Entroterra, il progetto di agricoltura sociale che si apre al disagio psichico

Si chiama “Entroterra” ed è un progetto agricolo avviato dalla Cooperativa Entropia con l’obiettivo di coinvolgere persone svantaggiate in un percorso di coltivazione biologica di ortaggi. Il progetto ha anche il sostegno di Banca Etica.

Entropia” è una Cooperativa Sociale attiva nel territorio dell’Alto Vicentino che da trent’anni si occupa di progetti a favore di persone con disagio psichiatrico e che da tre anni accoglie persone che richiedono protezione internazionale; l’ospitalità avviene in piccoli appartamenti nella logica dell’integrazione sociale.

Ed è proprio “Entropia” ad avere avviate il progetto chiamato “Entroterra”, con l’obiettivo di coinvolgere persone svantaggiate in un percorso di coltivazione biologica di ortaggi. «Vorremmo sviluppare nel tempo anche altre attività legate all’agricoltura sociale come la trasformazione degli alimenti, l’ allevamento e l’educazione ambientale  – spiegano i promotori – Vogliamo unire la produzione agricola con la garanzia di un lavoro dignitoso e di integrazione sociale, rafforzando i legami con la comunità. Valori fondanti sono: la cooperazione nel lavoro, il rapporto con la terra ed il cibo genuino, la centralità delle relazioni».

«La parola chiave del progetto è rigenerazione – aggiungono – abbiamo attivato progetti riabilitativi e lavorativi rivolti ad utenti con disagio mentale e tirocini per richiedenti protezione internazionale. Il tipo di coltivazione valorizza il potenziale umano; attraverso l’utilizzo di piccoli macchinari minimizza l’impatto ambientale e incentiva un modello di agricoltura su piccola scala. Destinatari dei nostri prodotti sono soprattutto persone che vivono nelle vicinanze del nostro terreno, che contiamo di raggiungere partecipando a mercati locali e attraverso la consegna a domicilio. Incoraggiando lo sviluppo di un modello di CSA (Agricoltura Supportata dalla Comunità) e coinvolgendo i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), vorremmo offrire al territorio i nostri ortaggi coltivati con passione. Vorremmo inoltre avviare esperienze formative legate all’agricoltura consapevole e progetti educativi».

«Quest’anno stiamo coltivando un terreno di 1,5 ettari inutilizzato da diverso tempo e ci approvvigioniamo di acqua direttamente da un torrente adiacente. La coltivazione segue i principi dell’agricoltura biologica. Coltiviamo più di 50 varietà diverse di ortaggi di stagione e un centinaio di alberi da frutto di varietà antiche, circondato da siepi ed alberi spontanei, creando un piccolo ecosistema ricco in biodiversità».

Entropia ha avviato una raccolta fondi (QUI per contribuire) che permetteranno di velocizzare alcune operazioni, formare e sviluppare le potenzialità manuali delle persone che lavorano nel progetto e sviluppare un modello di orticoltura su piccola scala. Dal basso e a piccoli passi, ma così si avanza!

fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/entroterra-il-progetto-di-agricoltura-sociale-che-si-apre-al-disagio-psichico?idn=25&idx=29812&idlink=7

Consociazione: dalla a alla z tutti gli ortaggi consociabili

Dalla A di aglio alla zeta di zucca: quali piante da consociare e una guida specifica su quali fiori e piante unire agli ortaggi per combattere i parassiti per una agricoltura biologica, sana e redditizia. Leggi la guida!

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La consociazione, una delle pratiche agricole più antiche che si conoscano, consiste nella coltivazione di più specie sullo stesso terreno. Legnosa, erbacea o mista e ancora temporanea e permanente, la consociazione agraria oltre ai noti vantaggi (supporto di una specie in favore di un’altra) ne apporta molti altri. Conosciamo i benefici e alcuni esempi delle principali consociazioni agrarie.

LA PRATICA DELLA CONSOCIAZIONE

La consociazione è rappresentata dalla coltivazione di piante diverse sullo stesso terreno, che usufruiscono delle medesime pratiche agrarie. La consociazione può essere naturale (boschi e prati) e artificiale o agraria, quest’ultima dovrà rispondere a finalità tecniche ed economiche. Può avvenire anche tra specie legnose differenti (Vite e Olivo o Melo e Pero) o con varietà della stessa specie, con lo scopo ad esempio di ovviare all’autosterilità. Può essere anche temporanea, quando volendo passare ad un’altra coltura si vuole ridurre il periodo improduttivo delle colture a sviluppo lento. Le più tipiche in Italia sono quelle dei campi di grano con colture arboree ai lati o delle viti maritate ad alberi da frutto e traggono origine dalla mezzadria, periodo durante il quale il contadino, responsabile in prima persona della produzione, doveva ottimizzare e massimizzare la produzione per poter ottenere il maggiore quantitativo di prodotto possibile per se e per il proprietario del fondo.

BENEFICI DELLE CONSOCIAZIONI

I benefici della consociazione sono svariati e di carattere biologico, tecnico ed economico: la maggiore produzione rispetto alla coltivazione della singola varietà, il conseguimento di più varietà nello stesso ciclo e nella stessa superficie e l’ottenimento di fecondazioni incrociate tra varietà della stessa specie autoparasterili. La consociazione, inoltre, realizza un apporto reciproco di vantaggi tra le specie, il miglioramento qualitativo del prodotto, la modificazione nell’ambiente edafico oltre a rappresentare un ostacolo alla diffusione delle malattie, proteggendo le coltivazioni dagli attacchi parassitari. Vi sono, poi, una serie di altri vantaggi quali l’ombreggiamento di aree che necessitano di uno schermo dai raggi solari, la protezione attraverso piante frangivento di piante da frutto diverse (come eucalipto e alloro) e la possibilità di sfruttare al massimo il nostro orto grazie al diverso ciclo vegetativo delle coltivazioni consociate, alternando tra i filari specie a crescita lenta con varietà a crescita veloce. Quest’ultimo è il caso dei pomodori in consociazione con le insalate: i primi non necessitano di uno spazio eccessivo mentre le seconde possono essere raccolte dopo qualche settimana dalla semina.

LE FAMIGLIE DA CONSOCIARE

Non tutte le coltivazioni si adattano alla consociazione.

Le leguminose, per esempio, presentano una grande adattabilità, si associano bene a cucurbitacee, ombrellifere e crucifere ed hanno un potere fertilizzante naturale, fissando nelle radici l’azoto che successivamente liberano quando queste ultime si decompongono. Le solanacee, invece, non devono mai essere consociate tra di loro, salvo il peperoncino con il pomodoro.

Altre consociazioni utili sono:

  • liliacee con le ombrellifere
  • asteracee con le cucurbitacee e le chenopodiacee
  • le labiate con tutte (escluso il rosmarino).

Le rosacee, invece, si consociano bene con le orticole ma necessitano della protezione dell’asparago e dell’ortica e di piante che ne supportino i nutrienti come il ravanello, il tarassaco e la consolida maggiore.
Ci sono anche famiglie botaniche nemiche, che non dovrebbero pertanto essere piantate nella stessa area:

  • le ombrellifere, ad esempio, sono in disaccordo con tutti
  • le leguminose non sono consociabili con le liliacee
  • mentre le labiate (salvo il rosmarino) risultano particolarmente adattabili alle altre famiglie.

ELENCO DELLE CONSOCIAZIONI

Vi sono alcune erbe che apportano benefici in tutto l’orto: il cumino ammorbidisce il terreno, il dragoncello risulta utile in tutto l’orto, il levistico stimola la robustezza delle piante, la valeriana e la maggiorana migliorano il gusto e il tagete possiede un forte potere repellente. Ma vediamo nello specifico quali siano le consociazioni più riuscite in agricoltura e quali i vantaggi che è possibile apportare al nostro orto e al nostro giardino.

AGLIO

Consociazione: zucchini, barbabietole, pomodori, lattughe, fragole

Note: l’aglio contribuisce alla crescita delle rose, piantato vicino alle aromatiche potenzia il suo potere di proteggere da funghi e parassiti

BARBABIETOLA

Consociazione: cipolle, ravanelli, cavoli e rape

Note: la cipolla protegge dalle limacce

CAROTA

Consociazione: cipolla, ravanelli, piselli, lattughe, porri, rosmarino, salvia, pomodori

Note: rosmarino, cipolla e porro repellono la mosca della carota, l’erba cipollina ne migliora lo sviluppo

CAVOLO

Consociazione: barbabietole, fragole, lattughe, pomodori, piselli, spinaci, sedani, salvia e porri

Note: sedano, pomodoro e aromatiche allontanano la cavolaia. La menta aumenta la produzione e la qualità. La salvia la rende più tenera, il pomodoro protegge le crucifere dai coleotteri.

FAGIOLI

Consociazione: patate, santoreggia, petunia, cavoli, carote

Note: la santoreggia allontana gli afidi e migliora la crescita e il gusto, la petunia allontana gli insetti

FINOCCHI

Consociazione: cicoria, lattuga, piselli

Note: quelli selvatici non sono consociabili

FRAGOLE

Consociazione: ravanelli, erba cipollina, lattuga, cavoli e spinaci

Note: l’erba cipollina la protegge dagli attacchi di acari e Botrytis

LATTUGHE

Consociazione: cavoli, carote, ravanelli, fragole, finocchi

Note: data la rapida crescita, la lattuga, si associa bene con le altre varietà medio lunghe

MELANZANE

Consociazione: fagioli, nasturzio, tabacco ornamentale, calendola, garofano

Note: nasturzio, tabacco ornamentale, calendola e garofano le proteggono dagli aleurodidi

PATATE

Consociazione: melanzane, fagioli, calendule

Note: nasturzio, tabacco ornamentale, calendola e garofano le proteggono dagli aleurodidi

PISELLI

Consociazione: finocchi, carote, crucifere, zucchine, sedano, lattuga

Note: e’ bene precedano la coltivazione del pomodoro

POMODORI

Consociazione: carote, cavoli, cipolle, prezzemolo, basilico

Note: il tagete allontana i nematodi, la melissa e la menta ne migliorano sviluppo e gusto, come il basilico che in più allontana mosche e zanzare

PORRO

Consociazione: cipolle, cavoli, sedani e carote

Note: sedano e cipolla allontanano la mosca, la carota previene la tigna

PREZZEMOLO

Consociazione: ravanelli, asparagi, pomodori

Note: è benefico per moltissime coltivazioni ma non per lattuga, patata e pisello

RAPE

Consociazione: piselli, mentuccia

Note: la mentuccia tiene lontana l’altica

RAVANELLI

Consociazione: cavoli, barbabietole, fragole, lattuga, cerfoglio, piselli, pomodori, prezzemolo

Note: il cerfoglio ne migliora sviluppo e sapore

ROSACEE

Consociazione: aglio, ravanello, erba cipollina, tarassaco, consolida maggiore

Note: l’aglio contribuisce alla crescita e alla protezione dagli attacchi degli fitofagi. Quest’ultimo beneficio è dato anche dalla ruta e dal tanaceto mentre l’erba cipollina allontana gli afidi

SEDANO

Consociazione: porro, pomodoro, cavoli, rafano

Note: Il rafano lo protegge dagli insetti e dalla ruggine, il pomodoro ne stimola la crescita

SPINACI

Consociazione: cavoli, ravanelli, fragole, garofano

Note: il garofano ha un’azione repellente contro gli afidi

ZUCCA

Consociazione: fagioli rampicanti, mais, nasturzio, menta, timo, salvia, garofano, calendola

Note: calendola, salvia e garofano tengono lontano i pidocchi. il nasturzio la peronospora, la menta l’oidio, il timo le limacce

ZUCCHINA

Consociazione: cipolle e basilico

Note: Il basilico lo protegge dall’oidio

I FITOCIDI

Nelle note della precedente tabella si segnalano alcune specie che proteggono le coltivazioni consociate da alcune malattie e da alcuni fitofagi. Alcune coltivazioni, infatti, sono in grado di elaborare sostanze biologiche, dette fitocidi, attive contro alcuni agenti patogeni (batteri, funghi e insetti). Alcuni esempi sono: l’aglio contro l’oidio, l’insalata contro le altiche, la lavanda contro afidi e formiche o la calendola e il tagete che secernono dalle radici una sostanza fitocida in grado di contrastare i nematodi. Vediamo nella tabella seguente le principali patologie e le piante da consociare.

PARASSITI > PIANTE CONSOCIABILI

  • Aleurodidi della melanzana, cavolo, cetriolo, pomodoro > nasturzio, tabacco ornamentale, calendola, garofano
  • Altica delle crucifere > garofano, aneto, lattuga, menta, pomodoro, rosmarino, salvia, timo, coriandolo, santoreggia
  • Altica della bietola > spinacio, coriandolo
  • Bolla del pesco > liliacee
  • Dorifora della patata > coriandolo, fava, erba cipollina, rafano
  • Insetti terricoli delle piante ortive e ornamentali > tagete
  • Limacce della zucca, spinacio, lattuga > melone Timo
  • Mosca della carota: > liliacee, coriandolo, erba cipollina, salvia, prezzemolo, rosmarino
  • Mosca della cipolla > prezzemolo, carota
  • Mosca del fagiolo > rosmarino, santoreggia
  • Nematodi del pomodoro > calendola, garofano
  • Oidio del cetriolo, zucca e zucchino > Basilico
  • Peronospora del cavolo, cetriolo, zucca, fagiolo, lattuga, peperone > nasturzio
  • Pidocchi del cetriolo, zucca e lattuga > salvia
  • Pidocchi del cetriolo, zucca, spinacio, fagiolo, peperone > garofano
  • Pidocchi del pomodoro > nasturzio, aneto, prezzemolo
  • Pidocchi del melone > prezzemolo
  • Pidocchi del fagiolo e lattuga > rosmarino, aneto, santoreggia
  • Pidocchi delle fave > aneto, santoreggia, spinacio
  • Pidocchi della zucca, spinacio, fagiolo, lattuga, peperone > calendola
  • Pidocchi delle rose> Lavanda
  • Pieride del cavolo > borragine, cosmea, garofano, menta, rosmarino, salvia, timo, santoreggia
  • Ruggine del sedano > Rafano
  • Tripidi del gladiolo e dei piselli > tabacco ornamentale

NOTE E AVVERTENZE SULLA CONSOCIAZIONE

La regola generale, salvo le eccezioni viste, è di non coltivare mai nella stessa area specie appartenenti alla stessa famiglia: ad esempio, due cucurbitacee come cetrioli e meloni o due leguminose come fagioli e piselli. La ragione è semplice: specie appartenenti alla stessa famiglia impoveriscono il suolo degli stessi elementi, entrano in competizione idrico-alimentare e attirano i parassiti ai quali sono maggiormente vulnerabili. Una nota negativa sulla consociazione è che questa, soprattutto in passato, era difficilmente compatibile con la meccanizzazione e con alcune pratiche colturali. Tuttavia, pur essendo una tecnica consigliabile nell’orto e nel piccolo giardino, è possibile coltivare anche terreni di grandi dimensioni purché gestiti con criteri biodinamici i quali, potenziando la fertilità e gli equilibri chimo-fisici dei suoli, rendono la pratica della consociazione meno necessaria. Ricordate, infine che l’assenzio non è compatibile con quasi nessuna coltivazione, nonostante tenga lontano gli animali dall’orto, pertanto, sarebbe preferibile piantarlo a giusta distanza e al lato dell’orto.

CENNI STORICI SULLA CONSOCIAZIONE

Diffusasi molti secoli fa nei giardini privati inglesi, la consociazione era però già nota nell’antica Cina dove, accanto alle coltivazioni di riso, venivano piantate le felci del genere azolla. Questa varietà, fluttuando sulla superficie delle acque, non solo impedisce alla luce solare di raggiungere altre specie in competizione con il riso ma protegge anche un cianobatterio in grado di fissare l’azoto atmosferico, rendendolo poi disponibile. La consociazione si praticava, inoltre, anche presso molte civiltà precolombiane che piantavano congiuntamente il mais con un fagiolo rampicante chiamato Ayocote, coltivato alle più elevate altitudini messicane. Il mais, infatti, crea una struttura sulla quale il legume può arrampicarsi mentre quest’ultimo produce composti azotati indispensabili per una buona fertilizzazione del suolo.

Questa consociazione è alla base della tecnica della milpa, un vero e proprio agroecosistema altrimenti detta delle tre sorelle (tres hermanas) che prevede oltre alla coltivazione di mais e fagioli anche quella di zucca. Quest’ultima, estendendosi sul terreno ha un effetto pacciamante: trattiene, infatti, l’umidità del terreno e scherma i raggi solari, proteggendo il terreno dal proliferare delle infestanti. A volte associata anche ad altre coltivazioni come peperoncino, leguminose, cucurbitacee, pomodoro e avocado, la tecnica delle Tre Sorelle è ancora oggi un valido sistema agricolo, utilizzato in Centro-America per soddisfare le esigenze alimentari della popolazione.

Fonte: stilenaturale.com

Quartieri Ricicloni: cittadinanza attiva contro lo spreco. I vincitori del bando per micro-azioni locali di Milano

I tre vincitori: l’Associazione Kamba che propone “afro food and culture”; l’associazione Namasté (un film festival sul cibo e attività per i prodotti locali e biologici); “Orto Comune Niguarda”, che propone corsi per insegnare a raccogliere e conservare gli ortaggi

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Si è tenuta mercoledì 28 settembre la tavola rotonda: “Food Policy, buone pratiche locali e Commercio Equo Solidale: proposte e soluzioni per un sistema alimentare più equo e sostenibile”, con la premiazione del concorso “Microazioni per la creazione di un sistema alimentare locale più equo e sostenibile” . Si tratta di uno dei numerosi step del progetto Milano Food Policy, che negli ultimi due anni ha visto la costruzione di una ricerca sul territorio mirata a definire usi e costumi della città in campo di cibo e a delineare delle linee  di indirizzo per garantire cibo sano per tutti, promuovere la sostenibilità del sistema alimentare e lottare contro gli sprechi. Le linee di indirizzo milanesi, condivise da 129 capitali mondiali, sono recuperabili sul sito www.milanofoodpolicy.org. Dopo una serie di interventi a cura dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, Mauro Parolini, a sostegno del Commercio Equo e Solidale, la presentazione della Milano Food Policy a cura dell’assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune di Milano, Cristina Tajani, e agli interventi di Giovanni Paganuzzi, presidente di Equo Garantito e Stefano Magnoni della Cooperativa Choc Mendes, antesignana nell’avvio del commercio equo e solidale, si è arrivati al momento clou, quando sono stati nominati i vincitori. “Tre idee che dimostrano come sia possibile, anche in una realtà complessa e variegata come quella del commercio, introdurre progetti imprenditoriali e buone pratiche capaci di fondere attenzione per gli altri, ricerca e etica”, ha dichiarato l’assessore Cristina Tajani, Una visione del commercio in cui imprenditori, consumatori e fruitori dei servizi tornano a dialogare secondo principi di responsabilità sociale e ambientale senza rinunciare alla creatività e all’innovazione. “Come Amministrazione siamo impegnati nel diffondere modelli e buone pratiche che possano contribuire a sensibilizzare tutti i cittadini alla lotta agli sprechi e ad un consumo più consapevole”.

I tre vincitori: su 3476 votanti è risultata in testa l’Associazione Kamba con 697 click (20,05%), che propone “afro food and culture” con attività di ristorazione e formazione di alta cucina angolana, coinvolgendo giovani migranti e profughi. Un progetto realizzato dall’associazione Kamba, in collaborazione con Biofficina cooperativa e Boston Group. Seconda classificata l’associazione Namasté con 557 click (pari al 16,02%), che propone un film festival sul cibo e numerose altre attività per incentivare il consumo di prodotti locali e biologici. Terza, con 495 click (14,24%), l’associazione Orto Comune Niguarda che intende, tra le altre cose, avviare corsi per insegnare a raccogliere e conservare gli ortaggi, riducendo gli sprechi. Ad ognuno dei progetti vincitori è andato un premio di 2.500 euro a sostegno dell’iniziativa. Noi di Giacimenti Urbani, che abbiamo partecipato nell’ambito di Quartieri Ricicloni: cittadinanza attiva contro lo spreco, siamo arrivati quarti con 432 click (12,43% ) con Recup, il bel progetto di recupero del cibo nei mercati portato avanti da Ilaria Piccardi e Federica Canaparo, assieme a Rebecca Zaccarini e ad un gruppo di aiutanti. Dobbiamo far presente che in molti ci hanno segnalato delle difficoltà (negli smartphone non compariva per intero la lista dei progetti) e delle anomalie (in molti dicono che era possibile votare più volte) durante le votazioni. Nel caso di una prossima occasione, sarebbe utile mettere a punto un sistema di votazione più equo (e garantito…).

Fonte: ecodallecitta.it

 

 

A lezione nell’orto. Una guida pratica per adulti e piccini

“L’orto dei bimbi”, di Serena Bonura, è un manuale che fornisce con dovizia di dettagli tutta una serie di informazioni, consigli, schede di attività per vivere con i bambini l’esperienza dell’orto. Oltre 40 attività ludiche e didattiche per giocare, imparare e crescere con i semi, gli ortaggi, le erbe aromatiche e quant’altro la natura offre.ortodeibimbi

Sostenibilità, km0, orti sociali sono termini con i quali stiamo via via prendendo confidenza e che rappresentano modelli di vita alternativi a quelli dominanti, improntati a una nuova attenzione verso la natura e verso le esigenze più autentiche dell’essere umano. Essere guidati fin da bambini a ritrovare l’armonia con l’ambiente può rappresentare la chiave di volta, non solo per salvare il pianeta dagli scenari funesti di inquinamento e distruzione a cui le attuali politiche economiche sembrano averlo destinato, ma anche per recuperare uno stile di vita sicuramente più congeniale ai bisogni dell’individuo. A tal proposito è arrivata in libreria una bella guida pratica di un’esperta nel campo dell’ecologia applicata all’educazione e alla comunicazione, la sociologa e ortoterapeuta siciliana Serena Bonura. “L’orto dei bimbi” di Terra Nuova Edizioni è un manuale che fornisce con dovizia di dettagli tutta una serie di informazioni, consigli, schede di attività per vivere con i bambini l’esperienza dell’orto. Ha appena finito di attraversare la penisola, da sud a nord, il book tour in dieci tappe di presentazione del libro, in cui l’autrice ha convogliato la sua lunga esperienza di educatrice ambientale. Di questa esperienza fa parte il lavoro svolto con APE, Aula Permanente di Ecologia, una vera e propria aula didattica all’aperto realizzata nel borgo di Savoca, in provincia di Messina, in cui si coltiva un orto didattico insieme alle scuole del territorio. Innumerevoli gli spunti presenti nel libro, dai principi generali per progettare un orto a misura di bambino, in un giardino, su un terrazzo, ma anche su un davanzale o persino in una semplice bottiglia, alle attività ludiche per stimolare i sensi attraverso il contatto con la natura, sino alle ricette per cucinare con i bambini i prodotti dell’orto. Il tutto arricchito da coloratissime foto e illustrazioni, che rendono ancor più gradevole la lettura. L’idea di fondo è che l’orto sia il “microcosmo perfetto per la crescita di un bambino… una palestra vivace e colorata, piena di stimoli tattili, sonori e gustativi”, un’occasione unica per i bambini per scoprire il tempo ciclico, imparare a coordinare i movimenti, affinare le abilità tattili, sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e, non ultimo, scoprire la dimensione spirituale. “L’orto per me è un po’ come il mondo. Ci trovi tutto quello che ti serve”, questa la definizione dell’orto data da un bambino di 10 anni durante un’attività didattica. Ed ecco così garantiti anche quei diritti naturali dei bambini, sintetizzati dal maestro ed ecologista Gianfranco Zavalloni e citati nel libro, come il diritto all’ozio, a sporcarsi, agli odori, all’uso delle mani, al selvaggio, al silenzio, così spesso negati nelle nostre città. I benefici del prendersi cura della natura non sono prerogativa solo dei più piccoli. Ormai numerosi sono gli studi scientifici che dimostrano come le attività legate all’orto e al giardinaggio abbiano un potente effetto terapeutico, nell’ambito psicofisico, comportamentale e relazionale, riducendo ad esempio disturbi oggi molto diffusi quali stress, aggressività, ansia e depressione. Non resta dunque che rimboccarsi le maniche, armarsi di paletta e toccare con mano la forza guaritrice di Madre Terra.

Fonte: ilcambiamento.it

L'Orto dei Bimbi

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L’orchestra che suona frutta e ortaggi: a Rovereto si esibisce la Vegetable Orchestra

La Vegetable Orchestra si esibisce il prossimo 10 maggio al Festival di Rovereto Fiorita

Frutta e ortaggi sono strumenti musicali non solo cibo salutare. E ripercorrendo l’antropologia musicale un gruppo di musicisti austriaci ha messo in piedi una orchestra che per strumenti usa solo ortaggi, verdure e frutta. The Vegetable Orchestra nasce nel 1998 e da allora si è praticamente esibita in tutto il mondo. Approda il prossimo 10 maggio a Rovereto in occasione del Festival di Rovereto Città Fiorita e si esibirà alle 18 nel Cortile Urbano di Via Roma.

L’orchestra nel corso dei 15 anni di attività ha pubblicato tre album e procede per ogni esibizione allo stesso modo: si reca al mercato per acquistare ortaggi, frutta e verdure da trasformare in strumenti musicali. Ogni verdura viene accuratamente scelta dal suo musicista e preparata, ossia scavata, ripulita e predisposta a diventare strumenti musicali. Gli scarti sono lavati e cotti in un minestrone che viene poi offerto al pubblico.

Fonte:  Italia Fruit

Foto : The vegetable orchestra @Facebook

10 ortaggi da comprare una sola volta e coltivare per sempre

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Coltivare a partire dagli scarti. Ecco un’ottima idea per avere a disposizione nuovi ortaggi praticamente a costo zero. Vi basterà conservare le parti di scarto adatte di lattuga, cipolle e porri, oppure alcune foglie di basilico, o ancora la base di un gambo di sedano per dare inizio al vostro orto, anche in vaso, in modo semplice e conveniente, come insegna la permacultura.

Ecco alcuni esperimenti da provare subito.

1) Lattuga

Dopo aver acquistato un cespo di lattuga, potrete provare a coltivarlo a partire dagli scarti. Dovrete tenere da parte il fondo del cespo, posizionarlo in una ciotola con acqua vicino alla finestra per 15 giorni. Dopo l’inizio dello sviluppo del cespo, potrete trasferire la nuova lattuga in vaso o nell’orto, dove proseguirà la sua crescita.

Leggi anche: Come coltivare la lattuga a partire dagli scartilattuga_coltivare_scarti

2) Cipollotti

Dal nostro Forum ecco una fantastica idea per coltivare i cipollotti in un barattolo, a partire dagli scarti. Il tutto è molto semplice. E’ sufficiente conservare i gambi dei cipollotti, posizionarli in un vaso con dell’acqua e attendere che ricrescano. Così avrete a disposizione dei cipollotti sempre nuovi a costo zero.

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3) Sedano

Un altro ortaggio molto utilizzato in cucina che è possibile coltivare a partire dagli scarti è il sedano. Il sedano è in grado di ricrescere facilmente dal proprio gambo. Vi basterà conservare la base di un gambo di sedano, anziché scartarla. Quindi dovrete posizionarlo in un piattino con dell’acqua e attendere l’inizio dello sviluppo del nuovo ortaggio prima di trasferirlo nel’orto.

Leggi anche: Come coltivare il sedano in vaso partendo dal gambocoltivare_sedano

4) Cipolle

Anche le cipolle sono molto semplici da coltivare a partire dagli scarti. Vi basterà conservare la base dalla cipolla, oppure il cuore centrale dell’ortaggio, quando inizia a germogliare e ad assumere una colorazione verde. Come nei casi precedenti, potrete riporre le parti di scarto prima in un piattino con dell’acqua, e poi direttamente nel terreno.

Leggi anche: Cipolle: 5 modi per piantarle e coltivarlecoltivare_cipolle_2

5) Aglio

Ancora più intuitiva è la coltivazione dell’aglio. Vi basterà tenere da parte alcuni degli spicchi di una normale testa d’aglio, a seconda del numero delle piantine che vorrete ottenere e interrarli in vaso o nell’orto. I nuovi bulbi d’aglio si svilupperanno nel terreno e nel giro di poco tempo potrete raccoglierne di nuovi. Il consiglio è di piantare gli spicchi d’aglio nell’orto, accanto alle piante più delicate, per proteggerle dai parassiti.

Leggi anche: Come coltivare l’aglio in balcone in sei mossecoltivare_aglio

6) Zenzero

Coltivare lo zenzero in vaso, magari proprio sul balcone. è semplicissimo. Se avete acquistato dello zenzero, che con il passare del tempo ha iniziato a germogliare, vi basterà interrarlo in vaso, con la parte germogliata rivolta verso l’alto. A poco a poco vedrete nascere una piantina, che svilupperà le proprie foglie verso l’esterno e il nuovo zenzero sottoterra. Lo potrete raccogliere quando la piantina si sarà seccata, come nel caso delle patate.

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7) Patate

Dal nostro Forum ecco un esperimento che ci ricorda che coltivare le patate nell’orto o in vaso è semplicissimo. Se dalle patate che avete acquistato o raccolto sono spuntati dei germogli, non vi resta che suddividerle in varie parti e interrarle nell’orto o in vaso. In poche settimane inizieranno a spuntare delle nuove piantine. Quando le foglie si saranno essiccate, potrete raccogliere le patate.

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8) Basilico

Dal nostro Forum, ecco una fantastica idea per coltivare il basilico a partire dalle foglie e non dai rametti, come invece avverrebbe nel caso della talea vera e propria. E’ sufficiente posizionare alcune foglie di basilico in un bicchiere d’acqua e attendere una settimana. Alcune metteranno radici e saranno pronte per dare vita a una nuova piantina.

Leggi anche: Nuove piantine partendo dalle foglie di basilicoSAM_2030

9) Porri

Ancora un’idea per coltivare a partire dagli scarti. Lo potrete fare anche con i porri, posizionando le loro basi in un vasetto o in un bicchiere d’acqua. Si tratta di un importante insegnamento per i più piccoli della famiglia, che impareranno che le parti di scarto delle verdure sono in realtà il punto di partenza per la nascita di nuove piantine e ortaggi.porri

10) Avocado

Avete acquistato e gustato un ottimo avocado? Non dimenticate di conservare il seme e di iniziare a coltivare il vostro alberello di avocado in vaso. Questa varietà si adatta soprattutto alle regioni più calde. In Italia la coltivazione dell’avocado avviene in prevalenza in Sicilia. La coltivazione casalinga dell’avocado permette di non contribuire all’operato della criminalità nelle piantagioni del Messico.

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                                                                                                                                                                                                  Marta Albè

Fonte:greenme.it

Maltempo: 30% di raccolto in meno nel Nord Italia

Le piogge persistenti hanno messo in ginocchio le campagne di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna155342384-586x365

La pioggia non dà tregua e la primavera è tornata a vestire i panni di un inverno tardivo. In tutto il Nord Italia le temperature sono bassissime, tanto che nel week end è tornata la neve, anche su quote relativamente basse. Le semine sono in ritardo, in terribile ritardo e chiunque sia andato al mercato in questi giorni si sarà accorto di come il prezzo di frutta ed ortaggi sia schizzato alle stelle. Secondo le stime di Coldiretti, il 2013 potrebbe far registrare un 30% in meno di raccolti: dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia Romagna alla Lombardia le campagne sono sotto l’acqua, con migliaia di ettari che non riescono ad assorbire le precipitazioni delle ultime settimane. Il Giro d’Italia 2013, per esempio, rischia di venire ricordato come il più piovoso della storia. Dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dal mais alla soia, non c’è raccolto che non sia compromesso dalle condizioni meteo e anche gli allevatori sono in apprensione a causa delle piogge persistenti che fanno marcire il fieno per gli animali. Veniamo ai dati. In Piemonte i danni nelle risaie di vercellese e novarese sono quantificabili nel 50% del raccolto e anche per quanto riguarda il mais non va certo meglio: nelle province di Asti, Alessandria, Cuneo e Torino le perdite oscillano fra il 30 e il 45%. In Veneto per molti frutti il raccolto sarà dimezzato, molte ciliegie sono spaccate per la troppa pioggia. In Emilia Romagna è ferma la semina delle patate, mentre nel piacentino il 70% dei pomodori non è stato piantato.  In Lombardia la situazione è critica a tutte le latitudini, tanto nei frutteti della Valtellina, quanto nei campi del mantovano e del cremonese. Dall’inizio dell’anno le precipitazioni sono state del 53% superiori alla media, un dato che fa della primavera 2013 la più piovosa degli ultimi due secoli. I problemi connessi all’assorbimento delle acque non sono dovuti soltanto a cause naturali. Ogni giorno, in Italia, vengono cementificati 288 ettari di terreno agricolo (400 campi da calcio) che divengono impermeabili, causando i noti problemi di allagamenti e dissesto idrogeologico che finiscono periodicamente agli onori delle cronache. In vent’anni 1,2 milioni di aziende agricole hanno chiuso e, anche se fra le giovani generazioni sta rifiorendo il desiderio di tornare all’agricoltura, stagioni come queste sono un ostacolo e un potente dissuasore a chi voglia vivere dei frutti della terra.

Fonte: Coldiretti

 

 

Autoproduzione fuorilegge? La proposta Ue contro i piccoli coltivatori

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati”. Un provvedimento che favorirebbe le multinazionali a danno degli agricoltori che operano su piccola scala.pomodori_verdura

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. “Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams suNatural News – questa mossa è la ‘soluzione finale’ della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta”. Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali – aggiunge Adams in un intervento ripreso da Come Don Chisciotte – i burocrati europei possono finalmente “consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto”. Il problema lo chiarisce lo stesso Gabel: “i piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti”. Per cui, “non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali”.pianta__mano

Praticamente, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati. “Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti”, sostiene Adams. Tanto più che “i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi”. Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli. “Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali – spiega Adams – si sta stabilendo comunque un precedente che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di rispettare le stesse folli regole”. Un tecno-governo impazzito: “Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo”, spiega Ben Gabel. “Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono”. Inoltre, aggiunge Gabel, è molto preoccupante che si siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio. Come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli: “Il problema di questa legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di belle cose sul mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della legislazione”, come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose più facili, ma “negli articoli della legge c’è scritto tutto il contrario”, avverte Adams. Esempio: dove si spiega come ‘semplificare’ le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà amatoriali.ortaggi

Di fatto, spiega lo stesso Adams, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa comunitaria. “Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale”. Inoltre, spiega Gabel, questa legge “uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea”, avvantaggiando così i grandi monopoli sementieri. È quello che stanno facendo i governi, insiste Adams: “Stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare più nessuna libertà”, al punto di “ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale”. Si avvera così la ‘profezia’ formulata da Adams nel libro “Freedom Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un “contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando, aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto. L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: “I semi stanno per diventare prodotti di contrabbando”, afferma Mike Adams. “Chiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale”. Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena alimentare. “Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini”. Per questo, oggi “cospirano con le multinazionali come la Monsanto”, ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione. “Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo”.

Fonte: LIBRE

Crepes di ceci alle verdure di stagione

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Questi gli ingredienti per le crepes di ceci con verdure di stagione per 4 persone: 200 gr. di farina di ceci e 100 ml. di acqua per le crepes; per il ripieno verdure e ortaggi di stagione e a piacere, sale, aromi secondo gusto e olio evo.

La prima cosa da fare e pulire ortaggi e verdure e tagliarli a quadratini o listarelle a seconda del tipo e farli saltare in padella con olio extravergine di oliva. aromatizzate a piacere con rosmarino, alloro, pepe, pinoli, uvetta, menta, salvia, insomma con quel che preferite. Si passa poi alla preparazione delle crepes che è semplice . In una ciotola versate la farina e a mano a mano l’acqua sempre mescolando per evitare grumi, aggiungete sale, pepe, e aromi a vostro piacimento come curcuma, zafferano oppure zenzero. Sotto il cucchiaio di legno o la frusta che usate per mescolare dovrete proprio sentire la consistenza tipica della pastella per crepes. A quel punto mettete una padella sul fuoco e lasciatela diventare rovente; aggiungete un cucchiaio di olio extravergine di oliva e spargetelo per bene sul fondo aiutandovi con il movimenti circolari della padella dal manico; mettete un primo mestolo di pastella e spargetelo bene sul fondo; aspettate che si solidifichi il lato sul fondo e girate; così per le altre crepes.

Terminata la preparazione delle crepe si passa a farcirle con le verdure cotte e a comporle nel piatto accompagnate da foglie di insalata fresca come guarnizione.

Fonte: ecoblog

Il Vegan in Cucina

Voto medio su 10 recensioni: Buono

€ 9.8

Dal 15 al 17 marzo, FA’ la cosa giusta!!

Dal 15 al 17 marzo, FA’ la cosa giusta!

Dal 15 al 17 marzo riapre a Milano Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che quest’anno festeggia la sua decima edizione: una tre giorni per tornare a parlare di cambiamento nei nostri stili di vita, per renderli più sostenibili per l’ambiente e per il budget familiare

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Nata nel 2004 a Milano da un progetto della casa editrice Terre di mezzo, Fa’ la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, si prepara a vivere la sua decima edizione dal 15 al 17 marzo 2013 e si svolgerà come di consueto presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, storico quartiere fieristico di Milano.
Fa’ la cosa giusta!, fin dalla sua prima edizione, ha come obiettivo quello di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

L’esperienza del marzo scorso si è conclusa con la presenza di 67.000 visitatori, 700 realtà espositive, 2.500 studenti e 700 giornalisti accreditati. Un mondo dell’economia solidale rappresentato in vari contesti e in costante crescita.

In questi anni è infatti cresciuto notevolmente l’interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.

Le due anime di Fa’ la cosa giusta!, quella culturale e quella espositiva si evidenziano nel susseguirsi di oltre 270 appuntamenti, tra tavole rotonde, convegni, laboratori e spettacoli e nei 700 espositori che danno vita alla mostra/mercato costituita da 11 sezioni tematiche:

MOBILITA’ SOSTENIBILE – Sezione Speciale 2013
Associazioni, enti pubblici e imprese profit e non profit impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile: bicicletta, trasporto pubblico, car sharing, car pooling, apparecchi elettrici e a idrogeno.

ABITARE GREEN
Arredamento eco-compatibile, equo e solidale; design per la sostenibilità e l’accessibilità; studi di progettazione sostenibile, autocostruzione, complementi d’arredo con materiali naturali o di riciclo, detersivi eco compatibili, aziende di raccolta dei rifiuti e di macchine e sistemi per la raccolta e il riciclo, bio-edilizia e bio-architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici, energia prodotta da fonti rinnovabili. Spazio Orti e giardini.

COMMERCIO EQUO e SOLIDALE 
Empori e botteghe del mondo, produttori del Sud del mondo, associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale.

COSMESI NATURALE E BIOLOGICA
Prodotti per la bellezza, la cura del corpo e l’igiene personale.

CRITICAL FASHION
“Consumare moda critica” significa dedicare attenzione non solo allo stile e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano; il vestire acquista sempre più un valore simbolico, diventa il tramite per un messaggio relativo ai nostri valori, alla nostra identità, al nostro stile di vita.

EDITORIA E PRODOTTI CULTURALI
Siti, periodici, case editrici, case di produzione cinematografica e discografica, gruppi, associazioni, cooperative, imprese impegnate nella produzione e/o distribuzione di progetti e prodotti culturali.

IL PIANETA DEI PICCOLI
Abbigliamento, arredamento, giochi, prodotti per l’igiene personale e per la cura del bambino.

MANGIA COME PARLI
Aziende agricole (produttori e trasformatori) e distributori biologici e biodinamici; realtà che difendono la biodiversità; produttori locali a “Km 0”; associazioni e istituzioni impegnate in progetti di educazione all’alimentazione e in difesa della sovranità alimentare, consorzi di tutela dei prodotti tipici.

PACE E PARTECIPAZIONE
Associazioni locali e nazionali, distretti e reti, campagne, gruppi informali, gruppi d’acquisto, associazioni per la pace e la nonviolenza, Ong, volontariato, banche del tempo, comunità di vita, associazioni di tutela dei consumatori (Salone dei Consumatori), sindacati

SERVIZI PER LA SOSTENIBILITA’
Servizi vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.

TURISMO CONSAPEVOLE
Associazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e altre realtà impegnate nell’organizzazione e nella promozione di un turismo rispettoso dell’ambiente, dei diritti dei popoli e dei lavoratori.

Per maggiori informazioni:
falacosagiusta.terre.it

Fonte: eco dalle città