Fukushima, “le radiazioni possono uccidere in 4 ore”

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La contaminazione alla disastrata centrale nucleare di Fukushima fa sempre più paura. Il livello di radiazioni nei pressi di tre serbatoi contenenti acqua contaminata nella centrale giapponese è infatti di 18 volte più alto rispetto al 22 agosto scorso, ovvero 1.800 millisievert all’ora. La legge giapponese fissa la soglia massima di esposizione alle radiazioni per i lavoratori delle centrali nucleari a 50 millisievert/ora. Il nuovo livello di radioattività è in grado di uccidere una persona esposta nel giro di quattro ore. Lo ha reso noto la Tepco che non esclude che l’aumento di radioattività sia dovuto ad infiltrazioni di acqua contaminata. Nelle scorse settimane la compagnia che gestisce l’impianto ha ammesso una perdita cronica di acqua sotterranea contaminata, più una fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua da una cisterna. Il premier nipponico Shinzo Abe ha ribadito che il governo andrà avanti adottando tutte le misure necessarie per gestire le conseguenze del disastro nucleare, aggiungendo che predisporrà un piano per farlo “rapidamente”. Questa settimana il governo di Abe dovrebbe discutere questa settimana dei finanziamenti per la bonifica di Fukushima. Ieri intanto un milione di giapponesi hanno preso parte ad una gigantesca esercitazione per simulare un terremoto di magnitudo 9,1 e verificare la prontezza dei servizi d’emergenza. Dal 1960 ogni anno nel Sol Levante si celebra la Giornata nazionale per la prevenzione dei disastri per commemorare il terremoto del 1923 che provocò 100.000 morti. A due anni dal devastante sisma e tsunami del 2011, che causò anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo nipponico ha aggiornato le stime per il caso di un terremoto di magnitudo superiore ai 9 gradi, previsto entro 30 anni, che potrebbe provocare fino a 320.000 morti.

Fonte: il cambiamento

Ricercatori morti alla Facoltà di farmacia a Catania, il film va a Venezia

In memoria di Emanuele Patané sarà presentato a Venezia 70 fuori concorso per la regia di Costanza Quatriglio il film Con il Fiato sospeso che in 35 minuti racconta dei veleni inalati alla facoltà di farmacia di Catania da parte dei ricercatorifiato-sospeso1-620x350

La storia di Emanuele Patané, dottorando alla Facoltà di farmacia all’Università di Catania che muore per cancro a 29 dopo aver inalato a lungo miasmi del laboratorio di ricerca, vera e propria discarica di veleni tossici, diventa un film. Sarà Michele Riondino a dare voce a Emanuele Patanè nella pellicola Con il fiato sospeso diretto da Costanza Quatriglio e presentato al Venezia Film Festival 2013.

Emanuele Patané era ricercatore della Facoltà di Farmacia di Catania e nel suo memoriale raccontò come i veleni che aveva inalato durante i suoi anni di studio lo avessero fatto ammalare di cancro ai polmoni. Emanuele è morto all’età di 29 anni nel 2003 e con lui hanno perso la vita altre 15 persone, fatto per cui è in atto un processo presso il Tribunale di Catania. Il progetto della Quatriglio dunque sarà presentato a Venezia 70 dall’Istituto Luce il prossimo 31 agosto e come viene spiegato sulla pagina Fb dedicata al film:

Tutti coloro che hanno partecipato al film, lo hanno fatto prima di tutto per dare voce a questa storia. Questa storia difficile da contenere in una definizione, una storia di università, di giovani ricercatori, di inadeguato trattamento di sostanze tossiche, di professori che dicono che tutto va bene e di ragazzi che muoiono di cancro. Grazie ad Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Anna Balestrieri e i Black Eyed Dog, Gaetano Aronica, Paolo Buonvino, Sabrina Varani, Luca Gasparini, Letizia Caudullo, Andrea Campajola, Beatrice Scarpato, Francesca Vecchi, Roberta Vecchi, Daniela Tartari, Gianluca Scarlata, Edgar Iacolenna, In House, Laura Muccino, Gianmaria Sortino, Christian Bonatesta, Paolo Sperandeo, Ines Vasiljevic, l’Istituto Luce Cinecittà che per primo se ne è innamorato e l’ha voluto in distribuzione e la casa di produzione Jolefilm che si è unita a noi in questi giorni.

Fonte:  Catania Today

 

India, 23 bambini morti intossicati: confermata la presenza di pesticidi nel cibo

Nel nord dell’India, a Patna, 23 bambini sono morti e altri 25 sono rimasti intossicati a causa di un pasto gratuito fornito dalla scuola173475824-586x416

Sale a 23 il numero dei decessi registrati a Patna, nello stato del Bihar, situato nel nord dell’India, fra i bambini che hanno consumato un pasto nella mensa di una scuola locale. Le analisi hanno confermato la presenza di pesticidi nel cibo e nell’olio utilizzati in un pasto consumato martedì 16 luglio. Altri 25 studenti hanno accusato i sintomi dell’intossicazione provocata dal monocrotophos, un composto organofosoforico che viene utilizzato come insetticida in agricoltura ma è tossico per l’uomo. Un’inchiesta amministrativa ha evidenziato la negligenza da parte del preside della scuola nella supervisione alla preparazione del cibo per i bambini. Anche il cuoco Maju Devi è stato ricoverato in ospedale dopo aver mangiato il cibo che aveva preparato per i bambini. Secondo quanto riferito dal cuoco alla polizia, la preside non ha ascoltato l’avvertimento di Devi che aveva segnalato di come l’olio di senape fosse probabilmente avariato e avesse un cattivo odore, ma di come la donna; Meena Kumari, gli avesse detto di proseguire. Gli studenti – di età compresa fra i 5 e i 12 anni – hanno iniziato a vomitare subito dopo il primo boccone e alcuni di loro sono addirittura svenuti. La metà dei bambini indiani sono malnutriti e, per una decisione presa dalla Corte Suprema nel 2001, le scuole statali sono obbligate a fornire ai loro studenti (di età inferiore ai 13 anni) pasti gratuiti.

India, 20 bambini morti intossicati: si teme la presenza di pesticidi nel cibo

Nella scuola elementare del villaggio di Jajauli, a circa 100 chilometri dal capoluogo dello stato del Bihar Patna, nel nord dell’India, si è verificata ieri una tragedia che ha dell’incredibile: 20 bambini sono morti intossicati in seguito ad un pasto gratuito loro fornito dalla stessa scuola. Il dramma però non si chiude qui: secondo le prime indagini infatti risulta che nel pasto servito ai bimbi sono state trovate tracce di un insetticida usato in agricoltura (un organofosfato non identificato utilizzato per le colture di riso e grano) : si pensa che gli alimenti non fossero stati lavati prima della preparazione. Il pasto, che rientra nel programma governativo “midday meal scheme” per fornire cibo gratuito alle popolazioni indiane malnutrite, a base di lenticchie e riso, era stato preparato all’interno della stessa scuola. I bambini, dai 4 agli 8 anni, hanno subito cominciato a mostrare gravi segni di avvelenamento immediatamente dopo la conclusione del pasto: immediatamente soccorsi e portati in ospedale, a nulla sono valse le cure mediche: l’intossicazione si è rivelata fatale per 20 di loro. Altri 30 si trovano ancora in ospedale per accertamenti, alcuni ancora in gravi condizioni. Il governo ha annunciato un risarcimento di circa 3700 euro alle famiglie delle vittime, cosa che ha provocato una reazione violenta di molti di loro, scesi in strada a protestare e vandalizzare alcune auto.Nitish Kumar, governatore dello stato, ha ordinato l’apertura di un’inchiesta e le autorità hanno sospeso un ispettore alimentare e presentato denuncia per negligenza a carico del preside dell’istituto.

 

Fonte. ecoblog

Salvare i Cetacei Marini dalla morte provocata dall’uso dei sonar militari

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Perché è importante

Sono laureata in scienze ambientali ad indirizzo marino e sono figlia del mare, nata in una città, Taranto, il cui simbolo è il delfino. I delfini sono creature sensibili ed empatiche, angeli giocosi del mare. Come sapete essi pur vivendo in mare sono dei mammiferi e come loro ci sono tanti altri cetacei. Cetaceo deriva dal greco e significa “mostro marino”, ma gli unici mostri in questa storia sono gli uomini che utilizzano i sonar che entrano in risonanza con l’organo atto in queste creature a recepire tale suono con cui comunicano,Ebbene svariati studi a livello mondiale hanno appurato che l’uso dei sonar militari provoca embolia nei cetacei, emorragie interne e definitiva morte per spiaggiamento. Spiaggiamento che avviene a banchi in varie parti del mondo e proprio non possiamo permetterci di perdere queste meravigliose creature!

Fonte: avaaz