Percorso casa-lavoro, in Francia si pensa di rendere obbligatoria l’Indemnité Kilométrique Vélo

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Uno studio promosso da associazioni, Ong e think tank guidate da Matthieu Orphelin mette in evidenza i vantaggi dell’obbligatorietà dell’indennità chilometrica per tutti i cittadini che si recano a lavoro in bici. La bicicletta rappresenta solo il 3% della quota modale del pendolarismo in Francia. Tuttavia, con le questioni relative alla riduzione del gas serra, oltralpe c’è tutto l’interesse a promuoverne l’uso grazie al dibattito pubblico che si sta creando attorno alla Indemnité Kilométrique Vélo (IKV), l’indennità prevista dalla legislazione francese, grazie alla legge sulla transizione energetica, che prevede una remunerazione di 25cent/km per tutti i dipendenti di aziende private che utilizzano la bicicletta per andare a lavoro. Ad oggi solo 85 aziende private hanno promosso questa iniziativa per i loro dipendenti, ma a fine dicembre un gruppo di associazioni legate al mondo della bicicletta, ONG e think tank, guidate da Matthieu Orphelin hanno presentato alla Ministra dei Trasporti Élisabeth Borne un dossier nel quale si mettono in mostra tutti i benefici dell’estensione obbligatoria della IKV a tutte le aziende, sia pubbliche che private. Un dossier subito sostenuto dalla ministra che ha già annunciato novità nella prima parte del 2018 con un annuncio fatto in seguito alla pubblicazione dei dati relativi agli incidenti avvenuti sulle strade francesi nel 2017.388928_2

Misure incentivanti

Tuttavia, una misura che assegna al dipendente fino a 35 € al mese gli consentirebbe di rendere redditizio l’acquisto della bici e le riparazioni relative ad un uso quotidiano, nonché il costo delle attrezzature. D’altra parte, metterebbe la bici su un piano di parità con altri mezzi di trasporto come l’auto personale soggetta a un’indennità chilometrica e il trasporto pubblico rimborsato fino al 50% dal datore di lavoro. Nelle aziende che hanno attuato la IKV, i risultati sono promettenti, come sottolinea l’Ademe (l’Agenzia pubblica per il controllo dell’ambiente e dell’energia) dopo il feedback ottenuto dalle aziende che lo hanno sperimentato: “nelle aziende è stato registrato un aumento della quota di biciclette rispetto alle altre modalità di trasporto del 50% dopo alcuni mesi e del 125% dopo un anno“.

In pratica se l’IKV fosse generalizzato e reso obbligatorio in tutta la Francia, raddoppierebbe il numero di utenti giornalieri della bici, da 700.000 a 1.4 milioni. “Non c’è nulla di impossibile – dice Matthieu Orphelin – dal momento che il 75% dei percorsi casa lavoro sono a meno di 5 km e il 70% di questi viaggi vengono effettuati in auto“,

Vantaggi per il dipendente e il datore di lavoro

Oltre ai benefici riconosciuti di un’attività sportiva sulla salute (aiuta a prevenire l’obesità, il diabete, il cancro e gli infarti), il ciclismo sembra avere un impatto positivo sull’assenteismo, quest’ultimo ridotto del 15% tra i dipendenti delle aziende che hanno introdotto l’indennità. Così le aziende aumentano la loro produttiva e i costi della IKV vengono ammortizzati rapidamente. Tralasciando la potenziale riduzione delle emissioni di gas serra che si otterrebbe con l’obbligatorietà delle Indemnité Kilométrique Vélo, i ciclisti vorrebbero ancora vedere aumentare la loro sicurezza, il numero di servizi (in particolare i parcheggi di interscambio vicino alle stazioni) e una migliore dissociazione delle piste ciclabili dalle carreggiate dedicate al solo traffico veicolare. Obiettivi questi più lunghi da realizzare a causa della costruzione di nuove infrastrutture, ma con l’estensione della Ikv sembra più facile e veloce far lasciare l’auto a casa per gli spostamenti verso i luoghi di lavoro.

Fonte: ecodallecitta.it

L’alta via dei Parchi, un percorso di trekking inedito tra le regioni dell’Appennino settentrionale

Si chiama ‘L’alta via dei parchi. Un cammino nell’Appennino settentrionale’ ed è il progetto che unisce una serie di sentieri che si trasformano in un itinerario a tappe che misura 500 chilometri e unisce tre regioni (Emilia Romagna, Marche e Toscana) lungo 7 parchi naturali. Un’iniziativa della Regione Emilia Romagna, che ha investito 1.300.000 euro e avuto il sostegno del Club Alpino Italiano.sentieri-e1349429592270-400x250

Così sono stati attrezzati e resi fruibili diversi sentieri a comporre un affascinante itinerario che si snoda lungo l’Appennino tosco-emiliano, i cui percorsi si nutrono del silenzio, dell’aria fresca, dell’acqua incontaminata, dei colori dei fiori, delle orme dei lupi e del fascino della storia attraverso i ruderi millenari che disseminano il territorio. Questo ‘forziere naturale’ – ma anche storico – tutto da scoprire si snoda in 27 tappe lungo l’Appennino fra l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche ed include 2 parchi nazionali, 5 regionali e 1 interregionale. Si attraversano: il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano esteso dal parmense a gran parte dell’altamontagna reggiana; il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, comprendente parte delle omonime valli e compenetrato al precedente; il Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese e il Parco Regionale del Corno alle Scale che abbracciano il settore orientale del crinale emiliano. Nella media montagna bolognese il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, poi il Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola. Infine il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello. Per scoprire le tante risorse offerte da questo itinerario è utile leggere la guida pubblicata dalla Regione dove non ci si limita alla descrizione di boschi, foreste, laghi ma si apre una porta sull’economia contadina di montagna. Si fa riferimento alle attività dei boscaioli che fino a pochi decenni fa popolavano l’Appennino, di cui oggi è ancora possibile vistare le piazzole dove si produceva il carbone, all’architettura di montagna che s’incontra lungo questa camminata, dalle abitazioni caratteristiche dei montanari ai conventi e monasteri sparsi lungo l’Appennino. Un itinerario insolito ma da conoscere. Di cui ci si innamorerà certamente!

Fonte. tuttogreen.it