Combattiamo la paura di surgelare

Nel Regno Unito, la Food Standards Agency vuole convincere i consumatori a surgelare gli alimenti, per prevenire lo sprecoview (2)

Nel Regno Unito, l’ignoranza dei consumatori rispetto al modo corretto di congelare il cibo alimenta lo spreco alimentare. La Food Standards Agency (Agenzia per lo Standard Alimentare – N.d.T.) sta lavorando alacremente con il governo britannico per lanciare una revisione delle linee guida delle date di scadenza degli alimenti industriali e queste potrebbero includere anche alcuni suggerimenti sulla conservazione del cibo surgelato.

La Food Standards Agency vuole combattere le “paure della surgelazione”. Recenti studi dimostrano che una serie di falsi miti impedisce a tanti consumatori di surgelare gli alimenti per conservarli più a lungo. Gli inglesi gettano sette milioni di tonnellate di cibo e bevande ogni anno, con un costo di circa 470 sterline per famiglia e un elevato danno ambientale. Un’indagine condotta su 1500 consumatori ha rivelato che il 43 percento dei consumatori crede che il cibo possa essere surgelato soltanto il giorno in cui è stato acquistato (mentre invece è possibile surgelarlo in un momento qualsiasi entro la data di scadenza). Il 38 per cento, invece, sostiene che sia pericoloso ri-surgelare la carne dopo che è stata cotta e il 36 per cento ritiene erroneamente che il cibo surgelato sia poco salutare.

Quasi due terzi del campione hanno ammesso di avere buttato via del cibo nel mese passato: 36 per centoha gettato del pane, 31 per cento frutta e verdure e il 22 per cento della carne. Il motivo principale fornito per avere buttato via gli alimenti è che avevano superato la data di scadenza, una scusa addotta dal 36 per cento delle persone. Al tempo stesso, il 30 per cento ha ammesso di avere buttato via il cibo perché ne aveva comperato troppo e non lo aveva consumato, mentre più della metà, il 54 per cento ha affermato di essersi sentito in colpa quando lo ha gettato. La FSA ha sottolineato che questi comportamenti avrebbero potuto essere evitati utilizzando meglio il congelatore.

“Ogni anno gettiamo sette milioni di tonnellate di cibo” ha dichiarato Steve Wearne, direttore delle politiche dell’FSA. “La maggior parte di questo spreco non è necessario e una comprensione migliore di come surgelarlo potrebbe limitare di molto il problema”. Warne ha sottolineato come la ricerca condotta dalla FSA abbia dimostrato che “molte delle paure riguardanti il congelamento sono infondate. Il congelatore è una sorta di pausa, e quindi è possibile congelare gli alimenti fino al giorno della loro scadenza. Mentre il cibo è tenuto nel freezer, la sua qualità, comunque, lentamente si deteriora: raccomandiamo quindi di mangiarlo entro un periodo che va dai tre ai sei mesi e di conservarlo seguendo le istruzioni relative al suo congelamento. Una volta scongelato, deve essere consumato entro 24 ore”.

Fonte – theguardian.com

Traduzione – Laura Tajoli

E’ peggio temere la morte o fuggire la Vita?

“La Vita è davvero un miracolo eppure noi la passiamo in gran parte inconsapevoli, inseguendo obiettivi fatui, scappando da problemi apparentemente immensi, ma in realtà spesso futili e sognando un Domani Felice. Un domani che non arriva mai, perché non abbiamo mai tempo per costruirlo veramente, per viverlo Adesso”.

Siamo fatti di carne e ossa. Banale no? Eppure chi ci pensa mai veramente? Ieri notte ero a letto, ho fatto un po’ tardi. Mi sono messo sotto le coperte nella mia casa tra i monti. Ero solo, completamente solo. Ho appoggiato la testa al braccio e ho sentito il battito del mio cuore. Avete presente? quel sottofondo che ci accompagna sempre ma non ascoltiamo quasi mai? Batteva e in un attimo di consapevolezza l’ho visualizzato. Un affare rosso, un po’ impressionante, dentro il mio petto. Mi faceva quasi paura…

Un pezzo di carne a cui non penso mai ma che mi tiene in vita e senza il quale io non sarei più. Ed ecco che il senso di tutte le azioni quotidiane svanisce in un istante. Cazzo, un giorno quel coso smetterà di battere! Nella migliore delle ipotesi saro’ molto vecchio, ma smettera’. E chissa’ quali altre diavolerie contiene il mio corpo. Pezzi di carne a cui non penso mai, ma che mi permettono di essere, fare, pensare.3031743-poster-p-1-3031743-the-future-of-work-enough-about-introverts-mastering-the-way-to-work-with-extroverts

Che impressione… Siamo così forti e così fragili… La Vita è davvero un miracolo eppure noi la passiamo in gran parte inconsapevoli, inseguendo obiettivi fatui, scappando da problemi apparentemente immensi, ma in realtà spesso futili e sognando un Domani Felice. Un domani che non arriva mai, perché non abbiamo mai tempo per costruirlo veramente, per viverlo Adesso.

Mi sono addormentato con questi pensieri. Addormentato… Che succede quando dormo? Dove vado? Cosa è reale e cosa sogno? Domande banali vero? Solo che a volte penso che a forza di definire banali alcune verità e retorici alcuni valori abbiamo finito per l’allontanarli dalla nostra vita. La morte e la nascita sono eventi straordinari. Eventi a cui non assistiamo quasi mai.

Avvengono in luoghi impersonali, sterilizzati, bianchi, grigi, verdini. I cadaveri, i nostri noi del futuro, vengono seppelliti in bare super resistenti in cimiteri lontani. Vediamo delle croci, vediamo delle foto, ma non vediamo i nostri organi decomporsi. Le guerre, dove scorre il sangue, sono lontane: “Per carità! Non mostriamo i corpi in tv! I bambini si impressionerebbero!”

Sangue? Morte? Corpi? Eliminati, anestetizzati. Si fa l’amore con una busta di plastica che impedisce il contatto con l’altro, si partorisce con il cesareo, si mangiano animali accuratamente sezionati da altri, senza occhi, senza alcun legame apparente tra cadavere e corpo.

E così l’intera vita è virtualizzata. Possiamo vivere 50 o 100 anni, ma li passiamo senza sapere cosa siamo, come siamo fatti, di cosa ci nutriamo, in che mondo siamo immersi. Poi un giorno un pezzo si rompe ed ecco che inizia il calvario negli ospedali. Ecco che improvvisamente siamo pieni di rimpianti, vorremmo Vivere davvero… ma ora sì, rischia di non esserci più tempo. Cosa aspettiamo veramente? Da cosa fuggiamo nel nostro eterno rinviare la Vita? Cosa ci terrorizza così tanto? E perché? Non lo so. Forse potrei approfondire l’argomento, magari cercare di vivere una Vita Consapevole, ma non ho tempo… Ho troppi impegni. Domani forse.

O almeno, questo è quello che mi sono detto fino ad oggi. Ma ora non più. Ora voglio vivere il mio presente.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/02/temere-morte-fuggire-vita/