Torino, con il nuovo progetto per i Giardini Reali verrà pedonalizzato il collegamento con piazza Castello

La proprietà dei Giardini Reali Inferiori di Torino è passata dall’Agenzia del Demanio alla Città. In progetto la pedonalizzazione di viale I maggio e viale dei Partigiani e la costruzione di un parcheggio sotterraneo380141

Mancava solo l’ufficialità e adesso è arrivata. Giovedì 4 settembre è stato firmato l’accordo per quella che il comune di Torino definisce “la valorizzazione dei Giardini Reali Inferiori“, che formalizza il passaggio della proprietà dal Demanio alla Città e che impegna Palazzo Civico ad attuare opere di riqualificazione e di tutela dell’area compresa tra corso san Maurizio, Viale Primo Maggio, via Rossini e le mura dei Giardini Reali Superiori con le tre palazzine.
Stando al patto firmato ieri dal sindaco Piero Fassino con il direttore dell’Agenzia del Demanio del Piemonte e della Valle d’Aosta, Ernesto Alemanno, e il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte , Mario Turetta, la viabilità subirà cambiamenti importanti. Sotto le arcate del portico dei Giardini Reali, che collegano a Piazza Castello a corso san Maurizio, non circoleranno più le auto lasciando spazio ad un’area pedonale. Rimane il progetto del parcheggio sotterraneo su tre piani.  Nel dettaglio, sono tre i momenti attraverso cui si attueranno le variazioni in progetto. In primo luogo si costruirà il parcheggio sotterraneo a conformazione mista nell’area antistante l’Auditorium Rai, verrà poi chiuso il traffico di Viale I maggio e Viale dei Partigiani, e infine, le due palazzine situate nei Giardini Reali superiori diventeranno un punto ristoro e un punto d’accoglienza per i turisti.  “Con l’accordo firmato questa mattina si compie una nuova operazione di federalismo demaniale che porta in dote al Comune di Torino un’area di grande valore ambientale e architettonico: un parco urbano nel cuore storico della città che abbiamo l’obbligo di preservare e, al tempo stesso, di garantirne la sua piena fruizione ai torinesi e alle migliaia di turisti che ogni anno visitano il capoluogo piemontese” ha commentato l’assessore GianGuido Passoni.

(foto da La Stampa)

 

Fonte: ecodallecitta.it

Pedonalizzare le città nelle ore di punta? Per Isfort favorevole il 59% dei cittadini

Secondo l’ultimo sondaggio Audimob realizzato dall’Istituto ISFORT, il 59% dei cittadini residenti in Comuni con più di 250.000 abitanti sarebbe favorevole a bloccare il traffico privato in città nelle ore di punta. E’ quanto si legge nell’ultima analisi sulla mobilità dedicata al confronto tra Roma e le altre città376303

L’ultimo sondaggio Isfort è dedicato a Roma –“MA‘NDOVAI…” Romani in movimento tra crisi economica e modelli alternativi – ma il dato che più salta all’occhio è nazionale. Il 59% degli intervistati da Isfort, cittadini residenti in comuni con più di 250.000 abitanti, sarebbe favorevole a una pedonalizzazione dell’intera città nelle ore di punta. Questo il testo della domanda: “Se, per favorire il trasporto pubblico, venisse proposto un referendum per vietare l’utilizzo dell’automobile durante le ore di punta,(es. dalle 8.00 alle 10.00 e dalle 17.00 alle 19.00), Lei sarebbe favorevole o contrario a questo divieto?”. Favorevole il 59%, contrario il 41%. Sarebbe d’accordo anche la maggior parte dei Romani, con una percentuale leggermente più bassa (54,1% sì, 45,9% no). Un risultato a dir poco sorprendente, vista la scarsa propensione degli Italiani ad abbandonare l’automobile come documentato costantemente nel corso degli anni dallo stesso Isfort. Nonostante la crisi economica e il caro carburante, lo sharing modale continua a premiare l’auto, sia a Roma che nelle altre città. (A scanso di equivoci: il numero di spostamenti in auto è in calo, come testimoniato anche dai continui crolli nel consumo di petrolio per autotrazione denunciati dall’Unione Petrolifera. Ma lo è perché sono calati tutti gli spostamenti, indipendentemente dal mezzo usato. E fra questi – auto, mezzi pubblici, bici/piedi, moto – lauto guadagna punti. Nel 2007 i Romani che sceglievano l’auto come mezzo abituale per i propri spostamenti erano il 50,7% del totale. Nel 2012 la percentuale è salita di qualche punto, arrivando al 52,8%. Tendenza in crescita anche a livello nazionale: nel 2007 l’auto era la scelta numero uno per il 39,1% dei cittadini – parliamo sempre di comuni con più di 250.000 abitanti. Cinque anni dopo la quota saliva al 43,5%. Curioso, che lo stesso campione di intervistati favorevole alla pedonalizzazione delle ore di punta sia poi così restio ad abbandonare l’auto. E in particolare a Roma. “Risulta evidente che la scelta modale prediletta per gli spostamenti quotidiani è il mezzo privato – commenta l’Osservatorio – , una preferenza che aumenta in funzione della maggiore estensione del territorio urbano. Infatti a Roma l’uso, dell’auto privata presenta un dato mediamente superiore tra 10 e 15 punti percentuali rispetto ai maggiori capoluoghi italiani”. Effettivamente nella giornata tipo di un Romano ci sono in media 33 km di spostamenti – contro i 28 nazionali – e un’ora e venti minuti impiegati – o incastrati – negli spostamenti, venti minuti in più della media urbana nazionale. Una condizione che secondo l’osservatorio non incentiva l’uso della bicicletta, né tantomeno quello dei propri piedi. Secondo Isfort, la quota di cittadini romani disposti a fare a meno del motore nel 2007 era il 20,8%. Nel 2012 si sarebbero ridotti al 15,8%. Dati più bassi che nelle altre città, dove la media oscillerebbe fra il 33,6% del 2007 e il 29,4% del 2012. Dati che, anche nella loro versione “di magra” appaiono comunque decisamente – sospettosamente – alti: in linea con Copenhagen, per capirci. (Vedi qui). In ogni caso, più della bicicletta italiani e romani in alternativa all’auto scelgono il mezzo pubblico. A Roma la percentuale di cittadini che l’hanno eletto come mezzo di spostamento principale è cresciuta dal 18,9% al 25,9%. (I “punti” non sembrano però essere stati erosi all’auto quanto piuttosto alle bici, come appena visto, e a moto e motorini, addirittura dimezzati: dal 9,6 al 5,5%). L’uso dei mezzi sarebbe in crescita anche nelle altre città italiane, dove la media negli ultimi cinque anni è passata dal 19,7 al 22,7%. “È quindi un buon momento per proporre ai cittadini un cambio modale verso il trasporto pubblico locale – conclude Isfort – ma questo presuppone che il servizio sia accessibile, confortevole, rapido, dotato di tutte quelle prerogative tipiche di un’offerta efficiente, opzioni fondamentali per incoraggiare il passaggio verso una mobilità più sostenibile”.

Scarica il rapporto ISFORT in allegato. Nota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CATI su un campione annuo medio di 740 intervistati, individuato sulla base dell’assunto per cui l’errore statistico stimato con un livello di confidenza del 95% e sulla base delle consuete ipotesi di normalità, ai attesterebbe attorno al 3,5% secondo l’Istituto.

 

Romani in movimento [0,61 MB]

Fonte: ecodallecittà