“Non può essere una follia portare i bambini a scuola in bici”. Il 31 gennaio parte il Bike to School Torino

Venerdì 31 gennaio, alle 7.30, in Largo Saluzzo partirà la prima Bike to school torinese. Un gruppo di genitori si ritroverà per sfidare le consuetudini e portare i propri figli a scuola in sella ad una bicicletta. Ne parliamo con Ubik, ciclista e padre, che sta curando l’organizzazione dell’evento.377827

A Roma, Milano, Napoli, Bologna e Caserta il Bike to School del 29 novembre 2013 è stato un successo. Portare i figli a scuola in bicicletta, come avviene abitualmente in molti paesi europei, è ancora visto come una sfida azzardata alle leggi della viabilità urbana, ma alcune realtà associative e non – in primis Milano con la “massa marmocchi” – hanno deciso di prendere il toro per le corna e sfidare il traffico del mattino. Venerdì 31, alle 7.30, in Largo Saluzzo, partirà il primo Bike to school torinese con direzione scuola elementare Rayneri/Manzoni di Corso Marconi 28.
Ne parliamo con Ubik, ciclista urbano e padre, che, visto il successo ottenuto dall’iniziativa nelle altre città, ha deciso di organizzarla anche nel capoluogo piemontese.

Tutte le informazioni per chi volesse partecipare suhttp://www.biketoschooltorino.it/

Innanzitutto due parole due su di te e sul tuo rapporto con la bici e la ciclabilità urbana.
Ho 36 anni e da 30 circa pedalo per Torino quotidianamente. Macino quasi 150 km a settimana, in qualsiasi stagione, solo per muovermi in città (e, credetemi, sono tutto il contrario di un tipo sportivo). Amo anche il cicloturismo: a 19 anni ho raggiunto Vienna in bicicletta, poi ho percorso strade in Francia, Germania, Olanda, Danimarca e ovviamente anche in Italia. Naturalmente ora sto progettando qualche viaggetto con mia figlia, che ha quasi 5 anni. Lo dico senza troppi peli sulla lingua: non amo per nulle le auto e il traffico. Penso che Torino, come molte altre città, sarebbe davvero meravigliosa se le strade fossero aperte alle persone piuttosto che invase dalle automobili, e invece è una città quasi invivibile. Ho pedalato in giro per città come Amsterdam, Copenaghen, Berlino e Graz, e ne ho molto invidiato gli abitanti. Spesso, pensando a mia figlia, faccio questa considerazione molto semplice: lei è alta poco più di un metro, proviamo ad immaginare cosa significa camminare e vedere Torino dal suo punto di vista (basta mettersi in ginocchio su un marciapiede): la città sembra poco più di un enorme parcheggio. Non è proprio il massimo, no? Non è questa la città in cui vorremmo veder crescere i nostri figli.
La prima bike to school è stata un successone (benché fossero state già organizzate alcune masse marmocchi tempo prima) ma Torino non c’era. Da chi e come è nata l’idea di prenderne parte?
Sono venuto a conoscenza delle iniziative milanesi e romane tramite Facebook, vedere foto e video di così tanti bambini sorridenti e leggere le tante testimonianze positive mi ha convinto che anche a Torino avremmo dovuto fare qualcosa di simile. Ho provato, molto semplicemente, a postare qualche commento sui vari gruppi di Facebook e a contattare gli organizzatori romani e milanesi (Anna Becchi e Marco Mazzei). In breve con l’aiuto dei tanti iscritti su Facebookhttps://www.facebook.com/groups/biketoschooltorino/, e non solo, ci siamo mossi per organizzare l’iniziativa qui a Torino.
Iniziare è un po’ difficile, coinvolgere attivamente i genitori è un po’ faticoso, un po’ come partire in salita col 52 davanti, ma sono e siamo sicuri che serve solo rompere il ghiaccio: fatta la prima pedalata, dopo sarà come viaggiare in discesa. Vorrei precisare che il Bike to School non è un’iniziativa che necessita di essere estremamente strutturata: di fatto un Bike to School può nascere molto facilmente, come incontro spontaneo di gruppi di genitori che decidono semplicemente di portare i figli a scuola insieme, incontrandosi ad un orario prestabilito e su un percorso comune. Il semplice fatto di essere in tanti rende il percorso sicuro per i bambini (genitori e volontari pedalano alla loro sinistra per proteggerli dal traffico), e certamente divertente per tutti.

L’invito quindi è per tutti i genitori ciclisti e non: parlatene con gli altri genitori delle vostre classi e mettetevi d’accordo: potete fare Bike to School anche tutti i giorni, non c’è bisogno di adesioni formali né di qualcuno che lo organizzi per voi! Ma se volete una mano per trovare volontari, per coordinarvi, per produrre volantini e manifesti, e qualunque altra cosa, potete fare riferimento a biketoschooltorino@gmail.com

A Torino ci sono alcune associazioni che hanno promosso pedibus e bicibus, come ad esempio Intorno. C’è qualche relazione e qualche possibilità di coordinamento comune?
Al momento non ci sono relazioni dirette, anche se diverse associazioni e gruppi si sono dimostrati disponibili a partecipare alle prime pedalate. Il Bike to School del prossimo 31 gennaio vuole essere un evento pilota: confidiamo che serva da traino per far nascere tante nuove iniziative e collaborazioni con tutte le associazioni e i gruppi torinesi che si interessano di scuola e ciclabilità.

Cosa significa portare dei figli in bicicletta per Torino? La città, sappiamo, non è certamente a misura di bicicletta. Cosa diresti in poche parole ai nostri amministratori?
Non sopporto l’idea che mia figlia debba crescere in una città in cui muoversi in bicicletta sia considerato un gesto pericoloso per pochi coraggiosi. Da ragazzino, quando ero in sella alla mia bicicletta, mi sentivo il padrone del quartiere: c’erano molte meno auto in giro. Oggi sembra una cosa impossibile: se parli con dei genitori e chiedi loro se si sentirebbero tranquilli a sapere i propri figli in giro, soli, in bicicletta, molto probabilmente ti prenderanno per pazzo.

E se pensare a ragazzini in giro da soli in bici per Torino sembra una follia, la situazione non migliora troppo neanche se parliamo di bambini o ragazzi accompagnati. Le piste ciclabili sono mal progettate e – a volte – persino più pericolose delle strade, la quantità di auto in circolazione davvero troppa e in strada non c’è alcun rispetto. Alla fine – in parte forse è normale – tanti genitori hanno paura, ed evitano di esporre i propri figli ai pericoli; se proprio vogliono portarli in bici, magari si “rifugiano” sui marciapiedi, è un’azione sbagliata ma a volte davvero inevitabile. Per questo serve cambiare la situazione. Agli amministratori dovrei dire veramente troppe cose…

Parlando di Bike to School, quindi, mi limito ad una cosa molto piccola e molto semplice:le strade davanti alle scuole, negli orari di entrata e uscita, sono disastrose! Auto in doppia fila, parcheggiate ovunque, doppie frecce a ripetizione, manovre impossibili, marciapiedi scavalcati… sembra che molti genitori abbiano paura di far consumare le scarpe ai propri figli, se potessero parcheggerebbero dentro la scuola. E’ una situazione realmente insostenibile e a cui bisogna trovare rimedio. Soluzioni ce ne sarebbero tante, io ne propongo una: zone ciclo-pedonali “a tempo” attivate in un raggio di 500 metri da ogni ingresso scolastico, negli orari di entrata e uscita. E poi: basta all’impunità della sosta selvaggia e zone 30 – da far rispettare, però – almeno in tutti i controviali torinesi. I nostri bambini sono i cittadini torinesi del futuro: vogliamo abituarli fin da piccoli all’idea che l’auto è l’unico mezzo di trasporto urbano? Che si può parcheggiare ovunque (tanto nessuno fa la multa)? Che è normale, per chi vuole muoversi passeggiando o pedalando, dover fare slalom e gimkane tra automobili piazzate senza regole su ogni centimetro di asfalto?

La data è fissata al 31 gennaio. E’ in contemporanea con le altre realtà? Come se sarà organizzata e che consigli ti senti di dare?
La data è in contemporanea con iniziative che si svolgeranno a Milano, Roma, Napoli, Bologna, e non escludo che si aggiungano altre città. Al momento siamo certi di partire con un gruppo di genitori della scuola primaria Rayneri (I.C. Manzoni) in zona San Salvario, ma sono certo che altre scuole, della zona e non, si uniranno. Il programma del Bike to School è molto semplice: ci si trova in un luogo e ad un orario prestabiliti, e si percorre insieme, pedalando, la strada che porta alla scuola.

Per il 31 gennaio ci saranno diversi elementi collaterali per rendere la mattinata speciale: la colazione offerta da Bike Breakfast e Yankuam & Co., animazioni a sorpresa e sicuramente tanto divertimento per bambini e adulti. Chiunque voglia unirsi sarà il benvenuto. Il mio consiglio è uno solo: fingiamo, per un giorno, di essere bambini anche noi, pedaliamo per divertirci e per far divertire i bambini: largo a bici fantasiose, costumi colorati, trombette e bandierine di ogni genere!

Aderiscono delle scuole anche formalmente o solo dei genitori?
Come ho scritto, l’iniziativa non ha una reale “ufficialità”, sempre che ciò voglia dire qualcosa, quindi non esistono adesioni formali. Nei fatti, non aderisco le scuole, ma partecipano gruppi di genitori. Questo non significa che si vogliono tener fuori istituzioni, insegnanti o direttori scolastici, ma semplicemente che – se vogliono partecipare – possono, tanto per cominciare, prendere una bicicletta ed unirsi ai percorsi dei Bike to School!

Fonte: ecodallecittà

Bike to School Day: venerdì 31 gennaio il primo del 2014

Mentre continuano gli appuntamenti locali mattutini di gruppi di genitori e scolari in bicicletta, non solo a Milano, il movimento “In bici a scuola” lancia il secondo Bike to School Day nazionale per il prossimo 31 gennaio. Aderiscono le città di Milano, Roma, Napoli e Torino. L’invito a partecipare dalla pagina Facebook377774

Dopo il primo appuntamento nazionale del 29 novembre 2013, il primo Bike to School Day, il movimento “In bici a scuola” ha deciso di fare il bis e lancia una seconda giornata nazionale per il 31 gennaio 2014, un venerdì, chiedendo ai genitori italiani di aderire all’accompagnamento mattutino dei propri bambini, a scuola, in bicicletta.
“Accompagnare i bambini a scuola in bicicletta è un’esperienza meravigliosa per noi genitori e per loro: un modo fantastico per iniziare la giornata. In tanti a Milano lo stanno già facendo, vuoi provare anche tu, in sicurezza e allegria?”.
Questo l’appello dei genitori milanesi che, come le altre volte, conteranno sull’aiuto dei ciclisti delle varie Critical Mass urbane, disponibili sin dall’inizio ad unirsi e “scortare” i piccoli gruppi spontanei di ciclisti che hanno iniziato a sfidare il traffico automobilistico urbano mattutino, prima a Milano e poi in altre città. Il movimento aggiunge infatti che nelle molte zone dove si è iniziato a proporre iniziative per andare a scuola in bici, bambini e genitori vengono scortati da ciclisti esperti che garantiscono una protezione rispetto ai pericoli del traffico. Ora per il 31 gennaio 2014 e il secondo evento nazionale, si spera di raccogliere un’adesione ancora più massiccia di quella del 29 novembre 2013.
I genitori delle scuole aderenti di Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino, invitano ad aderire al Bike to School Day nazionale del 31 gennaio, comunicandolo sulla pagina FB FACEBOOK.COM/INBICIASCUOLA o inviando una mail a INBICIASCUOLA@GMAIL.COM.
Prossimo appuntamento solo milanese, invece, già giovedì 16 gennaio, alle ore 8.00, in piazza Napoli, per accompagnare in bici a scuola gli alunni della primaria di via Bergognone.

Bike to School Day 31 gennaio 2014 – la locandina [0,67 MB]

Fonte: ecodallecittà

Sequestrati terreni agricoli a Caivano per contaminazione da tuolene e amianto

Alcuni terreni agricoli di Caivano in provincia di Napoli sono stati sequestrati poiché i broccoli che vi crescevano erano contaminati da tuolene e amianto.73703269-594x350

Tuolene negli ortaggi, ossia un idrocarburo, ma anche amianto e floruri. La contaminazione è avvenuta attraverso l’acqua contaminata di un pozzo per l’irrigazione e il risultato è che sono stati sequestrati 20 mila metri quadri di terreni. Siamo nella Terra dei fuochi, a meno di 20 Km da Casal di Principe regno del clan Casalesi e a meno di 14 km da Giugliano la terra con l’acqua avvelenata dalla camorra. Sergio Costa Comandante Provinciale del Corpo Forestale di Napoli ha detto:

Ci sta venendo il serio dubbio che non sia un caso isolato. Utilizzando l’archivio delle foto – che abbiamo fatto dall’alto dei nostri aerei e dei nostri elicotteri, che ci hanno dimostrato dei movimenti anomali di terra e di colorazione sul territorio.

Nella medesima operazione è stato individuato un altro terreno agricolo coltivato a grano in cui sono state rinvenute lastre di amianto e altri rifiuti pericolosi che sarebbero poi stati interrati. Ma come ci arrivano i rifiuti pericolosi nei terreni agricoli? Il sistema individuato usa le vie legali di bolle di accompagnamento e fatturazioni e è stato ricostruito da Tommaso Sodano attuale vicesindaco di Napoli nel suo libro La Peste scritto con Nello Trocchia. In Campania siamo oltre il disastro ambientale e si può parlare di emergenza sanitaria per cui si registrano continue morti di innocenti, persone comuni, per patologie legate all’inquinamento quali tumori e ictus; non c’è un registro dei tumori e i medici assistono impotenti alle morti e relegati nel ruolo di tristi annunciatori. La bomba ecologica in Campania ha dimensioni devastanti sulla vita del territorio e delle persone e siamo all’emergenza sanitaria più che ambientale come dimostra Don Maurizio Patriciello che proprio a Caivano dove ha già celebrato più di una messa per le vittime dell’inquinamento. Commenta così Antonio Marfella medico tossicologo e oncologo all’ospedale Pascale di Napoli e ISDE:

Il ritrovamento anche del toluene nei campi coltivati di Caivano, rende la situazione di disastro ambientale da rifiuti industriali in campania sempre più grave. Risulta ormai chiarissimo, e i dati dei medici di famiglia di Caivano lo dimostrano in modo veramente drammatico, che alcune zone della Campania sono state e continuano ad esserlo ogni giorno, discarica industriale di rifiuti tossici industriali prodotti da fabbriche che operano ogni giorno e sempre di più, in regime di evasione fiscale. Se non si opera concretamente non già con un semplice contrasto militare sostanzialmente inutile, ma operando con metodo e costanza per combattere l’evasione fiscale e fare emergere le innumerevoli fabbriche abusive che operano e che sversano e bruciano ogni giorno, Terra dei Fuochi non si spegnerà mai e i campani, in alcuni territori, ormai di fatto trasformati in discariche di tossici industriali senza regole, da quei territori potranno solo evacuare, come hanno già fatto i parenti dei militari USA che incautamente, avevano affittato case in quelle che ormai possiamo definire a pieno titolo discariche industriali non a norma.

Fonte:  Napolitime

Tremilacinquecento biciclette hanno invaso le strade di Napoli per il Cyclopride Day

Si attendono ancora le stime ufficiali della manifestazione, ma i ciclisti – per un giorno o per tutta la vita – che si sono riversati nelle strade di Napoli per il Cyclopride di domenica 12 maggio erano circa 3.500: una fiume in piena su due ruote per dire che un altro modo di muoversi è possibile374887

Oltre 3.500 ciclisti napoletani di tutte le età hanno pedalato oggi all’Edison Cyclopride Day, il primo evento napoletano dedicato alla bici e alla mobilità green in città. Le bici hanno invaso la città in un percorso con partenza da Piazza Plebiscito lungo la pista ciclabile andando a Fuorigrotta ed entrando nella Mostra d’Oltremare per poi ritornare sempre a Piazza Plebiscito. Cyclopride non è solo un evento ma anche un’associazione senza fini di lucro, nata per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di locomozione in città, per gite fuori porta, per vacanze. Cyclopride cerca di rispondere a una nuova consapevolezza: non sono più i ciclisti della prima ora a voler dire la loro, ma è la gente comune, che ha imparato quanto sia comodo, piacevole, economico, sano e civile lasciare l’auto in garage, e inforcare una bici. E vuole farlo sempre più spesso, in modo sempre più sicuro, con sempre meno ostacoli. “Un’impresa è parte integrante della società, con la sua storia, i valori e le persone e ha un carico di responsabilità nei confronti di tutta la collettività.” ha detto Andrea Prandi, Direttore Comunicazione Edison “Negli ultimi anni, ci siamo impegnati nella promozione dello sviluppo sostenibile. Ma non ci limitiamo al nostro business. Vogliamo diffondere la cultura della sostenibilità anche in ambiti lontani dal settore dell’energia elettrica e il gas, promuovendo comportamenti che ciascuno di noi può adottare nella vita di tutti i giorni. Proprio per questo abbiamo deciso di essere al fianco di Cyplopride per promuovere l’utilizzo di un mezzo, la bicicletta, da sempre emblema di sostenibilità”. E con pedale solidale (perché la civiltà passa anche attraverso la solidarietà), Cyclopride ha sostenuto, attraverso go green onlus, la manifestazione Duchenne heroes, per raccogliere fondi destinati alla ricerca per combattere questa forma di distrofia muscolare che coinvolge solo i bambini.

Fonte: eco dalle città

EnergyMed 2013

Dove: Napoli, Mostra d’Oltremare (ingresso Viale Kennedy)

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Torna, dall’11 al 13 aprile, la mostra convegno dedicata alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica. Appuntamento alla Mostra d’Oltremare di Napoli

 

Torna EnergyMed, la mostra convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, giunta quest’anno alla VI edizione. L’evento, promosso da Anea (Agenzia napoletana energia e ambiente) è in programma alla Mostra d’Oltremare di Napoli dall’11 al 13 aprile 2013. Le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, spiegano gli organizzatori, sono sempre più al centro dei piani di azione per la sostenibilità ambientale, per cui EnergyMed diventa il contesto ideale per confrontarsi sullo stato dell’arte di settori innovativi legati al solare, all’eolico, alle caldaie ad alta efficienza e a biomasse, al recupero di materia ed energia dai rifiuti, ai veicoli a basso impatto ambientale e ai servizi; attenta all’evoluzione del mercato, la manifestazione vede la consolidata presenza delle tre sezioni dedicate all’edilizia efficiente “EcoBuilding-Salone dell’Edilizia Efficiente”, al riciclo “Recycle-Salone del Riciclo” e alla mobilità sostenibile “MobilityMed-Salone della Mobilità Sostenibile”. Molte le novità di quest’anno, con un’esposizione che supera gli 8.000 metri quadrati, con un vasto programma congressuale e numerosi eventi speciali; infatti, i migliori esperti del settore e i rappresentanti delle principali imprese partecipano ai workshop tematici, agli incontri business to business e alle tavole rotonde. Gli organizzatori intendono, infatti, creare le condizioni ideali per l’aggiornamento professionale e per gli scambi commerciali tra aziende nazionali e straniere, favorendo un processo di internazionalizzazione sempre più proficuo in tale comparto produttivo.

Info: www.energymed.it

Fonte: eco dalle città

Pasqua e Pasquetta: picnic e mostre in città per un weekend di relax, tuo e dell’Ambiente

Cosa c’è di più ecologico di una scampagnata di Pasquetta? Ma basta poco per trasformare la gita in un vero e proprio incubo ambientale, tra rifiuti abbandonati e traffico impazzito. Ecco qualche suggerimento per fare un picnic senza creare una nuova Malagrotta e passare una giornata piacevole senza invecchiare in coda

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Cosa c’è di più “ecologico” di una piacevole scampagnata di primavera? Un bel prato, un sole tiepido e qualche albero in fiore rappresentano lo scenario ideale per una gita fuori porta all’insegna della natura e del relax. Eppure, basta poco per trasformare la tradizionale uscita di Pasquetta in una vero e proprio “incubo ambientale”: traffico impazzito, emissioni inquinanti e rifiuti possono rendere davvero pesante l’impronta ecologica di una giornata all’aperto. Niente paura, però: bastano pochi accorgimenti per riuscire ad organizzare una indimenticabile eco-Pasquetta.
Prima regola: non esagerare. In fondo si tratta di un picnic tra amici, non di un pranzo di gala da 15 portate. La soluzione più sostenibile, nonché la più economica, è probabilmente quella di riutilizzare gli avanzi del pranzo di Pasqua, magari con un po’ di creatività. Formaggi e salumi, ad esempio, possono essere usati per farcire dei panini, o per preparare un’ottima pizza rustica. La pasta del giorno prima si può facilmente “trasformare” in frittate o timballi, mentre la carne può essere impiegata per preparare un polpettone. Con le verdure si possono cucinare deliziosi sformati, mentre i dolci saranno ottimi da mangiare anche il giorno dopo. La frutta non più freschissima, infine, è perfetta per preparare frullati o spremute. Anche le bevande e il vino avanzati si possono riciclare per la gita di Pasquetta, avendo l’accortezza di travasarli in recipienti più piccoli e di tenerli in fresco fino a quando non saranno consumati. A proposito di “liquidi”, anche fuori casa vale il consiglio di bere solo acqua di rubinetto, oppure proveniente dalle fontane pubbliche ormai disponibili in molte città. Borracce, bottiglie riciclate e thermos sono perfetti per conservare l’oro blu durante l’intera gita fuori porta, a meno che non la meta scelta non sia vicina a una fonte naturale, caso in cui l’acqua fresca si può reperire direttamente sul posto. La scelta di un menu a basso impatto sull’ambiente può essere completata dall’uso di stoviglie riutilizzabili, magari in plastica o, meglio ancora, in latta (infrangibili e leggere), che permettono di ridurre la quantità di rifiuti prodotta. Anche per il trasporto delle varie pietanze è importante evitare contenitori usa e getta, preferendo recipienti riutilizzabili. E alla fine del picnic, naturalmente, occorre fare una raccolta differenziata dei rifiuti prodotti, assicurandosi che niente sia rimasto sul luogo della scampagnata.
Biiiiiicycle! biiiiiicycle! …I want to ride my bicycle! Se la chiave è “non esagerare” questo vale anche per la destinazione scelta. Poche cose riescono a far passare la voglia di partire come l’idea della coda che ci aspetta per ritornare… E allora bando alle gite nei soliti “fuori porta” in cui si concentra tutta la città, tanto da chiedersi chi sia veramente dentro e chi fuori. Pasquetta in relax?Posare la macchina. Le città svuotate dal traffico e dalla frenesia delle ore di punta possono rivelarsi mille volte più invitanti e piacevoli delle affollatissime mete da picnic in mezzo alla natura. Soprattutto quando la natura in questione è un prato fiorito di barbecue e carbonella. Posare la macchina, si diceva. E poi armarsi di zainobicicletta e via. Verso il parco più vicino – non per forza il più famoso – verso un angolo della città che si conosce poco, verso una piazza piena di sole, magari vicina a quel museo che tante volte abbiamo detto ci andiamo, e poi mai ci siamo entrati (Soprattutto se sulla piazza piena di sole sta piovendo a dirotto!). La meta non importa: parte del piacere sarà andarci. Anche se non siete ciclisti urbani professionisti, quale occasione migliore per rispolverare il vecchio “bolide” sotterrato in cantina – e magari scoprire che potrebbe essere d’aiuto anche gli altri giorni dell’anno – o inaugurare il servizio bike sharing?  E se la bicicletta non fa per voi, c’è sempre una grande risorsa mai abbastanza esplorata: i propri piedi. Camminare in città in un giorno senza fretta è il modo migliore per riscoprirla. Suggerimento: portarsi una macchina foto. Non il telefono che fa le foto. Proprio la macchina foto. La città potrebbe sorprendervi.

Dove andare: suggerimenti eco, dalle città

TORINO
Il Parco dei Parchi è il Valentino. Non si discute. E’ il cuore della città, appoggiato al fiume, e incredibilmente isolato dalla frenesia del traffico vicino. Gli spazi sono liberi, l’erba “calpestabile”, come dovrebbe essere in ogni parco del mondo, che poi vuol dire che sui prati ci si può sdraiare, mangiare, giocare, tutta roba più divertente che pestarli. Ma non è l’unico: c’è il parco Ruffini, il parco della Pellerina, poco fuori il bellissimo Parco della Mandria e quello di Stupinigi. A questo link potete scoprire tutti i parchi della città. Se invece il picnic erboso non fa per voi, ecco qualche suggerimento sulle mostre in città il weekend di Pasqua:

Gianini e Luzzati (Cartoni animati) Più di duecento personaggi, bozzetti, scenografie, storyboard che testimoniano il processo creativo che ha dato origine ad alcuni tra i capolavori del cinema d’animazione mondiale. (Domenica 31 Marzo dalle 9:00 alle 20:00, Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana).

Robert Capa: retrospettiva Importante retrospettiva che celebra uno dei maestri della fotografia del XX secolo in occasione del centenario dalla nascita. (Aperto sia domenica 31 Marzo che lunedì 1° aprile dalle 9:30 alle 18:30, Palazzo Reale).
Ana Mendieta. She Got Love Nei suggestivi spazi della Manica Lunga la prima grande retrospettiva europea dedicata all’artista cubana. (Domenica 31 Marzo – 10:00 – 19:00, Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea).
Wild Wonders of Europe Gli scatti realizzati da 69 tra i migliori fotografi naturalisti europei, realizzati in più di 125 missioni in 48 paesi per documentare le meraviglie naturali del continente. (Aperto sia domenica 31 Marzo che lunedì 01 Aprile – 10:00 – 19:00, Museo Regionale di Scienze Naturali).

The Human Body Exhibition Il percorso espositivo dedicato alla scoperta del corpo umano che sta facendo il giro del mondo, attraverso sale tematiche in cui sono illustrate le parti fondamentali dell’anatomia umana. (Aperto sia domenica 31 Marzo che Lunedì 1° Aprile – 10:30 – 19:30, Palaolimpico Isozaki).

MILANO
Il parco più bello di Milano è sicuramente il parco Sempione: a due passi dal meraviglioso Castello degli Sforza, dalla Triennale, che a sua volta ha un giardino con le sculture di De Chirico esposte, e dal Duomo. Insomma, centralissimo, comodo e soprattutto immenso. Ma non è il solo. C’è il Parco delle Basiliche (ribattezzato Papa Giovanni Paolo II), tra la basilica di San Lorenzo e la basilica di sant’Eustorgio, il Parco dell’Anfiteatro Romano, tra le vie De Amicis, Conca del Naviglio e Arena. Avremmo citato volentieri anche la Darsena, forse tra gli angoli più curiosi della città, grazie alla sua rara e sorprendente oasi spontanea. Peccato che si sia deciso diversamente. Per l’elenco completo dei Parchi di Milano rimandiamo qua. E segnaliamo anche un bel blog a tema: The Outer The Better. Le mostre in città:
Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti (Lunedì: dalle ore 14.30 alle ore 19.30; da martedì a domenica: dalle ore 9.30 alle ore 19.30; giovedì e sabato aperto fino alle ore 22.30, a Palazzo Reale in Piazza del Duomo).

Fashion Al Forma, una selezione di scatti provenienti dagli archivi Condé Nast (Tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20; giovedì e venerdì aperto fino alle ore 22; lunedì chiuso).

Robert Doisneau Allo Spazio Oberdan, 200 scatti originali del celebre fotografo francese (Mercoledì, venerdì, sabato e domenica: dalle ore 10 alle ore 19.30; martedì e giovedì aperto fino alle ore 22; lunedì chiuso).

NAPOLI
Napoli non è certo una città nota per la sua vocazione verde, ma offre comunque una serie di opportunità a chi è in cerca di svago e relax nella natura. A cominciare dal cosiddetto Bosco di Capodimonte, il grande parco che circonda l’omonima reggia borbonica: 134 ettari di verde (in origine erano la riserva di caccia dei reali) che offrono viali fioriti, alberi secolari e prati all’inglese. In alternativa, di può optare per il suggestivo Parco Virgiliano, arroccato sulla panoramica collina di Posillipo, o per la meno ambiziosa Villa Comunale, che si estende alle spalle del celebre lungomare di via Caracciolo (più indicata per una passeggiata, che per un vero picnic). E se la “città del sole” si ritrovasse invece sotto la pioggia proprio a Pasquetta? Si può sempre pensare di visitare uno dei numerosi musei cittadini, oppure goderli la mostra “Restituzioni 2013”: 250 opere, tra capolavori e manufatti dell’artigianato artistico, freschi di restauro, esposti nelle sale del Museo di Capodimonte e del Palazzo Zevallos Stigliano.

ROMA
Grande scelta di parchi e aree verdi è offerta dalla città di Roma, dove a giardini storici e monumentali si affiancano aree naturali quasi “selvagge”. Come Villa Ada, dove alla natura ordinata e al celebre laghetto si affianca una zona di bosco in cui è possibile dimenticare di essere nel cuore di una delle città più grandi d’Europa. Un classico intramontabile resta sempre Villa Borghese, parco seicentesco che probabilmente è il più celebre della capitale. Chi è in cerca di alternative, invece, può trascorrere la Pasquetta nel Parco Regionale dell’Appia Antica, un vero e proprio connubio di natura e di storia che ospita preziose testimonianze del passato della Città eterna. Oppure optare per Villa Doria Pamphilj, attrezzata e movimentata area verde di ben 180 ettari. Gli amanti della cultura, invece, a Roma non hanno che l’imbarazzo della scelta: il Chiostro del Bramante, ad esempio, ospita fino a giugno la mostra “Brueghel. Meraviglie dell’arte fiamminga”, mentre al Palazzo delle Esposizioni è possibile ammirare circa 200 scatti del fotografo Helmut NewtonTiziano spopola alle Scuderie del Quirinale (fino al 16 giugno), mentre il Museo del Corso ospita una personale della scultrice americana Louise Nevelson.

Fonte : eco dalle città