Meduse in mare, la mappa e la app per segnalare gli avvistamenti e la ricetta per gustarle

Meduse in mare anche se non fa troppo caldo. La causa dei banchi di meduse presenti in questi giorni nel Mar Mediterraneo è dovuta alla pesca intensivamarevivo-620x350

Mancano i predatori naturali e le meduse proliferano in mare, anche se le temperature estive non giustificano la loro massiccia presenza nelle nostre acque. Come evitare un incontro ravvicinato in acqua e sopratutto come ridurre la loro presenza in mare? I bagnanti sono le sentinelle migliori per controllare a lungo e in maniera capillare il mare e dunque ecco tornare anche per quest’anno la mappa interattiva meteomeduse che può essere aggiornata da smartphone grazie a una App creata con il mensile Focus e in collaborazione con Università del Salento e CNR – Ismar. Per quanto riguarda il contenere la presenza delle meduse in mare arriva un consiglio dalla FAO e recepito d MareVivo: mangiare le meduse. Non sia considerata un aberrazione questa del mangiare meduse poiché posso assicurare e con certezza che queste hanno fatto parte della dieta di alcuni posti di mare come Torre del Greco, di cui so per certo che erano consumate quando pescate. In ogni caso MareVivo recupera questa antica tradizione della cucina povera di mare e grazie alla collaborazione con lo Chef Gennaro Esposito nasce il progetto La Tavola Blu rivolto agli istituti alberghieri che formano i nuovi chef e che propone la tutela degli stock ittici attraverso acquisti consapevoli di varietà di pesce meno commerciale ma altrettanto nutriente e gustoso.

Meduse con mozzarella di bufala con pesto di fiori di zucca

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Ingredienti

Meduse, mozzarella di bufala, fiori di zucca, un cucchiaio di pinoli, sale, olio evo, un bicchiere di acqua di mare, un po’ di zucchero

Preparazione

Le meduse prima di essere consumate vanno pulite per bene e liberate dai tentacoli che contengono le sostanze urticanti. Poi va eseguita la marinatura con un po’ di sale e zucchero. Una volta perso il liquido vanno risciacquate con acqua di mare e vanno scolate e asciugate.

Si prepara il pesto di fiori di zucca sbollentando i fiori in acqua bollente salata, vanno raffreddati, asciugati e pestati con i pinoli nel mortaio che sarà stato prima strofinato con aglio.

Una fetta di mozzarella di bufala sarà la base su cui appoggiare un cucchiaio di meduse ricoperte dal pesto di fiori di zucca. Accompagnare d bastoncini di zucchina alla julienne freschi.

Fonte: Itenovas

Servizio pubblico indaga sulla bufala della mozzarella e l’inquinamento del casertano

Mozzarella di bufala campana prodotta nel casertano tra campi inquinati e frodi alimentari. Ma sotto sotto c’è la voglia di scippare la regina del Made in Italy al Meridione?mozzarella-bufala-594x350

La mozzarella di bufala campana dop è la regina del Made in Italy accompagnata dalla Pizza, dagli spaghetti e dal pomodoro. Sono tutti prodotti del Sud Italia e stasera Michele Santoro a Servizio Pubblico più propone un reportage firmato da Stefano Bianchi sulla mozzarella di bufala dop.servizio-pubblico-620x350

A gettare allarme tra allevatori e produttori la legge Zaia lasciata in eredità dall’ex ministro e che sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo 1° luglio. Imponeva due linee di produzione separate: per la mozzarella Dop e per i prodotti caseari a base di latte di bufala ma non dop. La rivolta dei produttori è stata unanime: chi si poteva permettere il lusso di investire almeno 200 mila euro da investire in tali ammodernamenti? A rivedere la legge è intervenuto l’ex ministro Mario Catania che ha cancellato l’obbligo di separazione della linea di produzione ma lasciato intatta la regola per cui si userà latte dop proveniente esclusivamente da allevamenti in zona. Il giro d’affari che ruota intorno alla mozzarella di bufala campana Dop produce 500 milioni di euro di fatturato, per 35 mila e 500 tonnellate prodotte nel 2012, impiega 15 mila addetti e le bufale presenti in tutta l’area riconosciuta dal Consorzio sono 280 mila. In un territorio estremamente inquinato quale Terra di lavoro ossia tutta la provincia del casertano, tra le fumarole eterne che si aprono dal ventre marcio di veleni giunti dal nord e interrati al sud, vivono le bufale e si coltivano ortaggi e frutta. Bianchi prova a mettere assieme i vari filoni di indagine che hanno riguardato produttori e caseifici sospettati di essere collusi con la camorra. Rispetto alla ricostruzione delle giostre del latte e delle cagliate congelate provenienti dai Paesi dell’Est molto ne ha scritto Rosaria Capacchione neL’oro della camorra riportando le inchieste e ricostruendo gli intrecci visti quando era ancora giornalista a Il mattino. I grandi caseifici vogliono usare il latte congelato come lobby a modificare il disciplinare della mozzarella dop includendone l’uso. Il perché è molto semplice: serve a abbattere i costi e a innalzare i profitti e peraltro usando invece, cagliata congelata, i costi di produzione si abbassano ancora di più. In realtà però c’è anche molta pressione da parte degli allevatori di bufale del nord, la dove le bufale non hanno mai pascolato. Ma perché ora le bufale piacciono anche a Nord? Perché non interessano la comunità europea che non riconosce il latte di bufala e questo dunque non rientra in quel circolo delle quote latte per cui l’ex ministro dell’agricoltura Luca Zaia pure ci aveva messo la faccia, salvo oggi ricevere un deferimento dalla comunità europea. Bianchi indaga su Villaggio Coppola e su Terra di lavoro oggi ridotta a una terra di inquinamento da rifiuti tossici. Comunque a chiusura del servizio posso dire che lo sapevamo già e che forse un po’ di dignitoso approfondimento ci stava. Al solito si è persa l’occasione di fare un po’ di informazione completa.

Fonte: ecoblog