Follow The Sun, un pozzo per il Guatemala

Tre amici, un’idea e il crowfunding. Obiettivo: realizzare un pozzo ad energia solare in Sud America per portare acqua ed energia elettrica a chi ancora non ne ha.banf1

 

Enrico, Luca e Francesco sono tre amici con un’idea in testa e la voglia di realizzarla: portare acqua ed energia elettrica a chi ancora non ne ha. Nasce così Follow The Sun, ovvero la realizzazione di un pozzo ad energia solare in Guatemala. «Da qualche giorno abbiamo avviato una campagna di crowdfunding per poter finanziare un pozzo a pannelli solari da installare presso la comunità di Flores Costa Cuca nel dipartimento di Quetzaltenango in Guatemala – racconta Enrico Molineri – La richiesta ci arriva dal sig. Tito Natanael Vásquez, il sindaco guerriero che tutti i giorni lavora con la sua comunità». Un progetto molto importante, i cui costi si aggirano attorno ai 5.500 euro. «Esatto. Abbiamo inoltre deciso di semplificare la burocrazia. Se tutto procede secondo i piani e dimostrato il suo funzionamento, la comunità infatti potrà avere accesso al finanziamento per altri 7 pozzi e per organizzare l’assemblaggio manuale dei pannelli direttamente sul posto. I finanziamenti potranno essere richiesti al Banco del Centro America, l’ente centroamericano che si occupa di sviluppo delle comunità. Le pompe per l’acqua con i pannelli solari potranno essere installate presso le comunità non raggiunte dalla rete elettrica, che in quella zona rappresentano il 40% della popolazione. E si potranno anche sostituire le pompe attualmente connesse alla rete elettrica. Ricordo che la popolazione non può permettersi i costi di gestione del pozzo, in quanto il reddito medio di una famiglia è di 50$ al mese, mentre i costi di energia elettrica per estrarre l’acqua dai pozzi è di 60$ mensili. Le multinazionali certo non fanno sconti». Il pozzo servirà da volano per realizzare altri progetti, sempre nel rispetto della natura e delle persone. Come, per esempio, il progetto del monitoraggio delle falde acquifere, nato in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’ufficio della cooperazione internazionale del Comune di Torino.
Follow The Sun rappresenta il primo passo verso la costituzione di un’impresa sociale per il trasferimento di tecnologia nei paesi in via di sviluppo. Ispirandosi ai principi del social business, stile Yunus, l’intento è di sviluppare il trasferimento di tecnologia per quelle comunità che hanno difficoltà ad accedervi. Senza imporre nulla, ma sviluppando insieme alle comunità stesse, antropologi ed esperti dei vari settori, la migliore soluzione tecnologica che possa migliorare la vita delle persone. Ogni soluzione dovrà essere sostenibile dal punto di vista economico, ma nello ma nello stesso tempo essere compatibile con gli usi e costumi locali.
Al momento, grazie al crowdfunding sono stati raccolti 635 euro. L’importanza di internet in questo caso specifico è fondamentale. «Crediamo nella potenzialità della rete come veicolo positivo di idee – conclude Enrico – Per le donazioni abbiamo scelto una piattaforma di crowdfunding e siamo presenti anche su facebook. L’unione fa la forza. Le moderne tecnologie che si basano sull’utilizzo di internet rendono raggiungibile in modo facile e veloce qualsiasi punto del mondo. Questa è una grande opportunità per mettere in contatto persone e anche unire la domanda di beni primari».
Informazioni e donazioni:
www.buonacausa.org/cause/followthesun
www.anduma.org
www.facebook.com/anduma4planet

Fonte: ilcambiamento.it

Guatemala, Yucatàn-Belize
€ 29

Le celle solari diventano un inchiostro stampabile

Dall’Australia un avveniristico inchiostro in grado di stampare le celle solari come se fossero una tinteggiatura.

Il salto di qualità maggiormente atteso nel mondo del fotovoltaico è quello che riguarda il rapporto peso-potenza. L’obiettivo di chi opera nel campo della conversione dell’energia solare in elettrica è quello di rendere sempre più portatili ed efficaci i sistemi di alimentazione basati sulle energie rinnovabili. Ma in Australia un gruppo di 50 ricercatori dei campi più svariati, dalla chimica alla fisica per finire con l’ingegneria, hanno inventato un “inchiostro solare” che permette di stampare le celle solari su di una superficie consentendo agli oggetti di generare energia rinnovabile. Le potenzialità di questo inchiostro che riesce a catturare la luce solare restituendo elettricità sono davvero molteplici. Le sperimentazioni compiute dai ricercatori delle due Università di Melbourne e Monash e dell’Ente Nazionale di ricerca Csiro che hanno lavorato alla sua realizzazione hanno dato risultati positivi. Utilizzando una stampante adeguatamente predisposta per questo nuovo tipo di inchiostro è possibile applicare un sottilissimo strato di queste celle solari che risultano essere simili a una tinteggiatura. Fiona Scholes, coordinatrice del progetto ha scritto spiegato come numerose aziende si siano dette interessate a utilizzare questa tecnologia sui propri prodotti, anche perché le celle ottimizzano la captazione dei raggi solari risultando efficaci anche in condizioni di nuvolosità. Inoltre risultando semitrasparenti, queste celle potrebbero essere impiegate anche per il rivestimento dei grattacieli.

Noi li stampiamo su plastica più o meno nello stesso modo in cui stampiamo le nostre banconote plastificate. Il collegamento dei nostri pannelli solari è semplice come collegare una batteria,

ha poi aggiunto Scholes. La ricerca non si ferma e il prossimo step appare decisamente ambizioso: creare uno spray dell’inchiostro solare.

Fonte:  Abc

© Foto Getty Images

Bastano 60 mila kmq di pannelli fotovoltaici per fornire energia a tutto il Pianeta?

Basterebbero circa 60 mila kmq di pannelli fotovoltaici per garantire energia elettrica a tutto il Pianeta

Secondo la tesi di laurea presentata alla Technical University of Braunschweig da Nadine May, basterebbe riempire una superfice di circa 60 mila mq con pannelli fotovoltaici per fornire energia a tutto il mondo. Qualcosa pari allo Stato della West Virginia, insomma.AreaRequired1000-620x350

Ma allora perché non si installano semplicemente pannelli solari nelle aree più soleggiate del Pianeta? Perché più i pannelli sono distribuiti uniformemente e meglio è. La localizzazione potrebbe contribuire a diversificare le infrastrutture, ridurre le perdite di potenza inevitabili che si verificano con distanze di trasmissione lunghi e permettere a più paesi di condividere gli oneri di installazione e manutenzione. Abbiamo attualmente un sistema di produzione di energia centralizzato basato sul petrolio e tra i 10 paesi produttori principali almeno due sono in guerra e cinque sono considerati instabili. Il che ci dice che l’approvvigionamento potrebbe subire ripercussioni di varia natura come nel caso del conflitto Russia – Ucraina. Di certo l’autonomia energetica sta diventando una delle necessità dell’era contemporanea poiché l’approvvigionamento delle materie prime è spesso al centro di conflitti se non diretti anche indiretti. Le fonti rinnovabili vanno verso la direzione giusta e i paesi con alto irraggiamento solare sono ovviamente i più avvantaggiati. Ma in realtà sono i paesi più ricchi del Nord dell’Emisfero, sebbene con minor irraggiamento solare a approfittare dei pannelli fotovoltaici. Con soli 65 giorni di sole all’anno la Germania è stata definita leader dell’energia solare avendo ottenuto più della metà della sua energia totale dal Sole attestando una crescita del 34% per quest’anno. I pannelli fotovoltaici che attualmente usiamo però ci forniscono appena il 20% dell’energia catturata dal Sole e per diventare una valida fonte di approvvigionamento su larga scala ne dovrebbero catturare molta di più.

Fonte: CSMonitor
Foto | Land Art Generator

Uno studente nigeriano inventa l’auto che cammina sfruttando vento e sole

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Segun Oyeyiola, uno studente d’ingegneria nigeriano  della Obagemi Awolowo University, ha convertito un maggiolino della Volkswagen in un’auto a energia eolica e solare, pronta a sfruttare le condizioni metereologiche estreme, presenti nel suo Paese, per ricaricarsi. Il progetto è stato portato a termine con un budget di 6mila dollari e il materiale utilizzato, materiale riciclato e di scarto, è stato donato per lo più da amici e familiari. Così, Segun Oyeyiola ha dimostrato a tutti che, attraverso l’atteggiamento giusto e un po’ di ingegno, è possibile fare la differenza. La sua creatività ha reso possibile, infatti, dare nuova vita alla sua vecchia macchina, in maniera insolita, questo è sicuro, ma soprattutto in modo sostenibile. Il maggiolino è stato dotato di un gigantesco pannello solare piazzato sul tetto e una turbina a vento posizionata invece sotto il cofano. Mentre il pannello sfrutta i raggi solari, la turbina si avvale invece del flusso d’aria emesso mentre l’auto è in movimento. Per garantire che la vettura non crollasse sotto il peso di tutte le ulteriori tecnologie eco-friendly che sono state installate, Oyeyiola ha montato anche un super sistema di sospensione. Una tale trasformazione è del tutto inusuale e offre una prospettiva completamente nuova di concepire la mobilità. Interessante inoltre il fatto che l’auto sia stata ammodernata usando rifiuti riciclati. Segun Oyeyiola ha dichiarato di avere una ferma intenzione di continuare a lavorare su sull’auto, per perfezionarla e farla diventare il futuro della mobilità sostenibile in Nigeria e, perché no, anche di luoghi più lontani. Non solo, il suo sogno è anche quello di rende accessibili i veicoli per le persone che non hanno molti soldi. Per adesso, il suo è costato meno di 6mila dollari. Un problema futuro alla realizzazione del suo sogno potrebbe essere quello legato al reperimento dei materiali necessari per la costruzione di altri veicoli e, laddove ci fossero, delle competenze necessarie per assemblarli. In più, Oyeyiola ha dovuto affrontare le critiche di altre persone che pensavano che il suo lavoro fosse una perdita di tempo. Ora che però ha un prototipo funzionante, il piano è quello di migliorarne la progettazione per fare diventare il suo mezzo la macchina del futuro per la Nigeria. Ovviamente, è necessario apportare numerose migliorie a quest’auto. Ad esempio, attualmente, la batteria impiega circa 4-5 ore per ricaricarsi, il che non la rende ancora una soluzione comoda. Ma Segun ha la caparbietà e le idee giuste per rendere il suo prodotto competitivo e valido.

(Foto: oaupeeps.com)

Fonte: ambientebio.it

Fotovoltaico, l’asfalto con pannelli solari autofinanziato su Indiegogo

L’asfalto con pannelli solari viene finanziato grassroots su indiegogo con quasi 2 milioni di dollari raccolti con il crowdfunding

Delle autostrade implementate da pannelli fotovoltaici ne scrivevamo molto tempo fa su ecoblog.it poiché il progetto per essere realizzato doveva superare una serie di difficoltà piuttosto complesse. Il concept di strade con pannelli fotovoltaici integrati Solar Roadways dal 2009 è andato avanti e è passato di mano in mano fino a approdare sulla piattaforma di crowdfunding Inidegogo finanziato con quasi 2 milioni di dollari. L’idea è di usare le autostrade come immense piattaforme per implementare pannelli fotovoltaici con vetro temprato e con luci a LED che integrano la segnaletica sia per produrre energia elettrica sia per il sostentamento delle stesse strade che sarebbero più facili da mantenere e che durerebbero tre volte più a lungo del comune asfalto. I pannelli fotovoltaici però funzionano e producono energia di giorno mentre la segnaletica delle strade ha necessità di essere alimentata anche di notte. In merito nelle FAQ si legge:

Abbiamo progettato il nostro prototipo sulla base della “memoria virtuale”, nel senso che tutta l’energia in eccesso viene messa in rete durante le ore diurne e quindi si può riprendere dalla rete di notte. Questo è importante perché l’energia solare è disponibile solo durante il giorno, ma i nostri elementi riscaldanti devono poter funzionare anche di notte in inverno nei climi nordici. Tuttavia, possiamo aggiungere eventuali dispositivi di accumulo di energia, ad esempio, batterie che possono essere collocate in un cavo per un facile accesso. Abbiamo scelto di non utilizzare le batterie nel nostro prototipo poiché temiamo l’alto impatto ambientale dei sistemi di accumulo.led-620x350

Anima delle autostrade con pannelli solari è l’inossidabile Scott Brusow che punta a pannelli solari che costino meno di 10 mila dollari ossia tre volte il costo dell’asfalto. I pannelli del prototipo sono però destinati a durare tre volte più a lungo delle strade asfaltate anche se però non entra nel merito della sicurezza del manto stradale e della capacità di drenaggio, per cui Brusow spiega:

Così andiamo in pareggio e peraltro con i pannelli fotovoltaici si genera elettricità.

Solar Roadways ha ricevuto due tranches di finanziamento dalla US Federal Highway Administration per la ricerca e lo sviluppo di un sistema di pavimentazione ma la Fase II, per costruire il prototipo di un parcheggio, si sta per concludere e ora hanno bisogno di raccogliere fondi per procedere con la produzione. Di fatto il progetto non è ancora abbastanza redditizio, infatti la chiave del successo sta nel tipo di vetro che comporrà i pannelli fotovoltaici: deve essere molto resistente e con elementi che possano sciogliere ghiaccio e neve, in grado di resistere a anni di traffico e autoveicoli pesanti; ma dovrà anche essere in grado di auto-pulirsi perché altrimenti le celle solari se sporche per polvere o pioggia non catturano abbastanza luce solare.

Spiega Brusow:

La nostra superficie di vetro è stato testata per la trazione, prove di carico e resistenza all’impatto in laboratori di ingegneria civile in tutto il paese e ha superato tutti i requisiti.

La fase di test nei parcheggi dicevamo necessita di finanziamento ulteriore e dunque ecco il crowfunding su Indiegogo che per ora tocca quasi 2 milioni di dollari, ben oltre il milione richiesto per procedere con la fase di test. Dopo i soldi si passerà alla realizzazione della pavimentazione da installare in un mega parcheggio e con la strada che produrrà energia per sfamare i centri commerciali: esempio un Wal Mart oppure un superstore che ospiti un parcheggio di almeno 800 mila metri quadrati. Vedremo se alla prova dei fatti la strada con pannelli fotovoltaici avrà un ROI interessante per passare alla fase di produzione in scala.

Fonte: Girst

9 invenzioni sostenibili che potrebbero cambiare la nostra vita

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Alcune delle menti creative presenti nei diversi Paesi hanno messo, e continuano a mettere, le loro idee e intuizioni al servizio della società e dell’ambiente. Esistono delle invenzioni che hanno segnato delle tappe molto importanti nella nostra esistenza, soprattutto in termini di sostenibilità. Molte altre ne dovranno essere ancora create, ma queste nove, potrebbero veramente dare la differenza nelle nostre vite. Vediamo insieme quali sono.

Riciclaggio

Il riciclaggio è forse uno dei punti cardine del “movimento verde”. Più che un’idea, è una necessità, qualcosa che richiede il nostro sforzo e la nostra partecipazione affinché entri appieno a far parte della nostra vita quotidiana. Tutto ha il suo posto preciso; tutto, o quasi, può avere nuova vita per ridurre l’impatto sull’ambiente e il volume di rifiuti prodotto.

Lampadine a risparmio energetico

Sono ovunque nella nostra casa. Le lampadine a risparmio energetico arrivano a utilizzare il 75% in meno dell’energia necessaria alle lampadine normali. Ultimamente, si sta diffondendo un altro tipo di tecnologia, apparentemente più vantaggiosa di quella precedente: la tecnologia a ledpiù resistente, più luminosa e con una bassa dispersione di calore.

Pannelli solari

pannelli fotovoltaici sono un’altra delle invenzioni che potrebbe veramente cambiare il panorama energetico mondiale. Non solo sono una fonte di energia pulita, ma possono contribuire a ridurre i costi energetici delle case. Sono relativamente facili da installare e si può ottenere il massimo del funzionamento. Ne esistono di diversi tipi e possono essere utilizzati anche a complemento delle tradizionali fonti energetiche utilizzate per il fabbisogno domestico.pannelli-solari

Buste di plastica che diventano carburante

Questa invenzione prende il nome di Blest Machine ed è un’idea partorita dalla società giapponese Blest Corporation. La Blest Machine è un elettrodomestico trasportabile in grado di trasformare la plastica in carburante. L’idea è nata dalla semplice constatazione che la plastica è composta da olio e che quindi deve poter tornare al suo stato originario. Il dispositivo è in grado di convertire 1 kg di plastica in circa un litro di carburante, impiegando solo 1 kw di potenza. L’unico ostacolo alla diffusione è il prezzo: circa 10mila dollari. Per questo, i creatori si stanno concentrando sul ricercare un modo per abbattere i costi.

Auto ibride

Le auto ibride sono un’invenzione che potrebbe consentire di liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’Università di Middle Tennessee ha addirittura sviluppato un kit in grado di trasformare una normale automobile a benzina in un veicolo ibrido. Le soluzioni proposte per una mobilità sostenibile, fino ad oggi, sono comunque veramente numerose.

Bottiglia di plastica biodegradabile

Creata da una miscela di alghe brune e cloruro di calcio, Ooho è una sorta di membrana di plastica biodegradabile che potrebbe sostituire le bottigliette d’acqua. È un packaging commestibile, che permetterebbe di eliminare uno dei materiali più comunemente usati nel mondo e anche tra i più inquinanti.

Aereo a energia solare

L’aereo Solar Impulse è il primo prototipo di aereo fotovoltaico che utilizza come combustibile l’energia solare. Nato dopo un lungo lavoro di 7 anni, per mezzo di un progetto che ha coinvolto 70 persone e 80 imprese, Solar Impulse ha effettuato il suo volo inaugurale qualche anno fa. Alla guida, André Borschberg, uno dei fondatori del progetto stesso.

Macchina per creare carta igienica riciclata

Ecco un’invenzione decisamente bizzarra: la White Goat machine. Nata dal genio di alcuni inventori giapponesi, questa macchina ha lo scopo di convertire la carta dell’ufficio (o dell’altra normale carta) in rotoli di carta igienica. Ci vuole circa mezz’ora per convertire 40 fogli in un rotolo di carta igienica. Peccato che il prezzo sia eccessivo: 100mila dollari. Un’invenzione interessante però, non c’è dubbio!

Creare l’acqua dall’aria

WarkaWater è un progetto che potrebbe rivelarci decisivo per risolvere il problema della mancanza di acqua nelle zone dove c’è siccità o si sono verificati disastri naturali. L’idea è tutta italiana e viene dalla mente dell’architetto Arturo Vittori e del collega Andreas Vogler. la “torre” di WarkaWater si presenta come un enorme vaso, alto quasi poco più di nove metri e con una capacità di oltre 90 litri e ha il compito di raccogliere l’acqua di condensazione dell’aria. Per approfondire: http://www.lastampa.it/2014/04/18/blogs/voci-globali/warkawater-invenzione-rivoluzionaria-l-dove-manca-lacqua-RRGj9qsIOXtd95L9mlcCVP/pagina.html

Queste sono solo alcune delle invenzioni sostenibili che potrebbero cambiare le nostre abitudini, nel rispetto dell’ambiente. Anche se alcune sembrano veramente bizzarre!!

Ve ne vengono in mente altre?

(Foto in evidenza: StockMonkeys.com; foto interna: h080)

Fonte: ambientebio.it

Sette idee ‘luminose’ che aiutano i più poveri

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Portare l’elettricità nei villaggi dell’Africa e dei paesi più poveri del mondo promuovendo l’energia solare come risorsa energetica sociale aperta a tutti: è questo l’obiettivo delle tante associazioni umanitarie e delle Nazioni Unite che di recente hanno affrontato l’argomento nel rapporto ‘Sostenibilità ed equità’ in cui sostanzialmente si invoca l’accesso universale alle energie rinnovabili. Ecco una selezione di sette invenzioni e iniziative che potrebbero trasformare nel giro di pochi anni questo auspicio in realtà.

 

1. Lampade solari portatili. Una soluzione al problema delle pericolosissime (poiché facilmente infiammabili) e dannose(sia per la salute dell’uomo che per l’ambiente) lampade a kerosene arriva dall’associazione ‘Nuru’ che opera in Ruanda per aiutare le popolazioni più povere e bisognose. Si tratta di piccole luci a LED portatili e ricaricabili dal costo estremamente contenuto, ideali per illuminare piccoli ambienti domestici e aiutare i ragazzi a leggere e scrivere. E non è tutto. Per offrire un lavoro e una retribuzione stabile alle comunità locali, Nuru ha assunto piccoli imprenditori del luogo per la distribuzione delle lampade.

2. Solar Sister. Nata nella punta sud-sahariana del continente africano l’associazione Solar Sister riunisce le donne che hanno voglia di ‘cambiamento’ – per sé e per la comunità di appartenenza – ma desiderano anche svolgere un’attività lavorativa remunerata. Con un piccolo investimento iniziale necessario ad acquistare il kit di lavoro e i corsi di formazione necessari, queste ‘sorelle della luce’ vengono preparate alla distribuzione di lampade solari in sostituzione di quelle a kerosene, per conto di imprenditori locali che a loro volta offrono cure mediche, cibo, istruzione e assistenza. L’attività ha anche l’obiettivo di sensibilizzare le persone all’utilizzo di fonti energetiche più sicure ed economiche. Un approccio innovativo al problema della povertà.

3. Notebook a pannelli solari. Progettato per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, il Gyy iUnika è un notebook dotato di pannelli solari in grado di fornire l’energia necessaria al suo utilizzo. La scocca è composta da bio-plastiche e materiali biodegradabili come cellulosa e amido. Ecco un esempio di eco-gadgetcapace di democratizzare l’uso della tecnologia.

4. Educazione illuminata‘. Promossa dalla Selco Solar, ‘Luce per l’innovazione’ è un’iniziatica rivolta ai bambini delle zone rurali più povere dell’India che oggi non hanno ancora accesso ad un’istruzione adeguata ed ai servizi primari. Nato per incentivare le famiglie a provvedere all’istruzione dei figli, il progetto è finanziato per il 90% dall’associazione umanitaria e per il restante 10% dalle popolazioni locali. La prima scuola ad aver beneficiato del contributo ha avuto lampade solari per i suoi studenti e pannelli solari per il funzionamento di caricatori energetici in grado di garantire 10 ore di luce, valide non solo per lo studio ma anche per la sopravvivenza nelle abitazioni.

5. Kiran, la lampada solare. Realizzata con luci a LED ad altissima efficienza e un piccolo pannello solare posto nella parte superiore della struttura, Kiran è una lampada in grado di ricaricarsi alla luce solare diretta in sole 8 ore. Un bell’esempio di come la tecnologia intelligente in grado di migliorare la qualità della vita di molte persone che non hanno accesso diretto all’elettricità.

6. Solvatten, purificatore d’acqua. Quello di portare l’energia elettrica nelle comunità più povere e disastrate è solo la punta dell’iceberg. L’accesso all’acqua potabile, infatti, è una priorità che non può essere più ignorata. A dare il proprio contributo alla causa ci ha pensato l’inventore svedese Petra Wadstrom che ha inventato un sistema di depurazione dell’acqua alimentato con l’energia del sole. Il sistema, infatti, sfrutta i raggi UV per purificare l’acqua contenuta nella speciale tanica.

7. d.light, per illuminare la povertà. d.light è una società di design indiana specializzata nella realizzazione e distribuzione di lampade a LED per tutte le persone del mondo che non hanno energia elettrica. L’obiettivo di D.light è sostituire le lanterne a kerosene con la luce sicura e brillante della tecnologia LED che – tra le altre cose – consente di abbassare notevolmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. D. Light è balzata agli onori della cronaca per avere creato una lanterna solare considerata il sistema di illuminazione più economico e sostenibile in commercio e vincitrice del premio Ashden Award.

Fonte. tuttogreen

Eco sostenibilità: all’Ikea arrivano i pannelli solari

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Il colosso Svedese dell’arredamento a basso costo, lancia sul mercato i pannelli solari, con l’obbiettivo, entro il 2020 di rendere il pianeta più vivibile. In che modo? Sostituire le lampadine coi LED, che durano circa 20 anni e consumano l’85 di energia in meno, costruire elettrodomestici più efficienti ed economici, che ci permettano di risparmiare beni preziosi come acqua ed energia. Ma la grande novità è proprio quella dei pannelli solari, che in Irlanda e Inghilterra vengono venduti ad un prezzo di circa 6800 Euro.

Certo, costa poco perchè ci sarà un kit di montaggio con istruzioni in arabo e metterli in funzione sarà difficilissimo” penserete voi. Invece il prezzo comprende un kit da 18 pannelli fotovoltaici a film sottile prodotti dalla cinese Hanergy in Germania, che grazie agli incentivi si ripagheranno in 7 anni. Questa nuova strategia aziendale si chiama People & Planet Positive e si concentra su 3 aree: ispirare e aiutare milioni di persone a vivere una vita più sostenibile a casa, offrendo prodotti e soluzioni che consentano ai clienti di risparmiare consumando meno energia e acqua e riducendo i rifiuti. L’obiettivo dell’Ikea è anche quello di diventare indipendenti dal punto di vista energetico, autoproducendo il proprio fabbisogno energetico investendo 1,5 miliardi in impianti eolici e fotovoltaici. Questo è quanto dichiara Mikael Ohlsson, (nella foto a sinistra) Presidente e CEO del Gruppo IKEA. “Vogliamo creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone. Ma ‘migliore’ vuol dire anche più sostenibile. Da molti anni perseguiamo questo obiettivo e abbiamo già fatto molto. Ora siamo pronti al grande passo. People & Planet Positive ci permetterà di trasformare il nostro business e di avere un impatto positivo sul pianeta”.

Come dice Steve Howard, Chief Sustainability Officer del Gruppo IKEA, “La sostenibilità non è un lusso: dev’essere alla portata di tutti. Abbiamo oltre 770 milioni di visitatori nei nostri negozi. I clienti ci danno la straordinaria opportunità di realizzare i loro sogni con prodotti belli e convenienti, che aiutano a risparmiare sulle bollette riducendo i consumi di elettricità e acqua e limitando la produzione di rifiuti.” Le grandi aziende si mostrano finalmente sensibili ai problemi del pianeta, e se tutti, nel nostro piccolo facessimo qualcosa “goccia a goccia riempiremmo il mare” e il nostro mondo sarebbe più sano. Per tutti .

Fonte: GreenBiz.it

Pannelli fotovoltaici sul tetto della Casa Bianca installati questo weekend

Riqualificazione energetica alla Casa Bianca: questo weekend saranno installati nuovi pannelli fotovoltaici175634437-594x350

Sono iniziati nel weekend di metà agosto i lavori per la riqualificazione in grado di migliorare l’efficienza energetica complessiva della Casa Bianca. Barack Obama sostenitore delle energie rinnovabili e a pochi mesi dalle manovre antidumping contro il fotovoltaico cinese ecco arrivare pannelli solari americani sul tetto dell’edificio più importante d’America. Il bando per l’installazione di pannelli solari risale al 2010 quando Steven Chu era ancora segretario dell’Energia ma l’installazione avviene solo oggi a espletamento delle procedure amministrative: in sostanza saranno installati tra i 20 e i 50 pannelli solari a dimostrazione che anche gli edifici storici possono essere riqualificati in termini di efficienza energetica. La produzione di energia dovrebbe ammortizzare entro 8 anni l’investimento. Steven Chu disse nel 2010:

Questo progetto riflette il forte impegno del presidente Obama per la leadership degli Stati Uniti nell’ energia solare e per i posti di lavoro che si verranno a creare. La distribuzione delle tecnologie a energia solare in tutto il paese aiuterà l’America a condurre l’economia globale negli anni a venire.

Purtroppo la Storia ci ha consegnato pagine ben diverse. Comunque non è la prima volta che sul tetto della Casa bianca sono installati pannelli solari: il presidente Jimmy Carter ne aveva fatti installare 32 alla fine del 1970 per fornire acqua calda, ma il presidente Ronald Reagan li rimosse nel 1986. Poi, nel 2003, il presidente George W. Bush ha installato un impianto fotovoltaico su un edificio per la manutenzione con due unità termiche solari per il riscaldamento della piscina. Due campagne degli attivisti hanno fatto pressioni su Obama all’inizio del suo primo mandato per ripristinare i pannelli solari sul tetto.

Fonte:  Washington Post

 

Commento di 5 minuti per l’ambiente:

caspita veloci anche in America a rilasciare le autorizzazioni…..dal 2010 ad oggi!!!

Pannelli solari, Ue e Cina trovano l’accordo

Secondo le indiscrezioni il prezzo minimo di vendita dovrebbe essere fissato in 57 centesimi a watt, oltre i 7 gigawatt di vendita i dazi verranno alzati al 47,6% 1622893073-586x389

La guerra fredda commerciale fra Cina UE è finita o, meglio, è finita l’aspra battaglia riguardante i pannelli solari che, dopo l’innalzamento dei dazi doganali sulla produzione asiatica, aveva fatto crescere la tensione fino a ostruzionismi verso le eccellenze europee, ad esempio quelle vitivinicole. Karel De Gucht, commissario al Commercio della Commissione Europea ha annunciato di avere trovato una soluzione amichevole con Pechino riguardo all’importazione dei pannelli commerciali. A giugno Bruxelles aveva imposto una tariffa anti-dumping dell’11,8% sui pannelli importati dalla Cina che sarebbe salita al 47% qualora fosse mancato un accordo entro il 6 agosto. L’iniziativa era stata presa a tutela dei produttori europei schiacciati da una concorrenza asiatica capace di vendere addirittura a un costo del 90% inferiore. Nel 2011 la Cina ha esportato pannelli solari per un valore di 35,8 miliardi di euro, di cui il 60% nei paesi membri dell’UE.  Ora gli esportatori dovranno rispettare un prezzo minimo di vendita che, secondo alcune indiscrezioni, è stato fissato in 57 centesimi per ogni watt di energia prodotta. Nelle ultime settimane ci sono stati intensi colloqui fra le due parti per arrivare a un accordo per arrivare a stabilire un prezzo minimo per l’importazione dei pannelli solari che, secondo i fabbricati europei, venivano venduti in condizioni di dumping sul mercato UE.

Siamo fiduciosi che questo prezzo stabilizzerà il mercato dei pannelli solari cinesi e farà cessare il danno che le pratiche di dumping hanno causato,

ha spiegato De Gucht.

L’intesa ha mostrato l’atteggiamento pragmatico e flessibile di entrambe le parti e la saggezza necessaria a risolvere la vicenda,

ha confermato Shen Danyang, portavoce del ministero del Commercio cinese.

Il prezzo di 57 centesimi di euro per watt sarebbe applicabile fino a una soglia di sette gigawatt oltre la quale scatterebbe l’applicazione dei dazi al 47,6%. Negli scorsi giorni EU ProSun, un consorzio comunitario di produttori del fotovoltaico aveva affermato che la soglia di sette gigawatt continuerà a garantire una notevole fetta di mercato alla Cina, mentre dalla Cina fanno sapere di ambire a un’esportazione quantificabile in 10 gigawatt annuali.

Fonte:  Tm News