Petizione on line per salvare l’IPLA: “E’ un Istituto strategico per lo sviluppo dell’economia verde in Piemonte”

E’ stata lanciata on line una petizione per salvare dalla chiusura l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino: “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy”375819

“Noi sottoscritti rivolgiamo un pressante appello al Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, affinché le competenze di elevato valore scientifico, intellettuale e operativo, residenti oggi in IPLA SpA vengano mantenute al servizio della Regione e dei suoi cittadini”. E’ questo l’appello dei promotori di una petizione lanciata attraverso il sito Change.org per salvare l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino. “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy. Il futuro dell’economia regionale, nazionale ed europea da più parti è individuata nella cosiddetta economia verde. L’IPLA in questi anni ha garantito il rilevamento e la gestione di una mole enorme di dati su foreste, biodiversità, rifiuti, suoli, patologie ambientali (lotta alle zanzare) e tartufi e gestisce le banche dati naturalistica e pedologica della Regione. La pianificazione in ambito agrario ed ambientale utilizza giornalmente le elaborazioni e i progetti che IPLA ha nel tempo realizzato”.

“Disperdere questo patrimonio di conoscenze -è il monito dei firmatari al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota- riteniamo sia una scelta poco lungimirante. Per questo Le chiediamo un intervento che possa costruire un percorso verso il futuro anche in considerazione del fatto che la recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la parte della legge sulla Spending Review che imponeva l’alienazione e/o la liquidazione delle società partecipate regionali. L’IPLA del futuro potrà e dovrà supportare concretamente la realizzazione di adeguati investimenti sull’ambiente e sulle produzioni sostenibili e i possibili ritorni in termini di sviluppo economico del territorio rurale”.

Fonte: eco dalle città