Bike sharing a flusso libero: problemi anche a Parigi e Washington

Anche all’estero non mancano i problemi derivanti dal parcheggio selvaggio delle bici condivise del bike sharing a flusso libero.http _media.ecoblog.it_0_019_bike-sharing-a-flusso-libero-problemi-anche-a-parigi-e-washington

Molti benefici ma anche parecchi problemi dalla diffusione nel mondo dei servizi di bike sharing free floating, cioè a flusso libero. E, a quanto pare, i problemi sono sempre gli stessi ovunque questo servizio arrivi: i clienti lasciano le bici nei posti meno adatti. Abbiamo già parlato più volte dei problemi del bike sharing italiano a Firenze e Milano, con le bici gettate nei canali o lasciate in mezzo ai marciapiedi se non addirittura portare all’interno di garage e recinzioni private. Abbiamo visto anche che a Vienna ci sono problemi del tutto simili, con bici abbandonate al di fuori degli spazi condivisi. Recentemente anche il Washington Post ha raccontato delle bici degli operatori Spin e LimeBike parcheggiate selvaggiamente nella capitale USA: ai bordi di laghetti e in riva ai fiumi, in mezzo ai marciapiedi, sui ponti, appoggiate ai portoni di abitazioni private o abbandonate dentro i cimiteri e le stazioni della metro. E non mancano, neanche negli Stati Uniti, veri e propri atti vandalici.  A Parigi, invece, ci sono problemi anche per il bike sharing a postazioni fisse: quello, pubblico, di Vélib’. Ciò è dovuto al fatto che a Parigi è in arrivo a gennaio un nuovo operatore di bike sharing, Smoovengo, che sostituirà Vélib’ e questo ha reso necessario aggiornare o sostituire oltre 1.200 postazioni, al fine di renderle compatibili con le biciclette del nuovo operatore. Il risultato è che, al momento, a Parigi è praticamente impossibile utilizzare il proprio abbonamento Vélib’, tuttora valido, e che Vélib’ sarà costretta a spendere un bel po’ di euro per rimborsare ben 300.000 abbonati.

Fonte: ecoblog.it

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Il video del parcheggio selvaggio sulla spiaggia di Realmonte: l’intervista al sindaco Pietro Puccio

I volontari dell’associazione MareAmico con un video denunciano il parcheggio selvaggio proprio sulla spiaggia delle Pergole a Realmonte in provincia di Agrigento. Ho sentito al telefono il sindaco Pietro Puccio che mi ha spiegato che purtroppo la storia si presenta ogni anno

Pietro Puccio è il sindaco di Realmonte, il comune sotto accusa per il video che vedete in alto e che si riferisce alla spiaggia delle Pergole invasa da una ventina di auto parcheggiate sulla battigia a pochi centimetri dall’acqua. Lo sento al telefono, mentre è in Giunta, per farmi spiegare cosa accade su quella spiaggia e perché è presa d’assalto dalle auto. Mi spiega che la Pergola, una delle sette spiagge di Realmonte è probabilmente la meno frequentata:

E’ una storia vecchia che dura da anni. Scendono con le auto fin sulla battigia. Noi abbiamo messo anche la settimana scorsa le barriere con l’autorizzazione del demanio che però sono prese e gettate in mare dai bagnanti. Preciso che la spiaggia rientra sotto la competenza del Demanio e domani incontrerò il comandante della Capitaneria di porto per trovare una soluzione. Ma certamente loro interverranno con le sanzioni e io voglio evitarlo. Capisco che in quella spiaggia ci vanno famiglie con bambini, sempre le stesse peraltro. Non possiamo mettere barriere fisse, come muretti in cemento, poiché chi abita nella zona, ci sono varie abitazioni, ha diritto a tornare o a uscire di casa. Come le dicevo la situazione è davvero complessa.le-pergole-5-620x350

D.: MareAmico l’associazione che ha girato la video-denuncia e pubblicato sul web, ottenendo un enorme successo e anche tanto sdegno, sostiene che la soluzione sia la creazione di un parcheggio aiuterebbe a tenere le auto lontane dal mare. Lei che ne pensa?

R.: Lo so anche io che ci vorrebbe un parcheggio, ma, mi creda, non è così semplice da farsi, come dicono. L’area è demaniale e il terreno intorno è per uso agricolo e non posso richiedere un esproprio per uso pubblico, poiché non ci sono le condizioni. L’unica strada da seguire è l’accordo bonario con i proprietari dei terreni circostanti e chiedere un piccolo spazio limitato per far parcheggiare le auto. Peraltro la zona è a rischio essendo una sorta di imbuto con una stretta strada sterrata che conduce alla spiaggia. Quindi non si può pensare al mega parcheggio, anche perché poi arriverebbero troppe persone, ma vanno individuate le zone più adatte e sicure. Consideri che ho solo 2 vigili urbani per controllare 7 spiagge e quella della Pergole è la meno affollata e su cui non sono presenti servizi.

D.: Come pensa di risolvere la questione, allora?

R.:Con il dialogo da portare avanti con i proprietari dei terreni circostanti. La spiaggia si trova in piena zona agricola e di questo ne dobbiamo tenere conto. La questione si pone ogni anno e io per ora non ho la soluzione definitiva. Sono arrabbiato e mi dispero ma per me l’unica strada da perseguire è la richiesta cortese di ottenere un po’ di spazio per lasciare parcheggiare le vetture. Se io impongo la scelta con un esproprio rischi solo di far lavorare gli avvocati che mi smonteranno questa soluzione in due minuti non essendoci le condizioni necessarie.

La spiaggia delle Pergole invasa dalle autole-pergole-1

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Fonte:  Agrigento notizie

Foto | MareAmico Delegazione di Agrigento