Progetto VENTO: la ciclovia ottiene l’ok ufficiale del Comune di Torino

La Giunta Comunale ha infatti approvato, nella sua riunione odierna, lo schema del protocollo di intesa per la realizzazione della “Ciclovia VENTO, Venezia – Milano – Torino lungo il fiume Po” assumendosi l’impegno politico di sostenere l’iniziativa374725

Presentato agli amministratori e ai cittadini torinesi lo scorso settembre al Cecchi Point (Guarda il video) “Vento”, il progetto di una pista ciclabile lunga 679 km per andare in sella a una bicicletta da Torino a Venezia, lungo la Val Padana, riceve il sostegno ufficiale della Città di Torino. La Giunta Comunale ha infatti approvato, nella sua riunione odierna, lo schema del protocollo di intesa per la realizzazione della “Ciclovia VENTO, Venezia – Milano – Torino lungo il fiume Po” assumendosi l’impegno politico di sostenere l’iniziativa. “L’idea di collegare Torino con Venezia con un lungo nastro riservato alle biciclette è un sogno che può diventare realtà – commenta l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta -. La bicicletta – spiega – sta diventando uno strumento di trasporto sempre più diffuso e Torino, che in questo senso non parte da zero con i suoi 175 chilometri di percorsi ciclabili e il progetto della “Corona verde” – con il quale connettere attraverso un sistema di piste ciclabili, ciclostrade, greenways, strade rurali, aree attrezzate e percorsi pedonali le risorse naturalistiche dei parchi metropolitani e il sistema storico-culturale delle Residenze reali (Reggia di Venaria Reale, Villa della Regina, Castello di Moncalieri, Castello di Rivoli, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello del Valentino) – si sta attrezzando per diventare una città dei ciclisti. La scelta della nostra città come capolinea del progetto VenTo può essere una straordinaria opportunità, un volano economico importante per il turismo e la nostra green economy”. A lanciare l’ idea di “Vento”, lo scorso anno, era stato il dipartimento di infrastrutture e progettazione del Politecnico di Milano che, attraverso un pool di propri ricercatori, ha monitorato l’esistente (tratti di ciclabile, argini sterrati ecc.) e percorso tutti i quasi 700 chilometri lungo il Po ricavandone un tracciato, i progetti delle opere da realizzare e definendo costi e ricadute. Secondo gli ideatori del progetto con un costo di 80 milioni di euro per realizzarlo, “Vento” creerebbe un indotto di oltre 100 milioni di euro l’anno. Un’opera ciclabile paragonabile alle piste europee più famose: la via del Danubio, da Passau a Vienna o quella dell’Elba in Germania: piste ciclabili sicure, attrezzatissime, costantemente curate e abbellite, adatte alle famiglie come agli appassionati.

Fonte: eco dalle città

Torino: la segnaletica del Bici Plan testata sulla ciclabile Pellerina-Vallette

Approvata dalla Giunta comunale la realizzazione di 300 metri di pista ciclabile a Borgata Frassati che permettono di completare il collegamento tra il Parco della Pellerina e il Parco delle Vallette. Il costo dei lavori è di 59 mila euro

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La pista ciclabile della Borgata Frassati (via Pietro Cossa-corso Regina Margherita) sarà ulteriormente ampliata e vi sarà sperimentata la nuova segnaletica prevista dal Bici Plan della Città in corso di approvazione. La variante al progetto originale, approvata oggi dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, permette di completare il collegamento ciclabile tra il Parco della Pellerina e il Parco delle Vallette con ulteriori 300 metri di pista, mettendo in sicurezza tutto il tracciato. La pista bidirezionale, larga 2,5 metri, permette inoltre di completare il collegamento Venaria-Stupinigi attraverso il Parco Ruffini. La sperimentazione della nuova segnaletica permetterà di valutarne l’efficacia e di fornire suggerimenti, attuando le linee guida del Bici Plan in vista della sua applicazione su tutto il sistema ciclabile urbano. Il costo per l’amministrazione dei nuovi lavori è di 59 mila euro.

Fonte: eco dalle città

Milano: i 180 olmi di via Mc Mahon sradicati a ottobre: per il Comune non ci sono alternative

Nessuna delle proposte fatte dai residenti della zona è stata accolta dal Comune di Milano: i 180 olmi che da quasi ottant’anni incorniciano via Mac Mahon saranno sradicati ad ottobre perché non intralcino il tram 12. Infuriati i cittadini: “Possibile che un tram venga prima di tutto?”

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di una cittadina che protesta per la decisione del Comune di procedere con lo sradicamento dei 180 olmi di via Mac Mahon, che intralciano il percorso del tram 12 a Milano. In occasione della riunione avvenuta il 15 aprile in C.d.Z.8, presenti l’assessore Maran, la paesaggista Laura Gatti e il responsabile ATM, è stato pubblicamente, dai sopraddetti, dichiarato che la decisione presa è l’abbattimento delle 180 alberature. Le seguenti alternative proposte dai residenti al fine della preservazione delle alberature e cioè: un intervento di riduzione o eliminazione oculate sulle radici superficiali (come si è sempre fatto e ancora si fa dappertutto); l’utilizzo della tecnica CUPOLEX (un’azienda manda tutto il materiale per la sistemazione delle radici, anche nel senso della prevenzione perché non risalirebbero più in superficie); il sollevamento della linea tramviaria e, infine, la sostituzione del 12 con autobus ecologici e la trasformazione del percorso tramviario in una pista ciclabile sono state tutte rifiutate (questione di qualche euro in più…ma non sono soldi dei cittadini?). L’unica soluzione, a sentire il Comune, è l’abbattimento, con la solita promessa di nuove ripiantumazioni, a centinaia naturalmente. Gli Olmi si avviano alla “secolarità” (hanno quasi 80 anni) e costituiscono un paesaggio storico e una risorsa a beneficio di tutti i milanesi. Ma tale beneficio non viene messo in conto dalla nostra giunta, propensa probabilmente a non risparmiare senza troppi ripensamenti o scrupoli in altre occasioni dalle finalità materialistiche , oppurtunisticamente lucrose o pubblicitarie autopromuoventi.
Grazie per l’attenzione.

Distinti saluti.

Salvina I.

Fonte: eco dalle città

Bari: bici, scooter o auto elettrica? Il dopo gara di Veronico, Stornaiolo, Laricchia e Schiavarelli

Si è svolta ieri una gara di mobilità sostenibile tra l’auto elettrica, l’autobus, lo scooter e la bicicletta. La parola ai protagonisti. In ordine di arrivo: Cesare Veronico (bicicletta), Antonio Stornaiolo (auto elettrica), Vitantonio Laricchia e Tiziana Schiavarelli (scooter). Abitudini a confronto

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La bicicletta in 6 minuti percorre i 3 km del tragitto, seguita dopo cinque minuti dall’autobus. L’auto elettrica arriva terza dopo sette minuti e ultimo è lo scooter che finisce il percorso in 16 minuti. I commenti a caldo a fine gara.

Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico (bicicletta).

La bicicletta è risultato il mezzo più veloce. Ha fatto una corsa?

No, la vittoria è dovuta alla pista ciclabile. E’ un percorso abbastanza veloce.

Tutto bene sulla pista ciclabile (2 km circa) ma sull’ultimo tratto ha avuto problemi?

Credo che la cultura della bicicletta stia prendendo sempre più piede. Rispetto al passato gli automobilisti riconoscono i ciclisti. Prima questi ti tagliavano la strada oggi probabilmente rispettano di più la bici quale mezzo alternativo. Sempre più persone vanno in bicicletta e quindi aumenta di conseguenza la considerazione.

Lei usa la bicicletta per i suoi spostamenti?

Da quando sono Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia mi sposto da un comune all’altro in auto a metano. Prima però abitando nel quartiere Japigia, trovavo comodo usare il parcheggio di scambio (Park and Ride) di Pane e Pomodoro e utilizzare quindi il bus navetta per raggiungere il centro. Sono stato uno di quelli che l’ha inaugurato. Attore, Antonio Stornaiolo (auto elettrica) 

E’ arrivato terzo.

La gara è andata nel migliore dei modi. Il fatto che abbia vinto la bicicletta è la dimostrazione che è possibile pensare ed attuare delle nuove pratiche di movimento urbano con notevoli benefici ambientali ed anche personali.
Hai mai guidato un auto elettrica? Cosa ne pensa?

Un gran bene. È pulita, pratica e silenziosa. Guidarla mi ha regalato una sensazione di piacevole novitá, senza contare che per un quarto d’ora ho provato l’ebbrezza di vivere il futuro. Per non parlare dei consumi. Con una ricarica di tre ore si percorrono più di cento chilometri con una spesa che non supera un euro e mezzo. Fantastico!
Bari è pronta a “vivere il futuro”?

Io penso che in una città come la nostra si possa davvero costruire una rete virtuosa fondata sulla salvaguardia e la conservazione dell’Ambiente. Per fare questo però, è necessario svegliare le nostre coscienze, comprendere che solo noi possiamo migliorare noi stessi. Diamoci da fare.

Metereologo Vitantonio Laricchia (Scooter)

Laricchia contesta i risultati?

In realtà sono arrivato secondo, ma ho perso tempo a parcheggiare. Il traguardo era posizionato sul binario I ovest.
Colonnello cosa l’ha rallentata? 

Il traffico, ovviamente. Anche se lo scooter mi permette di avere una guida molto più agile di un auto, bisogna comunque rispettare il codice della strada. Ho fatto attraversare i pedoni sulle strisce pedonali e all’altezza dei semafori ho rispettato in fila la colonna delle auto.

Prima la bicicletta. Secondo lei la classifica di Legambiente rispecchia anche un ordine etico?
E’ un insegnamento. Molti hanno iniziato a usare la bici, non soltanto perché c’è un problema di sviluppo economico, ma per un attenzione sempre più grande per lo sviluppo sostenibile

Lei usa sempre lo scooter?

Sempre. Anche quando piove e nevica. Mi alzo alle 4. Alle 6 sono già in Rai per studiare le previsioni del tempo. Torno a casa alle 22.30. Giro sempre e solo in scooter.

Trova difficoltà a parcheggiare?

Si, mi capita. Ma devo dire che ultimamente a Bari mi sembra che per le moto stiano aumentando gli stalli (i parcheggi, ndr). Questa è una cosa che mi fa piacere. L’amministrazione è attenta alle tematiche ambientali.

L’attrice Tiziana Schiavarelli, attrice (scooter)

Come è andata la gara?

Ovviamente saremmo arrivati primi se non avessimo sbagliato strada. Scherzo

Quali sono le sue abitudini?

Ho fatto la scelta di abitare in centro. Mi muovo generalmente a piedi. Non uso i mezzi pubblici. Se devo spostarmi fuori dalla città prendo il mio mezzo privato.

E la bici?

Non uso la bici perché ho paura. Preferisco la camminata. Ha problemi a parcheggiare la sua auto?
Parcheggiare è un macello. Per fortuna la prendo poco la mia auto. Dove abito io comunque in genere ci metto una quindicina di minuti per parcheggiare la mia auto.

Fonte: eco dalle città