Olio di oliva, olio di palma o olio di colza? La guerra commerciale

olio-di-palma-2

Olio di oliva, olio di palma o olio di colza? La scelta tra i diversi tipi di oli vegetali è stata al centro di un dibattito che si è tenuto all’Expo di Milano: l’occasione è stata la presentazione del libro “L’olio giusto”, scritto da Rita Fatiguso e José Gálvez ed edito da Giunti.

Olio di palma: 5 risposte alle domande più frequenti

Che cos’è? Fa male alla salute? Quali sono le conseguenze per l’ambiente? Quali sono i meccanismi di controllo? In quali prodotti lo troviamo? Cinque risposte alle domande più frequenti sull’olio di palma

L’olio di oliva, il nostro olio del Mediterraneo è il migliore, per tutte le sue caratteristiche – dice Gálvez – ma rappresenta solo il 2,5% della produzione mondiale“. Dunque, spiega stavolta Fatiguso, siamo di fronte ad “un tema che è molto sentito (complice anche la polemica Nutella-Royale, ndr), il problema è far quadrare i conti del pianeta ma anche quelli della salute“.

Dal punto di vista del consumatore finale la scelta è certamente difficile, visto il forte condizionamento dovuto alle strategie industriali e di marketing. “I protagonisti della guerra dell’olio – spiegano gli autori del libro – hanno spesso trasformato una battaglia commerciale in una sfida parascientifica poco trasparente a difesa della salute e dell’ambiente, facendo leva sul coinvolgimento emotivo del grande pubblico“.

La soluzione? Spingere i consumatori a diventare sempre più dei “controllori” di ciò che si decide di comprare: solo informandosi con accortezza è possibile prendere la decisione giusta sia sul tipo di olio da comprare, sia sulle tante marche e le varietà sul mercato.

Fonte: ecoblog.it

Annunci

Olio extravergine d’oliva biologico falso, sequestri tra Puglia e Calabria

E’ dall’alba di stamane che tra Puglia e Calabria si sta svolgendo una maxi operazione per smascherare la produzione e commercializzazione di falso olio extravergine d’oliva biologico. Il giro d’affari basato sulla vendita di olio extravergine di oliva biologico fruttava circa 30 milioni di euro all’anno a tre associazioni a delinquere che si muovevano tra Puglia e Calabria. Peccato però che nelle bottiglie, di olio biologico non se ne trovasse neanche una goccia. E così che dall’alba di stamane è in atto una vasta operazione di controlli e sequestri tra la Puglia e la Calabria per smascherare i falsi produttori di olio di oliva extravergine biologico. L’operazione è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Guardia di finanza di Andria in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Ispettorato Repressione Frodi di Roma e Bari) e l’Agenzia delle Dogane. Il bilancio dei controlli conta 16 ordinanze di custodia cautelare (di cui 2 in carcere) e il sequestro preventivo per 15 aziende che sotto la guida di tre associazioni a delinquere facevano girare un commercio da 30 milioni di euro all’anno. Imprenditori pugliesi con la complicità di altri imprenditori calabresi trasformavano olio di oliva comunitario, in genere proveniente dalla Spagna in pregiato olio di oliva biologico italiano. La truffa era organizzata alla perfezione e si basava sulla produzione di fatture false che comprovavano l’acquisto dell’olio biologico in Italia. In realtà le tre associazioni a delinquere di cui due facenti capo a un imprenditore di Adria compravano olio dalla Spagna e lo etichettavano come extravergine biologico italiano. Sotto sequestro anche 400 tonnellate di olio la cui qualità risulta scadente perché o contaminato o miscelato con altri grassi di provenienza sconosciuta.469829929-620x350

Il danno d’immagine per l’agricoltura biologica è altissimo considerato che è uno dei pochi settori che fa registrare una crescita a due cifre. Ogni anno il mercato del bio in Italia fattura 21,5 miliardi di euro e impiega 50 mila persone miliardi di euro e i contraffattori ne sono attratti.

Fonte:  Andria Live

© Foto Getty Images

Olio d’oliva e frutta secca, un aiuto contro il declino cognitivo

Bottiglia-olio

 

Sono davvero molti gli studi che confermano quanto una dieta sana, che includa alcuni ingredienti della dieta mediterranea, possa avere efficacia preventiva contro gravi disturbi e malattie. A questi, si aggiunge l’ultima ricerca dell’Università di Navarra (Spagna), diretta dalla dottoressa Elena H Martínez-Lapiscina e pubblicata sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry, secondo la quale l’olio d’oliva e frutta secca possono essere d’aiuto al cervello, proteggendolo da possibili patologie cerebrali,  come la demenza e il declino cognitivo. Lo studio ha coinvolto 522 volontari: uomini e donne anziani (55-88 anni), senza malattie cardiovascolari ma con alti fattori di rischio. Tra questi, diabete di tipo 2, storia familiare di malattia, fumo od alcol. Dopo una prima serie di test medici, il campione è stato inserito in PREDIMED, programma mirato all’individuazione precoce di malattia cardiovascolari. In seguito, sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi, di cui uno che avrebbe seguito la dieta mediterranea con l’aggiunta di olio extravergine di oliva o frutta secca, mentre l’altro gruppo (di controllo) che avrebbe ricevuto l’istruzione di seguire una dieta a basso contenuto di grassi, consigliata in genere per prevenire infarto e ictus.Frutta-secca

Nel periodo di controllo, i partecipanti hanno subito sia controlli del medico di famiglia che controlli trimestrali dei ricercatori sul rispetto della dieta, con l’aggiunta di test per il declino cognitivo. Alla fine del periodo di studio, la dottoressa ed i suoi colleghi hanno individuato 60 persone con declino cognitivo lieve: 18 del primo gruppo (dieta mediterranea ed extravergine), 19 del secondo (dieta mediterranea e frutta secca), 23 del terzo (gruppo di controllo). Andamento simile per i 23 volontari soggetti a demenza: 12 del primo gruppo, 6 del secondo, 17 gruppo di controllo. Infine, osservando in dettaglio i risultati dei test sul cervello, i volontari dei gruppi con dieta mediterranea mostravano punteggi significativamente migliori dei colleghi della dieta a basso contenuto di grassi. Commentando i risultati, la capo-ricercatrice  dottoressa Elena H Martínez-Lapiscina ritiene che, aldilà della cautela e della necessità di approfondimento, lo studio dimostri come la dieta mediterranea porti benefici a lungo termine al cervello.

Fonte:http://news.klikkapromo.it/2013/05/olio-doliva-e-frutta-secca-un-aiuto-contro-il-declino-cognitivo/