Torna l’ora solare: ma quanto abbiamo risparmiato spostando gli orologi?

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre gli orologi dovranno essere spostati un’ora indietro in virtù del consueto ritorno autunnale all’ora solare. Ma quanto abbiamo risparmiato, in termini di energia e soldi, nei mesi in cui è stata in vigore l’ora solare?376744

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre gli orologi dovranno essere spostati un’ora indietro. Come di consueto, infatti, è tempo di dire addio all’ora legale, che durante la primavera e l’estate ci ha permesso di godere maggiormente della luce diurna, risparmiando energia elettrica e gas. Il risparmio energetico, infatti, è la ragione per cui già nel lontano 1784 Benjamin Franklin propose (allora senza successo) di mandare avanti le lancette nei mesi d’estate. Nella bella stagione, infatti, il sole sorge molto presto, e senza il ricorso all’orario estivo, tanta “generosità luminosa” andrebbe sprecata. L’ora legale, invece, permette di ritardare apparentemente l’alba, permettendo di godere di un’ora di luce in più nelle ore serali. Con buona pace dei più mattinieri.

Ma a quanto ammonta il beneficio, in termini di elettricità risparmiata e soldi “salvati”? Secondo le stime di Terna, nel 2013 l’ora legale ha permesso un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 543,8 milioni di kilowattora. In termini di spesa, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia ha evitato di spendere complessivamente circa 102 milioni di euro. Una cifra che cresce in modo significativo sul lungo periodo: tra il 2004 e il 2012, il risparmio complessivo per l’Italia è stato di quasi 6 miliardi di kilowattora, pari a circa 900 milioni di euro. In Italia l’ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1916, per poi essere archiviata nel 1920. Il “doppio orario” tornò in vigore soltanto tra il 1940 e il 1948, pur se in maniera discontinua a causa della Seconda guerra mondiale. Una legge del 1965, infine, l’ha reintrodotta definitivamente a partire dall’anno successivo, in linea con gli altri Paesi dell’Unione Europea. Inizialmente, l’ora legale durava quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre, ma prima nel 1981 e poi nel 1996 la sua durata è stata allungata, così come nel resto d’Europa, fino ai 7 mesi attuali (dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre).

Fonte: eco dalle città

Ora legale: in 7 mesi risparmieremo energia elettrica per 90 milioni di euro

Ripristinata, nella notte tra il 30 e il 31 marzo, l’ora legale, che resterà in vigore per i prossimi sette mesi. Terna stima il risparmio energetico previsto in 543,8 milioni di kilowattora, pari al fabbisogno annuo di 180.000 famiglie

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L’ora legale è ritornata, puntuale come ogni primavera, nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo. Grazie allo spostamento delle lancette un’ora in avanti, nei prossimi 7 mesi, saranno risparmiati, secondo le stime di Terna, 543,8 milioni di kilowattora di energia elettrica. Si tratta, in concreto, di una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di 180.000 famiglie. In termini di costi, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2013 è pari a oltre 90 milioni di euro. Dal 2004 al 2012 l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 6,1 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 900 milioni di euro di minor costo. Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è aprile, con 125,8 milioni di kilowattora (pari al 23,1% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di Ottobre con 157,4 milioni di kilowattora risparmiati. Ciò è dovuto al fatto che aprile ha giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poiché le giornate sono già più “lunghe” rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria, ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale. L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2013.

Fonte: eco dalle città