Test EuroNcap: la tecnologia protegge ciclisti e pedoni

Alcune tecnologie, come quelle installate a bordo di Nissan Leaf, possono fare la differenza ed evitare incidenti tra auto e biciclette.http _media.ecoblog.it_4_448_euroncap-nissan-leaf-ciclisti

Dagli ultimi test Euroncap 2018 esce una vincitrice: la Nissan Leaf 100% elettrica che ha ottenuto le 5 stelle e che, arrivata ormai alla piena maturità, si propone come auto da città realmente per tutti. L’edizione 2018 dei test EuroNcap porta con sé alcune modifiche, soprattutto nella sezione “Vulnerable Road Users” cioè utenti vulnerabili della strada: pedoni e ciclisti. Per i ciclisti i nuovi test prevedono due scenari: uno in cui il ciclista taglia la strada all’automobile e l’altro con il ciclista che viaggia nella stessa direzione, di fronte alla vettura. I sistemi di protezione di pedoni e ciclisti rientrano nei dispositivi di sicurezza attiva delle auto, sistemi cioè che “fanno qualcosa” per evitare l’impatto. Ad esempio frenano autonomamente appena rilevano un pedone o un ciclista. Si chiamano sistemi di AEBVRU, Autonomous Emergency Breaking Vulnerable Road Users. Nissan ha fatto molto da questo punto di vista e ha dotato la sua Leaf di sistemi AEBVRU più efficienti rispetto ai concorrenti. Molto ancora resta da fare, ma lo score di 71% sia nella protezione dei VRU che nella sicurezza attiva in generale dimostrano i progressi fatti fino ad ora. Con la sempre maggiore diffusione di biciclette ed e-bike sulle nostre strade sistemi del genere diventano sempre più utili per salvare vite umane. Per questo motivo l’Automobile Club d’Italia chiede ufficialmente che i sistemi di sicurezza attivi olti alla protezione dei VRU siano resi obbligatori sulle auto di nuova immatricolazione.

Fonte: ecoblog.it

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Piemonte: calano gli incidenti ma crescono quelli che coinvolgono pedoni e ciclisti

Presentato il rapporto 2014 del Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale. Nonostante le riduzioni di incidentalità, nel 2013 il rischio di morire in un incidente stradale in Piemonte rimane superiore a quello rilevato per l’Italia e l’Europa, con 58 morti per milione di abitanti. La riduzione di morti tra pedoni, ciclisti e motociclisti rispetto al 2001 è stata inferiore rispetto alla riduzione del numero complessivo dei morti sulle strade380777

Cala del 9% il numero di morti sulle strade del Piemonte, rispetto al 2012. Secondo le cifre presentate dal Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS), prosegue il percorso di miglioramento intrapreso dalla regione da oltre dieci anni. Se nel periodo dal 2000 al 2010 si sono chiusi con una riduzione della mortalità del 42% (il dimezzamento previsto dall’Unione Europea è stato raggiunto con due anni di ritardo, nel corso del 2012), il nuovo decennio vede il Piemonte ben avviato verso il perseguimento dei nuovi obiettivi. Con riferimento al valore 2010 (327 morti), il target piemontese per il 2020 è quello di non superare quota 163. Nonostante le riduzioni di incidentalità, nel 2013 il rischio di morire in un incidente stradale (morti per milione di abitanti) in Piemonte rimane superiore a quello rilevato per l’Italia e per l’Europa, con 58 morti per milione di abitanti. Tre incidenti su quattro avvengono nei centri abitati. Lo studio analizza il fenomeno nelle sue molteplici e variegate componenti e, basandosi sui dati raccolti in tutto il territorio regionale, consente una focalizzazione sugli aspetti critici sui quali concentrare gli sforzi e gli interventi. Le evidenze illustrate nel Rapporto confermano che l’incidentalità stradale in Piemonte risulta essere un fenomeno prevalentemente urbano come numero di episodi. Nel 2013 sulle strade comunali in abitato si contano addirittura più morti sia rispetto all’anno precedente, sia considerando i valori 2010. Di contro, in ambito extraurbano (dove si verifica la maggioranza di incidenti gravi e mortali)le percentuali di riduzione dei sinistri stradali sono molto più marcate: -22% sulle strade provinciali e statali, -23% sulle autostrade. Un dato confortante è rappresentato dall’abbattimento della mortalità sulle arterie autostradali: -52% rispetto al 2010, -17% tra il 2012 e il 2013 (valore quest’ultimo rilevato anche sulle strade provinciali e statali extraurbane). Lo scontro frontale-laterale (quasi 4mila casi nel 2013) è la natura incidentale più frequente, seguita dal tamponamento e dagli investimenti pedonali. La distribuzione temporale degli incidenti stradali nell’arco della giornata mostra che la quota di sinistri che avvengono nelle ore di punta (7:00-9:00 e 17:00-19:00), mediamente si attesta al 39%, salendo al 42% nel corso dei giorni lavorativi e riducendosi al 30% in quelli festivi. In calo anche gli incidenti che hanno visto coinvolte persone anziane (-24% rispetto al 2012). In controtendenza è invece l’aumento della mortalità giovanile: dopo diversi anni di miglioramento, nel 2013 si contano, rispetto al 2012, 6 vittime in più tra i neopatentati (18-21 anni) e 16 tra i giovani di età compresa tra i 22 e i 29 anni (+47%, valore che aumenta al 56% considerando il 2010). “Sebbene i dati che emergono da questo rapporto siano positivi -commenta l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco– in questi ultimissimi anni i tagli ai trasferimenti e la conseguente scarsità di risorse hanno ridotto significativamente le iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione operate sul territorio piemontese. Il rischio è di un rallentamento nel trend positivo riscontrato negli anni precedenti. La sicurezza stradale rimarrà un tema prioritario della Regione Piemonte e procederemo alla redazione del nuovo programma regionale triennale 2015-2017 che, pur tenendo conto dei limiti di bilancio, fissi le linee guida della nostra azione ed individui nuove modalità di finanziamento anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato”.
Migliora anche la situazione relativa agli utenti deboli, con una riduzione complessiva della mortalità del 22%, determinata soprattutto dal calo delle vittime tra i motociclisti (-35%). Ma la riduzione di morti tra i pedoni rispetto al 2001 (-37%) è stata inferiore rispetto alla riduzione del numero complessivo dei morti sulle strade (-54%). Nel 2013 gli incidenti stradali hanno causato tra i ciclisti 22 morti e 1.003 feriti. I ciclisti rappresentano il 9% dei morti; in ambito urbano il 13%. Il maggior numero di incidenti (il 55%) che coinvolgono i ciclisti si verifica nelle intersezioni, in particolare nei pressi di incroci e rotatorie. Nelle rotatorie il numero di incidenti è in aumento (da 93 nel 2010 a 139 nel 2013). Come per i pedoni, anche per i ciclisti nonostante risultati positivi dell’ultimo triennio, nel 2013 il numero di incidenti ed il numero di feriti rimane superiore ai valori del 2001. La riduzione di morti tra i ciclisti rispetto al 2001 (-19%) è stata nettamente inferiore rispetto alla riduzione del numero complessivo dei morti sulle strade (-54%). Come per pedoni e ciclisti, anche la riduzione di morti tra i motociclisti rispetto al 2001 (-15%) è stata nettamente inferiore rispetto alla riduzione del numero complessivo dei morti sulle strade (-54%).

Il rapporto completo è scaricabile all’indirizzo www.sicurezzastradalepiemonte.it


L’incidentalità stradale in Piemonte al 2013 – Sintesi rapporto 2014 [2,00 MB]

Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS)

Fonte: ecodallecitta.it

Siamo tutti pedoni | La campagna nazionale

Nelle città italiane si registra il 43% delle vittime della strada, contro una media europea del 34%, che in molti paesi scende anche sotto il 25%: il 42% dei morti in città è un pedone o un ciclista. 7.000 morti e oltre 200.000 feriti in dieci anni. Il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce379273

Siamo tutti pedoni è una campagna nazionale che vuole richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono il più debole utente della strada per far crescere la consapevolezza che questa strage può essere evitata. Facendo rispettare le regole, educando ad una nuova cultura, rendendo più sicure le strade, attuando un’azione repressiva più incisiva, suscitando un protagonismo diffuso a favore di questa impresa civile. La campagna vuole anche sottolineare il valore del camminare non solo per la mobilità ma anche per la salute e l’ambiente. Vuole sensibilizzare al rispetto del diritto alla mobilità di portatori di handicap, anziani, genitori con passeggino evitando il parcheggio selvaggio e l’occupazione degli spazi riservati.

I dati degli incidenti

Nelle città italiane si registra il 43% delle vittime della strada, contro una media europea del 34%, che in molti paesi scende anche sotto il 25%: Le città italiane sono più insicure. Il 42% dei morti in città è un pedone o un ciclista: per migliorare la sicurezza stradale occorre partire dai centri urbani e intervenire prima di tutto proteggendo l’utenza debole. 7.000 morti e oltre 200.000 feriti in dieci anni: sono i dati impietosi sulle tragedie che coinvolgono i pedoni. Il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce e oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. “Tragedie che pesano di più perché sarebbero in parte evitabili – sostiene Piero Angela dalle pagine del libretto distribuito in tutta Italia nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Siamo tutti Pedoni” – se venissero rispettate le regole e introdotti limiti di velocità compatibili con l’idea di mettere al centro delle città le persone e non i motori”.

Siamo tutti pedoni 2014

La nuova campagna 2014 partirà a fine maggio e coinvolge 300 soggetti coordinati del Centro Antartide di Bologna con il sostegno dell’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza dell’Emilia Romagna e dei sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, la campagna si pone l’obiettivo di cambiare la cultura di chi guida e per accrescere la sensibilità sociale ai problemi di chi si muove a piedi. La campagna si rivolge in primo luogo ai conducenti di auto e moto, principali responsabili delle tragedie stradali. Ma più in generale punta a parlare a tutti: per costruire una nuova cultura della strada serve l’aiuto di ciascuno e comportamenti corretti sia da parte di chi guida che da parte di chi cammina.
Per farlo, si avvale di materiali informativi e spazi comunicativi promossi da comuni e istituzioni, ma conta soprattutto su ciascuno di noi, che siamo tutti utenti della strada. Comportarci correttamente e sensibilizzare amici e conoscenti sul tema è un gesta che non costa nulla e può salvare tante vite. “Chi cammina lo fa anche per te – ricorda Milena Gabanelli sul libretto della campagna – guardalo con simpatia. Ti sarà più facile rispettarlo”.

L’adesione formale

Da quest’anno è possibile aderire alla campagna con 2 modalità: Adesione elettronica: non verranno forniti materiali stampati, ma verranno messi a disposizione i file per stampare in proprio i materiali occorrenti. Adesione con fornitura di materiali: verranno forniti i materiali stampati. In entrambi i casi è possibile chiedere la personalizzazione con il proprio logo. L’adesione elettronica senza personalizzazione è gratuita, negli altri casi è richiesto un contributo spese. Per aderire è necessario compilare la scheda di adesione ed inviarla entro l’11 aprile al numero di fax 051/260922. Per la fornitura gratuita dei materiali alle associazioni contattare il Centro Antartide al numero di telefono 051/260921 o scrivendo a info@centroantartide.it

Scarica i materiali comunicativi:

– Il libretto 2014

All’interno, oltre alle illustrazioni di Jezek Ricci e Tonioni, troviamo le vignette di VauroPillininiGomboli Mausoli. I testi di approfondimento sono quest’anno particolarmente qualificati: hanno collaborato Sergio Dondolini, Direttore Generale Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Marco Giustini, dell’Istituto Superiore di Sanità; Giulietta Pagliaccio, Presidente FIAB; Dario Manuetti, dell’associazione La Città Possibile di Torino, Giovanni Vassallo, http://www.piedibus. it, Mauro Palazzi, Medico Specialista in Sanità Pubblica e Medicina dello Sport oltre ai segretari nazionali dei sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Carla Cantone,Gigi Bonfanti e Romano Bellissima. I testimonial di questa edizione sono invece, oltre agli ormai consueti Diabolik Dylan DogMassimo GramelliniMilena GabanelliVito e Lucio Allocca e Germano Bellavia di “Uno posto al sole”. Come ormai da tradizione anche quest’anno il “padre nobile” della campagna è Piero Angela.

– Il manifesto della campagna

Fonte: ecodallecittà.it

Sicurezza stradale e Nazioni Unite: la norma ISO 39001 per ridurre i rischi

Oltre 1,3 milioni di morti sulle strade di tutto il mondo. Negli ultimi anni l’aumento di incidenti stradali mortali è stato del 65%; si stima che entro il 2030 questa sarà una delle prime 5 cause di morte a livello mondiale. Il 46% dei feriti e dei morti sulle strade sono pedoni, ciclisti e motociclisti. Cosa si può fare?375836

Esiste un programma delle Nazioni Unite studiato per ridurre gli incidenti gravi e mortali che avvengono sulla strada: “United Nations Decade of Action for Road Safety”. Il progetto si propone entro il 2020 di dare un taglio deciso ai tragici eventi e ai danni che questi provocano alla società attraverso una serie di misure internazionali rivolte a tutti gli operatori della strada spingendo ogni iniziativa utile a ridurre i fattori di rischio. Alla base del programma vi è la definizione della norma internazionale ISO 39001, uno standard che definisce i requisiti per la gestione della sicurezza stradale rivolto a tutti coloro che svolgono un ruolo di responsabilità nella gestione della sicurezza stradale. Trasportatori di beni e persone, progettisti, manutentori e gestori di strade, servizi pubblici, scuole e generatori di traffico possono definire i propri requisiti e attuare misure di miglioramento per rispettarli. Non solo quindi iniziative locali di sensibilizzazione verso la popolazione, ma azioni concrete e misurabili che riducano i rischi e le cause degli incidenti. Attraverso il rispetto dei requisiti della norma, infatti, le compagnie di trasporti, di autobus, i corrieri, le poste, la nettezza urbana possono ambire alla riduzione del numero dei potenziali incidenti e a quella delle assenze per malattia e dei costi per riparazione di autoveicoli oltre che ai rischi di citazione legale per negligenza. I dipartimenti locali per la pianificazione, i progettisti e le imprese di costruzione possono avere vantaggi nelle gare di appaltolimitare i costi di gestione e riparazione e aumentare la sicurezza dell’intero sistema. Anche i servizi pubblici, le scuole, gli ospedali, i parcheggi, i centri commerciali, con l’adozione della norma vedrebbero innanzi tutto vantaggi per la pianificazione e un forte miglioramento delle credenziali di responsabilità sociale. In Giappone e in UK sono diverse le compagnie che hanno già adottato la norma, migliorando le condizioni di sicurezza dei propri dipendenti e dell’intero contesto in cui operano. Anche in Italia, dove pure si sta facendo molta informazione sulla sicurezza, si sente l’esigenza di uno strumento che metta a confronto le diverse realtà operanti sulla strada. “C’è urgenza di intervenire in questo ambito – osserva Luigi Brusamolino, Amministratore Delegato BSI South Europe, l’ente di certificazione che ha ideato con ISO la norma con un approccio sistematico e coerente, che sia in grado di apportare benefici non solo a chi lo adotta ma alla società tutta”. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha registrato dati allarmanti: oltre 1,3 milioni di morti sulle strade di tutto il mondo e oltre 50 milioni di incidenti gravi ogni anno. Gli incidenti stradali sono la maggiore causa di morte tra i giovani in età compresa tra i 10 e i 24 anni. Negli ultimi anni l’aumento di incidenti stradali mortali è stato del 65%; si stima che entro il 2030 questa sarà una delle prime 5 cause di morte a livello mondiale. Senza interventi mirati si stima che nel 2020 le morti causate da incidenti stradali saranno circa 1,9 milioni all’anno. Il 90% degli incidenti stradali colpisce i Paesi in via di sviluppo nonostante questi abbiano meno della metà della media dei veicoli degli altri. Il 46% dei feriti e dei morti sulle strade sono pedoni, ciclisti e motociclisti. Solo il 15% degli stati ha una normativa relativa a questi fattori di rischio: limiti di velocità, guida in stato di ebbrezza, utilizzo di casco e cinture, seggiolini per bambini. Oltre alla perdita di vite umane e alla devastazione che causano in termini di danni alle attrezzature e alle strutture, gli incidenti stradali costano mediamente ogni anno ai vari Paesi tra l’1 e il 3% del PIL e nei Paesi in via di sviluppo si parla di 100 miliardi di Sterline (fonte Worldbank). Con l’adozione dell’approccio strutturato e olistico proposto dalla ISO 39001, le organizzazioni dovrebbero essere in grado di migliorare i loro risultati nella gestione del traffico, di adeguarsi alle leggi vigenti contribuendo nel contempo ad un alto obiettivo per la società tutta: un minor numero di incidenti stradali. ISO 39001 è il nuovo standard per tutte le organizzazioni che intendono partecipare attivamente alla sicurezza del traffico stradale (RTS). Fornisce un quadro comune di riferimento basato sulle migliori pratiche di gestione per affrontare i rischi per la sicurezza stradale, sia per le municipalità che per tutti gli altri operatori del traffico. Adottando le best practice di gestione definite dalla ISO 39001, le imprese e le aziende possono attivamente contribuire, compatibilmente con il loro ambito di influenza, a ridurre il rischio di morte e di gravi lesioni causate dal traffico stradale. Il nuovo standard è uno strumento prezioso per qualsiasi organizzazione che ne potrà apprezzare i vantaggi, per se stessa e i suoi stakeholder, derivanti da un sistema di gestione della sicurezza stradale; questi includono l’organizzazione e la tutela dei dipendenti, del management, degli investitori e dei clienti.

Fonte: eco dalle città

 

Pedoni, pedali e pendolari insieme per una Mobilità Nuova

“Urgente ripensare il settore della mobilità per rispondere alle reali necessità dei cittadini. Oggi solo l’inizio, portiamo in Parlamento la legge per la mobilità collettiva”. Si è tenuta il 4 maggio a Milano una grande manifestazione organizzata dalla Rete per la #MobilitàNuova.bici

“Quello di oggi è solo l’inizio, un grande inizio, ma la strada è ancora lunga. Per questo è importante essere qui ed essere tanti a chiedere strategie nuove, interventi puntuali e maggiori risorse per lo sviluppo del trasporto collettivo e di città a misura di pedoni e ciclisti”. È quanto ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, sulla grande manifestazione organizzata sabato scorso a Milano dalla Rete per la #MobilitàNuova che vede la partecipazione di un cartello di oltre 150 associazioni tra cui Libera, Aiab, Coldiretti, Slow Food, Legambiente, Associazione turismo responsabile e Touring club italiano, #salvaiciclisti, Fiab, Associazione per i diritti dei pedoni, Movimento difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva, Spi-Cgil, Auser e Sbilanciamoci, No Tem e Coordinamento comitati contro le autostrade CR-MN e TI-BRELibera. La Rete per la Mobilità Nuova ha manifestato il 4 maggio Milano all’insegna di “Pedoni, Pedali e Pendolari uniti per modificare il modello di mobilità vigente spostando le risorse pubbliche laddove si spostano le persone”. La Rete chiede un approccio differente alle politiche dei trasporti in Italia, che concentri la spesa pubblica nelle aree urbane dov’è più alta la domanda di mobilità e avvii un ripensamento complessivo del settore dei trasporti. Sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando visibilità alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese.Immagine

“La qualità della vita nelle città – prosegue Cogliati Dezza – è determinata in gran parte dalla qualità della mobilità, che incide tanto sull’inquinamento e la sicurezza stradale quanto sui tempi degli spostamenti, l’equità nell’accesso ai servizi, la vivibilità degli spazi urbani, il consumo di suolo e la dipendenza dal petrolio. Esistono misure utili ed efficaci che costano molto poco e che si potrebbero attuare da subito: dalle corsie preferenziali, alla distinzione tra vie a scorrimento veloce e zone a 30 chilometri orari. È urgente ripensare il settore dei trasporti in modo da rispondere alle reali necessità dei cittadini, potenziando la rete dei mezzi pubblici per rendere la vita più facile a chi li adopera quotidianamente e garantire a tutti la libertà di muoversi. Una libertà che oggi, in troppe realtà, è negata a chi non possiede un’automobile. Occorrono alternative efficienti che consentano di disincentivare l’uso dell’auto. Chiediamo al nuovo governo di impegnarsi subito su questo fronte – conclude il presidente di Legambiente – e portiamo in Parlamento la legge di iniziativa popolare per la quale oggi è partita la raccolta firme: una legge che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato. Legambiente invita tutti a sottoscriverla e ad aderire alla Rete per la Mobilità Nuova per condividere necessità e azioni comuni”. In occasione della manifestazione di Milano, è stata infatti presentata la proposta di legge di iniziativa popolare redatta dalle 200 associazioni che aderiscono alla Rete della Mobilità Nuova.magio

L’obiettivo è quello di far scender sotto al 40% la percentuale di spostamenti con l’auto privata nelle città con target vincolanti sul modello della raccolta differenziata. “Destinare allo sviluppo del trasporto pubblico locale e della mobilità non motorizzata il 75% dei fondi pubblici per trasporto e infrastrutture per incrementare il trasporto collettivo e gli spostamenti non motorizzati all’interno delle aree urbane per l’ottimizzazione delle risorse pubbliche destinate alle infrastrutture per la mobilità. Destinare al trasporto pubblico locale e alla mobilità non motorizzata il 75% dei fondi pubblici per il trasporto e le infrastrutture per la mobilità. Definire target di mobilità validi in tutti i Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 50.000 abitanti, che, come per la raccolta differenziata, impongano alle amministrazioni locali obiettivi vincolanti, con un sistema di incentivi e disincentivi. Introdurre il limite di 30 chilometri orari nei centri urbani, con la possibilità di elevarlo a un massimo di 50 chilometri orari per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano.bus

Sono i tre i punti chiave della proposta di legge “per incrementare il trasporto collettivo e gli spostamenti non motorizzati all’interno delle aree urbane e per l’ottimizzazione delle risorse pubbliche destinate alle infrastrutture per la mobilità”. Per aumentare la sicurezza di tutti e sollecitare modalità di trasporto alternative all’auto privata. Una rivoluzione della mobilità da imporre ai decisori politici, che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti. In particolare, la proposta di legge premia con un sistema di incentivi i Comuni che hanno rispettato nei tempi stabiliti la quota massima di spostamenti motorizzati con mezzi privati e penalizza quelli che non hanno ottemperato gli obblighi di legge. I target di mobilità prevedono, entro due anni dall’approvazione della legge, una quota massima di spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati all’interno delle aree metropolitane e del territorio comunale inferiore al 50% del totale degli spostamenti. Poi, spostamenti individuali motorizzati con mezzi privati inferiori al 47,5% entro il terzo anno, inferiori al 45,0% entro il quarto anno e inferiori al 40,0% entro il quinto.

Fonte: il cambiamento

Il Consiglio approva il nuovo PGTU e la Giunta rende definitiva AreaC

Il Consiglio comunale di Milano ha adottato l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), con le strategie per rendere Milano una città più sostenibile, con il potenziamento del trasporto pubblico e l’incentivo della mobilità alternativa all’auto. Primo obiettivo: tutelare pedoni e ciclisti. Nello stesso giorno la delibera di Giunta per rendere definitiva AreaC. Confermate regole, deroghe, esenzioni e risorse per mobilità sostenibile

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Il Consiglio Comunale ha adottato in via definitiva, con 26 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto,l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), il documento che definisce le strategie dell’Amministrazione per rendere Milano una città sempre più sostenibile, attraverso il potenziamento del trasporto pubblico e l’incentivo all’utilizzo di forme di mobilità dolce, realmente alternative all’auto. L’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano è il documento che fa da cornice al ticket antitraffico Area C, che ora dovrebbe essere “blindato” dal rischio di nuovi ricorsi alla giustizia amministrativa.

“Grazie all’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano la nostra città si arricchisce di un quadro pianificatorio saldo e serio, che mette un punto fermo su provvedimenti che fino a oggi sono stati sperimentali, come AreaC”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran. “Milano ha intrapreso la strada verso la mobilità sostenibile, verso forme di mobilità nuova, e l’ha fatto attraverso la riduzione consistente del traffico in centro e l’utilizzo trasparente delle risorse prodotte, che sono andate a potenziare il trasporto pubblico, che attualmente garantisce l’offerta maggiore nella storia della nostra città”.

“Nel piano viene indicato con forza che, se lo sforzo degli ultimi dieci anni è stato quello di concentrarsi sulla mobilità automobilistica – sforzo che ha permesso comunque di raggiungere importanti risultati in termini di riduzione dell’incidentalità – la città ha oggi un nuovo obiettivo: tutelare pedoni e ciclisti. E questo sarà evidenziato in tutte le scelte progettuali dei prossimi mesi e anni. Attraverso la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), ci si confronterà sia per apportare eventuali modifiche ad Area C sia per progettare nuove iniziative, che ci permettano di raggiungere l’obiettivo di ridurre ulteriormente il traffico e di migliorare sempre più qualità della vita ed efficienza di Milano”, ha concluso Pierfrancesco Maran.  Nella stessa giornata, una delibera di Giunta ha reso AreaC, la congestion charge, definitiva. Sono state confermate le regole, deroghe ed esenzioni attualmente in vigore per il provvedimento che – dichiara il Comune – nel 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, ha ridotto il traffico in Centro del 30,7%. La delibera approvata prevede che tutte le risorse derivanti da AreaC siano investite per la mobilità sostenibile e le politiche di riduzione dell’inquinamento atmosferico:dalla riqualificazione, protezione e sviluppo del trasporto pubblico e della “mobilità dolce” (pedonabilità, ciclabilità, Zone 30) al sistema di razionalizzazione della distribuzione delle merci.

Fonte: eco dalle città