L’Europa vieta i pesticidi che uccidono le api

L’Europa salva le api e vieta i pesticidi che le uccidono. Gli Stati membri dell’Unione Europea, hanno infatti approvato una proposta della Commissione, per vietare l’uso di tre pesticidi neonicotinoidi, che potranno essere utilizzati solo all’interno di serre permanenti, senza contatto con gli insetti. I Paesi membri dell’Ue hanno approvato la proposta della Commissione europea che introduce il divieto di utilizzo all’aperto di tre pesticidi perché nocivi per le api. L’impiego dei principi attivi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, noti come neonicotinoidi), che è molto diffuso in agricoltura, sarà consentito solo in serra. Anche l’Italia ha votato a favore del bando, insieme alla maggioranza dei Paesi membri.

“Quello fatto dai Paesi membri dell’UE che hanno approvato la proposta della Commissione di introdurre il divieto di utilizzo all’aperto di 3 pesticidi, noti come neonicotinoidi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam), è un primo e importante passo avanti per la protezione delle api e degli altri impollinatori”, afferma il WWF.RTXZ3DT-e1487891078282-1024x629

“Tuttavia – continua l’associazione – la decisione di oggi riduce i rischi ma non li elimina: è necessario continuare la battaglia affinché si arrivi al bando totale di queste sostanze. Lasciando in commercio queste molecole per le produzioni in serra, infatti, non solo non si esclude il rischio di contaminazione dell’ambiente esterno ma anche l’utilizzo illecito. È quindi urgente predisporre un sistema di controlli efficaci e prevedere sanzioni adeguate per chi non dovesse rispettare il divieto di utilizzo in campo aperto”.

Anche Greenpeace accoglie con grande soddisfazione il bando permanente e quasi totale di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api. “Questa è una notizia importante per le api, l’ambiente e tutti noi. Il voto a favore dell’Italia certifica l’attenzione dei cittadini italiani per la protezione degli impollinatori”, dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “I danni di questi neonicotinoidi sono ormai incontestabili. Bandire questi insetticidi è un passo necessario e importante, il primo verso una riduzione dell’uso di pesticidi sintetici e a sostegno della transizione verso metodi ecologici di controllo dei parassiti”.

Il bando votato oggi estende quello parziale già in essere dal 2013 per tre neonicotinoidi – l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta. Rimane consentito il loro utilizzo solo all’interno di serre permanenti.whats-the-big-deal-with-pesticides-x1280

I Paesi che hanno votato a favore del divieto sono: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo, Malta, che rappresentano il 76,1% della popolazione dell’Ue. Quattro i Paesi contrari al divieto: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania. Oltre ai 3 insetticidi in discussione, ce ne sono altri che costituiscono una minaccia per le api e altri insetti benefici. Tra questi quattro neonicotinoidi, il cui uso è attualmente permesso in Ue: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos. Per evitare che questi tre insetticidi ora vietati vengano sostituiti con altre sostanze chimiche che potrebbero essere altrettanto dannose, Greenpeace ritiene che l’Ue debba bandire l’uso di tutti i neonicotinoidi, come la Francia sta già considerando di fare. È inoltre necessario applicare gli stessi rigidi standard utilizzati per questo bando alla valutazione di tutti i pesticidi e, soprattutto, ridurre l’uso di pesticidi sintetici e sostenere la transizione verso metodi ecologici di controllo dei parassiti.download

Sul divieto introdotto dall’Ue si è espressa anche la Coldiretti. “Per salvare le api è ora necessario che il divieto riguardi coerentemente anche l’ingresso in Italia e in Europa di prodotti stranieri trattati con i principi attivi sotto accusa”.

“Non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia ed in Europa, anche grazie agli accordi di libero scambio, ed è necessario, invece, che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Le api – sottolinea la Coldiretti – sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori tanto che Albert Einstein sosteneva che: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/04/europa-vieta-pesticidi-uccidono-api/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

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Moria api, i neonicotinoidi funzionano come contraccettivi

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Che la moria delle api che interessa da alcuni anni l’apicoltura fosse connessa all’utilizzo dei neonicotinoidi lo si sapeva da tempo, ma quali fossero le cause che portano al declino delle api in molte zone del mondo restava da chiarire. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto della salute delle api dell’Università di Berna, in Svizzera, ha scoperto che i neonicotinoidi agiscono come contraccettivi per i maschi delle api. Parzialmente vietati dall’Unione Europea, i neonicotinoidi continuano a essere utilizzati su vasta scala negli Stati Uniti. Nella fase sperimentale, i ricercatori hanno constatato come i maschi sottoposti a questo tipo di pesticidi avessero una durata di vita e una quantità di sperma ridotta del 39%. Secondo Junko Tokumoto che ha partecipato allo studio è un dato di fatto che i pesticidi producono delle reazioni di stress ossidativo. Gli spermatozoi, vista la composizione della loro membrana cellulare, sono particolarmente sensibili a questo tipo di stress. Ma potrebbe esserci anche un effetto indiretto dei neonicotinoidi: la sostanza tossica, infatti, potrebbe pregiudicare le api-nutrici che si occupano dei giovani maschi. La moria delle api non è imputabile soltanto ai neonicotinoidi che sono una delle principali cause di questo declino insieme ai cambiamenti climatici, alla frammentazione dell’habitat, all’assenza di risorse alimentari in alcuni periodi dell’anno e, ancora, a causa di un acaro (varroa destructor) che infesta molti alveari dell’emisfero boreale.

Foto | Davide Mazzocco

Fonte: Le Monde

Francia, oltre 600mila firme per salvare le api

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Diverse associazioni ambientaliste hanno consegnato al ministro dell’ecologia francese, Ségolène Royal, una petizione dopo avere raccolto fra le 600mila e le 700mila firme richiedenti la proibizione dei neonicotinoidi, dei pesticidi che aggravano la mortalità delle api. Le organizzazioni sperano che la proibizione dei neonicotinoidi sia inscritta nella legge sulla biodiversità che deve passare in seconda lettura all’Assemblea nazionale fra qualche giorno.

Royal ha fatto sapere di voler sostenere questa proibizione:

“È indispensabile mettere fine all’utilizzo di questo tipo di prodotti chimici, degli insetticidi che uccidono le api e influenzano la biodiversità ma anche l’agricoltura, poiché le api sono impollinatrici. I neonicotinoidi toccano il cervello della api e dunque hanno anche impatto sulla salute umana. È tempo di capire che è fissando delle regole ferme che i ricercatori e gli industriali investiranno in altri prodotto sostitutivi che non influenzano la salute umana”.

Come confermato dal ministro dell’agricoltura, Stéphane Le Foll, ogni anno 300mila colonie di api vengono decimate dai neonicotinoidi. Questi pesticidi sono stati oggetto di una moratoria parziale, da parte dell’Europa, dalla fine del 2013.

Fonte:  Le Monde

Foto | Davide Mazzocco

The Messenger, un documentario alla scoperta degli uccelli canori

Nel sufismo islamico si credeva che gli uccelli canori portassero messaggi dall’aldilà e che il loro canto avesse dunque il potere di mettere in contatto il mondo dei vivi e quello dei morti. Con The Messenger, la regista Su Rynard esplora approfonditamente i problemi a cui questi “messaggeri” devono far fronte in un mondo sempre più antropizzato che ne mette a rischio la sopravvivenza. Dalla Foresta Boreale dell’estremo Nord America alle pendici del Monte Ararat, dai boschi della Pennsylvania alle campagne francesi, da Ground Zero al Costa Rica, gli uccelli canori sono in pericolo.

Oltre alla caccia, Rynard evidenzia i pericoli meno noti al grande pubblico, per esempio come l’utilizzo dei neonicotinoidi in agricoltura vada a decimare gli insetti che ne sono il sostentamento e a inquinare le acque e gli ecosistemi in cui gli uccelli si muovono. Un altro grave problema è l’inquinamento luminoso che ne disturba i flussi migratori, alterando l’orientamento basato sul campo magnetico e sul volo nelle ore notturne. Fra i momenti più incredibili di questo documentario vi sono sicuramente quelli in cui i ricercatori ritrovano uccelli che hanno compiuto un percorso di andata e ritorno dal Nord al Sud America per tornare nello stesso luogo dal quale erano partiti mesi prima.

Fra i pericoli per gli uccelli vi sono anche le collisioni in quota e quelle contro i grattacieli e, naturalmente, tutti quei “progressi” tecnologici che comportano la distruzione degli habitat degli uccelli migratori. La scomparsa degli uccelli non va sottovalutata e la storia dimostra quanto siano importante per gli equilibri ecosistemici. Come si racconta nel documentario, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta Mao Tse Tung diede vita alla campagna contro i quattro flagelli. Uno di questi era, secondo il leader cinese, la presenza dei passeri “rei” di mangiare i chicchi di grano.

I contadini furono dunque incaricati di ucciderli o farli morire per sfinimento spaventandoli con forti rumori. I nidi e le uova vennero distrutti, i pulcini uccisi e si stima che furono abbattuti circa otto milioni di passeri e altri uccelli. Nell’aprile 1960 i dirigenti di Pechino si accorsero che in assenza dei passeri, suoi predatori naturali, le cavallette avevano la possibilità di aggredire indisturbate le coltivazioni. La povertà dei raccolti successivi alla scomparsa degli uccelli fu la principale causa di una carestia che costò la vita a circa 30 milioni di persone. Come accade con la scomparsa delle api, anche quella degli uccelli canori e migratori è un segnale molto importante dello stato di salute del Pianeta e della gravità dei disequilibri provocati negli ecosistemi dall’attività umana.

Foto | Cinemambiente

Fonte: ecoblog.it

Neonicotinoidi: due insetticidi tossici per il cervello dei bambini

L’EFSA propone l’abbassamento dei livelli guida per l’esposizione a due neonicotinoidi: acetamiprid e imidacloprid che possono avere effetti negativi sul sistema nervoso umano in fase di sviluppopesticidi-620x350

L’EFSA propone per due insetticidi neonicotinoidi, l’acetamiprid e imidacloprid di abbassare i livelli guida per les’posizione ammissibile poiché possono avere effetti negativi sul sistema nervoso dei bambini. I neonicotinoidi sono quella casse di insetticidi sotto accusa anche per essere la causa della mora delle api, per cui l’Europa ha espresso una moratoria per tre pesticidi killer delle api. L’Autorità sulla sicurezza alimentare ha anche richiesto ulteriori ricerche per stabilire ulteriori dati a supporto della neurotossicità dei due prodotti attualmente in commercio. La richiesta del panel di esperti sull’uso dei prodotti fitosanitari e residui il PPR dell’EFSA è per la richiesta di ridefinizione in Europa dei livelli per cui si rendano obbligatori studi dìsulla neurotossicità quale parte integrante del processo di autorizzazione. L’EFSA nel merito ha accolto la richiesta della Commissione europea elaborando il parere scientifico grazie ai recenti studi di Kimura-Kuroda e ai dati già disponibili su acetamiprid e imidacloprid rispetto alla possibilità di danno nei confronti del sistema nervoso umano in fase di sviluppo e sopratutto nei confronti del cervello. I danni che possono arrecare i due neonicotonoidi acetamiprid e imidacloprid secondo quanto rilevato dal panel di esperti scientifici del PPR riguardano l’effetto negativo sullo sviluppo dei neuroni e strutture cerebrali come la memoria e l’apprendimento e hanno allertato la comunità scientifica concludendo che alcuni degli attuali livelli guida potrebbero risultare elevati rispetto all’esposizione ammissibile e dunque andrebbero ridotti.

Fonte:  Efsa

 

I neonicotinoidi non uccidono solo le api: pericolosi anche per gli esseri umani

Due insetticidi neonicotinoidi possono avere effetti dannosi anche sul sistema nervoso umano: a dirlo è la European Food Safety Authority (EFSA). Dunque, non sono pericolosi solo per le api.api

I neonicotinoidi incriminati sono l’acetamiprid and l’imidacloprid, che secondo i dati raccolti dall’Efsa risulterebbero neutorossici per l’uomo. Il panel di esperti che ha lavorato sulla questione ha anche sollecitato che vengano definiti criteri sulla base dei quali rendere obbligatori studi specifici per l’autorizzazione di queste sostanze, comprese strategie per valutare il potenziale neurotossico di tutti i neonicotinoidi. Il parere dell’Efsa era stato richiesto dalla Commissione Europea dopo una recente ricerca comparsa sulla rivista scientifica PlosOne che attestava proprio effetti sul sistema nervoso. Gli esperti Efsa hanno concluso che l’acetamiprid e l’imidacloprid possono avere effetti negativi sullo sviluppo dei neuroni e sulle strutture cerebrali danneggiando funzioni come l’apprendimento e la memoria. Il parere conclude affermando che gli attuali livelli di esposizione potrebbero non essere adeguati per garantire protezione e quindi dovrebbero essere ridotti; si sollecitano anche ulteriori studi. Per quanto riguarda le api la tossicità è ormai ampiamente dimostrata. L’Italia è stato il primo paese a sospendere l’impiego per la concia delle sementi con un divieto temporaneo, gli altri Paesi sono andati avanti in ordine sparso fino a quando la Commissione Europea nel 2012, ha chiesto ad Efsa di esprimersi. Il parere ha sollecitato il divieto d’uso almeno sulle colture più sensibili come mais e colza (arrivato nel gennaio 2013) ma le sostanze prese in esame erano state solo tre (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam).

Fonte: il cambiamento

Un mondo senza api: ecco come sarebbe, il video

Come sarebbe il mondo senza api? Il video della nuova campagna di save-bees.org mostra come potrebbe cambiare la nostra vita senza la presenza di questi insettiprodotti-api1-620x349

Come sarebbero i nostri supermercati senza l’aiuto selle api? La nuova campagna di Save- bees.org, associazione molto attiva negli Stati Uniti, mostra lo scenario di un futuro senza api. La campagna vuole sensibilizzare sulla necessità di tutelare le api dall’uso dei pesticidi e neonicotinoidi che stanno decimando le popolazioni di api negli alveari. L’Europa ha approvato una moratoria con limitazione d’uso per due anni per 3 neonicotinoidi senza però il voto dell’Italia.

Le api ci donano il cibo

Le api da miele come altri impollinatori sono responsabili di 1 dei 3 bocconi di cibo che mangiamo . Le api impollinano 71 delle 100 colture che costituiscono il 90 % dell’approvvigionamento alimentare del mondo. Frutta e ortaggi, tra cui mele, mirtilli, fragole, carote e broccoli, così come le mandorle e caffè, si basano sulle api Questi insetti benefici sono fondamentali per mantenere il nostro approvvigionamento alimentare diversificato. Ma dopo l’introduzione dei neonicotonoidi usati come insetticidi per le colture di colza e mais, dal 2006 si è assistito a un preoccupante declino delle popolazioni delle api da miele. L’Efsa ha confermato la preoccupazione in un suo studio in cui ha evidenziato come le sostanze chimiche contenute nei neonicotinoidi siano responsabili della morte di intere colonie di api. Queste sostanze sono decisamente letali per gli insetti anche a a bassi livelli e compromettono nelle api la capacità di imparare, di ritrovare la via del ritorno all’alveare portando cibo per produrre nuove regine facendo perdere anche l’efficienza del sistema immunitario. In 15 paesi si è votato per la moratoria di due anni ma l’EPA, l’Environmental Protection Agency degli Stati Uniti ha stimato che non potrà prendere una decisione in merito alla limitazione di questi pesticidi negli Stati Uniti almeno fino al 2018. E Save- bees.org spiega:

Le api non possono aspettare altri cinque anni.

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In Italia la campagna è sostenuta da Greenpeace per cui è attiva una petizione da firmare online, con un appello inviato direttamente a Nunzia De Girolamo, ministro per l’Agricoltura.

Moria delle api: il parere di Coldiretti

C’è chi non crede che la moria delle api che si è verificata dal 2006 in poi sia da attribuire ai neonicotinoidi ma che siano da prendere in considerazioni diversi aspetti multifattoriali. La posizione viene espressa dall’Università di Piacenza che sostiene:

il divieto europeo di usare per due anni alcuni fitofarmaci, i neonicotinoidi, se è vera la causa multifattoriale non porterà alcun reale beneficio per il benessere delle api e al contempo sulla base di uno studio costerà all’Europa circa 7 miliardi di euro tra perdite di posti di lavoro e costi di produzione, mettendo in difficoltà gli agricoltori”, in particolare i maiscoltori, “ incidendo pesantemente sui prezzi finali dei prodotti agricoli imposti ai consumatori

Coldiretti interviene nel merito e spiega:

E’ urgente ricondurre la valutazione dei neonicotinoidi e del fipronil a criteri strettamente scientifici, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni emerse dal rapporto Efsa, investire ulteriormente nel progetto Apenet per affinare le tecniche di prevenzione nell’uso dei neonicotinoidi in modo che si possa garantire un uso sicuro di tali prodotti. In tal modo si può rispondere con scelte equilibrate, sia alle esigenze degli apicoltori che a quelle dei maiscoltori che quest’anno non è chiaro con quali strumento di difesa fitosanitaria riusciranno a contrastare la presenza della diabrotica in campo. Parimenti occorre che i Ministeri competenti prestino adeguata attenzione anche agli altri fattori che provocano la moria delle api attivandosi con misure adeguate.

Fonte:  Whoole Food market

 

Pesticidi killer: stretta dell’Ue per proteggere le api

La Commissione europea approva la restrizione dell’uso di tre pesticidi – clotianidin, imidacloprid e tiametoxam – individuati dall’Efsa come dannosi per la salute delle api. Le nuove norme entreranno in vigore dal 1° dicembre 2013 in tutta l’Unione.ape_fiore8

Effetti dannosi sullo sviluppo, sul comportamento e sulla stessa sopravvivenza delleapi. Sono questi, secondo gli scienziati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), i rischi connessi all’utilizzo, nel trattamento delle piante e dei cereali, di tre insetticidi neonicotinoidi, denominati clotianidin, imidacloprid e tiametoxam. Antiparassitari cui le api sono esposte per la presenza di residui nel nettare e nel polline delle piante trattate, ma anche per le polveri prodotte durante le semine, e che contribuiscono a ridurre la loro presenza in Europa. Le conclusioni dell’indagine Efsa sono state pubblicate a gennaio, ma la trattativa tra gli Stati membri sulle misure da adottare per difendere le api dai pesticidi killer non ha prodotto risultati: nella loro ultima riunione, ad aprile, i 27 non sono riusciti a raggiungere un accordo a maggioranza qualificata né a favore, né contro la proposta della Commissione Ue. Tra i paesi contrari c’era anche l’Italia, che si è opposta alla restrizione dell’uso dei pesticidi per trattare il fogliame degli alberi da frutto prima della fioritura. A quel punto, la Commissione ha deciso di procedere autonomamente e ha approvato una moratoria dei tre pesticidi per proteggere la salute delle api e garantire il processo di impollinizzazione, che da loro dipende per l’80% del totale. Moratoria, e non messa al bando, perché le restrizioni, che entreranno in vigore a partire dal 1° dicembre 2013, saranno riesaminate entro i due anni successivi alla luce degli effetti della norma e di eventuali sviluppi tecnici. Inoltre, il divieto non è totale: la stretta sui tre neonicotinoidi riguarda il trattamento di sementi, l’applicazione al suolo e i trattamenti fogliari su piante e cereali (ad eccezione di quelli vernini) che attraggono le api; il trattamento è, invece, ammesso per coltivazioni che attraggono le api nelle serre e per quelle nei campi all’aperto se effettuato dopo la fine della fioritura. La Commissione colloca il provvedimento nel quadro di un impegno di più ampio respiro, avviato già nel 2010 con il lancio di una strategia per la salute delle api, in via di realizzazione. Tra i progetti avviati dall’Esecutivo Ue, l’individuazione di un laboratorio di riferimento a livello europeo dedicato alla salute delle api e la realizzazione di programmi di ricerca, come Bee Doc eSTEP (Status and Trends of European Pollinators) per conoscere meglio le cause della riduzione del numero di api. In più, la Commissione ha deciso di aumentare la quota di partecipazione comunitaria ai programmi nazionali per l’apicoltura e di cofinanziare una serie studi nei 17 Stati membri che si sono impegnati volontariamente in questi campo, ricevendo finanziamenti per 3,3 milioni di euro nel 2012. I paesi dell’Unione, da parte loro, saranno costretti a uno sforzo in difesa delle api; a loro spetta infatti il compito di garantire la corretta applicazione delle restrizioni. I 27 sono tenuti a revocare o modificare le autorizzazioni esistenti entro il 30 settembre e possono permettere lo smaltimento delle scorte dei tre insetticidi solo fino alla data limite del 30 novembre di quest’anno, per prepararsi allo stop del 1° dicembre.

Fonte: il cambiamento

Api: passo avanti Ue verso il bando dei pesticidi killer

La maggioranza dei Paesi UE ha votato ieri a favore della proposta della Commissione Europea per il bando temporaneo di tre pesticidi riconosciuti a livello scientifico come altamente nocivi per la salute delle api.ape8

I neonicotinoidi rappresentano un “rischio acuto” per le api

La maggioranza dei Paesi UE ha votato ieri a favore della proposta della Commissione Europea per il bando temporaneo di tre pesticidi riconosciuti a livello scientifico come altamente nocivi per la salute delle api. Si tratta di Imidacloprid e Clothianidin prodotti dalla Bayer e del Thiamethoxam di Syngenta. “Il voto di oggi ci dice chiaramente che esiste una forte determinazione a livello scientifico, politico e civile a sostenere il bando. Adesso la Commissione deve fermare immediatamente l’uso di questi pesticidi, il primo passo per proteggere colture ed ecosistemi. Qualunque tentennamento significherebbe cedere di fronte alle pressioni di giganti come Bayer e Syngenta” afferma Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam appartengono al gruppo dei neonicotinoidi, pesticidi che, generalmente, vengono utilizzati per la concia delle sementi. In Italia, l’utilizzo di questi tre prodotti per il trattamento dei semi è già sospeso dal 2008, ma continuano a essere diffusi in ambiente anche nel nostro Paese sotto forma granulare per la disinfestazione dei suoli e come spray per i trattamenti fogliari. Come specificato nei pareri dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) pubblicati all’inizio di quest’anno (gli stessi che hanno dato il via alla proposta di bando della Commissione Europea), i neonicotinoidi rappresentano un “rischio acuto” per le api. Studi scientifici hanno inoltre confermato che esiste un rapporto diretto tra l’uso di neonicotinoidi, anche a basse dosi, e la diminuzione delle difese immunitarie delle api, danni al sistema neurologico e fisiologico, e alterazioni nei modelli comportamentali legati alla ricerca di cibo dunque alla sopravvivenza. Anche l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha recentemente diffuso un rapporto sui pesticidi che ci mette in guardia sui pericoli che corriamo se continueremo a ignorare il problema. Greenpeace sostiene che Syngenta e Bayer stanno portando avanti una dura campagna di pressione nel tentativo di ritardare il bando dei neonicotinoidi, fingendo di non sapere o ignorando consapevolmente i dati scientifici sulla tossicità di questi pesticidi. Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam non sono nemmeno gli unici prodotti di queste aziende a minacciare la sopravvivenza delle api e degli altri insetti impollinatori. Nel rapporto di Greenpeace “Api in declino”, oltre ai tre neonicotinoidi, vengono individuati altri quattro pesticidi killer delle api, prodotti da Syngenta, Bayer, BASF e altre aziende. Con la campagna SalviamoLeApi, Greenpeace chiede la rimozione di questi pesticidi dal mercato: il primo e indispensabile passo verso un’agricoltura sostenibile. “Il declino delle api è uno degli effetti più visibili e inequivocabili del fallimento dell’agricoltura di stampo industriale, che inquina l’ambiente e distrugge i migliori alleati degli agricoltori, gli insetti impollinatori. È ora di smettere di incentivare pratiche agricole intensive basate sull’uso della chimica, per investire, invece, nello sviluppo di un’agricoltura di stampo ecologico e sostenibile sul lungo periodo”, conclude Ferrario. Anche il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e quello dell’associazione degli apicoltori UNAAPI Francesco Panella hanno commentato la notizia diffusa da Bruxelles. “Salutiamo positivamente la notizia dell’esito della votazione del comitato Ue sulla moratoria di due anni su tre tipi di pesticidi dannosi per molti insetti e in particolare per le api. Nonostante l’Italia sia tra i paesi che hanno votato contro questa decisione, per motivi legati alla maggiore regolamentazione dell’uso di queste molecole, stimiamo positivamente il fatto che il voto a favore espresso dalla maggioranza dei paesi membri corrisponda all’opinione più diffusa tra i cittadini e gli operatori del settore europei”. “Ora – hanno concluso – attendiamo fiduciosi la formalizzazione della moratoria da parte della Commissione”.

Fonti: Greenpeace, Legambiente, UNAAPI

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Greenpeace in azione: “i pesticidi della Sygenta uccidono le api”

“I pesticidi della Syngenta uccidono le api”. Con un’azione di protesta a Basilea (Svizzera), Greenpeace punta il dito contro la maggior azienda agrochimica del mondo, produttrice di un pesticida che comporta elevati rischi per le api e gli altri insetti impollinatori.

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I climber di Greenpeace hanno aperto ieri un enorme striscione a Basilea (Svizzera) sulle torri del quartier generale della maggior azienda agrochimica al mondo, la Syngenta, dove si leggeva in inglese “I pesticidi della Syngenta uccidono le api”. Con quest’azione Greenpeace punta il dito contro Syngenta in quanto produce il thiamethoxam, un pesticida appartenente al gruppo dei neonicotinoidi, che la Commissione europea propone di vietare a causa dei rischi elevati per le api e gli altri insetti impollinatori. “Basta con le bugie di Syngenta sulla presunta sicurezza dei pesticidi che mettono a rischio le api. Syngenta si prende molta cura dei profitti, non della protezione delle api e degli altri impollinatori, che svolgono un servizio vitale per il nostro ecosistema e la nostra agricoltura” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. “I governi nazionali e l’Unione europea non possono più aspettare, devono agire subito per attivare un divieto totale e immediato per queste sostanze killer delle api”.

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Il recente rapporto di Greenpeace “Api in declino”, pubblicato lo scorso 9 aprile, rivela che un divieto a livello europeo è un primo passo, fondamentale e necessario, per proteggere le popolazioni di api e salvaguardare il loro valore smisurato legato all’impollinazione. L’azione di ieri contro la Syngenta, precede l’annuale assemblea generale degli azionisti che si terrà il prossimo 23 aprile e il voto a livello europeo sulla proposta di sospensione di tre neonicotinoidi, venduti da Syngenta e Bayer, che si terrà a fine aprile. In Italia i tre neonicotinoidi oggetto delle proposta europea sono già stati temporaneamente sospesi per il trattamento delle sementi. Le stesse sostanze vengono però diffuse in ambiente tramite formulazioni differenti (sotto forma di spray per i trattamenti fogliari, e granulare per la geodisinfestazione), e lo stesso avviene per altri insetticidi particolarmente tossici per le api.

Fonte. Il cambiamento