I neonicotinoidi non uccidono solo le api: pericolosi anche per gli esseri umani

Due insetticidi neonicotinoidi possono avere effetti dannosi anche sul sistema nervoso umano: a dirlo è la European Food Safety Authority (EFSA). Dunque, non sono pericolosi solo per le api.api

I neonicotinoidi incriminati sono l’acetamiprid and l’imidacloprid, che secondo i dati raccolti dall’Efsa risulterebbero neutorossici per l’uomo. Il panel di esperti che ha lavorato sulla questione ha anche sollecitato che vengano definiti criteri sulla base dei quali rendere obbligatori studi specifici per l’autorizzazione di queste sostanze, comprese strategie per valutare il potenziale neurotossico di tutti i neonicotinoidi. Il parere dell’Efsa era stato richiesto dalla Commissione Europea dopo una recente ricerca comparsa sulla rivista scientifica PlosOne che attestava proprio effetti sul sistema nervoso. Gli esperti Efsa hanno concluso che l’acetamiprid e l’imidacloprid possono avere effetti negativi sullo sviluppo dei neuroni e sulle strutture cerebrali danneggiando funzioni come l’apprendimento e la memoria. Il parere conclude affermando che gli attuali livelli di esposizione potrebbero non essere adeguati per garantire protezione e quindi dovrebbero essere ridotti; si sollecitano anche ulteriori studi. Per quanto riguarda le api la tossicità è ormai ampiamente dimostrata. L’Italia è stato il primo paese a sospendere l’impiego per la concia delle sementi con un divieto temporaneo, gli altri Paesi sono andati avanti in ordine sparso fino a quando la Commissione Europea nel 2012, ha chiesto ad Efsa di esprimersi. Il parere ha sollecitato il divieto d’uso almeno sulle colture più sensibili come mais e colza (arrivato nel gennaio 2013) ma le sostanze prese in esame erano state solo tre (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam).

Fonte: il cambiamento

La socialità delle api: tutto merito dell’antenna destra

Secondo una recente ricerca pubblicata su Nature Scientific Reports fra le api esisterebbe un fenomeno di lateralizzazione del sistema nervoso legato al comportamento sociale.

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Anche il sistema nervoso delle api, così come quello di noi umani, è interessato da fenomeni di lateralizzazione. A scoprirlo è stata una ricerca condotta dal team di lavoro composto da Lesley J. Rogers, Elisa Rigosi, Elisa Frasnelli e Giorgio Vallortigara, direttore del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e Rovereto,  che ha pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports uno studio nel quale si dimostra come il comportamento sociale delle api sia regolato dall’antenna destra.

Le attività cerebrali nelle apiapi-4

Proprio come accade all’uomo, anche fra le operose impollinatrici le attività cerebrali sono lateralizzate: ogni emisfero gestisce determinati compiti e, in questo modo, vengono ottimizzate le risorse necessarie alla gestione dei sofisticati meccanismi cognitivi che caratterizzano i comportamenti in una società complessa.

Un milione di neuroniapi-7

A fronte di un cervello con poco meno di un milione di neuroni, le api hanno una flessibilità comportamentale notevole: riconoscono facce umane, apprendono dal contesto, si adattano alla distribuzione dei compiti e al loro ruolo sociale, comunicano e si orientano senza necessariamente rifare gli stessi tragitti. La capacità di affrontare una simile complessità ha convinto i ricercatori a indagare sulla lateralizzazione delle funzioni neuronali.  

L’antenna destraapi-13

Fino a questa ricerca era stata dimostrata soltanto una lateralizzazione relativa a sensibilità e memoria olfattiva (legata alla distribuzione dei sensilli olfattivi sulle antenne). Le api nelle quali era presente l’antenna destra erano più propense a mostrare un comportamento socievole e positivo(per esempio con l’estensione della proboscide), quelle prive dell’antenna destra, al contrario, si dimostravano aggressive, mostrando il pungiglione e le mascelle alle altre api, anche quelle del proprio alveare. Osservazioni che potrebbero essere oggetto di approfondimenti nella direzione della comunicazione fra le api, determinata dal battito delle ali e da geometrie e inclinazioni del volo che indicano, per esempio, la distanza e la direzione di un gruppo di fiori ricchi di polline.

Fonte: Le Scienze