Pedibus, ad Angera la scuola si raggiunge a piedi

L’iniziativa del Comune di Angera in collaborazione con il locale Comitato Genitori porta i bambini a scuola grazie a un sistema di percorsi con accompagnatori adulti. Permettere ai bambini di raggiungere la scuola a piedi, limitando il traffico automobilistico e stimolando i più giovani all’attività fisica e alla socializzazione, è questo l’obiettivo del Pedibus di Angera, l’iniziativa in cui adulti “autisti” accompagnano a piedi i bambini “passeggeri” lungo quattro percorsi convergenti alla scuola primaria. Dal 2014 i genitori di Angera, località in provincia di Varese, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, si sono riuniti in un comitato per permettere ai bambini del paese di raggiungere la scuola a piedi. Dei 200 bambini che ogni giorno raggiungono l’edificio scolastico solamente una ventina (10%) arriva a piedi di inverno, mentre il numero sale a cinquanta (25%) in primavera. Dal 2 marzo 2015 l’amministrazione comunale, in collaborazione con il Comitato Genitori, ha segnalato con un’apposita cartellonistica gli itinerari pedonali con i quali è possibile raggiungere la scuola. Niente problemi di parcheggio, zero inquinamento, attività fisica e sicurezza garantita dagli accompagnatori, il Pedibus angerese permette di raggiungere la scuola in un tempo compreso fra i 5 i 10 minuti. Tutti i bambini che aderiranno avranno in omaggio una fascia slap-wrap catarifrangente che li renderà più visibili sulla strada. Per favorire la sicurezza dei bambini verranno presi altri provvedimenti fra cui l’impiego di volontari LSU con paletta. Si ricorda che ci si puo’ iscrivere al Pedibus in qualsiasi momento dell’anno e richiedere fermate aggiuntive. Chi desidera informazioni o vuole offrirsi volontario accompagnatore per una delle 4 linee, può rivolgersi ai numeri 348 8516760 e 340 5036371.Mappa-percorsi-620x366

Fonte:  Comunicato Stampa

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Mobilità scolastica sostenibile a Roma, lo studio dell’Agenzia dei Servizi Locali

Presentato dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali uno studio sul tema Trasporto e mobilità scolastica sostenibile: pedibus, bike to school e carpooling. La ricerca ripercorre le principali esperienze romane in questo ambito a partire dal 2003, comparandole con quelle su scala nazionale ed europea380319

Pedibus, bike to school e carpooling: queste le principali esperienze romane analizzate nello studio “Trasporto e mobilità scolastica sostenibile” presentato nel corso della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali. Si tratta di esperienze nate con più di uno scopo: salvaguardia ambientale (diminuzione di smog e traffico) ma anche opportunità per i bambini e i ragazzi in termini di “crescita psicofisica, diritto alla costruzione di una propria autonomia, rapporto diretto con la città e il quartiere”.
La ricerca ripercorre le principali esperienze romane in questo ambito a partire dal 2003, comparandole con quelle su scala nazionale ed europea. Il primo progetto di mobilità scolastica cominciato nel 2003 è stato lo “scuolabus a piedi”, di cui si è fatta promotrice l’amministrazione comunale di Roma. Nato in Danimarca negli anni ‘70 e diffusosi rapidamente in tutta Europa, lo “Scuolabus a piedi” è un gruppo di alunni che va a scuola accompagnato da adulti e che, come un autobus, parte da un punto di raccolta – ‘capolinea’ – e segue un itinerario definito con fermate durante il percorso. L’iniziativa ha raggiunto nella Capitale la sua massima espansione durante l’anno scolastico 2009/2010 (40 plessi scolastici e 1.800 bambini coinvolti). Interrotto per mancanza di fondi nel febbraio 2011, oggi lo “Scuolabus a piedi” rimane in vita grazie alla buona volontà di alcuni gruppi di genitori e di alcune associazioni no profit che si sono attivati in tal senso in alcuni Municipi (VIII, X, e XII) di Roma Capitale.
Più recente (2013) il Bike to school, esperimento promosso da una scuola dell’Esquilino con l’associazione Salvaiciclisti che ha raccolto un successo crescente nella città e che ora viene organizzato regolarmente l’ultimo venerdì di ogni mese. Tutte le info su biketoschoolroma.it. Per quanto riguarda il carpooling, cioè genitori che in modo organizzato e a turno accompagnano con la propria auto vari bambini, costituisce una buona iniziativa nei casi in cui la lontananza dagli edifici scolatici non permetta la realizzazione di pedibus o bicibus. In alcune città italiane come Padova il servizio di carpooling, partito a titolo sperimentale in alcune scuole periferiche della città, è stato successivamente esteso nell’anno scolastico 2013/2014 a tutto il territorio cittadino.  Quello che si evince dallo studio, grazie anche ad un confronto con le esperienze di mobilità sostenibile rinvenute in Europa, è che in Italia queste iniziative risultano prive di una progettualità di ampio respiro e, quindi, anche di un coordinamento da parte delle istituzioni che, invece, potrebbero sicuramente contribuire all’efficacia delle stesse. Sulla base di quanto emerso dallo studio, l’Agenzia ha formulato alcune considerazioni e valutazioni al fine di promuovere la propensione dei cittadini verso una mobilità multimodale ed a basso impatto ambientale. Perché la mobilità scolastica sostenibile si affermi, sostiene l’Agenzia, occorrono “progettualità di ampio respiro”, “coordinamento da parte delle istituzioni”, “realizzazione di interventi infrastrutturali” soprattutto accanto alle scuole (marciapiedi protetti, divieti di sosta per le auto, rastrelliere…), “modifiche al trasporto pubblico e alla viabilità locale in determinati orari” e, ovviamente, “formazione all’educazione e sicurezza stradale con il coinvolgimento di scolari, genitori e residenti”.

Studio “Trasporto e mobilità scolastica sostenibile: pedibus, bike to school e carpooling” [0,46 MB]

Fonte: ecodallecitta.it

Pedibus, “Ventibus”, “Ombrellibus”, a piedi i bambini vanno a scuola con più entusiasmo

Abbiamo intervistato Isabella Triassi, una dei genitori della Scuola Cardinal Borromeo di via Casati, referente della Linea Verde e accompagnatrice di 20 bambini ogni mattina per il progetto Pedibus milanese, finanziato dal Comune e organizzato da ABCittà e Legambiente

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“Siamo molto contenti del Pedibus della Scuola di via Casati e speriamo che questo progetto possa presso estendersi anche alle scuole meno fortunate della Cardinal Borromeo, in una zona (Porta Venezia, ndr) dove molti bambini già avevano la buona abitudine di andare a scuola a piedi. Ci dobbiamo impegnare a fare capire ai milanesi che camminare per andare a scuola può essere anche molto divertente e speriamo che anche nelle scuole più periferiche il Pedibus possa svilupparsi”, ci ha raccontato Isabella Triassi, madre di tre bambini e accompagnatrice di una delle 4 “linee”, la “Verde”, che ogni giorno portano a destinazione circa 20 bambini ciascuna, con tanto di fila indiana, pettorine e fermate di raccolta.

Qual è il bilancio di questo primo anno di Pedibus “su larga scala” del Comune di Milano?

Per noi genitori è un successo. La scuola elementare di via Casati è piccola, ha circa 250 scolari, ma al momento abbiamo attive 4 linee di accompagnamento, che coinvolgono circa 20 bambini ciascuna e quindi si può dire che almeno 1/3 dell’utenza è coinvolta. Anche i bimbi dell’asilo vicino ci vedono ogni giorno arrivare a scuola col Pedibus e poiché l’esperienza è coinvolgente, contiamo che i loro genitori da settembre iscrivano anche i nuovi “primini”.
Una volta però, da bambini, noi a scuola andavamo a piedi e da soli, senza bisogno del Pedibus …
E’ vero e sicuramente oggi i bambini sono “iper protetti”, sotto questo aspetto c’è una regressione della loro autonomia. Però oggi c’è un pericolo che 30 anni fa non c’era ed è purtroppo il traffico. La nostra scuola è vicinissima a C.so Buenos Aires, dove le macchine a volte sfrecciano ad alta velocità, un bambino delle primarie che debba attraversarlo da solo per andare a scuola affronta un reale pericolo. 

Il Pedibus è promosso anche come pratica per l’autonomia dei bambini e per conoscere meglio il quartiere. Questo succede nella vostra esperienza?

Sì, dopo un po’ che le colonne dei bambini del Pedibus prendono confidenza col tragitto, gli stessi bambini imparano a conoscere meglio vie, palazzi, giardini e negozi. Alla mattina i negozianti e i custodi dei palazzi ci salutano quando passiamo, sono felici di vederci e gli scolari sono entusiasti. Abbiamo esperienze di bambini che ora sono più felici di andare a scuola e non vedono l’ora di congiungersi alla colonna del Pedibus. Tant’è che si aggregano con qualsiasi condizione di tempo; in questi mesi siamo andati a scuola a piedi con il vento, con la pioggia, diventando “Ventibus”, “Ombrellibus” …. E’ molto divertente per loro.

Come può ancora migliorare questo Pedibus milanese?

Estendendosi a più scuole possibili (ora sono circa 15 quelle coinvolte, ndr) e soprattutto a quelle della fascia della seconda Circonvallazione. Il Pedibus è un progetto gratuito per le famiglie che debbono aderire solo sottoscrivendo un regolamento ed impegnandosi ad accompagnare i figli alla fermata prevista – sono circa 3 o 4, con il “capolinea” da cui si parte e dove si radunano il più dei bambini, e le altre segnalate lungo il percorso. 

L’esperienza si deve allargare per fare capire che anche a Milano andare a scuola a piedi si può e camminare non è davvero un male … 

Fonte: ecodallecittà

 

Itinerari casa-scuola: le abitudini dei bambini fotografate da “Smart School Mobility”

A Torino gli studenti delle elementari nel 63% dei casi vanno a scuola a piedi, mentre 1 su 3 va in auto. Sono alcuni dei numeri raccolti dal progetto Smart School Mobility, La citta si muove in modo intelligente375278

Ventidue scuole coinvolte – 17 elementari e 5 medie – per un totale di 87 classi impegnate  in diverse attività realizzate dal Laboratorio Città Sostenibile e dai Centri di Cultura di Iter del Comune di Torino. Sono questi i numeri del progetto Smart School Mobility, La citta si muove in modo intelligente, che ha coinvolto 1928 bambini e ragazzi delle comunità scolastiche in un percorso partecipato per diffondere forme di mobilità a basso impatto ambientale e promuovere percorsi sulla cultura della mobilita slow. Per avere una fotografia dell’esistente sono stati distribuiti 7300 questionari, utili a conoscere  come si muovono allievi e famiglie lungo il percorso casa-scuola, mentre i bambini, dopo aver esplorato l’ambiente e individuato criticità e opportunità, hanno elaborato alcune proposte e strategie d’intervento confluite in una serie di progetti.  Dalle risposte (5717, il 78% del campione) è emerso che gli studenti delle elementari nel 63% dei casi vanno a scuola a piedi accompagnati nell’88% dai genitori, solo il 2% va con gli amici o da solo; mentre 1 su 3 va in auto. Aumenta di qualche punto percentuale quanti tornano a casa senza l’ausilio dell’automobile; solo il 4% degli allievi torna con i mezzi pubblici. Più della metà dei ragazzi delle medie raggiunge l’istituto scolastico a piedi, mentre il 26% è accompagnato in macchina. Il ritorno all’abitazione rispecchia le stesse percentuali. In sostanza soltanto il 6% degli allievi delle scuole primarie si reca tra i banchi da solo o con gli amici o con il pedibus. Gli alunni italiani, diversamente da quanto accade per i loro coetanei in Germania (76%) e Inghilterra (25%), sono sempre “scortati” dagli adulti, un dato che secondo i pediatri e gli esperti disegna un quadro in cui i bambini sono privi di autonomia. Rispetto all’impatto che queste abitudini hanno sull’ambiente, i risultati emersi sono eloquenti: poco meno del 50% delle automobili sono a benzina, 4 su 10 sono a gasolio, solo il 4% è a metano. Infine solamente nel 5% dei casi le automobili sono al completo, nel 38% ospitano due passeggeri. In ogni plesso scolastico, come lo scorso anno, saranno coinvolte almeno tre classi, individuati insegnanti  di riferimento e coinvolte le famiglie. Il progetto è promosso dalla Città di Torino, Iter, l’Ufficio Scolastico Regionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  la Provincia di Torino e l’Asl To1. L’iniziativa è una delle azioni del piano Torino Smart School nel quadro degli eventi del progetto Torino Smart City.  In questa cornice il Consiglio Comunale ha adottato il Tape (Turin Action Plan for Energy), il cui obiettivo è la riduzione entro il 2020 degli spostamenti  quotidiani con le auto dal 69,22 % al 49,19% a fronte di un aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici o “lenti”. In particolare in prossimità degli istituti scolastici si vogliono promuovere percorsi pedonali e ciclabili, zone di rallentamento o di interdizione agli autoveicoli privati, organizzare pratiche di “car pooling”. In questo panorama i negozi del quartiere avranno  il ruolo di rendere i percorsi “sicuri” diventando punti di riferimento per bambini e genitori.  “Smart School Mobility, all’interno della cornice Smart School in Smart City, – ha sottolineato Mariagrazia Pellerino, assessore alle Politiche educative della Città – è uno dei tasselli dell’educazione alla sostenibilità. Significa educare le bambine e i bambini a parlare di come muoversi senza inquinare e di stili di vita ecologici”.
Camminando in percorsi sicuri – ha continuato Pellerino – si incontrano i compagni di scuola, nuovi amici, i commercianti dei negozi sotto casa. Andare a scuola a piedi significa anche imparare ad avere cura di sé e degli altri e una maggiore autonomia dagli adulti, uno stile di vita sano, anche attraverso la passeggiata fino a scuola”. Gli allievi saranno guidati da un architetto tutor del Laboratorio Città Sostenibile e da esperti e tecnici.  Insieme elaboreranno un piano di mobilita scolastica,  progetteranno cartelli di orientamento e segnaletica, strutture ludiche e giochi, costruiranno una campagna di comunicazione e buone pratiche di mobilita e sicurezza stradale. L’Ufficio Scolastico regionale coordinerà la formazione degli insegnanti, mentre l’Asl To1 promuoverà un incontro con le famiglie sugli stili di vita, la prevenzione, le relazioni tra movimento, alimentazione e benessere psico-fisico.
Le  Scuole interessate potranno aderire al progetto entro il 28 giugno, inviando la richiesta all’indirizzo mail labcittasostenibile@comune.torino.it

Fonte: eco dalle città

 

Pedibus a Rho: si parte a maggio in due scuole

Dopo una prima fase di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, il pedibus di Rho è pronto a partire: si comincia nella “E. Franceschini” di Via Tevere e “G. Casati” di Via Buozzi a Passirana. L’adesione è volontaria

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Non è facile coinvolgere genitori e insegnanti nei progetti Pedibus: i dubbi e le perplessità sono tanti e per questo il comune di Rho [/b ] aveva deciso di dedicare una lunga fase di sensibilizzazione sul tema prima di avviare il progetto.
Si è indagato su orari, abitudini, interesse e disponibilità delle famiglie, a cui sono stati distribuiti questionari da riempire, per valutare le effettive possibilità di riuscita del Pedibus, le abitudini attuali delle famiglie e la disponibilità a cambiarle e sostenerle. Per fare ciò sono stati distribuiti nelle scuole dei questionari rivolti ai bambini e alle loro famiglie, nei quali viene brevemente spiegato cos’è il Pedibus e quali sono i vantaggi che si possono ottenere nell’aderire a questa iniziativa. I questionari distribuiti sono stati complessivamente 1.914. Le famiglie che hanno dato riscontro, compilando e riconsegnando il questionario, sono state 1.227. Le due scuole in cui si è registrata la percentuale più alta di interesse sono state la “E. Franceschini” di Via Tevere (percentuale di interesse sul totale degli alunni a partecipare del 61,38 per cento) e la “G. Casati” di Via Buozzi a Passirana (percentuale di interesse sul totale degli alunni a partecipare del 54,21 per cento). Percentuali che lasciano sicuramente ampio margine di crescita. L’adesione sarà comunque volontaria.
Ci sono poi altre due scuole, la “Anna Frank” di Via Chiminello e la “G. Rodari” di Via Sartirana a Mazzo, che si stanno attivando per far partire le “linee” pedibus anche per i loro alunni. La partenza è prevista per il mese di maggio: orari e modalità si decideranno in base alla disponibilità dei volontari.

Fonte: eco dalle città

 

Pedibus Milano, quattro le “linee” a piedi per la scuola di via Casati (Porta Venezia)

Prosegue il coinvolgimento di bambini, insegnanti e genitori nel nuovo progetto Pedibus del Comune di Milano. Alla primaria di via Casati il 58% delle famiglie dice sì al Pedibus e il 33% dei genitori si offre come accompagnatore. Pubblichiamo il questionario. Saranno quattro i diversi tragitti al mattino, per i bambini a piedi. Operativo il sito http://www.pedibus-milano.it, con tutte le fasi del progetto milanese

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Sono 25 le scuole primarie di Milano che alla fine aderiranno al nuovo Progetto Pedibus, coordinato dalla cooperativa ABCittà insieme a Legambiente e nato per raccogliere l’eredità dei tragitti Pedibus già esistenti e ben funzionanti (come quello della scuola Dal Verme dell’Isola) ed ampliare la proposta a tutte le zone della città. Le scuole già pronte, come la Borromeo di via Casati 6, Zona 3, Porta Venezia,hanno risposto con entusiasmo alle fasi di preparazione e di raccoglimento dati del progetto. Pedibus infatti viene proposto a tutte le classi delle primarie coinvolte,attraverso un gruppo di insegnanti che si fa promotore del servizio, parlandone ai bambini e contattando i genitori. Il questionario inviato ai genitori della scuola di via Casati 6 ha avuto un ritorno del 61,5 %. Sono emersi dati molto interessanti, anche se specifici del tipo di scuola e zona della Borromeo (Porta Venezia, Zona 30 a velocità controllata): ad esempio che la “dipendenza dall’auto” come mezzo per portare i figli a scuola, quando c’è, nel 41% dei casi è perché l’auto o scooter è considerato essenziale dal genitore per poi andare al lavoro. Tra i motivi che ostacolano l’idea di andare a scuola a piedi, nel 21% dei casi c’è il traffico, nel 28% la ritenuta pericolosità del tragitto. Comunque, il dato molto positivo emerso è che il 58% delle famiglie che ha risposto vuole iscrivere i figli al Pedibus e ben il 33% dei genitori si propone per l’accompagnamento. L’esordio delle scuole a buon punto, come la Borromeo di via Casati, è previsto per metà aprile; il servizio a regime in tutte le 25 scuole, solo a settembre.
Per altre informazioni e conoscere tutte le scuole aderenti: http://www.pedibus-milano.it/

Fonte: eco dalle città