Come far crescere un alberello di avocado a partire dal nocciolo

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Una delle piante più semplici da fra crescere da un seme è l‘avocado. Sembrerà strano ma da soli o con i bambini, in poco più di 2 mesi avrete una bella esperienza di come sbocci la vita a partire da un semplice grosso nocciolo. E senza fare troppa fatica o avere il pollice verde… Ecco qui una breve guida composta da pochi semplici passi, per far crescere una pianta di avocado a partire dal suo seme.

1. Rimuovi e pulisci delicatamente il seme. Fai in modo di non lavar via la sottile pellicina marrone che lo avvolge ma soltanto i residui di polpa.

2. È importante prestare attenzione alla parte del seme più appuntita, perché sarà quella da cui le radici cresceranno.

3. Posiziona 3 stuzzicadenti, con un leggero angolo di 45° gradi, lungo tutta la circonferenza del seme. Gli stuzzicadenti fungono da supporto, ti serviranno per tenere il seme a galla sul bordo di un bicchiere mentre la parte piatta del seme rimarrà immersa nell’acqua.

4. Posiziona il bicchiere presso un davanzale soleggiato e ricorda di cambiare l’acqua almeno una volta alla settimana, per evitare il proliferare di funghi e batteri. Scegli un bicchiere trasparente, così potrai vedere le radici del tuo avocado crescere!

5. Quando all’interno del seme inizieranno a formarsi delle crepe e la pellicina marrone inizierà a cadere, nella parte inferiore spunteranno le prime radici. Assicurati che non rimangano mai all’asciutto: quella dell’avocado è una pianta delicata, morirebbe nel giro di pochissimo. Sii paziente, ci vorranno circa 8 settimane!

6.  Quando la tua piantina sarà arrivata a misurare all’incirca 15-20 centimetri, spuntala (7 centimetri saranno sufficienti) per incoraggiarne l’ulteriore crescita. Arrivata nuovamente a 15-20 centimetri, piantala in un vaso di 20-25 centimetri in un terriccio ricco di humus. Assicurati che la parte superiore del seme rimanga esposta all’aria, poi posiziona il vaso nella parte della casa più esposta al sole. È una pianta tropicale, perciò più sole riceve, meglio è.

7. Tieni il terriccio della tua pianta sempre ben inumidito.

8. Una volta arrivata a 30 cm circa, la tua piantina è pronta per essere potata. Taglia via le prime foglie in cima cosicché diventi più folta, e rifallo non appena cresce di ulteriori 15 centimetri.

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Se la pianta è soggetta ad afidi niente paura: liberati degli insetti sciaquando delicatamente le foglie sotto l’acqua corrente, poi spruzza la piantina con una mistura d’acqua, una punta di detersivo per i piatti e un cucchiaino di olio di Neem, un sempreverde tipico dell’India. Perfetta fuori dal tuo balcone in estate, la piantina di avocado necessita di un ambiente più caldo in autunno-inverno, prima che le temperature inizino a scendere sotto i 7 °.

Così è facile avere il pollice verde!

Fonte: tuttogreen.it

Cos’è la silvoterapia, conosciuta anche come tree hugging

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È un’esperienza comune a molti quella di ricevere beneficio dallo stare all’aria aperta: con l’arrivo della bella stagione le occasioni per trascorrere del tempo in campagna o nei parchi pubblici della propria città tendono ad aumentare insieme al senso di armonia con la natura e al relax che il verde è in grado di regalarci. Anche il contatto diretto con gli alberi può essere un’occasione per sperimentare il benessere che se ne può ricavare; c’è una vera e propria terapia che si basa su questo presupposto e affonda, è il caso di dirlo, le sue radici nelle pratiche condotte dai sacerdoti celti che entravano in ‘empatia’ con gli alberi per mezzo del contatto fisico. La silvoterapia (dal latino silva che significa bosco, selva), anche nota nel mondo anglosassone come ‘tree hugging (letteralmente ‘abbracciare gli alberi‘), si basa sull’idea, sostenuta anche da evidenze scientifiche, per cui la prossimità fisica, o meglio ancora il contatto con gli alberi possa garantire una maggiore condizione di benessere psico-fisico grazie all’energia trasmessa da queste grandi piante al nostro organismo. Secondo alcuni basterà addossarsi al tronco, tenendo premuta la mano destra sullo stomaco e la sinistra sulla schiena per almeno 20 minuti per ‘catturare’ le virtù benefiche dell’albero che si è prescelto. E sarebbero soprattutto i bambini a beneficiare della vicinanza agli alberi e del ritrovarsi in spazi naturali con ripercussioni positive sul loro funzionamento cognitivo e sulla capacità di giocare creativamente. Infatti sembra provato che i piccoli che soffrono di deficit d’attenzione, si calmino e aumentino la loro soglia di concentrazione. I Celti attribuivano ai vari alberi una particolare virtù, per cui la betulla, ad esempio, simboleggiava la rinascita e la purezza. Il frassino era considerato l’albero della vita e dell’iniziazione mentre il biancospino permetteva di fare un viaggio dentro di sé e avere l’intuizione. L‘ontano invece dava il potere della conoscenza del futuro e il sorbo selvatico la magia e veniva considerato protettivo verso gli influssi negativi;  il salice simboleggiava la luna e quindi anche la donna e il nocciolo permetteva di conoscere il futuro e donava saggezza, così come la vite. L’agrifoglio poi proteggeva dai nemici ed era beneaugurante (e da qui il simbolo natalizio del bacio che porta fortuna per l’anno nuovo) mentre l’edera indicava le risorse interiori e la ricerca interiore. Infine la quercia era l’immagine della forza e della capacità di vincere e il giunco le forze esterne a cui si deve soggiacere. Provare non costa nulla, tutt’al più godremo del contatto con la Natura, che è sempre un toccasana!

Fonte: tuttogreen