT). Ma ora potrebbero non bastare: il debito accumulato nell’ultimo biennio è salito a 340 milioni di euro. “O il Governo stanzia i fondi che mancano all’appello per finanziare il trasporto pubblico – ha dichiarato l’Assessore durante il consiglio regionale straordinario convocato per discutere l’emergenza – oppure l’alternativa sarà lo smantellamento della rete. Impossibili, a questo punto, razionalizzazioni ed efficientamenti: ci sarà solo da tagliare”.
E parecchio. Si parla del 50% delle corse sulle linee degli autobus e del 34% per il trasporto ferroviario, probabilmente già a giugno. Per l’Assessore l’unica soluzione è che la Regione faccia sistema e intervenga presso il prossimo Governo perché incrementi i fondi a disposizione. “Fondi a cui si dovrà comunque accompagnare una nuova riorganizzazione del servizio. Il Piemonte ha già attuato politiche innovative e di efficientamento, attivando l’Sfm, il sistema ferroviario metropolitano, elaborando una programmazione integrata ferro-gomma, attuando la bigliettazione elettronica con il Bip e investendo risorse ingenti per rinnovare il parco autobus. Lo stato delle finanze regionali ci impedisce di contrarre nuovi mutui”. I pendolari si attrezzeranno con mezzi privati…Pesanti anche le ricadute ambientali: “I pendolari dovranno attrezzarsi con mezzi propri – sottolinea il Gruppo Consiliare del PD in Regione – Una situazione evidentemente ingiusta e insostenibile. La Giunta Cota è totalmente indifferente al trasporto pubblico, tanto che Cota ha dichiarato pubblicamente che non è compito della Regione garantire il diritto di mobilità dei cittadini. Questi tagli comporteranno il fallimento di tutte le imprese piemontesi di Tpl ed una valanga di licenziamenti di autoferrotranvieri”.
La Rete per la #MobilitàNuova sabato 4 maggio a Milano “Governo e opposizione uniti lamentano di non vedere soluzione -osserva Beppe Piras della Rete Mobilità Nuova– chiudendo gli occhi di fronte ad un’enorme ovvietà: la politica nazionale sui trasporti sta paralizzando la nazione. Come ricordato dalle associazioni ambientaliste all’incontro con Pierluigi Bersani, il Primo programma delle infrastrutture strategiche, costituisce (con le sue 390 opere in elenco per 375 miliardi di euro) un’ipoteca per il futuro economico-finanziario e ambientale del Paese. “Sabato 4 maggio -annuncia Piras- manifesteremo a Milano per testimoniare la necessità del cambiamento e imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta dal riequilibrio delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti; contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese”.

Fonte: eco dalle città

Come risparmiare il 30% di energia negli immobili pubblici e lungo le strade.

La Regione propone ad Asl ed enti locali il contratto di rendimento energetico

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Realizzare piani d’investimento per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e dell’illuminazione stradale senza rischi per la pubblica amministrazione, ridurre in tempi rapidi la spesa energetica scegliendo interventi energeticamente più redditizi, investire rapidamente evitando i vincoli del Patto di stabilità sono le nuove, concrete possibilità che la Regione mette a disposizione dei Comuni e delle aziende sanitarie piemontesi. Una delibera approvata il 4 marzo dalla Giunta regionale su iniziativa del presidente Roberto Cota e dell’assessore Giovanna Quaglia propone infatti tre schemi contrattuali finalizzati alla riduzione dei consumi ma anche della spesa energetica nella pubblica amministrazione. “Essere vicini agli enti locali – sostiene Cota – vuol dire anche indirizzarli verso scelte consapevoli. Per questo, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e sulla scia dalle recenti direttive comunitarie in materia di efficienza energetica, vogliamo supportare i Comuni nella stipulazione di contratti innovativi nel campo energetico, che si rivelano di particolare utilità e che hanno come obiettivo principale il bene della nostra collettività. La Regione, per prima, si adeguerà in questo senso. Un passo necessario, dal momento che questo genere di contratti, con durata media tra i sei e i nove anni, può produrre un risparmio stimato nel 30% delle attuali spese”. “Fornendo un indirizzo agli enti locali e alle Asl – aggiunge Quaglia – la Regione vuole incentivare il contratto di rendimento energetico, una forma di acquisto innovativa secondo cui i risparmi conseguiti dalla realizzazione di misure di efficienza sono utilizzati a copertura parziale o totale dei costi di investimento. Insomma, più si riducono i consumi, maggiore è la remunerazione del fornitore. I modelli contrattuali approvati si riferiscono al patrimonio ospedaliero-sanitario, agli edifici pubblici degli enti locali e alla gestione del servizio di pubblica illuminazione comunale”. La formula comprende la fornitura globale di servizi di audit, progettazione, finanziamento, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici da parte di una società di servizi energetici (ESCO), che si addebita tutti i costi dell’intervento facendosi poi rimborsare e remunerare dal cliente condizionatamente e proporzionalmente alle economie prodotte. “Grazie a questo provvedimento – fa notare l’assessore – la Regione consente un vantaggio competitivo agli enti locali nella prenotazione degli incentivi sugli interventi di efficienza energetica e di produzione termica da fonti rinnovabili, previsti dal decreto Conto termico: incentivi che, appunto, sono prenotabili sulla base della sottoscrizione di un contratto di rendimento energetico”.

Fonte:Regione Piemonte

 

Piemonte: al via il bando per la riqualificazione energetica degli edifici

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La Regione Piemonte, con propria determinazione dirigenziale n.156 del 4 marzo scorso, ha dato il via al Bando 2013 sul risparmio energetico, che prevede la concessione di contributi per la riqualificazione energetica degli impianti e degli edifici esistenti. Il nuovo bando stabilisce che vi sia l’opportunità di ottenere un contributo in conto capitale oppure un contributo in conto interessi e un fondo di garanzia (in relazione alla tipologia del beneficiario e della linea di intervento scelta).

I soggetti richiedenti, dovranno concretizzazione azioni di manutenzione e di ristrutturazione finalizzati alla riqualificazione energetica degli impianti e degli edifici esistenti, così come meglio specificati nell’Allegato A del relativo bando. Potranno aver accesso al bando soggetti pubblici e privati, in qualità di:

  • proprietari o titolari di diverso diritto reale o di godimento degli edifici collocati in Piemonte;
  • amministratori condominiali di edifici composti da cinque o più unità abitative o da un rappresentante comune in caso di edifici composti da un numero di unità abitative fino a quattro collocati in Piemonte per conto dei soggetti sopraindicati;
  • imprese o società di gestione energetica (ESCo) che operano per conto dei soggetti sopraindicati.

L’assegnazione finanziaria del nuovo bando è pari a € 2.600.000. Le relative domande d’accesso ai contributi, potranno essere presentate in forma telematica a partire dal 25 marzo 2013 e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Fonte: EnergyManager.net

 Regione Piemonte. Bando “Risparmio Energetico” 2013. (2.17 MB)