Lampade e neon esausti: parte a Milano la sperimentazione per la raccolta porta a porta

Lampade e neon esausti, parte a Milano la sperimentazione del “porta a porta” di un rifiuto RAEE da portare sinora nelle riciclerie. Il progetto AMSA-Ecolamp inizia il 30 settembre con 120 luoghi nelle Zone 3 e 4: scuole, biblioteche, centri ricreativi, sedi dei Consigli di Zona, impianti sportivi, centri anziani, parrocchie e punti vendita380164

Partirà dalle Zone 3 e 4, la sperimentazione della raccolta ‘porta a porta’ di lampade a basso consumo e neon esausti che avrà durata dal 30 settembre al 30 maggio 2015.  Il progetto presentato da AMSA, in collaborazione con il consorzio Ecolamp (che sosterrà interamente i costi dell’operazione), ha individuato 120 punti di raccolta, tra scuole di ogni ordine e grado (dagli asili nido alle università), biblioteche, centri ricreativi, sedi dei Consigli di Zona, impianti sportivi, centri anziani, parrocchie e punti vendita che aderiranno all’iniziativa. Il progetto ‘porta a porta’ tocchi quindi anche le scuole delle due Zone e si propone di promuovere tra i più piccoli l’importanza del riciclo di oggetti di uso comune,attivando pratiche virtuose.  Milano si presenta bene a questa nuova sperimentazione nella raccolta differenziata, perché nel 2013, con oltre 3 chilogrammi di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti (RAEE) per ogni abitante, ha vinto il confronto con gli altri grandi capoluoghi italiani.  Come funzionerà la raccolta? Presso i siti prescelti, verranno posizionati contenitori appositi per la raccolta di lampade e neon, facilitando così il conferimento di questo tipo di rifiuti, sinora conferibile solo nelle riciclerie AMSA. Secondo Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp, “ai cittadini già molto attivi nella raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste, verrà offerto un servizio di prossimità, proprio nei luoghi più frequentati dalle famiglie”. Anche per Emilia Rio, presidente di AMSA, l’intervento s’inquadra nella strategia del settore ambientale diA2A e Amsa, di valorizzazione del riciclo e di prossimità ai cittadini.  Il consorzio Ecolamp, senza scopo di lucro e fondato dalle principali aziende produttrici di apparecchiature di illuminazione, fa parte del Centro Coordinamento RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), costituito con l’obiettivo di organizzare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici garantendone il recupero e l’avvio del riciclo. Le sorgenti luminose a basso consumo esauste, che rientrano tra i RAEE, possono essere riciclate fino al 95%.

Fonte:ecodallecitta.it

Raee, il 70% dei rifiuti elettronici in Italia finisce nel racket illegale

E stato presentato il VI Rapporto annuale sul sistema di ritiro dei RAEE, le apparecchiature elettroniche: ma il 70% dei rifiuti finisce nel racket illegale. Con il nuovo decreto sarà possibile consegnare ai commercianti i rifiuti anche senza acquisto

I conti devono tornare sopratutto se parliamo di rifiuti elettronici, ma secondo l’ultimo Rapporto (il sesto) presentato da ReMedia il consorzio che raccoglie e avvia allo smaltimento e al riciclo i RAEE il bilancio è ancora sfasato. Nel VI Rapporto Annuale sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel 2013 risultano raccolti 225.931.218 kg di RAEE, con un calo del 5% sull’anno precedente sebbene nel 2012 si ebbe una contrazione pari al 12%. A gettare più RAEE in maniera virtuosa, ossia attraverso i canali di raccolta ufficiali è la Lombardia che ha conferito più di 46 milioni di Kg di RAEE negli 834 centri autorizzati alla raccolta; seguono la Valle d’Aosta che e ha versati 8,27 Kg/ per abitante; seguono la Toscana con 5,41 kg/ab. e la Sardegna con 5,24 kg/ab. Ma non basta, tant’è che per fornire un quadro esaustivo dei rifiuti elettronici che mancano all’appello della raccolta è stato presentato da Legambiente il dossier I Pirati del Raee realizzato in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE che fornisce i percorsi e gli illeciti messi a segno in questo ambito tanto delicato.

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Proprio venerdì scorso nel Consiglio dei ministri è stato approvato il decreto Uno contro Zeroin materia di Raee che recepisce la normativa europea in merito e che sostanzialmente obbliga i negozianti a raccogliere Raee anche se non sono stati acquistati (uno contro uno) qualora gli siano consegnati. Spiega Legambiente, infatti, che il 70% dei Raee sfugge alla raccolta legale, ossia dai frigoriferi, ai vecchi televisori con tubo catodico e non, ai telefonini, ai pc e alle stampanti, ai giocattoli con componenti elettroniche, e alle lampadine. Questi rifiuti sono particolari nel senso che sono una miniera di minerali (perdonate il gico di parole) e richiedono per essere smaltiti attentamente una procedura di raccolta corretta. Ma lo smontaggio illecito è molto più diffuso rispetto alla filiera autorizzata. Legambiente ci dice che nel 2012 i Raee prodotti in Italia sono stati 800 mila tonnellate; in Europa 10 milioni di tonnellate e 50 milioni di tonnellate quelli prodotti nel mondo. Ma solo 3,5 tonnellate sono gestite in Europa. Insomma il mercato illecito dei Raee è fiorente e prosperoso e ha a che fare con il traffico illecito di rifiuti internazionale che sfrutta manodopera a basso costo se non la schiavitù. Infatti il lavoro delle forze dell’ordine con i sequestri di discariche illegali ha fatto emergere 299 discariche abusive di Raee in Puglia (13,4%), Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%). Laura Biffi, che ha curato il dossier per l’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente ha detto:

Il racket dei RAEE si combatte favorendo il mercato legale. Ciò significa che, accanto a un migliore sistema di controlli e sanzioni esteso a tutta la filiera, dal venditore di elettrodomestici al trasportatore al riciclatore, è necessario mettere a punto una campagna di informazione efficace rivolta ai cittadini, ma anche agli addetti alle vendite, nonché alle stesse forze dell’ordine e agli enti preposti alla vigilanza. Solo così il ciclo virtuoso dei RAEE sarà in grado di togliere profitti al mercato nero e di produrre nuova economia e nuova occupazione nel rispetto delle leggi e dell’ambiente.

Fonte: ecoblog.it

A scuola di RAEE: i bambini hanno raccolto oltre 45mila kg

Presentati a Roma i risultati del progetto nazionale RAEE@scuola: in sole due settimane sono stati raccolti 45.767,146 i kg di RAEE all’interno di 292 scuole italiane in 30 comuni. Prato è stato il comune migliore378549

Sono 45.767,146 i kg di RAEE raccolti in soli 10 giorni dai 23.669 studenti italiani che hanno partecipato al progetto nazionale RAEE@scuola, promosso dall’Anci e dal Centro di Coordinamento RAEE, che ha insegnato ai ragazzi di tutta Italia come gestire e smaltire correttamente i rifiuti da apparecchiature elettroniche (RAEE). L’iniziativa, curata da Ancitel Energia&Ambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, si è protratta da settembre 2013 a marzo 2014 coinvolgendo 292 scuole, 110 classi e complessivamente 23.669 studenti delle classi quarte e quinte delle scuole primarie di 30 comuni. Il progetto ha previsto una fase di comunicazione ambientale associata poi ad un’azione sperimentale di raccolta differenziata nelle scuole: si è chiesto ai giovani partecipanti di portare da casa i propri piccoli RAEE e di conferirli in appositi contenitori predisposti all’interno degli istituti. L’attività di raccolta si è svolta per due settimane con la collaborazione delle aziende di gestione del servizio di igiene urbana, delle amministrazioni comunali e degli insegnanti. “Questa è la campagna di sensibilizzazione ed educazione ambientale più importante in Italia, realizzata senza soldi pubblici”, ha detto Filippo Bernocchi, Delegato Anci energia e rifiuti. “L’anno prossimo – ha annunciato Bernocchi – il progetto sarà ancora più ampio e coinvolgerà 525 scuole e circa 45.000 alunni; verrà realizzato tra settembre 2014 e marzo 2015″. In particolare, sono stati premiati per aver raccolto il maggior quantitativo di RAEE i comuni di Prato (5.098 kg), Reggio Emilia (4.141 kg) e Perugia (3.834 kg). Perugia, Parma e La Spezia inoltre hanno ricevuto un riconoscimento per il maggior quantitativo di RAEE raccolto in proporzione al numero di alunni. Infine, sono stati premiati 6 bambini vincitori del concorso WEB “Fatti una foto con Baz e vinci uno zaino super”.
“I risultati del progetto sono stati davvero eccellenti, sottraendo migliaia di kg di RAEE dall’eventualità di essere smaltiti scorrettamente”, ha detto Daniele Fortini, Presidente di Federambiente. “I bambini sono senza dubbio il vettore più efficace per trasmettere le buone pratiche ambientali anche ai grandi”.

Fonte: ecodallecittà.it

Rifiuti tecnologici RAEE, ReMedia ne ha raccolti 42 mila tonnellate nel 2013

I rifiuti elettronici sono probabilmente tra gli scarti più inquinanti e ReMedia il consorzio italiano nel 2013 ne ha raccolti 42 mila tonnellate ovvero +2,9% rispetto al 2012

ReMedia nel 2013 ha gestito 42 mila tonnellate di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o rifiuti tecnologici, ossia il + 2,9% rispetto al 2012. Il risultato è davvero interessante e dimostra come la macchina della raccolta e dell’avvio al riciclo possa funzionare se tutti accettano di collaborare. Infatti il consorzio ReMedia che gestisce i RAEE, Pile e Accumulatori (PA), Impianti Fotovoltaici (FV) a fine vita ha avviato al riciclo 34.835 tonnellate di rifiuti tecnologici domestici, 2.542 tonnellate di rifiuti RAEE professionali e 4.260 tonnellate di pile e accumulatori portatili.

Davanti a queste cifre viene subito da pensare: ma quanta elettronica gettiamo via in Italia? E’ presto detto: ci sbarazziamo di Tv e monitor innanzitutto e la raccolta per il 2013 è stata pari a 17.923 tonnellate; seguono elettronica di consumo, informatica e piccoli elettrodomestici pari a 7.208 tonnellate; gettiamo via apparecchiature per il freddo e per il clima pari a 7.093 tonnellate mentre i grandi bianchi ossia lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie sono pari a 2.586 tonnellate; discorso a parte lo meritano le lampadine e lampade e nel 2013 ne sono state raccolte 25 tonnellate facendo registrare un + 25% rispetto al 2012. Le regioni che conferiscono maggiormente rifiuti elettronici sono la Lombardia ( 7.303 tonnellate), l’Emilia Romagna (3.581 tonnellate) e il Veneto (3.108 tonnellate) e le città più riciclone sono Milano ( 2.857 tonnellate), Roma (2.078 tonnellate) e Napoli (1.225 tonnellate). In effetti non è proprio giusto gettare via tanta elettronica ma purtroppo la produzione è stretta nella morsa dell’obsolescenza programmata, ossia di un ciclo vita degli oggetti di elettronica programmato per finire entro un determinato range di tempo.

Spiega Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia

L’incremento dei volumi di raccolta di rifiuti tecnologici è una delle grandi sfide ambientali che l’Italia deve affrontare nei prossimi anni. Una volta recepita la nuova Direttiva europea sui RAEE, dovremo aumentare ancora di più l’impegno per arrivare a raccogliere e smaltire l’85% di RAEE generati entro il 2019. Non dobbiamo dimenticare che i rifiuti tecnologici hanno un valore economico e ambientale: avviarli a un corretto riciclo significa recuperare materie prime, metalli preziosi e terre rare da reintrodurre nel ciclo produttivo, risparmiare energia ed evitare emissioni di CO2.

Fonte: ecoblog

Lampadine esauste, a Torino dal 4 febbraio un nuovo servizio di raccolta

“Torino, nuova Luce al Recupero, grazie a Ecolamp e Amiat”. Dal 4 febbraio il consorzio e l’azienda di igiene ambientale portano nel capoluogo torinese un nuovo servizio di raccolta straordinaria di sorgenti luminose esauste, basato sulla consegna da parte dei cittadini delle lampadine direttamente al punto vendita

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Ecolamp e Amiat, Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino S.p.A., dal 4 febbraio portano a Torino un nuovo servizio di raccolta straordinaria di lampadine esauste. Grazie alla cooperazione tra il consorzio leader nazionale per la raccolta e trattamento delle sorgenti luminose e la public utility torinese, il progetto “Nuova Luce al Recupero”estende la propria area di attività dopo l’anno di sperimentazione partito a Milano nel 2013. Un’iniziativa che vuole sensibilizzare alla raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste e rafforzare il canale dell’ “uno contro uno”, ovvero la consegna da parte dei cittadini delle lampadine esauste direttamente al punto vendita – in questo caso uno dei grossisti aderenti – a fronte dell’acquisto di un prodotto equivalente. Come annunciato lo scorso anno, Ecolamp intende proporre il servizio Nuova Luce al Recupero in altre città e ha individuato in Amiat e in Torino i partner con cui inaugurare il 2014, in attesa di coinvolgere progressivamente sempre nuovi comuni sul territorio nazionale. Obiettivo del progetto è incentivare la raccolta delle lampadine, agevolando la consegna del materiale esausto da parte dei cittadini, grazie ad un servizio di concreto supporto alla raccolta “uno contro uno”. Per l’iniziativa sono stati messi a disposizione dei grossisti aderenti (26 punti vendita associati a FME – Federazione Nazionale Grossisti di Materiale Elettrico) appositi contenitori, idonei al conferimento di neon e lampadine compatte all’interno del punto vendita, nonché flyer e locandine, per i clienti, con le informazioni relative a questo servizio e più in generale alle modalità a disposizione per una corretta raccolta differenziata di questa specifica categoria di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Ogni settimana il veicolo brandizzato Amiat ed Ecolamp si occuperà del trasporto delle lampadine esauste dal punto vendita all’isola ecologica, in attesa della successiva consegna all’impianto di trattamento. Ogni grossista avrà il ritiro dei contenitori a cadenza mensile per un arco di dodici mesi.

“Sono lieto di vedere finalmente avviato questo servizio a Torino grazie alla collaborazione di Amiat e sono certo che l’iniziativa otterrà il consenso che merita grazie alla partecipazione degli esercizi coinvolti ma soprattutto dei cittadini. La raccolta delle lampadine esauste ha registrato a fine 2013 un incremento del 16%, sfiorando le 2.000 tonnellate in tutta Italia: ci sono però ancora molte iniziative che possono essere messe in campo per informare e sensibilizzare privati e professionisti” – dichiara Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp – La collaborazione tra Ecolamp e Amiat punta a questo: fornire un servizio aggiuntivo ai grossisti per facilitare la raccolta delle lampadine da parte dei cittadini adempiendo al ritiro uno contro uno, obbligo di legge che spesso viene ignorato o di cui non si conosce l’esistenza. Nonostante il Piemonte sia la terza regione italiana per raccolta di sorgenti luminose e la sola provincia di Torino registri quasi 110 tonnellate di materiale recuperato da Ecolamp, uno dei record italiani, è necessario unire gli sforzi e mettere a punto collaborazioni – come questa con Amiat –che ci consentano di raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi imposti dalla Comunità Europea in materia di raccolta di rifiuti elettrici”, conclude D’Amico.
“Questa nuova iniziativa – dichiara Diego Cometto, Direttore Generale Amiat – consente di ampliare ulteriormente l’offerta rivolta ai cittadini torinesi in termini di raccolta di rifiuti. In questo modo, grazie anche alle nuove attivazioni della raccolta porta a porta avviate nelle ultime settimane, potrà crescere il quantitativo di materiale raccolto in maniera differenziata da avviare a riciclo”. Non dimentichiamo infatti che dalla raccolta e dal trattamento delle lampade a basso consumo è possibile recuperare il 95% dei materiali di cui sono composte: vetro, metalli e plastiche che verranno reimpiegati per nuovi utilizzi. Inoltre, si evita la dispersione nell’ambiente di mercurio e di altre sostanze che in grandi quantità possono essere dannose per l’ambiente. Per maggiori dettagli relativi al servizio consultare la pagina dedicata del sito Ecolamp nella sezione distributore.

Fonte: ecodallecittà

RAEE, il vademecum di Ecolight per smaltirli bene

Dal consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, i consigli su come smaltire le apparecchiature elettriche non funzionanti o diventate ormai vecchie e obsolete dopo le feste377768

Terminate le feste, è il momento di rimettere tutto a posto. E davanti al nuovo televisore che è stato trovato sotto l’albero, si pone il problema di dove poter mettere il vecchio apparecchio che magari funziona male o non funziona più del tutto; così anche per il frullatore che ha sostituito quello rotto o lo smartphone di ultima generazione che ha preso il posto del vecchio cellulare. La questione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche è di stretta attualità. Ma dove mettere i RAEE? Ecolight, consorzio nazionale che si occupa della gestione dei rifiuti elettronici e delle pile, propone un vademecum con tre semplici regole per smaltire correttamente i RAEE preservando così l’ambiente.
«È bene non dimenticare che i RAEE sono rifiuti speciali il cui conferimento è regolamentato dalla legge. Inoltre, da un loro corretto trattamento è possibile ricavare importanti materie prime seconde – come plastica, vetro e metalli – che possono essere utilizzate nella creazione di nuovi prodotti», premette Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. Dove mettere i RAEE? Portarli in una delle 3.648 isole ecologiche attrezzate per la raccolta differenziata dei RAEE. Il rifiuto elettronico dovrà essere messo nel cassone giusto: R1 per i frigoriferi; R2 per le lavatrici e i forni; R3 per i televisori e i monitor; R4 per i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo; R5 per le sorgenti luminose neon e a risparmio energetico. Nel caso di acquisto di una nuova apparecchiatura in sostituzione di una equivalente non più funzionante, è possibile lasciare quella vecchia direttamente in negozio al momento dell’acquisto. Secondo
quanto previsto dal DM 65/2010 “Uno contro Uno”, il conferimento è gratuito per il consumatore, semplicemente compilando una scheda di consegna. Il ritiro gratuito è previsto anche con la consegna al domicilio della nuova apparecchiatura elettronica. Le imprese e i liberi professionisti, possono affidarsi al servizio di raccolta di Ecolight contattando direttamente il consorzio. Il servizio Fai Spazio è dedicato alla gestione dei rifiuti professionali e viene svolto su tutto il territorio nazionale e per ogni tipo di quantitativo. A queste tre possibilità, Ecolight ne aggiunge una quarta. «Nella zona di Bologna è attiva la sperimentazione del progetto europeo Identis WEEE realizzato dalla multiutility Hera, da Ecolight e dalla fondazione spagnola Ecolum», ricorda Dezio. Icassonetti intelligenti RAEEshop sono stati posizionati al parco commerciale Meraville di Bologna in via Tito Carnacini (nei presso del punto vendita MediaWorld, al parco commerciale Navile di Bologna in via Colombo e al Leroy Merlin in via De Curis a Casalecchio di Reno (Bo). Accedendo con la tessera sanitaria o la tessera Hera è possibile conferire gratuitamente i propri RAEE di piccole dimensioni. È stato stimato che in Italia nel 2012 siano stati prodotti oltre un milione di tonnellate di RAEE, quasi 18 kg per abitante (fonte: “Solving the e-waste problem” dell’Onu). Secondo questi dati, meno di tre RAEE su dieci hanno però seguito una corretta gestione: la raccolta infatti negli ultimi anni si è attestata intorno ai 4 kg pro capite; ben lontani sono gli obiettivi di raccolta stabiliti dalla nuova direttiva comunitaria, circa 12 kg/abitante, indicati per il 2019. Conclude il direttore generale di Ecolight: «Un piccolo sforzo può dare molto all’ambiente: in media i RAEE, dalle lavatrici alle aspirapolvere fino alle lampadine a risparmio energetico, sono riciclabili per oltre il 90 per cento del loro peso. Non sono quindi un rifiuto, ma rappresentano una risorsa che deve seguire la corretta strada di raccolta e trattamento».

Fonte. ecodallecittà

Lampadine a risparmio energetico: ecco cosa fare in caso di rottura

Senza nome

 

La lampadine fluorescente, comunemente conosciute come lampadine a risparmio energetico, sono delle particolari lampadine a scarica in cui l’emissione luminosa è indiretta, perchè l’emittente non è il gas ionizzato, ma un materiale fluorescente. Le lampade fluorescenti hanno una vita media maggiore rispetto a quelle a incandescenza, ma la loro durata può essere fortemente influenzata dal numero di accensioni e spegnimenti, a meno che non si usi un pilotaggio elettronico: ognuna di queste operazioni, infatti, riduce la vita della lampada, a causa dell’usura subita dagli elettrodi per il maggior numero di preriscaldamenti richiesti. In poche parole, il corretto uso della lampadina a risparmio energetico sarebbe quello di accenderla e farla lavorare per svariati minuti (o ore) senza continue interruzioni. A differenza delle lampade a incandescenza, inoltre, queste lampade perdono leggermente in quantità di flusso luminoso emesso nel corso del tempo, inoltre i modelli meno recenti possono impiegare generalmente qualche minuto per arrivare al massimo di emissione possibile dopo l’accensione. C’è chi sostiene, inoltre, che queste lampadine fluorescenti arrechino fastidio e danni a persone con problemi di fotosensibilità, come elettrosensitività, autismo, epilessia ed emicrania, ed emettano radiazioni pericolose di UV-B e di UV-C. Ma c’è anche chi ritiene che buona parte di queste critiche siano del tutto infondate ed inconsistenti. Benchè possano stimare un notevole risparmio energetico, queste lampadine contengono al loro interno piccole quantità di mercurio che, in caso di rottura accidentale, si disperde nell’ ambiente “alterando” l’ area circostante. Cosa fare, dunque, in caso di rottura di una lampada fluorescente? Si può incappare in problemi? Se lo smaltimento viene eseguito correttamente non si corre alcun rischio, ma, se tale smaltimento non avviene seguendo precisi accorgimenti o non avviene affatto, allora sì, qualche problema potrà esserci.

Ma noi vogliamo darvi una mano, così da evitare eventuali rischi per la salute e danni per l’ambiente. Anzitutto, ecco cosa fare in caso di rottura di una lampadina fluorescente:

1. Aerare la stanza per almeno 10-15 minuti e spegnere eventuali sistemi di condizionamento.

2. Fare uscire dalla stanza bambini ed eventuali animali domestici.

3. Non usare aspira polveri o scopre, che potrebbero disperdere le particelle di mercurio nell’aria. Qualora sia necessario l’utilizzo di un aspirapolvere, ricordarsi di rimuovere il sacchetto interno e riporlo in un sacco di plastica a chiusura ermetica.

4. Raccogliere il materiale avutosi con elementi rigidi, come fogli di cartone. Riporre poi il materiale raccolto all’interno di contenitori ermetici, come vasi di vetro o sacchetti di plastica.

5. Se i vestiti sono entrati in contatto con le polveri interne fuoriuscite dal bulbo, non lavarli assolutamente in lavatrice: ripulirli eventualmente con tovaglioli di carta o stracci bagnati, poi da riporre all’interno dei suddetti contenitori ermetici.

In seguito, le lampadine fluorescenti devono essere smaltite come materiali RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), non con il Vetro: possono essere consegnate al centro di riciclaggio, presente spesso presso le discariche comunali, oppure al rivenditore.

fonte:  EticaMente

Rapporto Anci-Conai 2012: in Italia solo sette regioni oltre il 50% nel riciclo dei rifiuti

Tra i Comuni con più di 50mila abitanti solo 25 riciclano più del 50% dei rifiuti.FRANCE-ENVIRONMENT-WASTE-RECYCLING-THEME

Il Rapporto sulla raccolta differenziata e il riciclo, nato dalla collaborazione tra Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), Conai (Consorzio nazionale imballaggi) e alcuni stakholders del settore e redatto con la collaborazione di Ancitel Energia e Ambiente, giunge alla sua terza edizione, infatti pochi giorni fa è stato presentato quello con i dati relativi al 2012. Ebbene, dal nuovo rapporto emerge che in Italia, a livello nazionale, c’è una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti del 39,9%, mentre quella del riciclo è del 38,6%. Il Codice dell’ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006) prevede di raggiungere entro il 2020 una percentuale del 50% in termini di peso, ma per ora, purtroppo, questo obiettivo sembra abbastanza lontano. Il dato positivo è che comunque la percentuale di avvio al riciclo e quella della raccolta differenziata sono in aumento, rispettivamente dell’1,3% e del 4,4%. Per quanto riguarda i dati a livello regionale, dal Rapporto emerge che in tutta Italia solo Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sardegna superano la soglia del 50% del riciclo, con una evidente assenza di regioni del Sud e del Centro. Anche a livello comunale i dati sono negativi, perché tra i comuni che hanno più di 50mila abitanti soltanto 25 in tutta Italia superano il fatidico 50% di riciclo. Ricordiamo che il Rapporto sulla raccolta differenziata e il riciclo si basa sulla banca dati che è nata dagli accordi tra Anci, Conai, Centro di coordinamento Raee, Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori e Consorzio nazionale abiti usati.

Fonte: Anci.it

 

Raee, arriva la APP per i centri di raccolta

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Il Centro di Coordinamento Raee mette a disposizione un’applicazione gratuita per dispositivi mobili che consente di effettuare le richieste di ritiro e di cercare i centri di raccolta più vicini dal proprio smartphone o tablet . La WEB APP del Centro di Coordinamento Raee arriva ad integrare le funzioni del portale online del Centro di Coordinamento RAEE ed è scaricabile gratuitamente dal sito del Centro di coordinamento (www.cdcraee.it). L’applicazione permette all’utilizzatore di trovare, comodamente dovunque si trovi, tutte le informazioni di cui necessita attraverso una modalità di ricerca veloce e intuitiva dotata anche di un sistema di geo-localizzazione. Sottoscrittori e gestori dei Centri di raccolta comunali hanno a disposizione un’area riservata per effettuare le richieste di ritiro, visualizzare i propri dati e scaricare manuali e documentazione varia. Più in generale, la WEB APP consente ad ogni cittadino di cercare il centri di raccolta Raee più vicino e adatto alle proprie necessità.

Fonte:  web

Da RAEE la APP per conoscere i centri di raccolta elettrodomestici

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Vecchie televisioni, frullatori, ma anche lampadine, quando esausti o rotti dove vanno gettati via per assicurare un corretto smaltimento e recupero dei materiali? Il Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche o RAEE ha messo a punto una APP che si scarica da www.cdcraee.it in sui sono segnalati i 3000 punti di raccolta presenti in Italia. In effetti può capitare di dover gettare via un elettrodomestico senza la necessità di acquistarne uno nuovo per cui non vale il regolamento uno contro uno, ovvero il ritiro gratuito da parte dell’esercente. La APP si avvale del GPS dello smartphone e segnala dunque il centro di raccolta più vicino, ma segnala anche le tipologie di RAEE che possono essere consegnate come: R1-Freddo e Clima ossia frigoriferi, condizionatori; R2-Grandi Bianchi ossia lavatrici, lavastoviglie; R3-Tv e Monitor; R4-piccoli elettrodomestici ossia come cellulari, piastre per i capelli, frullatori e R5-Sorgenti Luminose. Spiega Danilo Bonato Presidente del Centro di Coordinamento RAEE:

La WEB APP è un nuovo, innovativo servizio che abbiamo studiato per rispondere alle esigenze di cittadini e addetti ai lavori. Rintracciare il Centro di Raccolta più vicino, in tutta Italia e in ogni momento, in vacanza o in città, non è sempre facile; per questo abbiamo realizzato questa applicazione che non solo segnala il Centro di Raccolta del Comune più vicino ma “accompagna” l’utilizzatore fino all’ingresso. Per garantire poi la massima trasparenza, abbiamo pensato di mettere a disposizione di tutti, attraverso la WEB APP, le analisi aggiornate dei dati di raccolta RAEE con i relativi grafici che riportano l’andamento annuale e i dettagli mensili di raccolta. Una sezione riservata agli addetti ai lavori permetterà loro di essere sempre aggiornati e di avere “a portata di mano” tutti gli strumenti operativi di loro interesse per la gestione dei RAEE.

Fonte:  Comunicato stampa