La regione dell’Ontario sarà la prima in nord America a dire addio al carbone

Secondo il primo ministro Kathleen Wynne si tratta dell’azione più significativa in tutto il nord America per combattere il riscaldamento globale. Una delle più grandi centrali a carbone verrà convertita a biomassa.Coal-plant-reflection

Se il governo conservatore canadese è al momento uno dei peggiori nemici dell’ambiente, altrettanto non si può dire del governo liberale della provincia dell’Ontario, la più popolosa della nazione. Come ha annunciato il suo primo ministro Kathleen Wynne, l’Ontario sarà la prima regione del Nord America ad essersi liberata dal carbone. A breve verrà chiusa la centrale di  Nanticoke,  un tempo una delle principali emettitrici di CO2 di tutto il Canada. La centrale diThunder Bay (attualmente ferma) verrà invece convertita a biomasse. L’ Ending Coal for Cleaner Air Act verrà approvato la prossima settimana per dare una base legislativa definitiva all’abbandono del carbone. Secondo il governo dell’Ontario, il carbone stava costando 4,4 miliardi di dollari in danni sanitari, ambientali e finanziari. «La nostra operazione di eliminare il carbone e investire nelle rinnovabili è la più forte azione in tutto il Nord America per combattere i cambiamenti climatici», ha dichiarato Wynne, ed ha perfettamente ragione.Si spera ciò costituisca in incentivo per il grande vicino del Canada, dal momento che le centrali a carbone USA contribuiscono terribilmente ad inquinare l’atmosfera.

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: i Paesi emergenti scommettono sulla green economy

Secondo il Worldwatch Institute dal 2005 a oggi il numero di Paesi con investimenti consistenti nelle energie rinnovabili è passato da 48 a 127175646103-586x389

Paesi emergenti scommettono sulle energie rinnovabili, consci del fatto che le risorse fossili siano al capolinea o, quantomeno, inferiori a quelle di un Pianeta che galoppa verso gli 8 miliardi di abitanti. Secondo una ricerca del Worldwatch Institute dal 2005 a oggi il numero di Paesi con investimenti consistenti nelle energie rinnovabili è passato da 48 a 127, ma il dato più evidente è che sono soprattutto i paesi emergenti a scommettere sul futuro della green economy. Otto anni fa il 58% degli Stati che finanziavano le energie sostenibili erano in Europa e Asia centrale, nel 2013 i Paesi di queste due aree pesano solamente per poco più di un terzo del totale. Le sorprese vengono dall’Africa Sub-sahariana, con ben 25 stati che hanno fatti grandi investimenti per il passaggio alle energie pulite. C’è grande vivacità anche nell’area caraibica e nel Centro America (17 paesi) e fra Medio Oriente e Nord Africa (12 paesi). Europa, Nord America e Asia hanno invece subito una forte battuta d’arresto dovuta alla crisi economica che ha frenato gli incentivi. Le modalità con le quali i singoli paesi promuovono le energie rinnovabili vanno dal tax credit (sgravio fiscale sulla produzione energetica green) alle deduzioni, dal feed-in tariff (simile al nostro conto energia) e il renewable portfolio standard (l’obbligo per i produttori di ottenere determinate percentuali di energia da fonti rinnovabili). Ma la vera sfida per gli Stati e per le utilities è riuscire a integrare in maniera armonica e produttiva le vecchie fonti in esaurimento e le nuove in via di sviluppo in un unico sistema.

Fonte:  Worldwatch Institute