“Fare società riducendo i rifiuti”, on line la mappa “salvacibo” del quartiere Vanchiglia di Torino

Nell’ambito del progetto “Fare società riducendo i rifiuti” Eco dalle Città ha svolto un’indagine tra negozianti, bar e ristoranti del quartiere Vanchiglia per documentare il loro impegno nell’evitare che il cibo diventi un rifiuto. Risultato: la creazione di una mappa consultabile on line con le attività che promuovono azioni per limitare gli sprechi382080

Nell’ambito del progetto “Fare società riducendo i rifiuti”, il progetto co-finanziato dalla Compagnia di San Paolo volto a informare e attivare iniziative sul tema della riduzione dei rifiuti, Eco dalle Città ha svolto un’indagine rivolta a negozianti, bar e ristoranti del quartiere Vanchiglia per documentare il loro impegno nel limitare lo spreco alimentare.
L’indagine prende dunque il via da alcune semplici domande che hanno i seguenti obiettivi: da una parte, determinare le azioni intraprese dai commercianti per ridurre gli sprechi, sapere se i negozianti prendono misure concrete per ridistribuire il cibo invenduto a fine giornata (aderendo per esempio a piattaforme web come LastMinuteSottoCasa eNextDoorHelp oppure collaborando con il gruppo Foodsharing di Torino); dall’altra individuare quanto sia diffuso presso i ristoratori l’utilizzo della “vaschetta salvacibo”.
Risultato dell’inchiesta sul borgo torinese è stata la creazione di una mappa consultabile on line che verrà arricchita e aggiornata nel corso dei mesi del progetto. Il suo fine è ben preciso: in primo luogo condividere le informazioni raccolte con gli abitanti di Vanchiglia e con la Social Street di via Santa Giulia e dintorni, in secondo luogo attivare e strutturare azioni di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari sul territorio.
Allo stato attuale, ad essere mappate sono state 21 attività segnalate con tre colori diversi sulla base dei comportamenti più o meno virtuosi in merito al tema della oggetto dell’indagine:
con il colore verde sono evidenziate tutte le attività che intraprendono azioni concrete per evitare che il cibo invenduto diventi un rifiuto;

con il colore blu sono segnalate le attività che, pur mostrando interesse alla tematica, intraprendono iniziative solo se stimolate dal cliente

Con il colore rosso, infine, le attività che non hanno, ad oggi, attuato azioni per limitare lo spreco di cibo.
La mappa mostra sul quartiere Vanchiglia una situazione di sostanziale sensibilità al tema.
Si passa, infatti, da coloro che si preoccupano, per esempio a fine giornata, di ridistribuire il cibo invenduto tra parenti e associazioni di volontariato, a chi fornisce regolarmente la “vaschetta salvacibo” ai clienti che non hanno terminato il piatto ordinato. Non mancano tuttavia, anche se fortunatamente rappresentano una minoranza, attività commerciali che, per motivazioni diverse, non rientrano nell’elenco delle attività sostenibili sul tema dei rifiuti alimentari.
Per aggiornare e completare la mappatura del territorio, i residenti e commercianti del quartiere sono invitati a inviare una segnalazione indicando le azioni intraprese all’indirizzo mail contatti@ecodallecitta.itEco dalle Città verificherà e aggiornerà costantemente la mappa on line.

Clicca qui per visualizzare la mappa

 

fonte:  ecodallecitta.it

Parte con un brulé la Social Street di Via Santa Giulia e dintorni

Un incontro per conoscersi e interagire, per provare a individuare interessi comuni, per migliorare la qualità della vita e dell’intero quartiere381813

Sabato 31 gennaio, nei locali della Cooperativa sociale Johar, si è svolto il primo incontro della Social Street di Via Santa Giulia e dintorni. L’incontro lanciato su facebook ha visto coinvolti, attorno ad un brulé, una ventina di abitanti di Vanchiglia che incuriositi dall’iniziativa, si sono confrontati sul tema della Social Street, su cosa è e sulle aspettative che ognuno di loro ha nei confronti della stessa. All’incontro hanno partecipato studenti, lavoratori, alcuni componenti del Comitato di Quartiere Vanchiglia e i redattori di Eco abitanti in Vanchiglia, che hanno raccontato il loro modo di vivere il quartiere, parlando delle problematicità e affrontando i temi della socialità e della vivibilità del quartiere soffermandosi sullo spreco di cibo, sul riuso e le attività per bambini e famiglie. L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di far conoscere e interagire i partecipanti fra loro, per provare a individuare un interesse comune sul quale lavorare e portare avanti progetti di comune utilità per migliorare la qualità della vita e del quartiere. Tra le tante idee e problematiche emerse durante l’incontro, una davvero curiosa è quella, al momento sospesa, intrapresa da alcuni ragazzi sul tema dello speco del cibo, che ponendosi come obiettivo quello di recuperare i cibi che negozianti e ambulanti gettano tra i rifiuti, hanno pensato di recuperarli attraverso il contatto diretto con i commercianti e redistribuirli all’interno dei condomini abitati dagli stessi ragazzi. Una iniziativa che rappresenta appieno i fini della Social Street.

Fonte: ecodallecitta.it