Piemonte, presentato il percorso ciclabile dal Monferrato a Oropa passando per le terre di Coppi

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Più di 300 chilometri ciclabili, otto tappe con partenza e arrivo in corrispondenza delle linee ferroviarie, tre province, tanti castelli e paesaggi e due miti del ciclismo , Fausto Coppi e Marco Pantani. Il progetto è dell’Atl di Biella e di Alessandria in collaborazione con i Comuni di Biella e Castellania

Il turismo in bici è sempre più appassionante. Soprattutto se passa e promuove terre di campioni, se racconta la storia di un territorio valorizzandone l’attualità che è fatta soprattutto di ottimi prodotti paesaggistici ed enogastronomici. La fruizione di un territorio sui pedali è infatti per definizione quanto di più adatto per scoprire paesaggi, storia, architettura, sapori e cultura di quel territorio e per apprezzare il bello e la ricchezza “di diversità” da conoscere in itinere, pedalando a tutti i livelli. Senza contare gli aspetti salutistici e la sensibilità che ci muove verso i valori del turismo sostenibile. In altre parole, il turismo in bici nel nostro Piemonte è un’esperienza in linea con le nuove tendenze: moderno, slow, rispettoso dei luoghi e teso a creare un legame forte e autentico tra il territorio e il suo ospite. È sulla intercettazione e comprensione di questo ricco scenario che negli ultimi anni, sono nati in Piemonte progetti che vogliono promuovere e facilitare la fruizione del territorio in bicicletta, sia per ciclisti esperti che per pedali più slow, persino per il format famiglia (molto praticato dal turismo estero in Italia), in una logica di rete e di sistema, con collaborazioni e iniziative comuni che favoriscono la scoperta di più province tra loro vicine e comunicanti. A due ruote.

Uno degli strumenti messi a disposizione del turista-ciclista è il portale http://www.piemontebike.eu, realizzato anni fa dalla Regione Piemonte sotto il coordinamento dell’assessorato al turismo di Novi Ligure e, in particolare dedicato ai percorsi in bici del basso piemonte e recentemente aggiornato, potenziato e cresciuto, sino a avere, per la provincia di Alessandria, percorsi per tutti i tipi di pedalata e di ciclista, ma anche quei servizi e facilities che necessitano per questo tipo di turismo, a partire dai punti noleggio e dalle strutture ricettive bike friendly. Le iniziative tuttavia sono numerose e certamente l’edizione numero 100 del Giro d’Italia di quest’anno le ha moltiplicate anche mediaticamente, grazie alle due tappe (Reggio Emilia-Tortona e Castellania- Oropa) che hanno portato tanta gente sui luoghi piemontesi, già di per se stessi luoghi epici del ciclismo. Come per rinverdire il piacere di riscoprire percorsi che davvero hanno fatto la storia di questo sport praticato anche solo per pura passione e per turismo, non solo agonisticamente e in senso stretto. Fra le ultime interessanti iniziative ecco che spicca un itinerario per chi ama la bicicletta e i suoi campioni, da affrontare non necessariamente a ritmo dei campioni: si tratta del percorso cicloturistico che parte da Acqui Terme per raggiungere il Santuario di Oropa, passando per il Monferrato e per Castellania – paese natale di Fausto e Serse Coppi – ripercorre le strade del Giro d’Italia con un omaggio al Campionissimo e un tributo a Marco Pantani, che nel 1999 compì una delle più grandi imprese della sua carriera proprio sulla salita biellese che raggiunge Oropa. Il programma cicloturistico è previsto in otto tappe, dal chilometraggio abbordabile anche per chi è meno allenato, per un totale di 320 chilometri, lungo strade che emozionano non solo per la storia dello sport del pedale ma anche per i paesaggi e per i castelli che sfiora. Proprio la valorizzazione delle dimore storiche piemontesi con i loro giardini, riunite nell’associazione Castelli Aperti del Piemonte, è uno dei fili conduttori dell’itinerario, pensato dai Comuni di Biella e di Castellania con le Aziende turistiche locali di Biella e di Alessandria e con il contributo fondamentale della Regione.

«Questo itinerario trova nel lavoro di squadra e nella capacità di fare sistema tra settori e territori differenti il proprio punto di forza» rimarca Antonella Parigi, assessora regionale a cultura e turismo. «Un’iniziativa che dimostra ancora una volta il dinamismo della nostra regione in ambito turistico e quanto il settore possa ancora crescere nell’offerta, in particolare nell’ambito del cicloturismo e di tutto il comparto del turismo “slow”». «Una tappa storica» aggiunge l’assessore regionale allo sport Giovanni Maria Ferraris, «ripercorsa con il centesimo Giro d’Italia, che viene riproposta a livello amatoriale, complice il grande afflusso di pubblico avuto lo scorso 20 maggio. Questo itinerario conferma quanto il ciclismo sia uno sport popolare, che contamina tutti di passione e promuove con efficacia il territorio».

L’altro filo conduttore dell’iniziativa è proprio legato alla storia del ciclismo in terra piemontese. Lo spiega Sergio Leone, assessore allo sport della città di Biella: «La tappa del Giro d’Italia ci ha fornito una formidabile vetrina in tutto il mondo. Centinaia di migliaia di persone, oltre ai tifosi arrivati sulle nostre strade, hanno ammirato la bellezza dei nostri paesaggi. Questa iniziativa è nata anche per cavalcare l’onda di quella giornata emozionante». Aggiunge Teresa Barresi, che della città di Biella è assessore al turismo: «Alla storia sportiva, con la celebrazione del mito di Fausto Coppi e della grande impresa di Marco Pantani di cui Oropa ha avuto la fortuna di essere testimone, si aggiungono la storia, la natura, i prodotti di eccellenza enogastronomici, ingredienti che fanno delle nostre terre un luogo perfetto anche per una vacanza “lenta”».

Il tracciato della Acqui Terme-Castellania-Oropa tra l’altro interseca alcune delle principali ciclovie della Regione e non solo: «È disegnato apposta» spiega Luciano Rossi, presidente di Atl Biella «per incrociarsi con la Via Francigena e con la VenTo, la ciclovia padana tra Venezia e Torino. E una volta a Oropa ecco il percorso di montagna attorno al Monte Rosa, oppure il più breve ma altrettanto suggestivo giro dei santuari biellesi».

I tracciati e le mappe sono messi a disposizione sul sito www.movimentolento.it (l’indirizzo completo è www.movimentolento.it/it/resource/tour/monferrato-oropa-sulle-strade-di-coppi-giro-italia) e sulla app per smartphones e tablet SloWays. Andranno naturalmente anche ad arricchire il portale www.piemontebike.eu.

Ogni tappa ha partenza e arrivo in una città servita dalle linee ferroviarie. E per ogni località attraversata sono segnalati non solo i punti d’interesse storici e artistici ma anche le strutture ricettive a misura di cicloturista, in grado di offrire servizi dedicati per chi si muove in bicicletta. Le aziende turistiche locali di Alessandria e di Biella poi sono a disposizione per suggerire altri itinerari alternativi o collegati, proprio nello spirito della rete dei percorsi a misura di bicicletta. Alcuni di questi sono già descritti ad esempio, con link alle mappe scaricabili, sul sito www.giroabiella.it, nato in occasione della Castellania-Oropa del Giro d’Italia per fornire indicazioni utili agli appassionati di bicicletta.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Langhe, Roero e Monferrato patrimonio dell’Umanità Unesco: la fotogallery esclusiva

L’area del Basso Piemonte è il cinquantesimo sito italiano a entrare nella lista del World Heritage. L’elenco dei 29 comuni

LangheRoero e Monferrato entrano a far parte della lista del World Heritage e da domenica scorsa sono Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. I paesaggi del Basso Piemonte hanno conquistato la delegazione che si è ritrovata a Doha per decidere delle sorti dell’area nota per le coltivazioni vitivinicole e per una cultura enogastronomica unica al mondo. Per due terzi del secolo scorso, le Langhe descritte dagli scrittori Cesare Pavese Beppe Fenoglio sono state luoghi di grande povertà, in cui si arava la terra con le mani. La Langa era terra di “malora”, vale a dire di miseria. Poi dagli anni Settanta in poi qualcosa è cambiato: il processo di trasformazione è stato lento e inesorabile e questo territorio ha saputo trasformarsi in una potente attrazione turistica e in un solido distretto economico grazie ai suoi paesaggi e all’altissima qualità della sua proposta enogastronomica.??????????????????????

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Per prossimità territoriale anche le colline del Roero e del Monferrato sono state incluse nel territorio di 29 comuni protetti dall’Unesco. Tre sono le province che ospitano i 29 comuni: quella di Asti (Agliano Terme, Castelnuovo Calcea, Mombercelli, Montegrosso d’Asti, Nizza Monferrato, Vaglio Serra, Vinchio, Calosso e Canelli), quella di Alessandria (Camagna Monferrato, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala e Vignale), quella di Cuneo (Santo Stefano Belbo, Barolo, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, Barbaresco e Neive). Accanto a questi comuni ve ne sono altri 72 che sono considerati come “buffer zone” o zone cuscinetto: non sono patrimonio Unesco ma devono rispettare determinati criteri di tutela del paesaggio e dell’ambiente. Nella fotogallery le immagini scattate in un itinerario segnalato che tocca i comuni di Monforte d’AlbaCastiglione FallettoBarolo e Novello.

Foto | Davide Mazzocco | Paula Dias

Fonte: ecoblog.it

Langhe e Monferrato diventano patrimonio Unesco dell’umanità

Il sì definitivo del comitato dell’Unesco è arrivato oggi: la zona delle Langhe e del Monferrato è diventata patrimonio dell’umanità.langhe-01

Gli affascinanti paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato, in Piemonte, sono diventati a tutti gli effetti patrimonio mondiale dell’umanità. Oggi, 22 giugno 2014, dal comitato dell’Unesco, riunito a Doha, nel Qatar per la 38esima sessione annuale del Comitato mondiale Unesco, ha dato il sì definitivo alla candidatura, facendo arrivare il nostro Paese a ben 50 siti riusciti a ottenere questo importante riconoscimento dal 1979 ad oggi. A finire oggi nella World Heritage List dell’Unesco (qui l’elenco completo) sono 29 comuni in sei diverse aree nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo per una superficie complessiva di 10.789 ettari. Lo scorso anno, lo ricordiamo, a diventare patrimoni dell’umanità erano stati l’Etna e le Ville Medicee in Toscana. I motivi di questa decisione sono presto detti. Ecco cosa scrive l’Unesco nel comunicato che annuncia la promozione di quest’area del Piemonte:

I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino. […] I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si è realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l’archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica.

E’ di massima soddisfazione il commento del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino:

Il territorio ha saputo costruire e mantenere nel tempo un paesaggio culturale, legato al mondo del vino, eccezionale e unico nel suo valore ed espressione della altissima qualità della produzione vitivinicola della nostra regione. La proclamazione di oggi rappresenta un tassello fondamentale della strategia turistica complessiva dalle amministrazioni che si sono succedute alla guida della Regione Piemonte: ritengo che sia un punto di partenza e non di arrivo, perché è da questo momento in avanti che bisognerà lavorare per sfruttare al meglio, con progetti e idee innovative, il ritorno di questo riconoscimento.

Anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha speso qualche parola su questo importante riconoscimento:

I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono un esempio eccezionale di un paesaggio culturale inteso come prodotto della secolare interazione tra uomo e natura, plasmato dalla continuità di una tradizione antica di produzione vinicola di eccellenza mondiale. Questo riconoscimento è motivo di speciale orgoglio per il Mibact, data l’estrema selettività con cui da qualche anno l’Unesco valuta le proposte per nuovi siti.

Importanti anche le parole di Maurizio Martina, attuale ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali:

È un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura. È la prima volta, infatti, che l’Unesco riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano quale bene unico al mondo, patrimonio dell’umanità per la sua eccezionalità rurale e culturale. È un risultato prezioso che rafforza il posizionamento a livello di mondiale di alcune delle produzioni vitivinicole più pregiate e apprezzate del nostro Paese. Al tempo stesso l’Unesco ha riconosciuto l’essenzialità dell’agricoltura e degli agricoltori quali sentinelle nella conservazione del paesaggio.langhe-02

Foto | BORGHY52

Fonte: ecoblog.it