Amianto in paradiso: scoperta discarica abusiva a Courmayeur

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L’amianto arriva anche in paradiso, a due passi dal Monte Bianco. L’Arpa ha scoperto amianto in una discarica abusiva di Dolonne, una frazione di Courmayeur. Fra i materiali recuperati vi sono sia il crisotilo (amianto bianco) che il crocido lite (amianto blu). L’area, in uso all’impresario 61enne Daniele Fortunato, è stata sequestrata a maggio. Nel terreno di proprietà di una donna del posto, 1000 metri quadrati a destinazione agricola, sono stati scoperti 50 metri cubi di rifiuti speciali, fra cui onduline in fibrocemento-eternit ritrovate sminuzzate. Lo scorso 14 maggio, nel giorno successivo al sopralluogo, gli agenti del Corpo Forestale hanno sorpreso un dipendente dell’impresario mentre spianava la zona con una pala meccanica. L’uomo ha dichiarato di aver ‘tombato’, negli anni, residui non inceneriti e sacchi di cemento freddo un metro e mezzo sotto terra. Il presidente della Regione Augusto Rollandin ha ordinato all’impresario la bonifica dell’area.

Fonte:  Ansa

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Bali, le spiagge del paradiso sommerse dai rifiuti

Kuta e altre famose spiagge dell’isola indonesiana sono invase dalla spazzatura. Ma nei portali turistici l’immagine resta quella del passato

C’era una volta il paradiso. A Bali, una delle mete turistiche più ambite del mondo, le spiagge erano da sogno: sabbia finissima, vegetazione lussureggiante e acqua calda. Kuta, la spiaggia più famosa dell’isola è invasa dalla spazzatura: la plastica ricopre vaste porzioni della spiaggia e contenitori di detersivi e lattine di birra troneggiano. Nonostante l’immondizia i bagnati continuano a frequentarla, come mostrano le immagini del video. I portali turistici che invitano a vistare l’isola, però, offrono tutt’altra immagine (vedasi la foto) dello stato dell’isola: spiagge incontaminate e paesaggi da cartolina. Ai turisti viene “venduta” l’immagine della Bali del passato. Non soltanto Kuta si trova in queste condizioni: in molte spiagge l’eccessiva presenza di detriti plastici e vegetali in acqua rende impossibili le attività natatorie e di immersione. Il governo balinese sostiene che la spazzatura provenga dalla vicina Giava, ma buona parte della responsabilità sembra ricadere su un cambiamento delle abitudini dei balinesi che prima utilizzavano le biodegradabili foglie di banano per mangiare in spiaggia, ora i piatti di plastica che restano come una pesante eredità sulle riviere, nella memoria dei turisti e nei loro passaparola una volta tornati a casa. L’amministrazione locale sta sottovalutando il problema inquinamento, anzi ha ampliato il proprio aeroporto per accogliere ancora più turisti. Ma un maggior numero di turisti a Kuta Beach e nelle spiagge ugualmente inquinate rischia di essere un boomerang per un’isola che vive soprattutto dell’immagine che viene restituita dai viaggiatori che la scelgono per le loro vacanze.Trash Season Arrives On Kuta Beach

Fonte:  Perth Now