Storie di bimbi favolosi che non la danno vinta ai problemi

È proprio il titolo di un libro: “Storie di bimbi favolosi che non la danno vinta ai problemi”. Ma un libro particolare. Gli autori sono ragazzi autistici che si dedicano con passione e impegno a realizzare libri per bambini. E c’è il modo di aiutarli!9938-10729

Ogni mattina c’è una redazione speciale che si incontra a Piacenza. Sono ragazzi di neanche trent’anni pieni di talento per la scrittura e per il disegno. Lavorano a libri per l’infanzia, pannelli per musei, articoli per il web e tanto altro ancora. E sono ragazzi doppiamente speciali. Da un lato perché sono autistici, dall’altro perché ogni giorno “scavalcano” con tenacia i loro limiti per trasformare la passione in lavoro. Riuniti nell’associazione “La Matita Parlante”, accolti presso la sede di Papero Editore, questi nove scrittori e artisti hanno già pubblicato due libri con la CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, che possono essere così letti da chi ha difficoltà cognitive, dai bambini in età prescolare e dagli stranieri che si affacciano alla nostra lingua.

Ora però hanno di fronte la sfida più grande: un libro che racconta le vicende di chi superando i propri problemi è diventato un esempio per tutti…

«L’idea è venuta sfogliando Storie della buonanotte per bambine ribelli, il libro di Elena Favilli e Francesca Cavallo che racconta come piccole fiabe illustrate le vite di donne che nonostante le difficoltà di un mondo ancora oggi così maschilista sono riuscite a trasformare i loro sogni in realtà – spiegano i promotori dell’iniziativa – Donne che di fronte ai problemi hanno voluto a tutti i costi superarli, così come fanno ogni giorno i ragazzi della “Matita Parlante”. E come hanno fatto, alla grande, tante persone che oggi ammiriamo: uno scienziato come Stephen Hawking, un musicista come Ezio Bosso, un compositore come Beethoven, un velista come Ambrogio Fogar, una pittrice come Frida Kalho, un pilota come Alex Zanardi».

Così la redazione si è messa al lavoro. Per scoprire le vite e i pensieri di questi personaggi, per cercare il modo migliore per raccontare “la loro favola” e per ritrarli.

«Ognuna di queste storie è una storia di coraggio e merita di essere raccontata» dicono.

Ancora una volta a fianco della “Matita Parlante”, per stampare e diffondere il libro, ci sarà il Papero, nato a Piacenza nel settembre del 2015. Insieme hanno già pubblicato nel 2017 La scimmia abbracciona e nel 2018 Animali in cerca di amici , storie scritte, illustrate e tradotte in simboli CAA dai ragazzi dell’associazione. Ai ragazzi della “Matita Parlante” e a Papero Editore si sono affiancati i soci della cooperativa Officine Gutenberg, altra casa editrice che fa del coinvolgimento di tutti il suo punto di forza. Officine Gutenberg ha “prestato” alcuni autori di casa, già firme dei volumi collettivi della collana “Pescegatti”, perché collaborassero a mettere a punto le stesure definitive con i redattori della “Matita Parlante”.

Ciascuno di noi può supportare questo progetto partecipando alla raccolta fondi e acquistando una copia del libro QUI

 

Fonte: ilcambiamento.it

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Michele Dotti: “sbagliando non si impara, è grazie ai successi che cambia il mondo”

Sbagliando si impara? Non la pensa così lo scrittore, educatore e attivista Michele Dotti, secondo cui non dagli sbagli ma dai successi, nostri e altrui, possiamo promuovere dei veri cambiamenti positivi.

Michele Dotti da molti anni svolge un’intensa attività educativa nelle scuole attraverso laboratori sull’educazione alla mondialità, all’intercultura, ai diritti umani, alla pace. Ha una lunga esperienza di volontariato internazionale, in vari stati dell’Africa occidentale, ha promosso campagne di sensibilizzazione sul commercio equo e solidale e da anni organizza esperienze di turismo responsabile in Burkina Faso. Parallelamente Michele Dotti ha sempre cercato di portare avanti un approfondimento culturale in Italia, lavorando in particolare sugli stereotipi e sui pregiudizi e proponendo una visione propositiva rispetto ai problemi.dotti2

Michele Dotti intervistato da Daniel Tarozzi in occasione della Festa Nazionale de Il Fatto Quotidiano e dei Comuni Virtuosi che si è tenuta l’8 giugno scorso a Reggio Emilia

 

Le sue riflessioni sull’importanza delle esperienze positive per progredire sono contenute nel libretto tascabile “Sbagliando non s’impara, è grazie ai successi che cambia il mondo e cambiamo anche noi”. In questo breve saggio l’autore ribalta alcune delle massime più consolidate nella nostra cultura, prima fra tutte quella secondo la quale è attraverso gli sbagli che ci si forma e si cresce. Quello che è interessante, secondo Michele, è fare riferimento a chi ha raggiunto dei risultati per capire come ha fatto a raggiungerli. “Il nostro apprendimento funziona meglio se parte dai successi. Io non racconto un auspicio per il futuro, ma una constatazione di ciò che da sempre accade. Fin dall’antichità noi facciamo tesoro dei successi altrui per imparare a replicarli. Credo che sia questo ciò che ci può aiutare ad accelerare il cambiamento”.

 

Secondo Michele Dotti è opportuno distinguere due termini che noi abitualmente usiamo come sinonimi: ‘sbaglio’ ed ‘errore’. “’Sbagliare’ significa distrarsi, mentre ‘errore’ deriva dal vagare, vagabondare senza una meta. Questa sì che può essere una cosa estremamente fruttifera. Secondo me quindi dallo sbaglio non si impara, ma dagli errori possiamo invece imparare molto”.

 

“L’Italia che cambia è quel pezzo d’Italia che ha deciso di riprendere in mano il proprio destino, che non aspetta che sia qualcun altro a promuovere un cambiamento ma si riappropria del proprio destino attraverso le scelte quotidiane. Unendo le forze e vincendo quello che secondo me è il principale limite della nostra società civile, cioè la frammentazione, mettendo in rete tutte queste realtà straordinarie, quella ‘moltitudine inarrestabile’, allora davvero le cose cambiano più in fretta”.

sbagliando

“Comprendo che di fronte alla grandezza e complessità di certe sfide del nostro tempo e ad una realtà che spesso pare immodificabile, alla lunga ci si possa fare prendere dallo sconforto ed arrivare a tirare i remi in barca – ammette Michele – tuttavia continuo a pensare che l’impegno e la condivisione delle migliori idee siano le uniche vie per migliorare le cose perché, sicuramente, per usare le parole di don Tonino Bello: ‘Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità’. E sono convinto che possa anche essere molto più divertente!”.

 

Il blog di Michele Dotti 

 

Fonte: italiachecambia.org