Clima: nell’era della CO2 senza ritorno

img_0842È l’inizio di una nuova era climatica e c’è chi dice che è l’inizio, atteso, della fine. Per la prima volta a livello globale, nel 2015 la concentrazione media di anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto le 400 parti per milione e nel 2016 ha registrato nuovi record. L’Organizzazione meteorologica mondiale: «I livelli non scenderanno per molte generazioni a venire».
Si I livelli di CO2 avevano già raggiunto in precedenza la soglia delle 400 parti per milione (ppm), ma solo per alcuni mesi dell’anno e in certi luoghi; mai prima d’ora su una base media globale per l’intero anno, spiega l’Omm in un comunicato che segna realmente uno spartiacque nella necessità di prendere piena coscienza di quanto sta accadendo.
Stando alle previsioni della stazione di sorveglianza dei gas ad effetto serra, le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l’intero 2016 e non scenderanno sotto tale livello per molte generazioni.img_0843

La crescita sostenuta di CO2 è stata alimentata dall’evento El Nino, sottolinea l’Omm. Ma mentre “l’evento di El Nino è scomparso, i cambiamenti climatici restano”, ha affermato il segretario generale dell’Omm Petteri Taalas. Il 2015 – ha aggiunto – resterà nella storia nella misura in cui le concentrazioni record di gas a effetto serra “annunciano una nuova realtà climatica”.

Taalas si è felicitato del recente accordo raggiunto a Kigali per modificare il Protocollo di Montreal ed eliminare gradualmente gli idrofluorocarburi, potenti gas serra, “ma il vero elefante nella stanza è l’anidride carbonica, che rimane nell’atmosfera per migliaia di anni e negli oceani ancora più a lungo. Se non si affrontano le emission di CO2, non saremo in grado di affrontare i cambiamenti climatici e di mantenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 grandi centigradi rispetto al livello dell’era pre-industriale”, ha aggiunto, esortando a un’accelerazione dell’applicazione dell’Accordo di Parigi sul clima del dicembre 2015.
Ma c’è dell’altro.
I livelli attuali di concentrazione di CO2 in atmosfera condannano il Pianeta a infrangere la soglia del +1,5°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali sbandierata nell’accordo di Parigi. Lo afferma una nuova ricerca condotta dal Centre for Ecology & Hydrology inglese insieme all’università di Exeter, e appena pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
È più che evidente che la svolta deve essere radicale e pressoché immediata, sempre che non ci si voglia abbandonare all’ineluttabilità… come chi dice, per disincentivare ogni cambiamento, che “tanto non c’è più niente da fare”. Non cadiamo nella trappola!
Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/clima_co2

CO2 a 395 ppm per colpa delle emissioni di petrolio gas e carbone

La CO2 emessa in atmosfera rappresenta l’effetto ultimo di tutte le attività economiche dell’umanità. Mai si era vista prima una così netta impronta dell’azione umana sul pianeta. Teniamo a mente questo grafico per capire qual è la cosa giusta da fare.CO2-ultimi-mille-anni-586x497

Come scrive Roberto Saviano in Gomorra, le discariche sono l’emblema del ciclo economico. La più grande discarica utilizzata dall’umanità è l’atmosfera, dove da oltre 250 anni si riversa la CO2, ultimo rifiuto prodotto da tutte le attività umane. E’ una discarica invisibile, ma è una discarica abusiva, perchè ogni anno buttiamo in atmosfera molto più biossido di carbonio di quanto l’ambiente ne possa assorbire. La CO2 non si nota, ma alla fine farà più danni globali di tutte le discariche terrestri. Ora siamo quasi a quota 395 ppm (1). Il grafico in alto riporta la concentrazione di CO2 misurata a partire dal 1959 raffrontata con le misurazioni storiche effettuate sulle bollicine d’aria intrappolate a profondità crescenti nel ghiaccio antartico (2). Per tutta la storia dell’umanità (3) la concentrazione è rimasta intorno ai 280 ppm, poi ha subito una incredibile accelerazione con la combustione del carbone nell’800 e una ancora più rapida a con l’aggiunta di petrolio e gas nel ‘900. Mai si era vista prima una così netta impronta dell’azione umana sul pianeta. Per la prima volta possiamo dire che c’è qualcosa di nuovo sotto il sole. Nessuna innovazione geniale, nessuna tecnologia smart ci potrà mettere al riparo dalla crescita della CO2 e dai suoi effetti negativi sull’ambiente: per mitigare i danni (perché è di questo che si parla) possiamo fare solo tre cose:

  1. usare fonti energetiche rinnovabili;
  2. ridurre i nostri consumi smodati
  3. smettere di tagliare alberi e piantarli ovunque sia possibile.

Sul primo punto a livello globale ci stiamo muovendo abbastanza bene, anche se a mio parere non abbastanza in fretta. Sugli altri due la questione è molto, molto più difficile. Forse dovremmo guardarci il grafico della CO2 ogni mattina per ricordarci di non sprecare e di rimandare lo shopping.

(1) ppm significa parti per milione in termini atomici oppure di volume (il che è la stessa cosa per via del principio di Avogadro). 1 pmm di CO2 sembra una quantità infinitesima, ma in realtà si tratta di 1 cm³ rispetto ad 1 m³ d’aria. Essere a quota 395 ppm significa che ogni m³ d’aria contiene due bei bicchieri di CO2. Mi fa impressione pensare che quando ho iniziato a scrivere di ambiente nei blog la CO2 era a 380 ppm ed è cresciuta di 15 ppm in meno di 7 anni.

(2) Fonti: Friedli, Etheridge, Monnin e NOAA

(3) Il grafico si ferma a 1000 anni fa, ma le misurazioni in Antartide sono potute risalire molto, molto più indietro, fino a circa 800 000 anni fa. Questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

Fonte. Ecoblog