Biomasse, l’Italia è il maggiore consumatore europeo di pellets ad uso domestico

Con quasi 10 milioni di impianti di riscaldamento domestici alimentati a biomassa legnosa l’Italia consuma il 40% di tutto il pellets europeo. Il mercato delle biomasse del Belpaese è vivo e vegeto, ecco alcuni dati381788

L’Italia è il primo paese in Europa per consumo di biomasse ad uso domestico, tra legna da ardere e pellets. Ne fa uso più di una famiglia su cinque e negli ultimi anni il loro utilizzo non è calato, anzi stufe e caldaie si rinnovano. Le stime arrivano dal rapporto Istat sui consumi energetici delle famiglie italiane nel 2013 e vengono confermate dall’Aiel, l’Associazione Italiana Energia dal Legno. Il rapporto Istat, in collaborazione con l’Enea e il Ministero dello Sviluppo Economico, stima per la prima volta i consumi energetici per destinazione d’uso e fonte energetica. La fonte principale delle famiglie italiane per il riscaldamento è il metano: il 70,9% lo usa per riscaldare la propria abitazione mentre il 71,9% lo usa per la produzione di acqua calda. La seconda fonte energetica è la biomassa, preferita dal 14,5% delle famiglie per scaldare le proprie case, ma solo dal 2,4% per la produzione di acqua calda. Per l’acqua calda è molto più usata l’ energia elettrica (14,4%). Marginali, o quasi, le altre fonti energetiche utilizzate per riscaldare le abitazioni: GPL 5,8%, gasolio 3,7% e energia elettrica 5,1%; e per scaldare l’acqua: GPL 7,6%, gasolio 2,9% e energia solare 0,7%. La spesa media annuale nel 2013 per ogni famiglia è di 1.635€ e varia dai  2.000€ per una famiglia valdostana ai 1.259€ di una siciliana. Incidono ovviamente le differenze climatiche, ma anche il ricorso a fonti energetiche differenti e la variabilità dei prezzi dei prodotti energetici rispetto al territorio. Il rapporto si sofferma anche sull’analisi dell’impiego delle biomasse, facendo la distinzione tra legna da ardere e pellets. In Italia nel 2013 se ne sono consumati 19 milioni di tonnellate e di questi 1,4 milioni è costituito da pellets. L’Italia avrebbe dunque raggiunto e addirittura superato, considerando le sole utenze domestiche, l’obiettivo fissato per le biomasse dal PAN Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili)  per il 2020: 5,254kTOE (dove il TOE rappresenta la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo). Dunque più di una famiglia italiana su cinque fa uso di legna, mentre il 4,1% utilizza il pellets. Le biomasse in generale sono più utilizzate nei comuni montani (ne fa uso il 40% delle famiglie), nel Nord-Est (25%, soprattutto in Trentino – Alto Adige), al Centro (24,4%, concentrati in Umbria e Abruzzo) e più marginali nel Nord-Ovest (15,2%, con l’eccezione della Val d’Aosta). Il pellets è più diffuso in Sardegna, Umbria, Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige dove più del 10% delle famiglie lo  utilizza per scaldare le abitazioni. Il crescente utilizzo delle
biomasse è sottolineato anche dall’Aiel, l’Associazione Italiana Energia dal Legno, che stando ai suoi dati rivede all’insù le cifre dell’Istat portando a 3,3 milioni le tonnellate di pellets consumato nel 2013. E se paragoniamo il dato con quello del 2011 (sempre Aiel), circa 1,9 milione di  tonnellate consumate, il pellet risulterebbe il protagonista assoluto del mercato. Secondo l’Aiel, ogni anno vengono vendute circa 150.000 nuove stufe e 20.000 caldaie, entrambe alimentate a pellets; trend che non ha risentito della crisi economica grazie alla competitività del prezzo del materiale (iva al 10%) in confronto agli altri combustibili e grazie agli incentivi fiscali sull’acquisto di nuove stufe e caldaie. In totale in Italia sono attivi quasi 10 milioni di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa legnosa: 1.630.000 stufe, 200.000 camini e 75.000 cucine alimentati a pellet; 3.465.000 camini aperti, 2.085.000 stufe, 1.720.000 camini chiusi e 675.000 cucine alimentati a legna, inoltre ci sono 596.000 impianti con caldaie alimentate a legna di cui 199.000 sono quelle alimentate a pellet e 1.500 quelle a cippato. Con numeri così importanti l’Italia è il primo consumatore di pellets in Europa e nel mondo: consuma il 40% di tutto il pellets usato nel Vecchio Continente. Un mercato fatto quasi esclusivamente da prodotti importati. Solo il 10% del pellets è di origine italiana, il restante è importato da Austria, Germania, Croazia e Canada. Le aziende italiane producono anche il 70% di tutte le stufe vendute annualmente in Europa, un mercato da 10 milioni di euro con pìù di 19.000 addetti. Dal 1 gennaio 2015 l’imposta sul valore aggiunto del pellets è passata dal 10% al 22% ma le previsioni per il mercato delle biomasse sono più che rosee.

Fonte: ecodallecitta.it

Coldiretti: nel 2013 aumento record di importazioni di legna per stufe e camini

Il caro carburanti spinge a usare di più stufe e camini per riscaldarsi.A Kosovo Albanian men waits for customer

Da un’analisi che Coldiretti ha condotto sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2013 emerge che per quest’anno si registra un aumento record del 15% nell’importazione della legna in Italia e questo avviene a causa del caro carburanti. All’inizio dell’anno vi avevamo fatto notare come l’Italia sia il primo importatore mondiale di legna da ardere e che nel nostro Paese durante l’inverno vengono accesi oltre sei milioni di stufe e camini, per i quali la legna prodotta sul territorio nazionale non basta a causa dello stato di abbandono in cui versa la nostra gestione dei boschi. In tutta Italia ci sono 10 milioni e 400mila ettari di superficie forestale, aumentata del 20% in 20 anni, con solo il 15% della crescita annuale che viene utilizzato (mentre in Germania, per esempio, questa percentuale è del 65%). Oltre 3,5 miliardi di legna importata saranno bruciati per tenere a caldo gli italiani che, a causa dei prezzi troppi alti dei carburanti, ripiegano verso forme di energia più competitive dal punto di vista economico, ma anche più sostenibili dal punto di vista ambientale. Si abbandona dunque il riscaldamento a gas e si riaprono i camini che non sono più un semplicemente l’angolo della casa a cui appendere le calze della Befana, ma uno strumento utile per produrre calore per un’intera stanza o addirittura per tutta la casa, mentre si fanno sempre più strada le stufe a legna e a pellets, settore nel quale l’Italia copre il 90% del mercato interno e destina un terzo della produzione all’esportazione. Coldiretti fa anche notare che con l’aumento dell’importanza del legname come combustibile si è verificato anche un incremento dei tagli abusivi e dei furti di legname, tanto che l’anno scorso ci sono stati 823 illeciti penali di questo tipo, 384 persone sono state denunciate, 4.014 illeciti amministrativi per un importo di 3 milioni e 300mila euro su un totale di 40mila e 179 controlli.

Fonte: ecoblog