Materiale riciclabile e raccolta differenziata: cosa fare con carta e plastica

Quale destino per il materiale riciclabile? Dove si buttano la carta plastificata e la carta per alimenti? Ecco alcuni consigli su come fare la raccolta differenziata e sul riciclaggio della carta e della plastica.

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Molte volte la raccolta differenziata rappresenta un vero e proprio enigma. Tante sono le domande che ci poniamo di fronte al materiale riciclabile. Per esempio dove va la carta plastificata? Qual è il modo corretto per effettuare il riciclaggio della carta? Dove devo mettere la carta per alimenti? E in quale posto posso mettere la plastica?

Per quanto riguarda la carta la regola numero uno è la seguente: carta, cartoni e cartoncini utilizzati o sporchi non possono essere gettati nella raccolta differenziata; i fazzoletti usati, la carta assorbente unta, la carta per alimenti, la carta da lucido e la carta plastificata non rientrano nella carta riciclabile e nei normali iter di riciclaggio della carta.

La carta alluminio va inserita nei contenitori delle lattine e degli altri prodotti in alluminio. Tante le cose che si possono riciclare: giornali, riviste e fumetti, ma anche i dépliant pubblicitari che vengono messi nelle buche delle lettere, i sacchetti della spesa di carta, il packaging di panettieri e fruttivendoli. Nell’elenco materiali riciclabili e nella carta riciclabile sono compresi anche i cartoni di imballaggio degli elettrodomestici, le scatole delle scarpe, dei detersivi e dei prodotti in cartoncino e anche i contenitori del latte e dei succhi di frutta in Tetrapak. I rifiuti di plastica riciclabili sono: tutti i contenitori che recano le sigle PE, PET e PVC, i contenitori per liquidi, le bottiglie per bevande, i flaconi per prodotti per l’igiene personale e pulizia per la casa, i contenitori di shampoo e bagnoschiuma, le vaschette per l’asporto dei cibi, le confezioni per alimenti, il polistirolo espando degli imballaggi e simili, le borse di nylon e la plastica in pellicola.

Veniamo allo smaltimento cd. In molti pensano che il materiale possa finire nell’alluminio, ma non è così. A meno che non si decida di optare per un riciclo creativo l’unica soluzione è l’indifferenziata. Le custodie dei cd di plastica, invece, è meglio tenerle perché potranno essere utili per futuri cd.

Raccolta differenziata: il glossario per riciclare

Anche questa settimana proseguiamo il nostro viaggio nella complessa gestione dei rifiuti relativamente a tutti quegli oggetti di uso comune che iniziano con la lettera C. Prima, però, è doveroso fare alcune specifiche essenziali – per quanto certamente già note ai lettori di ecoblog – a proposito del materiale cartaceo: non si può riciclare la carta unta e bisunta ma solo quella pulita! Sarebbe opportuno, poi, non raccogliere la stessa in buste plastiche che, se buttate nel cassonetto della carta, contribuirebbero ad aumentare enormemente i costi del riciclo.  Quanto a scatole e pacchi è sempre consigliabile ridurne il volume prima di gettarle, in modo da non occupare troppo spazio all’interno del cassonetto evitando, in questo modo, che altri siano costretti ad abbandonare il prezioso rifiuto all’aperto, spesso involontariamente, disperdendolo.

Dopo il salto l’elenco dei materiali e le procedure per lo smaltimento.

Carrozzine e passeggini – singoli componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Carta assorbente per cucina – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da forno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da pacchi – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta lucida da disegno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta (né unta, né bagnata) – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta per alimenti – tendenzialmente non riciclabile, salvo a separarne i componenti – cassonetto indifferenziato.
Carta plastificata – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta velina – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni ondulati – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni per bevande –riciclabile – cassonetto della carta.
Cartucce per stampanti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Casco – componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette audio e video – non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in legno – riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in plastica – tendenzialmente non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
CD (inclusa la custodia in plastica rigida) – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Cellulari e caricabatterie – componenti in parte riciclabili -isole ecologiche, centri di raccolta e rivenditori autorizzati.
Cicche di sigaretta – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Ceramiche in cocci – riciclabile – cassonetto indifferenziato. Cerotti – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Cibi (sia crudi che cotti) – utili per il compostaggio – cassonetto dell’umido o indifferenziato.
Collant e calze – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Computer e componenti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Condizionatori d’aria – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Confezioni di caffè e simili – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Confezioni di carta – riciclabili – cassonetto della carta.
Contenitori di detersivi in plastica – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Contenitori di prodotti per l’igiene personale – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi di barattoli per alimenti – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi vasetti di yogurt in carta stagnata – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperte – riciclabili – cassonetto giallo. Cornici – tendenzialmente riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cristalli – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.

Foto | Flickr

Fonte: ecoblog.it

 

Raccolta differenziata, ‘Stati Generali del Sud’: intercettabili 600mila tonnellate in più di carta e cartone

La prima giornata degli “Stati Generali del Sud” di Napoli ha visto i casi di successo dei Comuni EcoCampioni. Nei primi 8 mesi 2016, +10% rispetto al 2015 nella raccolta carta e cartone, ma la potenzialità è ancora altissima .386413_1

Napoli, 21 Ottobre 2016 – Si è aperta oggi presso il Teatro S. Carlo di Napoli la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone” organizzati da Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e Regione Campania per fare il punto sulla raccolta differenziata di carta e cartone nel Mezzogiorno. Obiettivo della due giorni: individuare le opportunità e le strategie per potenziare la raccolta differenziata in un’area dove ancora oggi oltre 600mila tonnellate di carta e cartone finiscono nell’indifferenziato.
Ad aprire i lavori e a dare il benvenuto ai partecipanti è stato Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare. “Al Sud – ha scritto il ministro nel suo messaggio di saluto – si gioca la sfida più complessa nell’ambito della trasformazione del nostro modello economico da lineare a circolare. Conosciamo i ritardi e le strutturali difficoltà: ma i dati del Piano per il Sud di Comiecoha osservato Galletti – ci dicono anche che il Mezzogiorno ha grandi potenzialità di crescita, se sarà in grado di programmare e insieme trasmettere cultura ambientale. La Strategia Industria 4.0, con le sue fortissime agevolazioni per chi sa innovare nella sostenibilità, sosterrà anche gli investimenti strategici in tecnologia per la tutela ambientale, in impianti di raccolta, separazione e smaltimento, nell’ecodesign, nell’ottimizzazione del riciclo dei prodotti. Per essere capofila della svolta europea dell’economia circolareha concluso Galletti – abbiamo bisogno di un Paese che ragioni con la stessa visione, da nord a sud”.    
Per parlare di casi virtuosi, nel confronto su “Case history di buone pratiche per lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone”, hanno partecipato Luca Capasso, Sindaco di Ottaviano (NA), Pasquale Cascella, Sindaco di Barletta (BT e Davide Ferreli, Sindaco di Lanusei (OG), tutti membri attivi del Club dei Comuni EcoCampioni, e  Patrizio Cinque, Sindaco di Bagheria (PA) che con il contributo di Comieco ha tolto dalle strade i cassonetti della raccolta indifferenziata. Nato nel 2007 su iniziativa di Comieco, il Club dei Comuni EcoCampioni è attualmente attivo in Campania, Puglia e Sardegna e raggruppa realtà che si distinguono per gli ottimi risultati di raccolta differenziata di carta e cartone: circa 80 comuni, ma questo numero è destinato a salire presto a 130 in base alle ultime rilevazioni sui dati di raccolta disponibili. A questo nucleo “storico” si aggiungeranno a breve analoghi Club in Abruzzo, Calabria e Sicilia.
“Il Sud sta cambiando marcia nella raccolta di carta e cartone, registrando un aumento del 10% rispetto al 2015, anche se la strada per raggiungere dei livelli accettabili è ancora lunga – ha affermato Piero Attoma, Presidente di Comieco – Ecco perché Comieco, in coerenza con la propria mission di garante del riciclo sull’intero territorio nazionale ha fatto la scelta strategica di investire sullo sviluppo della raccolta dal Sud. Il beneficio per i Comuni è legato sia ai corrispettivi economici che il Consorzio riconosce a fronte del materiale cellulosico raccolto (circa 29 milioni di euro nel 2015), sia ai finanziamenti straordinari per lo sviluppo della raccolta al Sud (circa 13 milioni di euro dal 2014 ad oggi), sia ai minori costi di smaltimento.”

Ultimo momento di dibattito su questi temi è stato il Forum “Gli attori delle buone pratiche per la raccolta differenziata di carta e cartone”. Ad introdurre e coordinare i lavori, Giovanni De Feo, Professore dell’Università degli Studi di Salerno. Sono intervenuti Fillippo Brandolini, Vicepresidente Utilitalia, Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania, e Giuseppe Cuomo, Sindaco di Sorrento e Presidente del Club EcoCampioni della Campania. Anche Giuseppe D’Ercole, Dipartimento Ambiente CISL, Fulvio De Iuliis, 100% Campania, Franco Gerardini, Dirigente Servizio gestione rifiuti Regione Abruzzo e Francesco Iacotucci, di ASIA Napoli hanno alimentato il confronto in questa sessione.
Al termine della prima mezza giornata degli Stati Generali per il Sud, si è tenuta la premiazione dei progetti vincitori della IV edizione del Bando di comunicazione riservato ai Comuni EcoCampioni.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Sicilia, nuovi impianti e raccolta differenziata nelle parrocchie. Ecco il piano rifiuti

All’indomani dell’allarme lanciato dal ministro Galletti sulla gravità della situazione che affligge l’isola, il governatore Rosario Crocetta ha presentato il piano rifiuti che prevede nuovi impianti di valorizzazione, lo stop ai conferimenti in discarica di materia secca e accordi con le parrocchie per migliorare la differenziata386266_1

Nuovi impianti per la valorizzazione dei rifiuti e nuove azioni per incentivare la raccolta differenziata. Sono questi i punti cardine del piano rifiuti presentato dal governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, all’indomani dell’allarme lanciato dal ministro Galletti sulla gravità della situazione che affligge l’isola. Il ministro dell’ambiente aveva puntato il dito sulle discariche piene, dicendo che se non si risolve il problema dell’impiantistica carente tra sei mesi ci sarà una nuova emergenza. Ecco quindi la risposta di Crocetta e dell’assessora Vania Contrafatto: “Sulla valorizzazione dei rifiutiabbiamo previsto due impianti da 200 tonnellate a Palermo e Catania e altri cinque o sei da 60-80 tonnellate per garantire una distribuzione regionale abbastanza equa. Questi impianti potrebbero essere realizzati nelle discariche esistenti”. Crocetta sottolinea: “Non abbiamo messo la parola termovalorizzazione nel piano, perché i meccanismi di valorizzazione dei rifiuti sono molteplici: dalla gassificazione all’idro-soluzione. Vogliamo applicare la tecnologia più pulita”.

Secondo il documento l’iter sarà questo: gli ambiti territoriali decidono il numero di impianti necessari per smaltire i rifiuti, la Regione fa un avviso pubblico di concessione e alla fine, in base a costi, emissioni e posizione, sarà scelta l’impresa.

Per quanto riguarda le discariche invece, la Regione ha stabilito che dal primo novembre di quest’anno non si potrà conferire nelle vasche più del 50 per cento della frazione secca non riciclata (carta, cartone e plastica) e partire dal primo gennaio 2017 questa percentuale scenderà a zero. Il decreto dovrebbe servire per prolungare la vita utile delle discariche esistenti. Per i rifiuti in esubero si sceglierà, verosimilmente, la strada della spedizione fuori regione che però ha già creato diversi problemi nei mesi scorsi, quando ci fu il no di Torino nell’accogliere nel proprio termovalorizzatore i rifiuti dell’isola. Crocetta ha inoltre annunciato che per migliorare le percentuali di raccolta differenziata la giunta, in accordo con alcuni comuni, sta cercando di avviare “un progetto per coinvolgere le parrocchie”. Il governatore dice che a Gela è già stato fatto, così come in una parrocchia di Caltanissetta, dove sono state raccolte otto tonnellate di rifiuti differenziati. “Stiamo lavorando anche con l’arcivescovo di Monreale e con le parrocchie dei comuni dove la situazione è più critica”.

Fonte: ecodallecitta.it

SERR 2016: “Beato chi lo sApp”; l’applicazione della Città Metropolitana di Torino per la buona raccolta differenziata

L’App aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, da come trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione fino a scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata.386116_1

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.386116_2

La Città Metropolitana di Torino, sin dal 2009 quando era ancora Provincia, ha partecipato alla Settimana. Nel 2014, in occasione della Settimana e all’interno di una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti, ha realizzato un’APP in collaborazione con il Csi Piemonte che si chiama “BEATO CHI LO SAPP”, scaricabile sia per Android che per IOS, che aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, dove trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione; come trovare distributori alla spina e negozi dove acquistare senza imballaggi o abbigliamento/oggetti di recupero; scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata e ricordare i giorni di raccolta porta a porta

Per scaricare l’app clicca qui

Per iscriversi alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr) clicca qui

Fonte: ecodallecitta.it

Torino, sperimentato il nuovo calcolo universale del Ministero per la raccolta differenziata

L’Osservatorio Provinciale Rifiuti della Città Metropolitana di Torino ha provato a verificare cosa accadrà alle percentuali di raccolta differenziata nel territorio torinese in base al nuovo decreto del MATTM

di Agata Fortunato*rifiu

Contare i rifiuti è difficile: se ne accorgono ogni giorno tutti i soggetti istituzionali (Comuni, osservatori provinciali e regionali, ARPA, ISPRA, …) che producono, raccolgono ed elaborano i dati di produzione dei rifiuti, mensilmente e annualmente. Confrontare le elaborazioni è pressoché impossibile se non a livello regionale laddove  il metodo utilizzato è lo stesso. Da qualche settimana la lacuna di un metodo nazionale è stata colmata grazie al Decreto del MATTM del 26 giugno 2016. Toccherà adesso alle Regioni rendere operativo il Decreto, decidendo altresì se includere anche il compostaggio domestico, di prossimità e di comunità (ma solo dopo che i comuni avranno disciplinato queste pratiche in modo da garantirne la tracciabilità e il controllo). Insomma, per chi da tempo richiede che anche l’autocompostaggio venga calcolato nella RD l’inserimento non è immediato. Sono invece inclusi tutti i rifiuti urbani, raccolti in modo separato (valgono anche le raccolte multimateriale, senza specificazioni particolari), per essere avviati prioritariamente a recupero di materia e viene specificato anche un elenco dei singoli CER. Lascia perplessi l’assenza di ogni minimo accenno alla qualità delle singole raccolte o all’effettivo riciclo, benché si specifichi chiaramente il riferimento alla direttiva europea che vede la raccolta differenziata come mero strumento; in questo senso, come già oggi peraltro, nella raccolta differenziata verranno conteggiate anche le molte quantità di rifiuto che viene effettivamente raccolto in modo separato, ma a seguito di una o più fasi di selezione, avviato a smaltimento poiché inidoneo al riciclo: il caso eclatante è quello della plastica che sul nostro territorio solo per meno del 45% (dato 2014 – pagina 100 http://bit.ly/29uYL4u ) viene avviato a   recupero di materia; il resto sono imballaggi plastici che non trovano ancora una filiera attiva di riciclo (negli ultimi due anni qualcosa è cambiato, ma ancora non in maniera sostanziale), o vera e propria frazione estranea. I colleghi dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti hanno provato, seppur in maniera speditiva e con la necessità di affinare il calcolo, a verificare cosa accadrà alle percentuali di raccolta differenziata nel nostro territorio.

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Il risultato, per dirla con Bertazzoli, è che tutti i bacini sono diventati più “raccoglioni”. Tutti più contenti? Qualcuno sicuramente si; resta il fatto che pur calcolate in modo differente, le stesse identiche quantità di rifiuti sarebbero andate a smaltimento e non avviate a recupero di materia.

* Responsabile Pianificazione del ciclo integrato dei rifiuti Città Metropolitana di Torino

 

Fonte: ecodallecitta.it

Raccolta rifiuti organici 2016, la tendenza è positiva

Dall’analisi di alcune delle realtà più virtuose d’Italia è possibile anticipare le tendenze 2016 per quanto riguarda l’organico. A Trento, Barletta e Covar 14 – nel primo bimestre 2016 – l’organico segna un +4%pirla

La frazione organica riveste un ruolo decisivo nel ciclo dei rifiuti. Oltre a rappresentare la frazione “più pesante” della produzione rifiuti, l’organico è il vero motore della raccolta differenziata. Infatti, stando ai dati contenuti nello studio “Analisi dei costi della raccolta differenziata della frazione organica” a cura di Utilitalia (in collaborazione con Bain & Company), la raccolta della frazione organica dal 2007 al 2014 è cresciuta del 132%, passando da 2,7 milioni di tonnellate a 5,7. Non c’è dubbio che a influire su questo dato è si stata l’evoluzione della raccolta, abbandonando il sistema stradale verso un più efficiente porta a porta. “la cui incidenza sul totale della frazione organica raccolta è aumentata dal 53% del 2007 al 74% del 2104”. (Fonte Bain&Co su dati Ispra). I numeri rendono benissimo l’idea degli elevati tassi di crescita della frazione organica, “mantenendo per il prossimo futuro realistiche prospettive di incremento dei volumi raccolti e trattati, sopratutto in alcuni contesti territoriali”. Infatti questo scenario sembra confermarsi anche nel 2015, con un aumento superiore al 4%, come mostra l’indagine condotta da Eco dalle Città sui primi dati dello scorso anno.

E nel 2016?

Sicuramente è troppo presto per fornire un dato certo sull’andamento della raccolta della frazione organica, ma è possibile ipotizzarne la tendenza attraverso l’analisi dei dati dei primi due mesi del 2016. Come campione da analizzare utilizziamo i dati di tre realtà: Trento, Barletta e Covar 14 (il consorzio che riunisce 19 comuni della cintura sud di Torino); che a parità di modalità di raccolta rivela un l’incremento della frazione organica mediamente superiore al 4,2%, per i primi due mesi del 2016.pirla2

Un incremento concorde con i dati dati del 2015, che confermerebbe la tendenza in atto anticipata nello studio “Analisi dei costi della raccolta differenziata della frazione organica” a cura di Utilitalia. La scelta e il confronto dei dati di queste realtà non è casuale. Infatti Trento, Barletta e Covar 14 rappresentano modelli virtuosi per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti. Modelli che con le loro percentuali di raccolta differenziata ben superiori al 65%, basta ricordare l’80% di Trento, permettono di anticipare l’andamento della produzione dell’organico. Potrebbe sembrare banale ma non lo è. Infatti se la raccolta della frazione organica aumenta anche in realtà virtuose e con sistemi ben collaudati come quelli presi in esame, è molto probabile che il suo aumento sia generalizzato su tutto il territorio italiano, grazie alla graduale riconversione dei sistemi di raccolta dei comuni italiani, che stanno abbandonando lo stradale per sposare la causa del porta a porta.  Inoltre l’aumento della frazione organica probabilmente è collegato al conclamato aumento dei consumi e probabilmente a una variazione dei comportamenti alimentari degli italiani, come rivela’inchiesta Waste Watcher 2016, più orientata all’acquisto di prodotti di stagione in orti urbani e mercati.

Fonte: ecodallecitta.it

Bologna, al via la campagna contro l’abbandono dei rifiuti

Dopo i buoni risultati sulla raccolta differenziata, con picchi del 60% nel centro storico, il comune e Hera, puntano a contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con una campagna ad hoc

Bologna sta dimostrando una buona risposta e collaborazione nell’impegno a separare i rifiuti: i cittadini, con costanza e sacrificio, hanno portato la raccolta differenziata a una media del 45% con un picco di quasi il 60% nel centro storico, dove sono entrate in funzione le mini isole interrate e la raccolta domiciliare con sacchi.
Parallelamente, il fenomeno degli abbandoni ha fatto registrare negli ultimi tempi una crescita, non solo di materiali di grandi dimensioni, ma anche di sacchetti di rifiuti. La maggior parte dei bolognesi rispetta le regole, ma c’è chi si chiama fuori e in strada abbandona di tutto, quasi che la città fosse di altri.bologna

Ogni volta che si cambiano abitudini di vita è normale che ci siano fenomeni di questo tipo. Non è una situazione di emergenza, ma non vogliamo permettere che poche persone danneggino l’immagine della città – spiega il Sindaco Virginio Merola – e complichino la vita ai cittadini che nella stragrande maggioranza fanno la loro parte. Per questo abbiamo chiesto ad Hera di sviluppare una campagna mirata per far comprendere che chi abbandona i rifiuti offende la sua stessa città e dobbiamo davvero collaborare tutti nel rispetto delle regole“.

Il capillare lavoro di informazione che ha accompagnato il grande cambiamento delle isole interrate nel centro storico e la raccolta domiciliare – assieme all’introduzione della calotta nel quartiere Savena – ha indubbiamente sortito un effetto positivo, visto il balzo in avanti registrato nella raccolta differenziata. Nel centro storico si è passati da un 17% di rifiuti raccolti separatamente a oltre il 60%, mentre al quartiere Savena, dal 47% al 57%. Ma sono ancora troppi i comportamenti difformi e fuori dalle regole che tendono a offuscare gli sforzi compiuti quotidianamente dai cittadini che si impegnano. Per porre un freno l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con Hera, ha deciso di mettere in atto un’articolata serie di azioni e strumenti, con lo scopo di ricordare le regole che stanno alla base della separazione dei materiali e della convivenza civile in una città. E’ nata, quindi, una campagna informativa rivolta principalmente a coloro che, ignorando i giusti comportamenti, “offendono Bologna”. Un messaggio che vuole, al contempo, “insinuare” un senso di “colpa” e dare a chi le regole le rispetta la certezza che l’Amministrazione vigila e argina.
Da qui il contenuto della campagna: una macchina in sosta dove non dovrebbe essere – le strisce pedonali – ricorda l’illecito e la multa. Una macchina fatta però con tutto ciò che nella strada viene trovato: sacchi di vari colori, elettrodomestici, materassi e tanto altro… Autobus, poster, flyer nella TARI e depliant multilingue saranno gli strumenti per comunicare con residenti, studenti e commercianti e risvegliare il senso civico.

Gli abbandoni: qualche numero

Nel 2015 in città sono state recuperate in strada oltre 5.000 tonnellate di rifiuti (sia ingombranti vari che RAEE): di questi, solo 820 tonnellate erano rifiuti per i quali era stata concordata la collocazione con appuntamento per il ritiro gratuito. Solo tramite l’app il rifiutologo.it sono giunte oltre 9.000 segnalazioni di abbandono.
Un fenomeno importante non solo per l’immagine complessiva della città, ma anche per quello che significa in termini economici il recupero di materiali lasciati senza preventivo accordo. Agli abbandoni di materiali di più grandi dimensioni si è unita anche l’abitudine di lasciare in strada, in giorni e orari non corretti, sacchi di carta, plastica e indifferenziato che, invece, hanno un giorno e orario di esposizione prestabiliti.

Lo scorso anno le GEV (guardie ecologiche volontarie) hanno elevato quasi 700 sanzioni a fronte di circa 1.000 ispezioni. Tutto questo ha contribuito a generare una maggior percezione di degrado e sporcizia che mal si accorda con lo sforzo importante che è stato fatto fino ad ora per rendere Bologna una città i attrattiva per i turisti e gradevole e pulita per chi la abita.

Fonte: Comune di Bologna

 

Rifiuti urbani 2015 in leggero calo, ma crescono vetro e organico

Dai primi dati completi raccolti da Eco dalle Città, emerge che la produzione totale di Rsu è costante o in calo. Crescono vetro (+7,7% nel primo campione) e l’organico (+4%) anche a prescindere dall’estendersi del porta a portarifiuti

Il 2015 si è concluso e dai comuni italiani cominciano ad affluire i primi dati relativi alla produzione rifiuti. Per tentare di intercettare l’andamento stiamo raccogliendo i dati di alcune delle principali città italiane sparse su tutto lo stivale, dal Trentino alla Puglia. Un mix di città, virtuose e non, che rappresentino un campione significativo. La riduzione della produzione complessiva di rifiuti è un obiettivo indicato sia dall’Unione Europea che dal Ministero dell’Ambiente e, osservando i dati,  si nota innanzitutto che la produzione del 2015 non è aumentata rispetto al 2014, ma oscilla tra calo e stazionarietà. Sulle prime città prese in esame, in ben sette casi la produzione diminuisce, mentre nelle altre l’aumento va dal +0,14% di Napoli al +0,54 di Torino. Discorso a parte per Milano, dove non cala solo perché c’è stata Expo: si tratta del +1% rispetto al 2014 (sulle cifre provvisorie che abbiamo è +1,07%). Se invece si osservano le frazioni merceologiche relative alla raccolta differenziata, i dati più interessanti sono relativi a carta, vetro e organico. Quelli della carta fanno registrare un trend negativo omogeneo in tutte le città: siamo davanti ad un calo oramai fisiologico che va avanti da anni, legato soprattutto alla dematerializzazione di numerosi sistemi produttivi che hanno sostituito la carta con la digitalizzazione.  Invece l’organico e il vetro fanno registrare aumenti costanti in tutte le città. Ecco le cifre che abbiamo calcolato sulla base dei dati di Milano, Torino, Pisa, Trento e Pordenone: la frazione organica aumenta di poco più del 4%, mentre il vetro del 7,7%. Questi andamenti che si riferiscono solo a cinque città, dai nostri calcoli dovrebbero verificarsi mediamente su tutto il territorio nazionale, in attesa del riscontro con i dati definitivi di tutte le altre città italiane. Inoltre per meglio valutare questi spostamenti abbiamo calcolato, in base al campione preso in considerazione, che l’aumento medio della raccolta differenziata è stimabile intorno al 2%. L’aumento della frazione organica probabilmente è collegato al conclamato aumento dei consumi e probabilmente anche ad un conseguente spreco di cibo. Un dato che stupisce se lo si confronta con l’inchiesta Waste Watcher 2016, dalla quale emerge che la stragrande maggioranza degli italiani è sempre più sensibile al tema dello spreco alimentare e dichiara di modificare le proprie abitudini d’acquisto per prevenirlo.

Ecco città per città uno sguardo sui dati del 2015.

Trento. Nel 2015 il capoluogo trentino ha prodotto 51.802,57 tonnellate di rifiuti, il -3,22% in meno rispetto al 2014. Con una raccolta differenziata che dal 79,28% del 2014 è salita all’80,36%. Se si osservano i dati delle singole frazioni, quelli più significativi sono la carta e cartone che cala del -5%, raccolta organico -1,06%, mentre il vetro aumenta del 4,71%.

Pordenone. Nell’anno appena trascorso la quantità di rifiuti prodotti è calata del -4,73% rispetto al 2015. Facendo registrare una percentuale di raccolta differenziata dell’82,4%. Solo la raccolta della carta ha registrato una contrazione significativa, pari ad un -2,68%. Organico -0,41%

Firenze. La produzione totale dei rifiuti è pressoché stabile, registrando solo un +0,17% sul 2014. Con una percentuale di raccolta differenziata che si attesta la 53,95%. Anche qui assistiamo ad un calo della carta -3,64%, e un significativo aumento della frazione organica raccolta +5,41%.

Milano. Per quanto riguarda il capoluogo lombardo l’analisi si è concentrata solo sul secondo semestre del 2014 e 2015, in quanto nella prima metà del 2014 il sistema di raccolta era differente a quello attuale, e quindi per avere dati confrontabili a parità di stema di raccolta ( in sostanza con l’umido porta a porta) saranno considerati solo i dati della seconda metà del 2014 e 2015. Mentre la percentuale di raccolta differenziata in tutto il 2015 è del 52,7%. Anche a Milano risulta in calo la carta (-1,8%), mentre a crescere significativamente sono organico (+5,69%) e vetro (+5,25%). Ripetiamo: sui secondi sei mesi quindi a parità di sistema di raccolta

Torino. Dal 2014 al 2015 la produzione dei rifiuti è aumentata di poco (+0,54%). La raccolta differenziata nel 2015 è al 40,5% (il dato non è definitivo perché mancano i rifiuti differenziati prodotti da “terzi”). Era – al netto dei terzi – del 40,4 nel 2014. Come in tutte le altre città cala la raccolta di carta e cartone (-4,65%), mentre aumentano vetro e lattine (+11,8%), plastica (+3,32%) e organico (+1,8%).

Pisa. Anche qui la produzione dei rifiuti diminuisce (-6,22%) e la raccolta differenziata si attesta al 41,37%. Nel dettaglio delle frazioni aumentano carta e cartone (+1,42%) e organico (+4%).

Puglia. A Lecce la produzione dei totale dei rifiuti cala (-1,83%) e la raccolta differenziata raggiunge il 22,27%. Anche nei tre città della BAT provincia la produzione generale dei rifiuti diminuisce: a Barletta del -9,4% con una raccolta differenziata al 71,55%; Andria -2,06% con una raccolta differenziata al 64,89%,; mentre a Trani il calo è del -4,5% con una raccolta differenziata che si attesta al 20,56%. Per le città pugliesi non è possibile analizzare i dati delle varie frazioni, non perché il dato non sia disponibile ma perché tra il 2014 e il 2015 le quattro città hanno cambiato il loro sistema di raccolta dei rifiuti e quindi non è possibile ottenere un dato certo.

Napoli. La produzione generale dei rifiuti è quasi invariata (+0,14%) e cresce la raccolta differenziata che si attesta al 29,5%. Per quanto riguarda le singole frazioni, i dati raccolti non possono essere messi a confronto con le altre città. Infatti dal 2014 al 2015 la città di Napoli sta via via estendendo il porta a porta su tutto il territorio. Riportiamo comunque i dati in quanto significativi, e rappresentativi di come il cambio di metodologia nel sistema di raccolta sia fondamentale per una gestione ottimale dei rifiuti: carta +7,11%, plastica e metalli +85%, vetro +9,45% e organico +25%.

Genova i rifiuti urbani raccolti nel Comune di Genova nell’anno 2015 sono stati circa 304.000 tonnellate. Un calo del 2% rispetto al 2014. Mentre la percentuale di raccolta differenziata su base annua è di circa il 35,5%.

 

Fonte: ecodallecitta.it

Il misterioso calo dei rifiuti nei primi tre mesi del 2015

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Nei primi mesi del 2015 la produzione rifiuti di alcune delle principali città italiane è in calo rispetto al 2014. Una prima analisi del fenomeno alla luce di una ripresa generale dei consumi. Analizzando i dati sulla produzione rifiuti nel primo trimestre del 2015, in alcune delle principali città italiane, si evince una diminuzione della produzione complessiva rispetto ai primi tre mesi del 2014. A Milano si è registrata la più corposa inversione di tendenza: a gennaio e febbraio il calo è stato del 5%, stabilizzandosi complessivamente nel primo trimestre a -4%. A Torino il calo nel trimestre è stato più contenuto, circa l’-1,6%, a fronte di un aumento dei rifiuti raccolti in maniera differenziata. Anche a Firenze è avvenuta la stessa cosa: -1,2% il calo della produzione complessiva 2015 rispetto al 2014, mentre quella dei soli rifiuti indifferenziati è scesa del 6,2%. Rimanendo sempre in Toscana, anche a Pisa si è registrato un calo della produzione, pari al-3,2%.  Un po’ più a sud, a Perugia assistiamo ad una diminuzione ancora più consistente. Se nel primo trimestre del 2014 la produzione complessiva dei rifiuti era stata di 24.449 tonnellate, negli stessi mesi del 2015 si è scesi a 22.414, un calo di 2.035 tonnellate, pari all’8,3%. Ancora più a sud invece spicca il dato di Bari dove la produzione complessiva è rimasta stabile, però anche qui si è verificato lo stesso fenomeno che ha visto calare i rifiuti indifferenziati a fronte di un aumento di quelli differenziati dovuto, nel caso specifico di Bari, ad una migliore e capillare raccolta della frazione organica. Il calo generalizzato della produzione dei rifiuti potrebbe significare due cose. La prima è che potrebbe essere un successo delle politiche di riduzione e prevenzione, la seconda, più verosimile è che la ripresa dei consumi non ci sia. Anche se i dati degli ultimi giorni, esemplificativo è quello relativo alle immatricolazioni auto degli ultimi quattro mesi aumentate del +16,2% sui primi mesi del 2014, darebbero l’immagine di un sistema Italia in ripresa. Proviamo ad osservare altri indicatori, per capire se è la stagnazione economica ad incidere sul calo della produzione dei rifiuti. Osservando i dati sui consumi petroliferi nazionali del primo trimestre di quest’anno, ci si accorge che il loro consumo è aumentato solo dello +0,2%. Dove i consumi di benzina sono diminuiti del -3,2% e quelli di diesel sono aumentati del 2,9%. Con il calo dei prezzi del petrolio di circa il -15% ci si poteva aspettare un aumento dei consumi almeno di qualche punto percentuale. Ma il leggero aumento dei consumi petroliferi, da imputare al basso prezzo del greggio, si è visto un po’ di più solo nel riscaldamento, infatti il consumo di Gpl per riscaldamento è aumentato del+14% mentre il consumo di Gasolio del +5,5%. Se al dato dei consumi petroliferi accostiamo anche quello dei consumi energetici, Terna ci dice che “la domanda di energia elettrica si è pressappoco attestata sui medesimi livelli rispetto ai volumi del corrispondente periodo dell’anno scorso; a parità di calendario la domanda è in leggero aumento (+0,2%). La stessa crescita di +0,2% si è avuta in termini congiunturali anche rispetto all’ultimo trimestre 2014”. Veniamo infine all’indicatore forse più importante. Le vendite di cibo e prodotti di largo consumo (che comportano scarto di imballaggi) sono diminuite? Pare di no. Sentiamo l’Istat: con riferimento ai primi due mesi del 2015, l’indice grezzo registra una variazione positiva dello +0,7%rispetto allo stesso periodo del 2014; le vendite di prodotti alimentari segnano un aumento dell’+1,4%, quelle dei prodotti non alimentari dello +0,2%. Morale: può darsi che nei prossimi dati la discrepanza tra indice vendite dettaglio Istat e quantità dei rifiuti raccolti si risolva. Oppure si vedrà che l’aumento dello 0,7% è stato tutto assorbito da qualche minimo aumento dei prezzi e comunque in generale la gente ha speso un po’ di più, ma ha comprato cibo e cose di maggior valore quindi di minor peso e/o con minori sprechi.

Fonte: ecodallecitta.it

Corepla e Legambiente il 1 aprile a Roma: il riciclo della plastica alla sfida contro la crisi

Mercoledì 1 aprile Corepla e Legambiente organizzano a Roma un convegno dal titolo “Un cluster d’eccellenza nazionale: il riciclo della plastica”: un’industria in crescita che sfida la crisi. Si terrà mercoledì 1 aprile 2015 a Palazzo Rospigliosi a Roma il convegno organizzato da Corepla e Legambiente dal titolo “Un cluster d’eccellenza nazionale: il riciclo della plastica”, che avrà al centro l’analisi delle opportunità offerte dall’industria del riciclo della plastica. Malgrado la diminuzione dell’immesso al consumo e l’andamento recessivo dell’economia italiana, che dal 2007 sembra inarrestabile, l’industria del riciclo della plastica in Italia non ha mai avuto un momento migliore: una vera e propria sfida, vinta almeno per ora, alla crisi economica.

CorePla – 1 aprile 2015

In Italia sono ben 7.325 i Comuni attivi nel servizio di raccolta differenziata degli imballaggi in plastica che, nonostante la diminuzione delle quantità dell’immesso al consumo, hanno aumentato dell’11% (tra il 2012 e il 2013) la quantità di plastica riciclata: secondo Corepla si tratta di 768.000 tonnellate di plastica, un primato notevole che va attribuito a due fattori complementari. Il primo riguarda una maggior sensibilità istituzionale e sociale, che si traduce in servizi di raccolta e smaltimento migliori nelle zone d’Italia tradizionalmente più avverse alla raccolta differenziata, come buona parte del Mezzogiorno; il secondo fattore premia il costante sforzo di quei comuni che, raggiunte percentuali di riciclo ragguardevoli, vivono questa esperienza come uno stimolo a migliorare: il dato medio nazionale di raccolta pro-capite passa da 11,6 a 12,9 kg annui per abitante. Secondo una ricerca di Athlesys negli ultimi 10 anni il settore ha portato al Paese vantaggi per 2,1 miliardi di euro: in testa alle regioni più virtuose c’è il Veneto, con 20,1 kg di plastica raccolta ogni anno per abitante; seguono Piemonte e Lombardia, che si attestano tra i 16 e i 16,3 kg pro-capite, e poi le Marche con 16,3 kg. Al sud la regione più virtuosa è la Campania, con 14 kg annui per abitante. Fanalini di coda Calabria e Sicilia. In totale il servizio di raccolta e riciclo della plastica, spiega Corepla, coinvolge oltre 57 milioni di cittadini residenti in Italia.riciclo-plastica-422x350

Per quanto riguarda il riciclo, sono 430.000 le tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica provenienti dalla raccolta differenziata riciclate in Italia nell’anno 2013, cui vanno aggiunti gli imballaggi riciclati da operatori industriali indipendenti, che portano alla ragguardevole cifra di790.000 tonnellate: 300 imprese e oltre 2.000 lavoratori sono oggi stabilmente attivi in questo settore. La raccolta ed il riciclo della plastica rappresentano forse uno dei migliori esempi di spending review nel settore dei rifiuti: oltre ad un contenimento di costi ragguardevole, il riciclo degli imballaggi in plastica provenienti dalle raccolte differenziate nel 2013 ha permesso un risparmio di oltre 7 miliardi di chilowattora di energia, evitando il conferimento (illegale tra l’altro) in discarica di 2 milioni di metri cubi di rifiuti.

“Desideriamo migliorarci ancora, innalzando gli obiettivi di raccolta, esplorando nuove opportunità di riciclo e recupero, individuando nuove applicazioni e nuovi sbocchi di mercato per il materiale riciclato e infine, ottimizzando i costi del sistema. Mi piace aggiungere che nel solo 2013 abbiamo evitato emissioni di CO2 per 800.000 ton (+4,5% rispetto al 2012) equivalenti alle emissioni di circa 505.000 automobili, abbiamo evitato costi di smaltimento per 38,4 milioni di euro (+3,5 rispetto al 2012) e infine abbiamo generato 105,7 milioni di euro di materie prime seconde”.

spiega il Presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo, commentando i risultati. Al convegno del 1 aprile saranno presenti personalità della grande industria e della politica (su tutti il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti), che discuteranno di come valorizzare al massimo l’attività di recupero delle materie plastiche massimizzandone la riciclabilità e arrivando all’obiettivo nazionale e transnazionale più importante: lo 0% di rifiuti plastici conferiti in discarica entro il 2020.

Un obiettivo difficile ma che rappresenta un potenziale enorme per una sfida nazionale che riguardi l’occupazione, la ricerca, lo sviluppo e l’ambiente: temi chiave per un futuro realmente sostenibile.INDIA-SOCIETY

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Fonte: ecoblog.it