Assimilazione rifiuti, TAIRR: ‘Bozza di Decreto è primo passo verso maggiore equità e concorrenza nella gestione rifiuti’

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Il giudizio del TAIRR – il Tavolo Interassociativo Recupero e Riciclo – sul testo dell’atteso decreto sui criteri di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, inviato dal Ministero ai diversi stakeholders per le consultazioni

“La bozza di decreto sui criteri di assimilazione diffusa dal Ministero dell’Ambiente contiene elementi interessanti per porre un freno all’assimilazione indiscriminata, ma va migliorata in vari aspetti per assicurare condizioni eque e concorrenziali sia per gli utenti finali che per gli operatori della gestione dei rifiuti”. E’ questo il giudizio del TAIRR – il Tavolo Interassociativo Recupero e Riciclo che riunisce alcune tra le principali Associazioni di imprese operanti nella Circular Economy, Assorecuperi, Assorimap, Assosele, FISE Assoambiente e FISE UNIRE – sul testo dell’atteso decreto sui criteri di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, inviato dal Ministero ai diversi stakeholders per le consultazioni con le quali le associazioni imprenditoriali saranno in questi giorni chiamate ad esprimersi. Già recentemente le cinque componenti del Tavolo (cui presto se ne aggiungeranno altre che hanno espresso forte interesse a entrare) hanno puntato il dito contro “l’indiscriminata assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, attraverso cui ingenti quantitativi di rifiuti di provenienza commerciale e industriale vengono sottratti al libero mercato per essere gestiti in regime di esclusiva da pubbliche amministrazioni. Situazione, questa, che impedisce di fatto il corretto, trasparente ed effettivo contenimento dei costi della gestione dei rifiuti, che ricadono immancabilmente su imprese e cittadini”.

La bozza di decreto – che dovrebbe tracciare il confine tra l’ambito del servizio di raccolta rifiuti svolto in esclusiva per le amministrazioni locali e l’ambito in cui, invece, i produttori di rifiuti da attività produttive e commerciali sono liberi di rivolgersi al mercato – identifica con chiarezza alcuni limiti all’assimilazione, oggi spesso oltrepassati dalle pubbliche amministrazioni (nonostante alcuni vincoli siano già definiti a livello normativo), escludendo i rifiuti speciali che si formano nelle aree produttive (compresi i magazzini) e gli imballaggi per il trasporto. Il testo attualmente proposto, inoltre, impone ai Comuni il divieto di assimilare determinate attività commerciali (come negozi, supermercati, ipermercati) che superano specifiche soglie dimensionali stabilite in base alla superficie. Tuttavia, è necessario, secondo i componenti del TAIRR, che queste soglie siano fissate per tutte le categorie di attività produttrici di rifiuti speciali previste dal decreto (quindi, ad esempio, anche per ristoranti, alberghi, uffici, ospedali, ecc.) e a prescindere dal metodo di misurazione dei rifiuti utilizzato dal Comune (sistema di misurazione presuntivo o puntuale), poiché in caso contrario le categorie di attività per cui non è previsto un limite dimensionale saranno automaticamente assimilate e soggette alla tassa sui rifiuti urbani, indipendentemente dal fatto che si avvalgano o meno del servizio pubblico. Questo comporterebbe una palese violazione del principio comunitario “Pay As You Throw” (PAYT) ossia “paga per quello che butti”.

“Non si tratta qui di escludere dal pagamento della tassa superfici che usufruiscono di servizi comuni quale ad esempio la pulizia stradale: i produttori di rifiuti speciali non assimilati continueranno comunque a pagare questi servizi attraverso una quota della tariffa, ove la legge lo preveda” sostengono i rappresentanti delle associazioni del TAIRR. “Si tratta piuttosto di far valere un principio di giustizia, di equità e di concorrenza, poiché oltre la soglia quantitativa il Comune può comunque, già ora, offrire il servizio anche a questi utenti, ma deve farlo in convenzione, ossia in un rapporto di natura privatistica, in competizione con gli altri operatori presenti sul mercato.”

Fonte: ecodallecitta.it

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CIAL premia la raccolta differenziata dell’alluminio

Tante le realtà premiate, dal Nord al Sud d’Italia, con le migliori performance di raccolta del 2016.cial-premio-resa-2016

Quali sono i migliori comuni e le società di gestione dei rifiuti con le migliori performance quantitative e qualitative di raccolta differenziata dell’alluminio?

A stilare la classifica, sulla base dei risultati di raccolta differenziata e riciclo degli imballaggi in alluminio in Italia, relativi all’anno 2016, è il CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo dell’Alluminio. Sulla base di tale classifica, CIAL ha assegnato il cosiddetto Premio Resa, vale a dire un incentivo economico per incoraggiare, su tutto il territorio nazionale, modelli di raccolta differenziata intensivi e in grado di valorizzare le piene potenzialità dei singoli bacini. Grazie a questo Premio, con riferimento all’anno 2016, verranno corrisposti circa 280mila euro; un corrispettivo aggiuntivo rispetto a quello già previsto dall’Accordo Quadro Anci-Conai, di cui il 57% nei confronti di Comuni e operatori di raccolta del Nord Italia, il 36% nei confronti di soggetti del Sud Italia e il 7% verso Comuni del Centro. Ad aggiudicarsi il “Premio Resa” di CIAL nel 2016 sono stati in tutto 46 soggetti. Volendo citare alcuni esempi virtuosi, in Lombardia troviamo la società a2a con gli ottimi risultati di raccolta di Brescia e Bergamo, la società Amsa a2a per il capoluogo di Milano e la Acsa di Cornaredo. Da segnalare anche i buoni risultati di Como, del Comune di Monza e di Opera, in provincia di Milano. Rimanendo sempre nel nord-Italia, in Veneto, citiamo invece l’Unione Montana Agordina che riunisce 16 Comuni della provincia di Belluno, fra i quali il capofila Agordo e le società Etra e Serit con i loro Comuni maggiori, rispettivamente Bassano del Grappa e Villafranca di Verona. Altro esempio virtuoso da segnalare l’Unione Territoriale Intercomunale della Carnia, in Friuli, che riunisce 28 Comuni della provincia di Udine. Nel Centro Italia, fra gli altri, ha ricevuto il premio per la raccolta differenziata dell’alluminio la Valfreddana Recuperi, società che serve 24 Comuni della provincia di Lucca più la città di Massa, mentre nel Sud sono diverse le realtà da segnalare per gli ottimi risultati. In Campania il Consorzio CiAl ha premiato la società Ambiente SpA che si occupa della raccolta in 23 Comuni della provincia di Napoli, fra cui Ercolano e Pomigliano d’Arco; Penisola Verde SpA, nel cui territorio rientra anche la cittadina di Sorrento, più volte premiata a livello nazionale dal Consorzio nell’ambito dell’iniziativa Comuni Ricicloni di Legambiente; e la Nappi Sud, società che gestisce importanti Comuni del Salernitano come Battipaglia ed Eboli. Sempre in Campania, vanno poi segnalati gli ottimi risultati di due Comuni cilentani: Agropoli e Casalvelino. In Molise il premio è stato riconosciuto alla società Giuliani Environment che serve otto Comuni della provincia di Campobasso, mentre in Calabria alla Servizi Ecologici di Marchese Giosè, a Tarsia in provincia di Cosenza, e alla Ecosistem Srl di Lametia Terme. In Puglia si è distinto invece il Comune di Cassano delle Murge, in provincia di Bari, e la società Ecotecnica che opera fra le provincie di Lecce e Brindisi, servendo molti piccoli Comuni della zona. Un discorso a parte lo merita poi la Sardegna, regione nella quale il 45% dei Comuni, 168 su 377, rientra nella gestione di società o ambiti territoriali premiati da CiAl. In particolare le società Ecosansperate e Ichnos Ambiente di Uta (Cagliari), la Gesam di Sassari, e il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese. Fra i Comuni sardi più virtuosi: Alghero, Cagliari, Nuoro e Oristano. Il Premio Resa di CiAl mostra quanto è diffusa e ben organizzata la raccolta differenziata dell’alluminio in Italia. Ad oggi, sono infatti 6.607 i Comuni italiani nei quali è attiva la raccolta (l’82% del totale) con il coinvolgimento di circa 52,6 milioni di abitanti (l’88,5% della popolazione italiana). Si tratta di un’indicazione importante che dimostra la validità del sistema di gestione alla base dell’Accordo Quadro Anci-Conai per garantire una crescita ed un consolidamento dei servizi di raccolta e di trattamento dei rifiuti con risultati e performance crescenti e in linea con gli standard europei.

Ecco l’elenco completo dei vincitori del Premio Resa CIAL 2016.

Fonte: ecoblog.it

Raccolta differenziata: con Mon€y4Trash il riciclo incentivante sostiene anche i commercianti

Per la prima volta a livello nazionale, nel Comune molisano di Gambatesa il riciclo incentivante premierà anche i commercianti. Con il progetto Mon€y4Trash i cittadini riceveranno sconti ed ecobonus in cambio dei rifiuti conferiti nell’eco-compattatore Eurven, mentre gli esercenti potranno detrarre dalla TARI una parte degli sconti erogati nell’ambito dell’iniziativa.

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Riciclare, risparmiare e sostenere i piccoli esercenti locali: questo lo scopo di Mon€y4Trash, l’innovativo progetto lanciato dal piccolo Comune molisano di Gambatesa con l’inaugurazione di un eco-compattatore, macchinario ideato e prodotto dalla veneta Eurven, in grado di ridurre il volume di bottiglie in plastica PET e lattine, separarle e rilasciare un incentivo sul gesto ecologico.

 

Sconti sulla TARI per i commercianti

A rendere il progetto Mon€y4Trash un unicum nel panorama nazionale è il fatto che non soltanto i cittadini al momento del conferimento dei rifiuti nel macchinario riceveranno sconti da spendere presso i negozi aderenti, ma che anche i commercianti avranno la possibilità di risparmiare concretamente: conservando gli ecobonus dei clienti (cioè gli scontrini erogati dal macchinario incentivante) e arrivando ad un ammontare di 50 euro, gli esercenti potranno detrarre questa somma dalla TARI annuale. Chi accumulerà più di 50 euro, potrà utilizzare la differenza in altre attività aderenti. Al risparmio economico si aggiunge inoltre l’opportunità di fidelizzare la clientela e di instaurare un circolo virtuoso che parte proprio dal riciclo dei rifiuti.

 

Premi per i cittadini virtuosi

Per ottenere gli sconti, i cittadini di Gambatesa non dovranno far altro che conferire bottiglie di plastica e lattine all’interno del riciclatore incentivante: per ogni pezzo, riceveranno in cambio un buono sconto del valore di 5 centesimi. Così, nel bar del paese per ogni 10€ di spesa sarà possibile ottenere 1€ di sconto, mentre l’acconciatura potrà costare il 5% in meno e i giocattoli anche il 15% in meno.

 

Un disciplinare per regolare l’iniziativa
Per la prima volta è stato inoltre redatto un apposito disciplinare, approvato dalla giunta comunale, che spiega dettagliatamente il funzionamento della filiera e fissa in modo certo i rapporti tra il Comune e gli aderenti. Per le attività commerciali l’adesione è completamente gratuita: il progetto, appena partito, vede già la partecipazione di 19 attività commerciali operanti sul territorio di Gambatesa e rientra in una serie di iniziative in chiave green attuate dall’amministrazione comunale, finalizzate all’ottimizzazione ed all’efficientamento del ciclo dei rifiuti.
“Il progetto Mon€y4Trash rappresenta una novità sotto molti punti di vista e rimarca ancora una volta la validità e le opportunità offerte alla comunità dal riciclo incentivante”, spiega Carlo Alberto Baesso, general manager di Eurven. “L’intento è quello di estendere progetti di questo tipo su tutto il territorio nazionale, considerando le ricadute positive che potrebbero avere su ambiente, economia e senso civico dei cittadini. L’obiettivo è realizzare una vera e propria filiera virtuosa, nella quale i rifiuti siano non soltanto moneta di scambio per beni e servizi ma anche strumento in grado di sostenere il commercio locale. Con Mon€y4Trash il concetto di economia circolare è concretamente rispettato al massimo livello”.

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Chi è Eurven

Eurven è leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti. Tra i suoi clienti Coca Cola, Ikea, San Benedetto, Despar, Conad, Coop, Pam, Panorama, Autogrill, Unes, Gardaland, Mirabilandia, Leroy Merlin e molti altri.
Maggiori informazioni su: www.eurven.com

Fonte:  agenziapressplay.it

Analisi dei costi e modelli della raccolta differenziata multimateriale in Italia in uno studio promosso da Utilitalia e Bain

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Realizzato da BAIN per conto di UTILITALIA, l’analisi entra nel merito della presenza e dei costi delle raccolte congiunte delle diverse frazioni di rifiuto da imballaggio (carta e cartone, vetro, plastica e metalli) combinate fra di loro con diverse modalità

Come è meglio raccogliere il vetro, la plastica, la carta, il metallo e le frazioni umide dei nostri rifiuti? Come cambia il costo del servizio di raccolta se basato su un unico cassonetto stradale, o anche sulle campane per il vetro e sui cassonetti per la carta o il ferro? È più utile la raccolta monomateriale, che segmenta ogni tipologia di rifiuto o quella multimateriale che accorpa nello stesso cassonetto vetro-plastica-metalli oppure carta-vetro-plastica-metalli? Quale è la scelta migliore perché un Comune raggiunga gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legge?
La scelta degli enti locali e il lavoro delle aziende di igiene urbana può presentare scenari totalmente differenti, che vengono studiati da alcuni anni e lo scenario è tracciato dai risultati dello studio ‘Analisi Costi Raccolta Differenziata Multimateriale’, promosso da Utilitalia – la federazione delle imprese dei servizi ambientali, idrici ed energetici – e realizzato da Bain, su un campione molto rappresentativo del Paese, pari al 24% della popolazione italiana.
Dopo l’analisi che nel 2013 Utilitalia e Bain hanno presentato sui costi della Raccolta Monomateriale dei rifiuti da imballaggi e quella del 2015 sulla Raccolta Differenziata della frazione organica (con un’appendice sulla raccolta indifferenziata) nel 2017 è la volta di uno studio sui diversi costi sostenuti dalle imprese sulla base delle diverse combinazioni e modalità di raccolta (stradale e/o domiciliare).
La fotografia scattata dalla ricerca presentata a Roma offre alcuni dati su composizione, modelli, sistemi e analisi dei costi della raccolta differenziata, facendo anche una comparazione tra ritiro ‘stradale’ e domiciliare. Le imprese che utilizzano almeno una modalità di raccolta multimateriale sono il 94%. I modelli di raccolta sono principalmente cinque, divisi in ‘leggero’ (plastica-metalli e carta-plasticametalli) e ‘pesante’ (vetro-metalli, vetro-plastica-metalli, carta-vetro-plastica-metalli). Il modello ‘leggero’ incide per il 47%, quello ‘pesante’ per il 53%. In tutti e cinque i modelli è presente la raccolta di metalli. Quelli più diffusi sono: plastica-metalli (42%), vetro-plastica-metalli (25%), vetro-metalli (23%). Guardando alla categoria di rifiuto, per il vetro il modello più diffuso è quello ‘vetro-metalli’ (23%), per la plastica è ‘plastica-metalli’ (62%), per i metalli è ‘plastica-metalli (36%).
Il ‘porta a porta’ vince, sia pur di poco, con il 51% sulla raccolta stradale (49%). Nello specifico, quando il modello è il multimateriale ‘leggero’ prevale il ‘porta a porta’ con il 56%; quando invece il modello è ‘pesante’ la raccolta stradale arriva al 60%. Oltre il 30% dei rifiuti della differenziata – spiega il documento – sono raccolti con modalità multimateriale: circa 1,9 milioni di tonnellate all’anno (6% della produzione totale di rifiuti urbani) su un totale di oltre 6,3 milioni di tonnellate.
Sono oltre 119 mila le tonnellate di carta e cartone (pari al 4% del totale) raccolte; più di 839 mila quelle di vetro (48%); quasi 819 mila di plastica (70%); oltre 132 mila di metalli (51% del totale). La percentuale sale al 56% escludendo dal computo carta e cartone. Perciò considerando soltanto plastica, vetro e metalli sono quasi 1,8 milioni le tonnellate raccolte con modalità multimateriale su un totale di quasi 3,2 milioni di tonnellate.
“Non c’è un unico modo di fare le cose – osserva il vicepresidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – ci sono delle variabili che cambiano in base alle caratteristiche del territorio, della popolazione, della stagionalità. Le aziende, in generale, sono attente a tutti i modelli che si stanno sviluppando perché soltanto da un’analisi comparata di dati effettivi, riscontrabili e statisticamente rappresentativi, si riescono a fare scelte di efficienza industriale e di riduzione dei costi di gestione”.
Il costo di raccolta del multimateriale in Italia è pari a 185 euro a tonnellata. In generale per la raccolta multimateriale il ‘porta a porta’ costa di più con una differenza che oscilla tra il 30 e il 40%. Costi maggiori che vengono riassorbiti però dal trattamento industriale successivo, che è naturalmente più basso quando concentrato su un’unica tipologia.
Guardando invece alla comparazione dei costi, emerge mediamente una maggiore convenienza della raccolta con il sistema multimateriale rispetto a quello monomateriale. La ricerca rileva anche come, a fronte di una maggiore efficienza, i valori di intercettazione della differenziata pro-capite siano mediamente più bassi.

Fonte: ecodallecitta.it

Decreto Ronchi vent’anni dopo, come cambia il pianeta rifiuti

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Nell’anniversario della riforma dei rifiuti una pubblicazione a più voci traccia un importante bilancio, mentre un’indagine Ipsos dice che il 93% degli italiani considera la raccolta differenziata un’utile necessità. Per le 6.000 imprese della green economy dei rifiuti un fatturato di 50 mld di euro. Sono passati 20 anni da quando il D.Lgs 22/97, il cosiddetto “Decreto Ronchi” sui rifiuti, ha cambiato radicalmente i modelli di gestione dei rifiuti e ha attuato una riforma organica e sistemica recependo e coordinando, tre direttive europee sui rifiuti, sui rifiuti pericolosi e sugli imballaggi. Il bilancio di questi primi 20 anni è particolarmente positivo: nel 1997 veniva smaltito in discarica l’80% dei rifiuti urbani (21,3 Mton) con una raccolta differenziata che era al di sotto del 9%; nel 2015, nonostante i rifiuti urbani prodotti siano aumentati di quasi 3 Mton, quelli smaltiti in discarica sono scesi al 26% (7,8 Mton), la raccolta differenziata è arrivata al 47,6% e il riciclo/recupero di materia dei rifiuti speciali è aumentato da 13 Mton a 83,4 Mton. (Dati Ispra)

Gli stessi italiani, come dimostra un’indagine IPSOS promossa da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) dal titolo “1997-2017 | 20 anni dal Decreto Ronchi: gli italiani e la raccolta differenziata”, hanno cominciato ad avere un approccio più responsabile sul tema, con il 91% che fa abitualmente la raccolta differenziata, il 93% che la considera una utile necessità e il 91% che la mette al primo posto tra i comportamenti anti-spreco e tra le buone abitudini ambientali.

Per ricordare questo anniversario e fare un bilancio a 20 anni da quella riforma, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha realizzato una pubblicazione “La riforma dei rifiuti a 20 anni dal D.Lgs 22/97 e alla vigilia del nuove Direttive rifiuti-circular economy”.

“Con quella riforma – ricorda Edo Ronchi – scegliemmo di anticipare, non senza difficoltà, gli indirizzi europei sulla gerarchia nella gestione dei rifiuti, assegnando una netta priorità al riciclo rispetto al largamente prevalente smaltimento in discarica e anche rispetto alle proposte che assegnavano priorità all’incenerimento di massa, Quella riforma ha consentito di far decollare l’industria verde del riciclo dei rifiuti. Quel sistema potrebbe consentire di raggiungere anche i nuovi e più impegnativi target europei di riciclo a condizione che venga applicata in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale recuperando i ritardi che ancora persistono in alcune grandi città (come Roma e Napoli) e in 5 regioni del Sud: Basilicata (31% RD), Puglia (30%), Molise e Calabria (25%), Sicilia (13%). Il recupero di questi ritardi sarà essenziale per raggiungere i nuovi obiettivi europei: il 60% di riciclo dei rifiuti urbani per il 2025 e 65% entro il 2030. Molto importante sarà anche aggiornare i decreti sul recupero dei rifiuti speciali per avere una più estesa ed efficiente diffusione del riciclo con il regime di end of waste”.

Le parole chiave della riforma

I buoni risultati sulla raccolta differenziata, testimoniati dai numeri, si devono a un impianto normativo lungimirante. Il Decreto istituì, infatti, il sistema CONAI-Consorzi di filiera degli imballaggi che negli anni ha assicurato il ritiro e l’avvio al riciclo di tutte le frazioni raccolte di carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio versando un corrispettivo ai Comuni per i maggiori oneri sostenuti per la raccolta differenziata e assegnando priorità alle frazioni delle RD dei comuni, strategiche per la sostenibilità della gestione dei rifiuti urbani. Il decreto ha anche introdotto il CAC (contributo ambientale CONAI), una prima forma di EPR (responsabilità estesa del produttore) che in questi anni è stato pagato da oltre 1 milione di imprese con una elusione quasi nulla. Anche il sistema italiano di gestione dei rifiuti d’imballaggio ha raggiunto buoni risultati; l’avvio al recupero degli imballaggi è salito dal 33% del 1997 al 78,5% dell’immesso al consumo nel 2015 ed è già stato superato l’obiettivo del 65% (siamo al 67%) di avvio al riciclo dei rifiuti da imballaggio che la nuova Direttiva indica per il 2025. Queste importanti quantità di rifiuti avviati al riciclo hanno fatto crescere un settore industriale della green economy che vede i rifiuti come risorsa e che conta oltre 6.000 imprese (in aumento del 10% rispetto al 2008) con circa 155 mila addetti e un fatturato di circa 50 miliardi di euro. Considerando anche le imprese che gestiscono rifiuti come loro attività secondaria o che utilizzano il recupero di rifiuti nel proprio ciclo produttivo, contiamo altre 3.150 realtà produttive e ulteriori 183 mila addetti. Il numero complessivo di aziende coinvolte in questo settore sale a oltre 9 mila per complessivi 328 mila addetti.

La raccolta differenziata piace agli italiani

A guardare i risultati della ricerca Ipsos, la raccolta differenziata piace agli italiani che comprendono anche come essa sia essenziale per ridurre lo spreco di materiali. Il 91% dice infatti di farla abitualmente e ben il 93% la considera una utile necessità e il 32% è convinto che non rappresenti un problema, ma piuttosto una risorsa. Gli italiani poi in maggioranza (58%) si dicono più attenti al riciclo dei materiali, anche se un’alta percentuale (68%) non nasconde la fatica di gestire quantità crescenti di rifiuti. E sempre la raccolta differenziata è, per il 91% degli italiani, la pratica ambientale più diffusa tra quelle anti-spreco e tra le buone abitudini in tema di mobilità. Il “fastidio” nel fare la raccolta differenziata è determinato, per il 26% degli insoddisfatti, dal fatto che non si sa come differenziare alcuni materiali. Ma perché gli italiani scelgono di differenziare i rifiuti? Qui le percentuali tendono ad avvicinarsi: il 58% dice che si fa perché si è più attenti all’ ambiente, ma per il 42% si fa perché è obbligatorio. Le raccolte differenziate dei rifiuti “più gettonate” (91%) sono quelle di carta, vetro e plastica. La responsabilità per il problema rifiuti e per i cassonetti sommersi dalla spazzatura per oltre la metà degli italiani (53%) è suddivisa fra tutti, cittadini e istituzioni. Il sondaggio affronta anche il tema imballaggi e, su questo fronte, i consumatori ritengono che le imprese si stanno impegnando per migliorare gli imballaggi in sostenibilità (71%) e nella facilità di riciclo (73%). Infine, il 37% afferma di conoscere CONAI, cui viene attribuito anche un buon voto: 7.4 su 10.

Vent’anni di Decreto Ronchi: una pubblicazione con Edizione Ambiente

Per fare un bilancio a vent’anni dalla riforma, anche in vista del recepimento delle direttive europee sulla circular economy, la pubblicazione raccoglie interventi di alcuni dei maggiori esperti del settore (Andrea Bianchi, Paola Bologna, Roberto Cavallo, Stefano Ciafani, Edoardo Croci e Denis Grasso, Sonia D’Angiulli, Paola Ficco e Corrado Carrubba, Franco Gerardini, Paolo Giacomelli, Michele Grillo e Gustavo Olivieri, Rosanna Laraia, Stefano Leoni e Emmanuela Pettinao, Stefano Maglia e Paolo Pipere, Letizia Nepi, Elisabetta Perrotta, Gianni Squitieri). Mentre per tastare il polso degli italiani in materia è stata realizzata da Ipsos, per conto del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), l’indagine “1997-2017 | 20 anni dal Decreto Ronchi: gli italiani e la raccolta differenziata.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Materiale riciclabile e raccolta differenziata: cosa fare con carta e plastica

Quale destino per il materiale riciclabile? Dove si buttano la carta plastificata e la carta per alimenti? Ecco alcuni consigli su come fare la raccolta differenziata e sul riciclaggio della carta e della plastica.

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Molte volte la raccolta differenziata rappresenta un vero e proprio enigma. Tante sono le domande che ci poniamo di fronte al materiale riciclabile. Per esempio dove va la carta plastificata? Qual è il modo corretto per effettuare il riciclaggio della carta? Dove devo mettere la carta per alimenti? E in quale posto posso mettere la plastica?

Per quanto riguarda la carta la regola numero uno è la seguente: carta, cartoni e cartoncini utilizzati o sporchi non possono essere gettati nella raccolta differenziata; i fazzoletti usati, la carta assorbente unta, la carta per alimenti, la carta da lucido e la carta plastificata non rientrano nella carta riciclabile e nei normali iter di riciclaggio della carta.

La carta alluminio va inserita nei contenitori delle lattine e degli altri prodotti in alluminio. Tante le cose che si possono riciclare: giornali, riviste e fumetti, ma anche i dépliant pubblicitari che vengono messi nelle buche delle lettere, i sacchetti della spesa di carta, il packaging di panettieri e fruttivendoli. Nell’elenco materiali riciclabili e nella carta riciclabile sono compresi anche i cartoni di imballaggio degli elettrodomestici, le scatole delle scarpe, dei detersivi e dei prodotti in cartoncino e anche i contenitori del latte e dei succhi di frutta in Tetrapak. I rifiuti di plastica riciclabili sono: tutti i contenitori che recano le sigle PE, PET e PVC, i contenitori per liquidi, le bottiglie per bevande, i flaconi per prodotti per l’igiene personale e pulizia per la casa, i contenitori di shampoo e bagnoschiuma, le vaschette per l’asporto dei cibi, le confezioni per alimenti, il polistirolo espando degli imballaggi e simili, le borse di nylon e la plastica in pellicola.

Veniamo allo smaltimento cd. In molti pensano che il materiale possa finire nell’alluminio, ma non è così. A meno che non si decida di optare per un riciclo creativo l’unica soluzione è l’indifferenziata. Le custodie dei cd di plastica, invece, è meglio tenerle perché potranno essere utili per futuri cd.

Raccolta differenziata: il glossario per riciclare

Anche questa settimana proseguiamo il nostro viaggio nella complessa gestione dei rifiuti relativamente a tutti quegli oggetti di uso comune che iniziano con la lettera C. Prima, però, è doveroso fare alcune specifiche essenziali – per quanto certamente già note ai lettori di ecoblog – a proposito del materiale cartaceo: non si può riciclare la carta unta e bisunta ma solo quella pulita! Sarebbe opportuno, poi, non raccogliere la stessa in buste plastiche che, se buttate nel cassonetto della carta, contribuirebbero ad aumentare enormemente i costi del riciclo.  Quanto a scatole e pacchi è sempre consigliabile ridurne il volume prima di gettarle, in modo da non occupare troppo spazio all’interno del cassonetto evitando, in questo modo, che altri siano costretti ad abbandonare il prezioso rifiuto all’aperto, spesso involontariamente, disperdendolo.

Dopo il salto l’elenco dei materiali e le procedure per lo smaltimento.

Carrozzine e passeggini – singoli componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Carta assorbente per cucina – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da forno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta da pacchi – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta lucida da disegno – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta (né unta, né bagnata) – riciclabile – cassonetto della carta.
Carta per alimenti – tendenzialmente non riciclabile, salvo a separarne i componenti – cassonetto indifferenziato.
Carta plastificata – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Carta velina – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni ondulati – riciclabile – cassonetto della carta.
Cartoni per bevande –riciclabile – cassonetto della carta.
Cartucce per stampanti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Casco – componenti riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette audio e video – non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in legno – riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cassette della frutta in plastica – tendenzialmente non riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
CD (inclusa la custodia in plastica rigida) – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Cellulari e caricabatterie – componenti in parte riciclabili -isole ecologiche, centri di raccolta e rivenditori autorizzati.
Cicche di sigaretta – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Ceramiche in cocci – riciclabile – cassonetto indifferenziato. Cerotti – non riciclabile – cassonetto indifferenziato.
Cibi (sia crudi che cotti) – utili per il compostaggio – cassonetto dell’umido o indifferenziato.
Collant e calze – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.
Computer e componenti – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Condizionatori d’aria – riciclabili alcune componenti – isole ecologiche e centri di raccolta.
Confezioni di caffè e simili – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Confezioni di carta – riciclabili – cassonetto della carta.
Contenitori di detersivi in plastica – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Contenitori di prodotti per l’igiene personale – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi di barattoli per alimenti – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperchi vasetti di yogurt in carta stagnata – riciclabili – cassonetto multi materiale.
Coperte – riciclabili – cassonetto giallo. Cornici – tendenzialmente riciclabili – isole ecologiche e centri di raccolta.
Cristalli – non riciclabili – cassonetto indifferenziato.

Foto | Flickr

Fonte: ecoblog.it

 

Raccolta differenziata, ‘Stati Generali del Sud’: intercettabili 600mila tonnellate in più di carta e cartone

La prima giornata degli “Stati Generali del Sud” di Napoli ha visto i casi di successo dei Comuni EcoCampioni. Nei primi 8 mesi 2016, +10% rispetto al 2015 nella raccolta carta e cartone, ma la potenzialità è ancora altissima .386413_1

Napoli, 21 Ottobre 2016 – Si è aperta oggi presso il Teatro S. Carlo di Napoli la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone” organizzati da Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e Regione Campania per fare il punto sulla raccolta differenziata di carta e cartone nel Mezzogiorno. Obiettivo della due giorni: individuare le opportunità e le strategie per potenziare la raccolta differenziata in un’area dove ancora oggi oltre 600mila tonnellate di carta e cartone finiscono nell’indifferenziato.
Ad aprire i lavori e a dare il benvenuto ai partecipanti è stato Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare. “Al Sud – ha scritto il ministro nel suo messaggio di saluto – si gioca la sfida più complessa nell’ambito della trasformazione del nostro modello economico da lineare a circolare. Conosciamo i ritardi e le strutturali difficoltà: ma i dati del Piano per il Sud di Comiecoha osservato Galletti – ci dicono anche che il Mezzogiorno ha grandi potenzialità di crescita, se sarà in grado di programmare e insieme trasmettere cultura ambientale. La Strategia Industria 4.0, con le sue fortissime agevolazioni per chi sa innovare nella sostenibilità, sosterrà anche gli investimenti strategici in tecnologia per la tutela ambientale, in impianti di raccolta, separazione e smaltimento, nell’ecodesign, nell’ottimizzazione del riciclo dei prodotti. Per essere capofila della svolta europea dell’economia circolareha concluso Galletti – abbiamo bisogno di un Paese che ragioni con la stessa visione, da nord a sud”.    
Per parlare di casi virtuosi, nel confronto su “Case history di buone pratiche per lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone”, hanno partecipato Luca Capasso, Sindaco di Ottaviano (NA), Pasquale Cascella, Sindaco di Barletta (BT e Davide Ferreli, Sindaco di Lanusei (OG), tutti membri attivi del Club dei Comuni EcoCampioni, e  Patrizio Cinque, Sindaco di Bagheria (PA) che con il contributo di Comieco ha tolto dalle strade i cassonetti della raccolta indifferenziata. Nato nel 2007 su iniziativa di Comieco, il Club dei Comuni EcoCampioni è attualmente attivo in Campania, Puglia e Sardegna e raggruppa realtà che si distinguono per gli ottimi risultati di raccolta differenziata di carta e cartone: circa 80 comuni, ma questo numero è destinato a salire presto a 130 in base alle ultime rilevazioni sui dati di raccolta disponibili. A questo nucleo “storico” si aggiungeranno a breve analoghi Club in Abruzzo, Calabria e Sicilia.
“Il Sud sta cambiando marcia nella raccolta di carta e cartone, registrando un aumento del 10% rispetto al 2015, anche se la strada per raggiungere dei livelli accettabili è ancora lunga – ha affermato Piero Attoma, Presidente di Comieco – Ecco perché Comieco, in coerenza con la propria mission di garante del riciclo sull’intero territorio nazionale ha fatto la scelta strategica di investire sullo sviluppo della raccolta dal Sud. Il beneficio per i Comuni è legato sia ai corrispettivi economici che il Consorzio riconosce a fronte del materiale cellulosico raccolto (circa 29 milioni di euro nel 2015), sia ai finanziamenti straordinari per lo sviluppo della raccolta al Sud (circa 13 milioni di euro dal 2014 ad oggi), sia ai minori costi di smaltimento.”

Ultimo momento di dibattito su questi temi è stato il Forum “Gli attori delle buone pratiche per la raccolta differenziata di carta e cartone”. Ad introdurre e coordinare i lavori, Giovanni De Feo, Professore dell’Università degli Studi di Salerno. Sono intervenuti Fillippo Brandolini, Vicepresidente Utilitalia, Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania, e Giuseppe Cuomo, Sindaco di Sorrento e Presidente del Club EcoCampioni della Campania. Anche Giuseppe D’Ercole, Dipartimento Ambiente CISL, Fulvio De Iuliis, 100% Campania, Franco Gerardini, Dirigente Servizio gestione rifiuti Regione Abruzzo e Francesco Iacotucci, di ASIA Napoli hanno alimentato il confronto in questa sessione.
Al termine della prima mezza giornata degli Stati Generali per il Sud, si è tenuta la premiazione dei progetti vincitori della IV edizione del Bando di comunicazione riservato ai Comuni EcoCampioni.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Sicilia, nuovi impianti e raccolta differenziata nelle parrocchie. Ecco il piano rifiuti

All’indomani dell’allarme lanciato dal ministro Galletti sulla gravità della situazione che affligge l’isola, il governatore Rosario Crocetta ha presentato il piano rifiuti che prevede nuovi impianti di valorizzazione, lo stop ai conferimenti in discarica di materia secca e accordi con le parrocchie per migliorare la differenziata386266_1

Nuovi impianti per la valorizzazione dei rifiuti e nuove azioni per incentivare la raccolta differenziata. Sono questi i punti cardine del piano rifiuti presentato dal governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, all’indomani dell’allarme lanciato dal ministro Galletti sulla gravità della situazione che affligge l’isola. Il ministro dell’ambiente aveva puntato il dito sulle discariche piene, dicendo che se non si risolve il problema dell’impiantistica carente tra sei mesi ci sarà una nuova emergenza. Ecco quindi la risposta di Crocetta e dell’assessora Vania Contrafatto: “Sulla valorizzazione dei rifiutiabbiamo previsto due impianti da 200 tonnellate a Palermo e Catania e altri cinque o sei da 60-80 tonnellate per garantire una distribuzione regionale abbastanza equa. Questi impianti potrebbero essere realizzati nelle discariche esistenti”. Crocetta sottolinea: “Non abbiamo messo la parola termovalorizzazione nel piano, perché i meccanismi di valorizzazione dei rifiuti sono molteplici: dalla gassificazione all’idro-soluzione. Vogliamo applicare la tecnologia più pulita”.

Secondo il documento l’iter sarà questo: gli ambiti territoriali decidono il numero di impianti necessari per smaltire i rifiuti, la Regione fa un avviso pubblico di concessione e alla fine, in base a costi, emissioni e posizione, sarà scelta l’impresa.

Per quanto riguarda le discariche invece, la Regione ha stabilito che dal primo novembre di quest’anno non si potrà conferire nelle vasche più del 50 per cento della frazione secca non riciclata (carta, cartone e plastica) e partire dal primo gennaio 2017 questa percentuale scenderà a zero. Il decreto dovrebbe servire per prolungare la vita utile delle discariche esistenti. Per i rifiuti in esubero si sceglierà, verosimilmente, la strada della spedizione fuori regione che però ha già creato diversi problemi nei mesi scorsi, quando ci fu il no di Torino nell’accogliere nel proprio termovalorizzatore i rifiuti dell’isola. Crocetta ha inoltre annunciato che per migliorare le percentuali di raccolta differenziata la giunta, in accordo con alcuni comuni, sta cercando di avviare “un progetto per coinvolgere le parrocchie”. Il governatore dice che a Gela è già stato fatto, così come in una parrocchia di Caltanissetta, dove sono state raccolte otto tonnellate di rifiuti differenziati. “Stiamo lavorando anche con l’arcivescovo di Monreale e con le parrocchie dei comuni dove la situazione è più critica”.

Fonte: ecodallecitta.it

SERR 2016: “Beato chi lo sApp”; l’applicazione della Città Metropolitana di Torino per la buona raccolta differenziata

L’App aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, da come trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione fino a scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata.386116_1

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.

Da sabato 19 a domenica 27 novembre prossimi si svolgerà l’ottava edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr). la “settimana” è nata all’interno del programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’unione europea e che gli stati membri sono chiamati ad attuare; coinvolgendo il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini nel proporre azioni per prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale. Le iscrizioni all’edizione 2016 sono già aperte e fino a venerdì 4 novembre sarà possibile iscrivere le proprie azioni su uno o più dei seguenti temi:

– prevenzione e riduzione

– riuso e preparazione per il riutilizzo

– raccolta differenziata, selezione e riciclo

– Clean-Up Day

Il tema del 2016 sono gli imballaggi, tra riciclo ed eco-design. Ogni anno infatti la Serr propone un tema legato alla prevenzione dei rifiuti. Nel 2016 sarà la riduzione dell’impatto degli imballaggi, tramite la diminuzione, il riuso e il corretto riciclo degli stessi. L’edizione 2016 in Italia si svolge all’interno del programma LIFE+ della Commissione europea e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di Conai e dei sei consorzi di filiera: Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno.386116_2

La Città Metropolitana di Torino, sin dal 2009 quando era ancora Provincia, ha partecipato alla Settimana. Nel 2014, in occasione della Settimana e all’interno di una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti, ha realizzato un’APP in collaborazione con il Csi Piemonte che si chiama “BEATO CHI LO SAPP”, scaricabile sia per Android che per IOS, che aiuta a capire come fare una buona raccolta differenziata, dove trovare i luoghi di conferimento più vicini alla propria abitazione; come trovare distributori alla spina e negozi dove acquistare senza imballaggi o abbigliamento/oggetti di recupero; scoprire che fine fanno i rifiuti dopo la raccolta differenziata e ricordare i giorni di raccolta porta a porta

Per scaricare l’app clicca qui

Per iscriversi alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr) clicca qui

Fonte: ecodallecitta.it

Torino, sperimentato il nuovo calcolo universale del Ministero per la raccolta differenziata

L’Osservatorio Provinciale Rifiuti della Città Metropolitana di Torino ha provato a verificare cosa accadrà alle percentuali di raccolta differenziata nel territorio torinese in base al nuovo decreto del MATTM

di Agata Fortunato*rifiu

Contare i rifiuti è difficile: se ne accorgono ogni giorno tutti i soggetti istituzionali (Comuni, osservatori provinciali e regionali, ARPA, ISPRA, …) che producono, raccolgono ed elaborano i dati di produzione dei rifiuti, mensilmente e annualmente. Confrontare le elaborazioni è pressoché impossibile se non a livello regionale laddove  il metodo utilizzato è lo stesso. Da qualche settimana la lacuna di un metodo nazionale è stata colmata grazie al Decreto del MATTM del 26 giugno 2016. Toccherà adesso alle Regioni rendere operativo il Decreto, decidendo altresì se includere anche il compostaggio domestico, di prossimità e di comunità (ma solo dopo che i comuni avranno disciplinato queste pratiche in modo da garantirne la tracciabilità e il controllo). Insomma, per chi da tempo richiede che anche l’autocompostaggio venga calcolato nella RD l’inserimento non è immediato. Sono invece inclusi tutti i rifiuti urbani, raccolti in modo separato (valgono anche le raccolte multimateriale, senza specificazioni particolari), per essere avviati prioritariamente a recupero di materia e viene specificato anche un elenco dei singoli CER. Lascia perplessi l’assenza di ogni minimo accenno alla qualità delle singole raccolte o all’effettivo riciclo, benché si specifichi chiaramente il riferimento alla direttiva europea che vede la raccolta differenziata come mero strumento; in questo senso, come già oggi peraltro, nella raccolta differenziata verranno conteggiate anche le molte quantità di rifiuto che viene effettivamente raccolto in modo separato, ma a seguito di una o più fasi di selezione, avviato a smaltimento poiché inidoneo al riciclo: il caso eclatante è quello della plastica che sul nostro territorio solo per meno del 45% (dato 2014 – pagina 100 http://bit.ly/29uYL4u ) viene avviato a   recupero di materia; il resto sono imballaggi plastici che non trovano ancora una filiera attiva di riciclo (negli ultimi due anni qualcosa è cambiato, ma ancora non in maniera sostanziale), o vera e propria frazione estranea. I colleghi dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti hanno provato, seppur in maniera speditiva e con la necessità di affinare il calcolo, a verificare cosa accadrà alle percentuali di raccolta differenziata nel nostro territorio.

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Il risultato, per dirla con Bertazzoli, è che tutti i bacini sono diventati più “raccoglioni”. Tutti più contenti? Qualcuno sicuramente si; resta il fatto che pur calcolate in modo differente, le stesse identiche quantità di rifiuti sarebbero andate a smaltimento e non avviate a recupero di materia.

* Responsabile Pianificazione del ciclo integrato dei rifiuti Città Metropolitana di Torino

 

Fonte: ecodallecitta.it