Pet therapy: lo speciale legame tra Kainoa, bimbo autistico, e il suo cane Tornado

pet-therapy-bimbo-autistico

La foto di Kainoa e il suo cane Tornado commuove il web. Il bambino affetto da autismo stringe il suo primo legame con un altro essere vivente grazie alla pet therapy. Le lacrime e le parole di sua madre che non l’avrebbe mai creduto possibile. 845.000 like, 303.478 condivisioni e 33mila commenti. Questi sono i numeri di una foto postata sulla pagina Facebook Love What Matters lo scorso 20 ottobre. La foto ritrae una donna in lacrime, commossa perché suo figlio è sdraiato vicino a un bel cane dal pelo color miele. Cosa ha reso questa scena di vita quotidiana così virale?

È il potere della pet therapy. 

Suo figlio Kainoa di cinque anni è affetto da autismo e rifiuta il contatto con chiunque, persino con lei, che non può toccarlo, né abbracciarlo, vestirlo o lavarlo. Finché la ong statunistense Four Paws for Ability non gli ha donato un cane, addestrato per due anni per interagire con bambini affetti da disabilità nel programma Autism Service. La donna non trattiene la commozione vedendo il piccolo Kainoa fare amicizia con il suo nuovo amico.

La lettera di una mamma commossa

Di fianco alla foto, la donna scrive:

Vedete questo momento? Non ho mai sperimentato un momento come questo! Ieri è stato il primo giorno in cui mio figlio di cinque anni ha incontrato il suo cane Tornado, dal Servizio per l’autismo. Siamo americani che vivono oltreoceano in Giappone e abbiamo atteso almeno due anni di incontrare Tornado. Questa foto cattura la foto di una madre che ha visto suo figlio, che non può abbracciare, lavare, vestire, coccolare e toccare liberamente, sdraiarsi vicino al suo cane di sua spontanea volontà, con un attaccamento propositivo e inespresso.

È il volto di una mamma che ha visto suo figlio fallire innumerevoli interazioni sociali sul campo da gioco in attesa di avere un amico. Qualsiasi amico. E ogni tipo di connessione. Lei è stata seduta per mesi con suo figlio mentre piangeva di notte perché non aveva legami importanti al di fuori della famiglia, non importa quando duramente ci provasse o quanto duramente si impegnasse nelle sue terapie per l’autismo” e poi continua “e ora è seduta dietro suo figlio in silenzio a guardare questo momento, senza fiato o parole da dire”.

L’Autism Service che integra la pet therapy

La donna racconta gli innumerevoli momenti difficili vissuti da suo figlio, gli incontri a scuola, le visite, le diagnosi, le lacrime, ma ora che c’è Tornado nella vita del piccolo Kainoa sa che tutto andrà bene: “Ieri ho pianto per un motivo diverso. È una sensazione indescrivibile”. L’associazione che ha addestrato Tornado, è specializzata nel preparare gli animali per aiutare i bambini affetti da disabilità e adulti che hanno subito un trauma o ferite di guerra. Oppure gli animali sono addestrati per delle operazioni di salvataggio.

I benefici della pet therapy sono ormai conosciuti. Solitamente con questo termine si indica una terapia dolce basata sull’interazione uomo-animale, che va a integrare le terapie tradizionali. Si utilizza soprattutto per quei pazienti che non collaborano spontaneamente con il medico. L’animale fornisce un canale di comunicazione importante. In questo caso, con l’Autism Service di Four Paw for Ability, Kainoa ha trovato il suo primo vero amico, Tornado.

Fonte: ambientebio.it

PET THERAPY, L’ON. BRAMBILLA PRESENTA LA SUA PROPOSTA DI LEGGE

CON I CANI-TERAPEUTI DI FRIDA’S FRIENDSuomo-cane_2569bd99dd611841f03e14da359f2fc4

Riconoscere la “pet therapy” come metodo di “co-terapia”, fissare il principio per cui essa sia fondata sulla relazione con gli animali coinvolti – ai quali devono essere garantite le migliori tutele – e non sul loro sfruttamento, dare un quadro di certezze a pazienti, medici ed operatori. Sono i principali obiettivi della proposta di legge “Disciplina delle attività e delle terapie assistite dagli animali”, depositata nei giorni scorsi alla Camera dall’on. Michela Vittoria Brambilla (Pdl). “Ai nostri bambini malati – spiega la parlamentare – deve essere garantito l’accesso ad ogni possibile attività e terapia che possa aiutarli e dare loro beneficio”. Il testo è stato presentato oggi a Monza, nel centro Maria Letizia Verga, specializzato in leucemie infantili, dove un nuovo progetto di “pet therapy” prenderà il via nei prossimi giorni con l’associazione “Frida’s Friends”. La proposta di legge mira a colmare un vuoto. Alcune Regioni (Puglia, Piemonte, Veneto e ultimamente il Friuli-Venezia Giulia) hanno legiferato sull’argomento, ma manca ancora una legge-quadro nazionale, che riconosca esplicitamente la pet therapy e definisca criteri e standard validi per tutti. Il testo proposto dall’on. Brambilla distingue tra “attività assistite dagli animali” (AAA) – cioè “interventi relazionali di tipo educativo, didattico, formativo e ricreativo” realizzati da gruppi di lavoro qualificati – e “Terapie assistite dagli animali” (TAA) vere e proprie terapie necessariamente praticate con l’intervento del medico. Prevede l’istituzione di una commissione nazionale, composta da esperti delle varie discipline coinvolte, che, tra l’altro, definisca criteri, condizioni e requisiti per la valutazione dei progetti di AAA e TAA, individui le figure professionali specifiche e le procedure standard ed elabori un regolamento da sottoporre al ministero della Salute. Norme apposite sono dettate a tutela del benessere degli animali, che devono superare un’apposita valutazione e in nessun caso essere impiegati per prestazioni che comportino fatiche o stress psico-fisici. “La pet therapy – spiega l’on. Brambilla – non può e non deve essere “sfruttamento” degli animali, ma – al contrario – li riconosce come individui capaci di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani, rispettando le caratteristiche etologiche di entrambi”. Nel testo é peraltro previsto il divieto di coinvolgere animali selvatici o esotici, cuccioli di età inferiore ad un anno, animali anziani, femmine gravide, animali in condizioni patologiche. Inoltre, agli animali deve essere sempre garantita un’adeguata vita in famiglia con il proprietario/conduttore. “E’ intuitivo osserva l’on. Brambilla – che il contatto e l’interazione con gli animali domestici generino benessere e migliorino la qualità della vita delle persone sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Ma dopo l’esperienza di Levinson negli anni Cinquanta, si è diffuso in tutto il mondo l’apprezzamento per le potenzialità terapeutiche di questa antichissima relazione. Nel nostro Paese, nonostante l’accordo Stato-Regioni recepito con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 e alcune iniziative legislative regionali, manca una disciplina nazionale che definisca figure professionali, standard e procedure. Di qui la mia iniziativa che punta a superare lo spontaneismo, per tutelare adeguatamente pazienti, operatori e gli animali stessi”.
Alla presentazione hanno partecipato l’équipe di cani-terapeuti di Frida’s Friends, partner principale di Medicuore-Associazione Medici Brianza e Milano onlus e aderente alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, e la psicologa che li accompagna nell’interazione con i pazienti. “La presenza dello psicologo, o comunque dello specialista – spiega il presidente dell’associazione, Mario Colombo – è sempre necessaria, perché l’educatore cinofilo non basta. Inoltre siamo convinti che decisivo sia il carattere del cane, non la sua razza. La maggior parte dei nostri cani terapeuti proviene da esperienze di maltrattamento e abbandono: recuperiamo energia positiva da situazioni un po’ particolari”.

Fonte: animale e ambiente nel cuore