“Il tuo Parco”, rigenerazione e partecipazione lungo il fiume Po a Torino

“Il tuo Parco” è un’associazione ambientalista presente da diversi anni nel quartiere Madonna del Pilone, nella Circoscrizione 7 della città di Torino. Attiva da tempo per la salvaguardia e la tutela delle specificità territoriali del Po, è attualmente coinvolta in attività culturali, formative e ludico-ricreative per avvicinare i cittadini al proprio territorio, creando un luogo di incontro e scambio per tutti.

Incontriamo Piergiorgio Tenani, presidente de “Il tuo Parco”, in una giornata di sole lungo il parco fluviale del Po, alla scoperta dell’Associazione, della sua storia e della sua evoluzione. La sede nella quale ci ospita è situata sulla sponda del Po, lungo una passeggiata alberata adiacente al fiume, dalla quale è possibile ammirare il risultato del lungo lavoro che l’Associazione ha realizzato fino ad ora nell’ambito della tutela e salvaguardia del contesto territoriale e fluviale.

“Il tuo Parco” nasce nel 1988, dalla visione comune di un gruppo di cittadini intenzionati a migliorare la qualità della vita sul territorio, attraverso l’opera di riqualificazione dell’asta fluviale, all’epoca in condizioni critiche.
L’obiettivo iniziale del progetto era insito nel nome stesso dell’Associazione e rispecchiava la volontà di realizzare un parco lungo le sponde del fiume che fosse fruibile dai cittadini, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e garantendo la salvaguardia dell’avifauna e dell’ecosistema presente. La denominazione “Il tuo Parco” è infatti pensata con una finalità di inclusione della comunità, che possa condividere obiettivi, progettualità e spazi, col presupposto che “se parli del tuo parco, parli anche del mio”.

L’Associazione si è da sempre posta l’obiettivo di collaborare coi cittadini ed altri attori presenti sul territorio per accrescere interazioni e sinergie. Un esempio è il “coordinamento delle associazioni torinesi della Confluenza Po-Stura”, realizzato insieme alla Regione Piemonte e al Comune di Torino per la valorizzazione del territorio e la salvaguardia degli aspetti naturalistici. Ad oggi sono attive diverse progettualità nell’ambito territoriale del Torinese, del Chierese e del Canavese, tra cui iniziative didattiche di educazione alla sostenibilità che intendono fornire una chiave per leggere e vivere l’ambiente e relazionarsi con un territorio in cui interagiscono fattori culturali, sociali e naturali, aspetti fisici e psicologici. Obiettivo dell’attività è quello di stimolare un atteggiamento attivo e partecipe nelle scelte in materia di tutela ambientale. L’iniziativa della durata di cinque anni ha coinvolto le scuole di tutti gli ordini di scolarità.il-tuo-parco-rigenerazione-partecipazione-lungo-il-po-torino-1532075403

La sede dell’associazione rappresenta tuttora lo spazio messo a disposizione dei cittadini per lo svolgimento di attività di vario tipo, quali laboratori di yoga, teatro, attività didattiche ed artistiche, laboratori su tematiche sociali e di attualità, come testimonia la collaborazione con l’Associazione Conmoi, associazione transculturale i cui partecipanti provenienti da diverse nazioni, condividono differenti esperienze, vocazioni e saperi. Dall’eterogeneità delle attività proposte, emerge il tema della diversità, in base alla quale, a detta di Piergiorgio Tenani “il concetto principale è che in questo posto la diversità ha cittadinanza e tutti possono essere se stessi nel rispetto reciproco”.
La struttura nel complesso vuole essere uno spazio in cui realizzare attività coordinate che uniscono peculiarità ed interessi condivisi, visioni ed obiettivi comuni, inserendosi attivamente nel contesto territoriale ed influenzandolo positivamente. Finalità del progetto è quella di creare un luogo di incontro e scambio per gli abitanti del luogo, i cittadini ed i turisti, promuovere attività naturalistiche, ludiche, sportive, pratiche di riuso ed economia solidale e favorire nuove forme di turismo. Come ci racconta Piergiorgio, il sogno condiviso è che la struttura gestita dall’Associazione possa mettersi a servizio del territorio offrendo possibilità di incontro e collaborazione tra i cittadini, sia in forma aggregata che individuale, dove i rapporti collettivi facciano emergere nuove sinergie e dove chiunque possa diventare protagonista attivo. Il presupposto principale è che ognuno abbia la possibilità di assumersi le stesse responsabilità all’interno della struttura, attraverso una partecipazione che permetta di pensare, creare e proporre insieme le attività e gli interventi da realizzare.

“Il tuo parco” vuole inserirsi nel contesto urbano come una sorta di Casa del Quartiere, aperta a tutti e con una caratterizzazione che nasce dal basso, voluta e progettata proprio dai cittadini.  Le attività in programma pensate per il futuro, sono legate ad un ampio ventaglio di tematiche tra loro fortemente collegate. Tra queste emergono l’alimentazione e la salute, come è esempio la realizzazione di un “presidio bio” a sostegno dell’agricoltura biologica, che possa permettere ai cittadini di accedere ad un’agricoltura di qualità e ad un più diretto rapporto tra produttore e consumatore tramite la nascita di GAS-Gruppo di Acquisto Solidale.
Altro obiettivo è far emergere le specificità del territorio tramite un turismo slow e sostenibile, facilitato da una collaborazione con i tour operator della città, che accosti al turismo storico e monumentale, quello di carattere ambientale. La volontà è infatti quella di utilizzare la sede dell’associazione ed i luoghi ad essa adiacenti come punto di ritrovo e passaggio per i turisti grazie alla presenza di un noleggio bici, di una ciclofficina ed un punto ristoro.il-tuo-parco-rigenerazione-partecipazione-lungo-il-po-torino-1532075433

Non mancheranno inoltre spazi per lo svolgimento di attività formative e ricreative, come quelle relative all’ambito teatrale o musicale, di cui ne è testimonianza la presenza di strumenti attualmente già presenti in loco. Ad oggi l’Associazione è aperta ad ogni forma di collaborazione con associazioni che abbiano voglia di offrire le loro competenze, con le istituzioni che diano sostegno sul piano culturale ed economico, con i cittadini interessati a vivere attivamente il luogo e contribuire alla realizzazione degli spazi e delle attività, entrando a far parte di questa grande famiglia e creando un luogo di incontro e di scambio reciproco. Per chi fosse interessato a proporre nuove attività, a migliorare l’attuale struttura ed a partecipare alle iniziative dell’Associazione, basterà consultare il sito https://www.iltuoparco.it o contattare il Presidente dell’Associazione Piergiorgio Tenani al numero 3979756156.

Intervista: Daniel Tarozzi e Lorena di Maria
Realizzazione video: Paolo Cignini

Fonte: http://piemonte.checambia.org/storie/il-tuo-parco-rigenerazione-partecipazione-lungo-il-po-torino/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

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Raccogliere i rifiuti dei fiumi per salvare il mare: sul Po un progetto di sbarramento realizzato da Corepla

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La richiesta arriva da Marevivo che al tema ha dedicato l’incontro a Roma ”Il fiume salva il mare”. Durante l’appuntamento è stato presentato il progetto di sbarramento sul fiume Po che sarà realizzato da Castalia e Corepla, in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. I fiumi sono le grandi arterie del pianeta ma oggi si sono trasformati in ”nastri trasportatori” di rifiuti di ogni genere che, raccolti durante il loro corso, finiscono in mare. L’80% della plastica che inquina i nostri mari arriva infatti dall’entroterra. Per mitigare l’inquinamento, quindi, la prima azione concreta è quella di posizionare sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce di tutti i corsi d’acqua. Lo chiede l”associazione Marevivo che al tema ha dedicato un incontro a Roma ”Il fiume salva il mare” organizzato con Roma Capitale, in collaborazione con il Comitato Idrologico Internazionale – Ihp Unesco del ministero dell”Ambiente. Appuntamento che rientra nell’ambito delle iniziative per celebrare il Natale di Roma e l’Earth Day, la Giornata per la Terra che quest’anno a livello globale ha deciso di promuovere la campagna ”End Plastic Pollution” per sensibilizzare sui danni provocati dalla plastica.

“Come Roma Capitale stiamo portando avanti un intenso lavoro dell”assessorato alla Sostenibilità Ambientale con l’Ufficio Speciale Tevere per promuovere attività di riqualificazione delle aree golenali e il monitoraggio delle criticità”, dichiara Pinuccia Montanari, assessore alla Sostenibilità Ambientale Roma Capitale. “Il Tevere è un grande patrimonio che vogliamo difendere con tutti gli strumenti disponibili – continua l”assessore – tra cui il Contratto di fiume, che sarà un veicolo importante per individuare finanziamenti e programmare azioni strategiche”. Il messaggio, attraverso la Cerimonia dell”acqua con la madrina Licia Colò, è partito dal Tevere per essere diffuso nelle acque di tutto il mondo. Ad accogliere la richiesta di Marevivo anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha inviato una nota all’associazione: “La Regione Lazio ha inaugurato una nuova stagione di difesa del patrimonio ambientale con investimenti importanti a lungo termine, destinati anche al fiume Tevere che sarà uno dei luoghi su cui cittadini e istituzioni dovranno concentrare i loro sforzi e su cui potremo sperimentare il buon utilizzo delle risorse europee”, scrive il governatore. “Un’azione – continua Zingaretti – che abbiamo già avviato a cui ora sarà importante dare seguito attraverso la piena collaborazione di tutti gli attori coinvolti, a partire da Roma Capitale e dal patrimonio delle associazioni che si occupano della difesa dell”ambiente. Noi siamo pronti a dare una mano concreta a cittadini ed associazioni”.
Durante l’appuntamento di oggi è stato presentato il progetto di sbarramento sul fiume Po che sarà realizzato, in via sperimentale, da Castalia e Corepla, in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che partirà nel periodo estivo e avrà una durata di due mesi. Il sistema sarà posizionato nella zona di Ferrara, più precisamente nella zona di Pontelagoscuro, e ad occuparsi del riciclo della plastica sarà il consorzio Corepla. Nei corsi d’acqua ristretti è molto più facile raccogliere i residui solidi urbani ed è vantaggioso anche economicamente per impiego di risorse rispetto alla raccolta in mare che necessita di imbarcazioni e combustibili. Il sistema di sbarramento, non usando le classiche reti, ha un impatto minimo sulla flora e la fauna fluviale. Con la  sperimentazione sul fiume Po saranno anche raccolti dati, al momento non disponibili, sulla tipologia, il volume e il tasso di riciclabilità della plastica raccolta.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Vento, approvato protocollo d’intesa per la progettazione e la realizzazione della ciclovia lungo il Po

Protocollo d’intesa tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dei beni e delle attività culturali e le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto per la realizzazione della ciclovia Venezia-Torino. Dal Piemonte 1 milione di eurovento

Su proposta degli assessori ai Trasporti Francesco Balocco e del Turismo Antonella Parigi, la giunta Regionale ha approvato il Protocollo di intesa tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dei beni e delle attività culturali e le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto per la progettazione e la realizzazione della Ciclovia Venezia-Torino denominata “VENTO”. VENTO si sviluppa prevalentemente lungo gli argini del Po e consente di raggiungere città e luoghi d’arte da Venezia a Torino e diversi parchi naturalistici, attraversando territori caratterizzati per la produzione di prodotti tipici. Il protocollo definisce gli impegni del MIT circa la disponibilità delle risorse necessarie alla progettazione dell’infrastruttura e al finanziamento della stessa, nell’ambito dei 91 milioni stanziati nella legge di stabilità nel triennio 2016-2018 per le ciclovie prioritarie a livello nazionale ed individua nella Regione Lombardia il soggetto capofila del gruppo di lavoro che dovrà provvedere alla progettazione ed al reperimento di ulteriori fondi anche in sede Europea.

“Il Piemonte – ha ricordato l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco – è stata la prima regione ad aderire al progetto Vento, svolgendo un’azione di stimolo nei confronti degli altri soggetti. Con la firma del protocollo si darà il via alla fase di progettazione che porterà a realizzare una infrastruttura ciclabile di rilevanza europea in grado di attirare un turismo in continua crescita. Sul fronte intermodalità bici più treno, Regione Piemonte ha inserito a bilancio l’importo di 1.000.000 di euro (di cui 500.000 già assegnati) per  favorire forme di turismo e mobilità sostenibile.”

Con il coinvolgimento di FIAB (federazione italiana amici della bicicletta) e della Direzione Turismo, Cultura e Sport, lo stanziamento mira a individuare soluzioni per consentire il trasporto della bicicletta sui treni regionali e realizzare gli interventi in via sperimentale su alcune linee.

Tali azioni potranno consistere in :

  • interventi su materiale rotabile – aumento della dotazione del numero di portabici sulle carrozze dei treni in gestione di GTT (linea SFM1) e di Trenitalia per le restanti linee;
  • interventi infrastrutturali nelle stazioni – posteggi bici protetti in stazione, sistemazione di percorsi di distribuzione adeguati per il trasporto bici sul treno;
  • interventi sulle tariffe per gli utenti – agevolazioni tariffarie per chi trasporta biciclette al seguito sui treni.

Anche in ottica delle procedure per l’affidamento del servizio ferroviario regionale,  nei capitolati relativi al materiale rotabile,  saranno inserite specifiche disposizioni  relative alla previsione sistematica, per l’acquisto di nuovi materiali  ferroviari o di revamping, di vetture in grado di trasportare un numero  adeguato di bici.

Fonte: ecodallecitta.it

Torino, un flash mob contro il progetto della Diga Michelotti

La Diga Michelotti in uno dei tratti aulici dell’attraversamento del Po a Torino rischia di avere un impatto devastante sia in termini ambientali che in termini economici. L’Osservatorio sul Po scende in piazza, anzi, ai Murazzi, gli argini del tratto più aulico del Po torinese, quello che si trova fra la chiesa della Gran Madre e piazza Vittorio Veneto. È proprio in corrispondenza di questo tratto di fiume che qualcuno ha pensato bene di costruire una centrale idroelettrica che, come sottolineano gli organizzatori della manifestazione di sabato 28 marzo (ore 10.30) sarà devastante per l’ambiente e insostenibile dal punto di vista economico. Nello spirito di molti movimenti Nimby (di cui i No Tav sono il principale esempio italiano) gli oppositori della Diga Michelotti stanno sensibilizzando da mesi i torinesi circa l’impatto che questo progetto avrà su una delle zone più attraenti di una metropoli che millanta da anni una conversione post-industriale a vocazione turistica, ma la tradisce, molto spesso, con scelte contraddittorie e autolesionistiche.

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Diga Michelotti: le criticità

Il progetto sulla traversa Michelotti, approvata dal consiglio comunale nel 2012 prevede la realizzazione in project financing di una centrale idroelettrica, di una conca di navigazione e di uno scivolo per canoe. Si tratta di un progetto di estensione della navigabilità fluviale a motore del Po fino a Sassi (Torino Nord). Il fronte ambientalista creatosi negli ultimi mesi ha chiesto al comune di rinunciare al progetto e ha evidenziato quelle che sono le principali criticità, eccole nel dettaglio.

  1. L’estensione della navigabilità del Po verso Sassi è una soluzione devastante per l’ambiente. I lavori di sbancamento e adattamento dell’alveo fluviale comporterebbero la scomparsa dello specchio d’acquaattualmente visibile.
    2. Per far navigare i battelli (che hanno un pescaggio di un metro mentre a valle della Diga Michelotti l’acqua ha un’altezza di 50 cm) occorrerebbe realizzare un canale artificiale il cui costo sarebbe di 12 milioni di euro, cifra di cui il comune – le cui casse sono esangui – non dispone. La modifica provocherebbe l’erosione delle sponde del fiume, dovuta al rallentamento e all’abbassamento della corrente, con conseguenze irreparabili per l’avifauna e l’ittiofauna.
    3. A valle della diga il fondo è costituito da ghiaia. La costruzione della diga altererebbe l’habitat e la biodiversità impedendo la deposizione delle uova che nelle attuali condizioni trova un ecosistema ideale per la proliferazione.
    4. La Centrale Idroelettrica, quasi totalmente interrata, ha una potenza notevole (1,5 MW) e sarebbe tre volte più grande di quella della Pellerina, quindi andrebbe ad occupare una parte consistente del Parco Michelotti, importantissimo polmone verde della cittàe già stretto tra il Po e corso Casale.
  2. La navigabilità viene giustificata con le finalità turistiche, ma a Torino la navigazione è ormai limitata a un solo battello e soltanto due dei sei imbarchi vengono utilizzati, mentre gli altri sono abbandonati da anni. Nonostante le spese ingenti che la collettività ha dovuto affrontare per la loro realizzazione. Il comune fatica ogni anno persino ad effettuare la pulizia periodica del fiume dai tronchi e dai rifiuti. Insomma non ci sono soldi per l’attuale navigazione, figuriamoci per quella che il comune prospetta con l’allungamento fino a Sassi.Immagine2-620x211
  1. Una delle criticità principali è l’impatto economico, altrettanto devastante. L’Osservatorio sul Po ha calcolato che la pulizia delle bocche di presa che i lavori per la pulizia delle bocche di presa e scarico della centrale idroelettrica e per il dragaggio del canale, sulla città graverebbero con un costo pari a circa 880.000 € all’anno, per sempre. A fronte di questi costi il comune incasserebbe un canone di 30mila euro annui dal gestore della Centrale (per derivazione di acqua pubblica e concessione del diritto di superficie). E gli introiti dei biglietti per la navigazione? Attualmente il giro d’affari della navigazione fluviale a Torino è di 130mila euro l’anno, mentre per costruire il canale ci vorrebbero 12 milioni di euro, quasi cento volte tanto.
  2. Le tre opere (Conca di Navigazione – in cemento, 45×8 metri -, lo Scivolo da gara – largo 10 metri lungo 150 metri – e la Centrale Idroelettrica – visibile solo per una piccola parte ma di dimensioni molto grosse vista la potenza prodotta – 1.5 MW), data la collocazione della traversa, sarebbero costruite proprio sotto la Gran Madre, a 50 metri dal ponte napoleonico, in un contesto di altissimo pregio architettonico e di testimonianza storica, uno dei luoghi più belli di Torino.Immagine-620x202

Diga Michelotti: il flash mob di sabato 28 marzo 2015

Il flash mob S.O.S. Po Vivo inizierà alle 10.30 di sabato 28 marzo 2015 ai Murazzi sul Po di Torino, in corrispondenza della Diga Michelotti.

Fonte:  Osservatorio sul Po

Foto e progetti | Osservatorio sul Po a Torino

© Foto Getty Images

Centrale idroelettrica sul Po, l’osservatorio: “Opera inutile e costosa, usare i soldi per opere necessarie””

L’osservatorio sentito in Commissione al comune di Torino: “Pensiamo che ci sia l’urgenza di rendere efficiente e sostenibile il servizio attuale di navigazione prima di impegnare la Città negli anni a venire in un progetto di navigazione a valle della diga che anche in presenza della conca sarà comunque irrealizzabile per gli enormi problemi tecnici che comporta”

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Sarà firmato il prossimo 29 gennaio l’affidamento dei lavori all’Ati guidata da Camuna Spa per la realizzazione della centrale idroelettrica Michelotti e dell’opera accessoria“conca di navigazione”. Lo ha annunciato questa mattina mercoledì 21 gennaio) l’assessore Claudio Lubatti nel corso della seduta congiunta della II e VI commissione del Consiglio comunale riunite per ascoltare l’Osservatorio sul Po a Torino nell’ambito di Diritto di Tribuna.
L’assessore va quindi alla firma di un contratto, dopo un anno e mezzo dall’aggiudicazione della gara, in piena bufera su un’opera che solo oggi rivela le sue forti ripercussioni economiche per la città. L’assessore ha anche precisato che se in Consiglio passerà la mozione di Sel e di alcuni dissidenti del Pd che chiede lo stralcio della conca di navigazione (che sarà votata dopo la firma del contratto) chiederà la revoca dell’intera delibera sulla costruzione della centrale Michelotti facendo quindi capire che si aprirebbe così un problema politico nella maggioranza.
Nella nervosa seduta di oggi si è comunque capito che la delibera sul progetto di navigazione a valle della diga Michelotti non ha più l’unanimità con cui fu votata. Anzi, lo stesso Pd è spaccato dopo avere ascoltato gli impatti economici e tecnici del progetto. L’Osservatorio ha svolto una critica puntuale al progetto specificando soprattutto l’entità dei costi dell’operazione che non si limitano alla cifra di aggiudicazione del progetto ma che sommano inevitabilmente anche quelli per la manutenzione e quelli per la realizzazione della navigazione a valle della diga.
L’Osservatorio ha anche mostrato con fotografie lo stato di totale abbandono in cui versano gli approdi dell’attuale servizio di navigazione, servizio che è stato oggetto, la settimana scorsa, della visita dei consiglieri comunali che hanno così potuto conoscere i pesanti costi di gestione non bilanciati dai proventi dei biglietti. La navigazione, attualmente è limitata alla sola fermata del Valentino, non potendo proseguire oltre per gli alti costi di esercizio e per la scarsa manutenzione dei fondali. Gli approdi abbandonati (costati alla Città centinaia di migliaia di euro) sono oramai praticamente inagibili. L’Osservatorio ha espresso anche dubbi sulle procedure seguite per la Valutazione d’impatto ambientale seguite per concessione idroelettrica dove la conca di navigazione figura come “opera accessoria” (da approfondire ma non più da sottoporre a Via) e che è invece alla base di tutta l’operazione centrale Michelotti. Per questi motivi l’Osservatorio chiede che l’assessore Lubatti porti in Consiglio comunale un’analisi costi e benefici che comprenda i costi dell’opera e tutti i costi che saranno a carico della e che oggi non sono stati considerati. Inoltre, chiede al Consiglio comunale di stralciare il progetto di “conca di navigazione” dalla delibera di approvazione della Centrale Michelotti e di riaprire la Conferenza di servizi sull’intero progetto. Pensiamo che ci sia ancora tempo per riflettere su un’opera inutile e costosa e per indirizzare questi soldi (un milione 200 mila euro) per le opere sul Po che sono chieste dai cittadini e dalle Circoscrizioni. Pensiamo che ci sia l’urgenza di rendere efficiente e sostenibile il servizio attuale di navigazione prima di impegnare la Città negli anni a venire in un progetto di navigazione a valle della diga che anche in presenza della conca sarà comunque irrealizzabile per gli enormi problemi tecnici che comporta.
L’Osservatorio intende collaborare con la Città, con il sindaco Fassino, con l’assessore Lubatti e con il Consiglio comunale per tutti i progetti che servano a migliorare la fruizione del Po, bene comune di tutti i torinesi.
Nel frattempo continua la raccolta firme (siamo a oltre 1500) e presto sarà organizzata un’iniziativa pubblica di informazione e sensibilizzazione.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Progetto VENTO. Appunti (e foto) di viaggio dal Po in bicicletta

Piacenza (9/6), Cremona (10/6), Boretto (11/6), Suzzara (12/6) e Ferrara (13/6). Ecco le foto e gli appunti di viaggio del gruppo del Politecnico di Milano, in bici da una settimana da Torino a Venezia, per promuovere il progetto VENTO, il tracciato che potrebbe diventare la più lunga dorsale cicloturistica del sud Europa (679 km)379497

Tappa da Cremona a Boretto (RE)

Oggi VENTO sconfina in Emilia. E sconfinare è qualcosa che piace molto a VENTO, perchè il fiume non è un confine e le sue terre non sono terre di confine (come recitano sbiaditi poster nelle stazioni ferroviarie a Casalmaggiore). Il Fiume Po è un centro. Il centro della valle più agricola e vasta d’Europa. Una valle piena di storia, una storia che si è depositata in patrimoni e paesaggi proprio a ridosso del Po. Tutto questo VENTO lo raccoglie nel suo filo narrativo, cercando di riannodare ciò che negli anni si è separato o addirittura scomparso. Oggi ci siamo fermati a Casalmaggiore, invitati dal neo sindaco, un ragazzo di 34 anni che vuole la SlowTown e che ha capito insieme a tanti suoi cittadini che il benessere sta anche nella mobilità dolce, nei bei centri urbani dei piccoli comuni, in opportunità come VENTO.
I paesaggi agricoli attraversati sono di nuovo il segno tangibile della nostra attualità produttiva agricola. Le sommità arginali tra Cremona e Casalmaggiore sono quasi tutte in ordine e ciclabili, ma sono ancora troppe le auto, i camion, i furgoni che letteralmente sfrecciano veloci sull’argine sfiorando noi in bicicletta e disattendendo le indicazioni di divieto di transito. Sono tante anche le saracinesche abbassate che abbiamo trovato. Molte più dell’anno scorso. E questo ci convince che bisogna fare qualcosa, proporre alternative concrete. La dorsale cicloturistica è un’infrastruttura che potrebbe essere, ne siamo convinti, vitale per questi piccoli e medi comuni. Vitale per far rialzare molte delle saracinesche che abbiamo visto abbassate, lasciandoci dolore. Serata emiliana a Boretto per parlare di nuovo di Acqua, di fiume, di consorzi di bonifica, ovvero di qualcosa di importantissimo lungo il PO. Luoghi pieni di storia che dai più è dimenticata ma che chi l’ha vissuta vorrebbe raccontare a tanti con lo stesso entusiasmo che oggi ha mostrato a noi.

Tappa da Boretto a San Benedetto Po (MN)

Don Giorgio é il personaggio VENTO del giorno. Don Giorgio é il parroco di San Colombano, una antica chiesa a Riva di Suzzara spostata pezzo a pezzo un paio di secoli fa. Un altro gioiello custodito lungo il Po. Ma don Giorgio é il custode di mappe e antichi scritti attraverso i quali ha ricostruito gli antichi tracciati della via Giacobea e della via Teutonica già percorsi da San Colombano. Una testimonianza preziosa che ci conferma quanto il Po fosse una terra con meno confini di oggi e percorsa da strade da sponda a sponda. Un teatro di storie su storie oggi quasi perse. Don Giorgio ha subito simpatizzato con VENTO vedendo in questo progetto un nuovo filo conduttore. Da Riva di Suzzara un lungo tratto di 15 km di argine in ghiaia (faticoso e insidioso per bambini e meno esperti) ci ha portati fino a San Benedetto Po, sotto la guida di Annarosa Rizzo e di Angelo, della provincia di Mantova. Il tratto arginale é uno di quei tratti che fanno parte della progettazione di VENTO, laddove si suggerisce una pavimentazione adeguata in sostituzione della ghiaia polverosa. San Benedetto Po é una delle città del sistema matildico. La sua abbazia, del polirone, é tanto splendida quanto ancora troppo poco conosciuta purtroppo. Sarebbe una di quelle gemme della collana VENTO e rappresenterebbe bene l’immagine del patrimonio culturale lungo Po. A San Benedetto Po VENTO si é raccontato in piazza davanti a sindaci, cittadini e alla compagnia di Slow Food. L’ultima tappa ci ha portato all’Ostello dei Concari a Governolo, dove fino agli anni ’80 scorreva il Mincio. Oggi il paesaggio é surreale e bellissimo: laddove scorreva l’acqua un’elegante tappeto erboso fa da palcoscenico all’antica conca sostegno e alle belle case de lBorgo di Governolo. Infine serata a Mantova, città dalla bellezza irresistibile, già dotata ciclabili urbane ed extraurbane (quelle lungo i laghi…) che andrebbero ad innestarsi naturalmente su VENTO. Per chiudere in bellezza, VENTO é stato ospite del World Vespa Days 2014. Ma la chiusura più bella della giornata ci è suggerita da Paolo dell’associazione Scarponauti che, pensando all’idea progetto, ci ha detto: la vá cuma’l vent.

Tappa da San Benedetto Po (MN) a Ferrara

Partenza ore 7.00, direzione Ostiglia percorrendo una variante di VENTO in sponda sinistra. A Pieve di Coriano ci siamo imbarcati sulla Cicogna, una motonave che l’anno scorso faceva servizio a Cremona e ora lavora nel mantovano. La navigazione sul Po é una opportunità bellissima che dà la possibilità di avere un’altra percezione di paesaggio, quella dall’interno del fiume alle sponde. Ma la navigazione é oggi qualcosa di assolutamente sottodimensionato rispetto alle potenzialità ma soprattutto troppo rigidamente (e miopicamente) disegnato sui confini provinciali e regionali. Tutto questo deprime una dimensione turistica internazionale relegando ad una locale meno vantaggiosa per le economie.
Da dietro le fasce boscate svettano i campanili del sistema delle abbazie matildiche fino a Felonica, un comune graziosissimo aggrappato all’argine e con una storia recente ben raccolta e documentata nel museo della seconda guerra mondiale, visto che Felonica come tanti altri paesi lungo il Po è stato teatro di lunghi scontri che la memoria del grande fiume ancora trattiene. VENTO é anche questo, decine sono i musei lungo il Po ma pochi sono i visitatori e pressoché nulla é la conoscenza della loro esistenza al di fuori dei confini locali. Dopo Felonica VENTO ha fatto una piccola tappa in un posto splendido, frutto della buona volonta e del buon gusto di alcuni privati: stiamo parlando di corte Nigella con il suo museo delle erbe vive. Dopo un passaggio a Stellata di Bondeno con la sua splendida Rocca e la casa di Ludovico Ariosto, ma anche con una granatina al limone, quelle che non trovi più. VENTO rimane un progetto di paesaggio e di cultura ancor prima di una realizzazione infrastrutturale. Siamo ora a Ferrara, città della bicicletta. Ferrara é la prima città che nel 2012 ha ospitato il progetto ed é oggi in prima linea nell’aver colto le potenzialità dell’idea VENTO. L’accoglienza a Ferrara é grande. Comune, provincia, università sono stati straordinari. Gli sbandieratori con le loro acrobazie hanno salutato VENTO come solo Ferrara può e sa fare. Dopodiché dibattito al Torrione (che oggi ospita il jazz club) con un consenso unanime al progetto e il rinnovo della disponibilità politica (Maisto per il comune, Zappaterra per la provincia) e del mondo imprenditoriale locale (vicepresidente di Visit Ferrara). E sul finale non potevano mancare i cappellacci e una serata a Giardino delle Duchesse in compagnia di quanti già lavorano alla ciclabilità, di Foddis, un cantautore per la bici, e di Chiara Braga e Alessandro Bratti, due parlamentari che in commissione ambiente si sono dati da fare per riconoscere VENTO a Roma.ecodallecitta

Fonte: ecodallecittà.it

Tratto torinese del Po: buono lo stato chimico, sufficiente quello ecologico

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha diffuso i dati raccolti nel 2012 sul monitoraggio di fiumi e laghi piemontesi. Dal secondo ciclo triennale di monitoraggio emerge come il Po, nel tratto torinese, evidenzia un sufficiente Stato Ecologico, buono Stato Chimico e Standard di Qualità Ambientale, e una contaminazione da pesticidi presente ma bassa375606

L’Arpa ha pubblicato sul proprio sito la relazione per il 2012 sulla gestione delle reti di monitoraggio regionale delle acque superficiali relativo ai corsi d’acqua e ai laghi. L’anno scorso è stato avviato il secondo ciclo triennale di monitoraggio ai sensi del Decreto ministeriale 260 del 2010, che prevede che la definizione dello stato di qualità dell’acqua avvenga secondo uno schema piuttosto articolato, basato sulla classificazione dello Stato Ecologico (SE) e dello Stato Chimico (SC) del corso d’acqua. Il primo fa riferimento a elementi idromorfologici, inquinanti specifici, elementi di qualità biologica, elementi chimici generali, mentre lo Stato Chimico è stabilito sulla base di sostanze prioritarie. Per quel che riguarda il Po, nel tratto torinese, lo Stato Ecologico è valutato dall’Arpa come sufficiente, lo Stato Chimico è buono, così come l’SQA, Standard di Qualità Ambientale. È stata evidenziata la presenza di residui di pesticidi, ma l’EC, l’Entità della Contaminazione rilevata, è bassa. Per consultare la relazione tecnica dell’Arpa sul monitoraggio dei corsi d’acqua e dei laghi relativa all’anno 2012 cliccare sull’allegato

Relazioni fiumi e laghi 2012 [2,06 MB]

Fonte: eco dalle città

Torino–Venezia in canoa

Dove: Corso Moncalieri 18, Torino1730

Oltre 600 km, 14 giorni di navigazione sul grande fiume italiano per promuovere lo sport all’aria aperta, il turismo ecocompatibile e per un ‘check-up’ al Po visto dall’acqua. I protagonisti? Un gruppo di soci del Circolo Amici del Fiume di Torino.

Conferenza stampa presentazione

Go(ndo)letta Verde
Da Torino a Venezia. Maggio 2013

29 aprile 2013 – ore 11.30
Corso Moncalieri, 18 – Torino

Il “Grande Fiume” è sinonimo di attività sportiva e di avventura per chi ama gli sport all’aria aperta, la natura e il viaggio lento. Questi i capisaldi del progetto ‘Go(ndo)letta Verde” che in 14 giorni condurrà un gruppo di soci ed atleti del Circolo Amici del Fiume alla ri/scoperta del Po.
Per informazioni:

il Movimento Lento 
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Cell 328 2021780

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