Ecopsicologia: natura e psiche si incontrano

Un approccio transdisciplinare che spalanca immensi orizzonti e offre nuove linee guida per costruire il nostro futuro personale e di specie. Ne abbiamo parlato con Marcella Danon, direttrice della scuola italiana di Ecopsicologia, una disciplina che intende far incontrare psiche e natura, portando le persone a recuperare un contatto diretto con il pianeta.

Cos’hanno in comune ecologia e psicologia? In che modo la psiche umana è in contatto con la Terra che ci ospita? Ne abbiamo parlato con Marcella Danon, direttrice della scuola italiana di Ecopsicologia e ideatrice del corso via e-mail “Da Ego a Eco. Introduzione all’Ecopsicologia”.

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Che cos’è l’Ecopsicologia?

L’Ecopsicologia è un approccio transdisciplinare che nasce dall’incontro tra due giovani scienze: ecologia e psicologia. È una visione unitaria di natura e psiche che recupera conoscenze antiche e sostiene visioni moderne per una ridefinizione del nostro “essere umani” sul Pianeta Terra. Riconosce le sinergie e interdipendenze tra tutti gli elementi dell’ecosistema terrestre, noi inclusi, e affronta questioni legate al benessere individuale, sociale e ambientale come parti di una unica rete della vita.

Qual è il suo obiettivo?

Recuperando sensibilità e contatto autentico con la natura, sia interna sia esterna, ricominciamo a sentici parte attiva e responsabile di una comunità di esseri che condivide uno spazio unico su cui vivere, in cui l’unione fa la forza, la diversità è una ricchezza, l’ascolto una pratica di arricchimento reciproco, la bellezza una bussola e la gioia una possibilità concreta, per festeggiare il fatto stesso di essere vivi su questo “glorioso, lussureggiante pianeta verde e azzurro”. Per raggiungere questo obiettivo, promuove pratiche di crescita personale, allenamento alle relazioni ecologiche e ampliamento della coscienza verso nuovi orizzonti.

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Questo approccio è conosciuto e affermato nel nostro Paese?

In Italia l’Ecopsicologia arriva alla fine degli anni ’90, pochi anni dopo il suo lancio con il libro di Theodore Roszak The Voice of the Earth, di cui ha fatto cassa di risonanza mondiale il libro di Fritjof Capra La rete della vita. È qui che ho incontrato per la prima volta questa… parola magica che mi ha subito galvanizzata e mi ha portata ad approfondire il tema sia con letture, sia con seminari di specializzazione in California – con Fritjof Capra stesso, con Zenobia Barlow, direttrice del Center for Ecoliteracy di Berkeley e con la mitica Joanna Macy – in Olanda, con una allieva di Joanna, e nell’isola di Maui, con l’ecopsicologo Jorge Conesa Sevilla. Ho fondato Ecopsiché, la prima Scuola di Ecopsicologia italiana, nel 2004, a Osnago, in Brianza. Dopo i primi seminari estivi in Umbria era nata una richiesta a gran voce di saperne di più. Un anno dopo c’è stato il grande incontro con l’associazione internazionale, prima European, poi International Ecopsychology Society (IES). In questo ambito si è consolidata la qualifica professionale di “ecotuner” – letteralmente ecosintonizzatore – ovverossia facilitatore del processo di riconnessione tra natura dentro e natura fuori, che opera prevalentemente outdoor. La formazione in Ecopsicologia applicata è rivolta a tutti, non solo a psicologi, e ha oggi tre filoni – Ecotuning, EcoCounseling e Green Coaching – e tre sedi in Italia: Brianza, Sardegna e Sicilia.

Quali sono le sue applicazioni?

L’ Ecopsicologia opera in diversi ambiti: crescita personale, nel counseling, coaching, gruppi di crescita e di ecoterapia; relazioni ecologiche, anche in ambito aziendale; relazione con gli animali, educazione ambientale, creazione di eventi comunitari e green mindfulness, pratiche meditative in natura. La crescita personale è il filo conduttore in tutti gli ambiti di applicazione. Il prossimo salto evolutivo dell’umanità, a livello individuale e di specie, viene visto dall’Ecopsicologia proprio nel passaggio “da ego a eco”: l’autorealizzazione personale diventa la tappa ineludibile attraverso la quale dobbiamo passare per risvegliarci alla nostra più ampia natura, dove non siamo né padroni, né parassiti di questo bel Pianeta, ma cittadini della Terra.girl-walking-in-wheat-field-hd-nature-wallpaper

In cosa consiste questo corso?

Questo è un corso introduttivo, nato proprio per permettere a chi vuole avvicinarsi all’Ecopsicologia senza ancora voler spostarsi fino a una delle sedi della Scuola. Permette di scoprire la ricchezza di contributi che costruiscono il suo corpus filosofico: ecologia profonda, psicologia umanistica, antropologia, Teoria di Gaia, etica ambientale, biofilia nell’educazione, risveglio del femminile, rivalutazione della cosmologia sciamanica, dimensione transpersonale… per cominciare.  Allo stesso tempo il corso offre esercitazioni pratiche da fare in prima persona da eventualmente poter riproporre negli ambiti professionali in cui si lavora. È una introduzione sia teorica sia pratica.

È un corso via mail. Puoi spiegarci meglio in che modo si svolgerà?

Il percorso consiste in 12 lezioni: 12 dispense di una decina di pagine, su diversi temi – qui il programma completo  – con suggerimenti bibliografici ed esercitazioni pratiche. Le lezioni arrivano via mail con frequenza settimanale (può anche essere personalizzata) e c’è un forum privato sul quale poter scrivere le proprie considerazioni dopo aver svolto gli esercizi. Il forum è sul centro studi on line di Ecopsiché – Networking Planet – monitorato da una tutor formata in Ecopsicologia Applicata. Il Corso è stato anche tradotto in Spagnolo, è parte del percorso formativo nella Scuola di Ecopsicologia spagnola gemellata. È un ottimo modo per intraprendere la via della riconnessione con la “propria” natura più profonda… per cominciare!

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/06/ecopsicologia-natura-psiche-si-incontrano/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Marcella Danon: alle radici dell’eco-psicologia – Meme #2

Prosegue il viaggio alla ricerca dei “meme” che muovono il cambiamento. Questa volta incontriamo Marcella Danon, direttrice della scuola italiana di eco-psicologia, una disciplina che intende far incontrare psiche e natura, portando le persone a recuperare un contatto diretto con il pianeta che le ospita. Un approccio che appare quanto mai necessario in questo momento storico. Incontro Marcella Danon – psicologa formatrice e direttrice della scuola di eco-psicologia Ecopsiché – in un assolato pomeriggio di ottobre. Erano anni che sentivo parlare di lei nel mondo dell’ecologia profonda e dei paradigmi alternativi, la mia curiosità è quindi molto forte quando ci incontriamo alla stazione del treno. Saliamo sulla sua auto e mentre ci dirigiamo verso il luogo della nostra intervista (ovviamente un bellissimo parco) comincia a parlare ed è subito un fluire di input ed energia. Parcheggiata l’auto e montata la telecamera, inizia l’intervista ufficiale. Cominciamo dall’inizio. Le chiedo quindi come descriverebbe l’ecopsicologia a qualcuno che non ne hai mai sentito parlare.

L’ecopsicologia – mi risponde sicura – è l’incontro tra due giovani scienze, ecologia e psicologia; la prima studia il mondo ‘esterno’ la seconda il mondo ‘interno’. Le due discipline, però, hanno molto da darsi reciprocamente. Non possiamo stare, infatti, veramente attenti a cosa accade nel mondo esterno se non partiamo dal coinvolgimento, dal senso di appartenenza che si risveglia dentro di noi. Ecco perché, ad un certo punto, studiosi di educazione ambientale ed ecologia si sono resi conto di avere bisogno di una formazione anche psicologica per capire come arrivare a coinvolgere ed attivare le persone visto che ‘catastrofismo’ e ‘senso di colpa’ non si sono rivelati efficaci.

Allo stesso modo, alcuni psicologi, educatori e counselor si sono accorti che praticando la propria professione immersi nella Natura si stava meglio. A fine anni ’80 a Berkley – USA – Theodore Roszak, storico della cultura, riconosciuto da tutti come padre dell’ecopsicologia, ha quindi raccolto tutte queste esperienze in un libro – ‘The voice of the earth‘ – uscito nel 1992 a cui ha fatto seguito una raccolta del Sierra Club – Ecopsicology – pubblicato nel 1993”.

L’ecopsicologia, quindi, mette sotto lo stesso cappello queste diverse prospettive: professionisti del mondo eco-sociale – attenti ad aspetti inerenti la psiche umana – e psicologi o psicoterapeuti sensibili all’ambiente, all’ecologia e alle sue connessioni e ripercussioni sull’individuo.

“Portando le persone a passeggiare immerse nella natura – continua Danon – con una preparazione, una centratura e un attenzione al proprio ‘sé’, ecco che si crea un silenzio interiore in cui è più facile cogliere l’intuizione e la saggezza che è dentro ognuno di noi, una voce che normalmente sussurra, ma non viene avvertita perché sommersa dai ‘rumori’ della quotidianità.  D’altra parte, quando una persona inizia un percorso di crescita personale che va al di là della visione superficiale del ‘chi dovrei essere’, e scopre qualcosa di più ampio, arriva ad un livello molto più profondo che lo mette in contatto con la Terra, con il cosiddetto ‘inconscio ecologico’, che prevede che essendo noi parte integrante di questo Pianeta, siamo mossi da meccanismi emotivi e mentali simili a quelli degli altri esseri umani e animali. Ci sono similitudini persino con i meccanismi che regolano in mondo vegetale e minerale”.img_4715

In effetti, mi invita a riflettere Marcella, la Natura è sempre stata la sede primaria dei templi e degli altri luoghi sacri – immersi nel cuore delle foreste – . La nostra stessa esistenza era chiaramente interconnessa a quella degli altri esseri viventi. Ancora nella canzone ‘Il dono del cervo’ di Branduardi, è viva l’idea che quando un cacciatore uccide un animale lo ringrazia per il dono/sacrificio compiuto dall’animale stesso. Oggi ci siamo ‘disconnessi’ dal tutto. “Dobbiamo tornare alla gratitudine, alle tradizioni dei nativi americani. Il vicolo cieco evolutivo rappresentato dal capitalismo è la perdita del concetto che siamo tutti fratelli. Questa disconnessione con il mondo esterno va di pari passo con la disconnessione con il mondo interno. È diffusa l’incapacità di capire chi siamo, cosa ci piace fare, che stile di vita è adatto a noi. Dobbiamo riportare l’attenzione al nostro ‘interno’.  

Come?

Io cerco di tradurre questi principi in azione portando le persone che si rivolgono a me in Natura. Cerco di risvegliare l’attenzione alle piccole cose, alla meraviglia e allo stupore; si riattiva così una attenzione alle emozioni, alle sensazioni, alle idee dentro di noi. È un occasione per attivare apprendimenti che parlano di noi.  

Fare un lavoro approfondito su chi siamo, inoltre, – continua Marcella Danon – ci mette nelle condizioni di dialogare con alberi, nuvole, scarabei… non perché ci porti a dare fuori di matto, ma perché crea una relazione io-tu con un interlocutore diverso. Scopriamo così che ogni albero è un mondo, come ogni persona è diversa. Molte ricerche ormai dimostrano che essere in contatto con gli alberi per almeno venti minuti favorisce il processo di guarigione e recupero”.

L’apprendimento proposto dall’ecopsicologia, quindi, comporta un continuo ‘rimbalzo dentro-fuori’.

Questo metodo non è adottato solo da psicologi. “Proprio per risolvere questo equivoco – spiega Danon – è stato creato il termine ‘ecotuner‘: il ‘tuner’ – in inglese – è la rotellina per sintonizzare la radio. Chi fa una formazione in ecopsicologia applicata, se è psicologo può definirsi ecopsicologo, se è counselor può definirsi ecocounselor, se è coach greencoach. Questo ci sta permettendo di diffondere questo approccio sia nel mondo degli psicologi che in quello degli ecologi. Si instaura così un apprendimento reciproco e nascono collaborazioni e progetti favoriti da questa interdisciplinarità”.

L’ecopsicologia in ambito accademico non è ancora consolidata, ma secondo Marcella Danon nelle università troviamo la sua ‘sorella maggiore’: la psicologia ambientale. Questa avrebbe il compito di approfondire ricerche e dati che stanno rendendo sempre più evidente il parallelismo tra degrado ambientale e disagio personale. “I bambini che crescono entrando in contatto diretto con la Natura hanno meno problemi di obesità e meno disturbi dell’umore, solo per fare un esempio”.IMG_4689.jpg

L’ecotuning può quindi definirsi come uno strumento e un processo di facilitazione della relazione tra l’essere umano e la natura. Propone, tra le altre cose, attività che permettono di ‘fare amicizia’ con la Natura, di non averne paura. “Molte persone cresciute lontano dalla ‘Natura non coltivata’ – ci spiega Marcella Danon – trovandosi in un bosco vengono prese dall’ansia. Noi le aiutiamo a ritrovare la dimestichezza con l’ambiente selvatico”.

 

Questo approccio, inoltre, può anche essere considerato un antidoto all’eccessivo utilizzo della tecnologia.

 

“L’ecopsicologia però – ci tiene a puntualizzare – non è anti tecnologica, ma post industriale; abbiamo una grande fiducia in un corretto utilizzo della tecnologia. Noi la usiamo continuamente e non potrebbe essere altrimenti essendo la nostra associazione internazionale presente in quattro continenti. Invece, grazie al web possiamo sentirci con costanza e parte della nostra stessa formazione avviene on line”.  

L’ecopsicologia si è diffusa, tra gli altri, negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Canada. “L’Italia però, – aggiunge Danon con orgoglio – è stata a prima realtà extra-USA ad ufficializzare una scuola, e non a caso primi tre convegni internazionali si sono svolti proprio in Italia”.

La scuola in questione è nata nel 2004 ed è stata frequentata finora da circa 350 persone. Al momento, oltre che in Lombardia – dove vive e lavora Marcella – l’ecopsicologia italiana è fisicamente presente in Sardegna e Sicilia, ma è entrata in molte realtà aziendali e non diffuse in tutto il territorio nazionale.

Il nostro sogno è che questo approccio si diffonda sempre di più portando tante persone ad utilizzare queste competenze sia nel privato che nelle proprie relazioni personali e lavorative. Questa disciplina, infatti, vuole essere l’antidoto alla diffusa rassegnazione all’evitabile e vuole farlo spingendo le persone a prendere in mano la propria vita”.

 

Un auspicio quanto mai in linea con le realtà raccontate da Italia che Cambia.

 

Per saperne di più visita www.ecopsicologia.it

 

Intervista a cura di Daniel Tarozzi

Riprese: Roberto Vietti

Montaggio: Paolo Cignini

 

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/01/marcella-danon-radici-eco-psicologia/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni