Mobilità sostenibile, rinnovabili, chimica verde nel bando ricerca industriale del governo da 479 milioni

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Il Bando è una ‘chiamata’ all’intero sistema della ricerca: possono partecipare tutti gli attori qualificati Atenei, Enti pubblici di Ricerca, Piccole e Medie Imprese e Grandi Imprese, Amministrazioni pubbliche, Organismi di Ricerca pubblici e privati

Mobilità sostenibile, chimica verde, rinnovabili, tecnologie per le città intelligenti. Ci sono anche questi voci all’interno del bando del governo da 497 milioni per finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, per incentivare la cooperazione fra pubblico e privato e rilanciare il sistema nazionale.

“L’Avviso è da oggi (martedì 18 luglio) sul sito del Ministero dell’istruzione e della Ricerca e rappresenta uno dei principali interventi nell’ambito del Programma Nazionale per la Ricerca, che stiamo rapidamente attuando”, sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. “L’obiettivo principale di questo investimento è infatti quello di incentivare le collaborazioni fra pubblico e privato promuovendo la creazione di reti per la ricerca, di filiere nazionali che siano coerenti con le dodici aree di specializzazione intelligente scelte a livello nazionale: Aerospazio; Agrifood; Blue Growth; Chimica verde; Cultural Heritage; Design, creatività e Made in Italy; Energia; Fabbrica Intelligente; Mobilità sostenibile; Salute; Smart, Secure and Inclusive Communities; Tecnologie per gli Ambienti di Vita”.

Il Bando è una ‘chiamata’ all’intero sistema della Ricerca: possono partecipare tutti gli attori qualificati (Atenei, Enti pubblici di Ricerca, Piccole e Medie Imprese e Grandi Imprese, Amministrazioni pubbliche, Organismi di Ricerca pubblici e privati). Si tratta di un finanziamento che segue la politica avviata con la costituzione dei Cluster Tecnologici Nazionali (reti formate dai principali soggetti pubblici e privati che operano sul territorio nazionale nella ricerca industriale) nel 2012 per i primi 8 e nel 2016 per i restanti 4, allineati con le 12 aree prioritarie di intervento per la ricerca a livello nazionale previste anche dal bando pubblicato oggi. Il lavoro di animazione delle comunità di ricerca dei rispettivi settori e di analisi dei fabbisogni di innovazione del paese sviluppato dai Cluster in questi anni rappresenta un importante contributo per l’avvio di questa nuova programmazione di politica di ricerca industriale. Capacità di realizzazione delle iniziative, ampiezza del partenariato pubblico-privato, originalità e utilità del progetto, impatto in termini di risultati e ricadute sul territorio del Mezzogiorno (anche generati dalle attività svolte nelle Regioni del Centro-Nord) saranno i parametri in base ai quali saranno valutati i progetti che potranno avere costi complessivi da un minimo di 3 fino a 10 milioni di euro ciascuno. Valori che in un contesto di rilancio dell’economia del Paese possono fare la differenza, contribuendo a creare eccellenze, sviluppo e occupazione in territori in cui le idee migliori e le competenze chiedono sollecitazioni e sostegno. Il budget complessivo è di 497 milioni di euro, comprese le spese per le attività di valutazione e monitoraggio che concorrono ad ottenere la massima qualità degli interventi. Il Bando utilizza risorse del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 (per 327 milioni di euro) e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (per 170 milioni di euro).
Le risorse sono destinate per 393 milioni di euro alle Regioni del Mezzogiorno (quelle meno sviluppate e in transizione) e per 104 milioni di euro alle Regioni del Centro-Nord, sempre per attività che abbiano ricadute  in termini occupazionali, di capacità di attrazione di investimenti e competenze, di rafforzamento della competitività delle imprese e  valorizzazione dei risultati della ricerca e della diffusione dell’innovazione a vantaggio delle medesime Regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la definizione di percorsi di trasferimento tecnologico e/o di conoscenze.

Guardando alle 12 aree di specializzazione su cui si investe, i finanziamenti per area sono così suddivisi:

Aree di specializzazione

Aerospazio

59.051.938,00

Agrifood

59.051.938,00

Blue Growth

29.525.969,00

Chimica verde

29.525.969,00

Cultural Heritage

29.525.969,00

Design, creatività e Made in Italy

29.525.969,00

Energia

29.525.969,00

Fabbrica Intelligente

59.051.938,00

Mobilità sostenibile

29.525.969,00

Salute

59.051.938,00

Smart, Secure and Inclusive Communities

29.525.969,00

Tecnologie per gli Ambienti di Vita

29.525.969,00

Totale

472.415.504,00

A questa somma si aggiungono i fondi per valutazione e monitoraggio.

Le domande  potranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio), a partire dalle ore 12.00 del 27 luglio 2017 e fino alle ore 12.00 del 9 novembre 2017.

Il bando: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/avviso-per-la-presentazione-di-progetti-di-ricerca-industriale-e-sviluppo-sperimentale-nelle-12-aree-di-specializzazione-individuate-dal-pnr-2015-2020

Fonte: ecodallecitta.it

Bicicletta mezzo di trasporto dei poveri? Macchè, genera un fatturato (green) di 6,2 miliardi

Quando si dice la miopia… ancora si crede che la bicicletta sia il mezzo di trasporto dei poveri. O meglio, vogliono farcelo credere. In realtà, le quattro ruote inquinanti fanno la felicità e il guadagno di pochissimi, per gli altri significano smog, spese e caos. Vediamo che fatturato e che potenzialità ha il “mondo della bicicletta”.9593-10359

Si chiama “L’A Bi Ci” (non a caso) ed è il primo rapporto di Legambiente, realizzato insieme a VeloLove e GRAB+, che “fotografa” il mondo della bicicletta. Il rapporto fa il punto sullo stato della ciclabilità nel nostro Paese, guardando anche al valore economico generato da tutto ciò che gira intorno alle “due ruote” (produzione di bici ed accessori, ciclotour ma anche risparmio di carburante, riduzione di emissioni in atmosfera, rumore e altro ancora).

Ecco i dati positivi.

  • un fatturato di 6,2 miliardi di euro generato dal “mondo della bicicletta”,
  • un aumento delle piste ciclabili in tutta Italia, in alcuni centri addirittura raddoppiate tra il 2008 ed il 2015,

un elevato uso della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro in alcune zone d’Italia, come la provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna ed il Veneto.bici2

A fronte di questi elementi positivi, purtroppo, non si registra un aumento della percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti quotidiani, ad esempio casa-lavoro o casa-scuola: era al 3,6% nel 2008 ed è rimasta tale nel 2015.

Si registra un aumento dell’uso di questo mezzo solo quando le amministrazioni adottano un approccio innovativo allo spazio urbano, come dimostrano i casi di Bolzano e Pesaro, dove uno spostamento su tre è realizzato con la bicicletta.

Bolzano ha creato un anello ciclabile che collega tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative della città, favorendo l’uso di questo mezzo negli spostamenti non solo ricreativi ma anche lavorativi.

Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, ovvero una “metropolitana di superficie” con percorsi ciclabili, che si estendono per 85 km, caratterizzati da colori diversi, connettendo le varie zone della città.

Il rapporto  “L’A Bi Ci” prende in considerazione anche gli aspetti ambientali legati all’uso della bicicletta, sia in termini di minori impatti che di benefici economici derivanti da

  • riduzione delle emissioni di gas serra
  • riduzione dell’inquinamento acustico generato dal traffico stradale
  • miglioramento della qualità dell’aria.

Per quanto riguarda la riduzione dell’emissioni di gas serra, il rapporto la quantifica in 15.248.644.552 kg di CO2, in base al modello di calcolo approntato dall’ECF con riferimento agli spostamenti in bicicletta nella UE a 28 Stati membri, dove i km pedalati risultano 134.231.025.984 nel 2015. In Italia i km pedalati sono il 4,28% di quelli registrati nella UE -28.

La riduzione delle emissioni di CO2 incide anche sul contenimento dei danni collegati ai cambiamenti climatici e contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il rapporto parte dal calcolo realizzato da ECF, che prende in considerazione la quota di km percorsi in auto e quelli effettivamente sostituiti dagli spostamenti in bici (approssimativamente un terzo degli spostamenti in bici rimpiazza tragitti precedentemente effettuati con l’autovettura privata).

Secondo quanto riportato da Legambiente, la ciclabilità genera in Europa una riduzione dei costi dell’inquinamento atmosferico pari a 426.797.211 euro, dato calcolato mettendo in relazione:

  • il parco auto comunitario che è composto per il 41% da vetture diesel e per il 54% da vetture a benzina
  • la suddivisione del parco circolante in base agli standard emissivi (categorie EURO)
  • i costi dell’inquinamento atmosferico in base all’analisi UE
  • La quota italiana di questo risparmio (il 4,28%) è pari a 18.266.921 euro.

Infine, il rapporto sottolinea come l’utilizzo della bicicletta abbia un effetto positivo anche sul contenimento dell’impatto acustico. In questo caso il report fa riferimento al manuale sui costi esterni dei trasporti, redatto dalla DG Mobility and Transport della Commissione Europea, da cui si evince che la bicicletta sostituisce altri mezzi di trasporto nelle seguenti percentuali:

  • bus 40%
  • auto 30%
  • piedi 20%
  • ciclomotori 10%.

La bicicletta viene usata in prevalenza di giorno (nel 90% dei tragitti) e nel centro cittadino (nel 50% dei casi) mentre il 30% dei ciclospostamenti riguarda le periferie ed il 20% le aree rurali.

Mettendo in relazione tutti questi elementi, nel rapporto “L’A Bi Ci” si evidenzia come la ciclabilità generi in Europa una riduzione dei danni dovuti all’inquinamento quantificabile in 300.000.000 euro, la quota italiana di questo risparmio (il 4,28%) sarebbe pari a 12 milioni 840.000 euro.bici1

QUI il rapporto completo

Fonte: ilcambiamento.it

Forum QualeMobilità: nuova missione di Legambiente

Il Forum QualeMobilità è la nuova missione di Legambiente, ecco i dati diffusi da Lorien sulla mobilità sostenibile.qualemobilita

Ha preso vita il 29 maggio a Milano il Forum QualeMobilità di Legambiente e Lorien che si pone lo scopo di seguire ed orientare insieme la rivoluzione della mobilità e dei trasporti in atto in Italia e nel mondo. Un percorso da compiere insieme alle istituzioni, l’industria, le imprese di servizio e i cittadini: obiettivo una mobilità a zero emissioni, accessibile a tutti, a costi sociali ed economici decrescenti. In occasione del Forum QualeMobilità, Lorien ha condotto una nuova rilevazione del proprio Osservatorio Mobilità che ha cadenza semestrale: secondo il sondaggio le scelte di mobilità degli Italiani si orientano prevalentemente su mezzi privati (per il 90% l’auto personale, il 40% la usa tutti i giorni) ma la mobilità è multiforme e prevale la multi-modalità. In media gli italiani utilizzano circa 3 differenti mezzi e il dominio dell’auto privata si unisce a quello parallelo di mezzi pubblici, dato che il 66% di chi usa l’auto usa anche i mezzi pubblici e l’11% sistemi di sharing mobility). Il car sharing è presente solo in alcune città maggiori ma circa la metà degli utilizzatori, circa il 5% della popolazione, ne fa un uso abbastanza intenso (per il 55% almeno una volta a settimana) e alternativo all’auto privata (57%). Tra le motivazioni di utilizzo del car sharing, prevale il fattore ecologico (35%), seguito da quello economico (33%) e alla possibilità di rinuncia all’auto privata (25%). Il 71% della popolazione italiana considera l’operato di cittadini e associazioni come primario per il cambiamento. Se i multi-mobili si spostano molto scegliendo tanti mezzi diversi e rappresentano il 32% della popolazione, le auto elettriche sono considerate le più sostenibili, ma con problemi legati al rifornimento e ancora un gap (percepito) in termini di prestazioni. Il 56% degli italiani si dichiara disponibile a spendere di più per un’auto elettrica a parità di prestazioni (tra i multi-mobili la quota raggiunge il 71%) e in media sono disposti a spendere circa il 13% in più. Nel Forum QualeMobilità si è poi parlato politiche nazionali per la mobilità sostenibile ed elettrica: l’Italia resta ancora l’unico tra i più importanti paesi d’Europa a non avere una politica incentivante per i veicoli ibridi ed elettrici (auto e bici) mentre il decreto “biometano” attende la firma del governo e ancora non sono stati stabiliti gli obiettivi di uscita dai carburanti fossili. Non manca poi la necessità di normare la micromobilità elettrica, quella dei monoruota, dei monoruota, segway, monopattini, stake e hoverboard: obbligatorio in questo caso rivedere il codice della strada. Al Forum QualeMobilità, costituito da Legambiente e Lorien Consulting, hanno aderito, in qualità di partner principali BMW, Enel e Toyota. Tra i partner anche BikeMi, Duferco Energia, Free2Move, Jojob, Share’NGo, Urbi e numerose fondazioni e associazioni da Adiconsum a Kyoto Club fino al Politecnico di Milano.

Fonte:ecoblog.it

Auto: dieci consigli su come inquinare di meno

Dall’Anci dieci buoni consigli su come usare meno l’auto e usarla meglio in un video, realizzato nell’ambito del piano aria integrato regionale dell’Emilia-Romagna.9560-10322

L’Anci, Associazione nazionale dei Comuni italiani, ha messo insieme un breve vademecum con dieci consigli per ridurre l’impatto che il nostro utilizzo dell’automobile ha sull’ambiente. E ha proposto questo vademecum con un video d’animazione. Dovremo organizzarci tutti, con il massimo del’impegno, per non utilizzare le automobili e dovremmo anche fare in modo di muoverci il più possibile con mezzi collettivi con basso impatto ambientale. In alcuni casi però, se ciò non è ancora possibile, è importante imparare a usare meglio questo mezzo per ridurre il suo impatto sull’aria e l’ambiente e di conseguenza anche sulla salute di tutti noi. Naturalmente si tratta di accorgimenti che non devono in nessun modo “lavarci la coscienza” e sdoganare il traffico veicolare laddove invece è possibile individuare un’alternativa. Soprattutto in città questa alternativa è veramente alla portata di tutti, tra mezzi pubblici e biciclette.

Fonte: ilcambiamento.it

Svezia e Germania collaborano in ambito mobilità e strade elettriche

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La visita in Svezia della cancelliera tedesca Angela Merkel a Stoccolma, capitale della Svezia, è stata un’occasione per lanciare una nuova partnership tra Germania e Svezia in materia di mobilità sostenibile: in una conferenza stampa congiunta il primo ministro svedese Stefan Löfven e la sua collega tedesca Angela Merkel hanno annunciato il progetto “Innovazione e cooperazione per un futuro sostenibile” che mira a rafforzare la competitività dei due Paesi in ambito economico, tecnologico e in materia di sostenibilità e si concentra su quattro aree, tra cui la mobilità e le strade elettriche.

“E’ un vero onore poter spiegare alla cancelliera Merkel il lavoro svolto da Scania nell’ambito della strada elettrica. L’accordo tra Svezia e Germania dimostra come partnership strategiche siano essenziali per creare soluzioni di trasporto sostenibili, un settore in cui Scania è fortemente impegnata. […] Sono davvero lieto della partnership e dello studio, che rappresenta il primo passo della collaborazione. Siamo pronti a dare il nostro contributo grazie all’esperienza acquisita con i nostri partner Siemens e la Regione di Gävleborg nella gestione dei nostri autocarri ibridi sul tratto di autostrada elettrificata E16”

ha dichiarato in un comunicato stampa Henrik Henriksson, Presidente e CEO di Scania. Le partnership di questo tipo, negli ultimi mesi, se ne stanno contando sempre di più: esempio principe è EVA+, come anche il progetto SLAM, un’iniziativa coordinata da Enel cui aderiscono brand come Verbund (principale utility austriaca) e case automobilistiche come Renault, Nissan e BMW. In particolare nella partnership svedese-tedesca sarà lo sviluppo di tecnologie per la realizzazione di strade elettrificate, un percorso intrapreso già da tempo da Scania in collaborazione con Siemens nello sviluppare la tecnologia che ha consentito di dare vita alla prima strada elettrificata al mondo per il traffico di veicoli pesanti su strade pubbliche, aperta lo scorso 22 giugno a Gävle, in Svezia. L’obiettivo dei due governi è rafforzare la cooperazione in materia di sviluppo e l’applicazione della tecnologia già esistente e, al tempo stesso, accrescere la capacità delle due Nazioni europee di offrire le migliori soluzioni dal punto di vista della sostenibilità. Il progetto pilota dunque è la partnership Scania-Siemens: il tratto di strada elettrificato di due chilometri, sull’autostrada E16, è gestito dalla regione di Gävleborg, nei pressi di Sandviken e della città di Gävle, e rappresenta anche il risultato di collaborazioni tra diversi enti sia del settore pubblico che privato di Svezia e Germania. Per Scania collaborare con i tedeschi è facile: l’azienda è parte del gruppo tedesco Volkswagen Truck & Bus e pubblicizza una filosofia aziendale molto orientata alla sostenibilità ambientale, convinta che le strade elettrificate rappresentino un tassello importante di un futuro sistema di trasporto sostenibile.

Fonte: ecoblog.it

Geero E-bike, la vintage dal motore “invisibile”

Design classico in stile retrò, la Geero integra il motore nel mozzo.geero-cream-soda-beige-440-it

È davvero impossibile non rimanere sedotti da un bicicletta elettrica come la Geero E-bike capace di richiamare le linee vintage delle bici da città del secolo scorso e di rendere invisibile un motore elettrico in grado di fornire un’autonomia che va dagli 85 ai 125 chilometri. Oltre ai benefici ormai acclarati per fisico e psiche, la bicicletta è un mezzo di mobilità dolce che può far risparmiare parecchi euro. La spesa media per il carburante necessario a percorrere 100 km è di 5 euro, mentre per coprire la stessa distanza con una bicicletta a pedalata assistita si spendono 10 centesimi ovverosia un cinquantesimo! Per chi non dispone dell’allenamento necessario per superare asperità, strappi e salite medio-lunghe l’assistenza alla pedalata può essere un forte incentivo a scegliere comunque la mobilità sostenibile. Come dicevamo in precedenza il motore della bicicletta è completamente “nascosto” all’interno del mozzo della ruota posteriore. Inoltre, grazie alla tecnologia Sine-Wave la sua azione è molto silenziosa. Attraverso il caricabatterie extra veloce, Geero può essere ricaricata completamente in 3 ore. La sua batteria da 420Wh contribuisce ad un prestante supporto, che consente di percorrere distanze elevate (fino a 125 chilometri). Per caricarla è sufficiente una presa elettrica domestica e se la capacità totale della batteria non risultasse sufficiente, basterà attaccare Geero alla presa più vicina. Il motore da 250 W (ma con un picco massimo di 600 W) dispone di tre livelli di supporto e ha un peso decisamente contenuto visto che nel complesso la bicicletta ferma le bilance sui 15,6 kg.

Il telaio è in alluminio e il cambio Shimano Sora ha 9 velocità.

5 Guarda la Galleria “Geero E-Bike Cream Soda Beige”

 

Fonte: ecoblog.it

Fiab e Rete Città Sane OMS firmano il protocollo Nazionale per promuovere l’uso della bici

La Rete Città Sane OSM, network di circa ottanta città italiane che lavora sui temi della salute e della prevenzione, e la Federazione Italiana Amici della Bicicletta si impegnano a lavorare insieme per promuovere la mobilità sostenibile386112_1

Muoversi in bici fa bene alla salute e all’ambiente. Si basa su questa premessa il Protocollo nazionale sottoscritto giovedì 1 settembre a Modena da Rete Città Sane OSM e da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta che si impegnano a lavorare insieme per promuovere la mobilità sostenibile in connessione con la salute.
E il primo intervento congiunto per incentivare l’‘uso quotidiano della bicicletta è già stato programmato per il 16 settembre quando si svolgerà la 3^ Giornata Nazionale del BikeToWork promossa da FIAB, l’‘evento che propone a tutti i cittadini di percorrere in bici il tragitto casa-lavoro. Il protocollo fra la Rete Città Sane e FIAB si basa sulla consapevolezza, ormai diffusa e condivisa, che l’‘uso della bici contribuisce ad aumentare i livelli di attività nella popolazione, ridurre l’impatto delle malattie croniche, incentivare il benessere psicologico, ridurre i danni sull’uomo e sull’’ambiente dovuti all’inquinamento.

“La bicicletta è un mezzo concreto e quotidiano per combattere la sedentarietࠖ commenta Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale FIAB  ed è un’attività adatta a persone di ogni età, dai bambini, nei quali favorisce lo sviluppo armonico, fino agli anziani, dei quali salvaguarda l’autonomia funzionale aiutando a prevenire le malattie dell’invecchiamento”.

Simona Arletti, presidente della Rete Città Sane, ha ricordato che già nel 2013 a Modena è stato sperimentato, per la prima volta in Italia, “Heat” (Health economic assessment tool for walking and cycling) il sistema sviluppato dall’Oms che permette di tradurre i benefici di un’aumentata ciclabilità, ottenuti ad esempio con la realizzazione di una nuova pista ciclabile, in risparmi economici sul sistema sanitario pubblico, “dimostrando che investire in mobilità sostenibile è sempre molto conveniente nel lungo periodo, in quando permette di guadagnare più di dieci volte quanto è stato speso” La Rete Città Sane OMS è un network di circa ottanta città italiane che lavora sui temi della salute e della prevenzione, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, presente in tutta Italia con oltre 150 realtà locali e più di 20mila soci, è un’associazione senza fini di lucro che promuove la mobilità ciclistica e realizza interventi che incentivano stili di vita sani a favore della salute individuale e collettiva. Entrambe le associazioni seguono i dettami della Carta di Toronto per l’attività fisica.

Fonte: ecodallecitta.it

“Scomparsa” della bicicletta dal decreto di “Programma sperimentale per la mobilità sostenibile”

FIAB rileva che nello schema del decreto attuativo, in favore della mobilità sostenibile per il finanziamento di specifici progetti di bike2work e bike2school, la bicicletta sia praticamente sparita e presenta il testo con le modifichebici cletta

Vengono presentate oggi (giovedì 26 maggio) dal senatore Stefano Vaccari le osservazioni di FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta allo “Schema di decreto ministeriale concernente il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” (in breve “Programma sperimentale mobilità sostenibile”) del Ministero dell’Ambiente, in occasione del primo incontro di discussione congiunto delle commissioni preposte (8^ Lavori pubblici e 13^ Territorio e Ambiente). Con rammarico, infatti, FIAB rileva che nello schema del decreto attuativo, tanto atteso dopo gli stanziamenti previsti dal Collegato Ambientale a favore della mobilità sostenibile per il finanziamento di specifici progetti di bike2work e bike2school, la bicicletta sia praticamente sparita e quasi mai citata in modo esplicito.

Lo sviluppo della mobilità sostenibile, particolarmente in ambito urbano, può essere realizzato ponendo la bicicletta al centro di ogni progettualità, quale fulcro di un sistema integrato e intermodale di multi-mobilità – afferma Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB – Le nostre città accusano problemi che vanno affrontati con urgenza: la crescente insicurezza sulle strade, la congestione dovuta al numero di auto private pro capite ormai insostenibile per mancanza di spazio e i dati allarmanti sull’inquinamento ambientale, che miete vittime nell’ordine di 1,4 milioni di persone nella sola Europa1”.

Sono temi che inevitabilmente portano con sé altri problemi con ripercussioni economiche: spese sanitarie per una popolazione che soffre di malattie causate dalla sedentarietà o spese esorbitanti da parte dei comuni sul fronte delle infrastrutture stradali e della loro manutenzione, tanto per fare qualche esempio.

Appare chiara l’urgenza di reimpostare il tema della mobilità delle persone e la prima vera risposta economicamente sostenibile per le città è attivare politiche per la mobilità ciclistica. La bicicletta è il mezzo di trasporto che può cambiare il volto delle città e dare contemporaneamente risposte adeguate alle necessità di spostamento delle persone” – dice ancora la Pagliaccio.

Un cambiamento culturale, per i cittadini e per il mondo tecnico e politico-amministrativo, che deve essere sostenuto da investimenti dedicati come quelli del Collegato Ambientale, che FIAB aveva accolto come uno strumento formidabile. “Nel leggere il testo del decreto – continua in merito Giulietta Pagliaccio –ci siamo però accorti che c’è ancora molta confusione nell’affrontare il tema: non cita mai (o quasi) la parola bicicletta e si usa un linguaggio sconosciuto ai più, come ad esempio parlare di attività di bike pooling, per riferirsi alla pratica del bicibus già diffusa in moltissimi comuni.

Un altro esempio? Si citano per il ‘bonus mobilità’ incentivi per ‘lavoratori e studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni’, lasciando intendere tutto, dal bonus per il trasporto pubblico a quello per l’utilizzo dell’auto elettrica o ibrida, e senza mai citare la bicicletta.

Molte altre sono le nostre osservazioni, che abbiamo riepilogato nel testo* sottoposto oggi dal senatore Vaccari alla commissione, augurandoci che possano essere accolte come modifiche da apportare al decreto del Programma sperimentale di mobilità sostenibile”.

Non va dimenticato che le risorse previste del Collegato Ambientale sono minime, rispetto alle reali necessità, per promuovere la mobilità sostenibile in modo efficace in Italia: le osservazioni proposte da FIAB mirano a ottimizzare questi primi stanziamenti, per attivare un vero cambiamento nelle politiche per la mobilità. “Disperdere, infatti, queste poche risorse in mille rivoli che rischiano di non apportare nessun cambiamento significativo nelle nostre città, è un’occasione persa, anche politicamente”,conclude Giulietta Pagliaccio.

Al seguente link il testo del decreto: http://senato.it/leg/17/BGT/Schede/docnonleg/32447.htm

 

Fonte: FIAB

 

Le capitali europee e la mobilità sostenibile. A Londra debutta il primo bus elettrico a due piani

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double decker, i bus a due piani, sono uno degli elementi più caratterizzanti della mobilità pubblica londinese. Il vulcanico e controverso sindaco Boris Johnson nei suoi otto anni di doppio mandato ha lavorato sodo per implementare la mobilità sostenibile e l’ultima novità riguarda il lancio da parte di Transport for London del primo bus elettrico a due piani del mondo. Costruito in Cina, il bus ha un’autonomia di 180 miglia e può essere ricaricato in una notte. Londra non è la sola città europea che si sta impegnando per ridurre le emissioni attraverso una politica di mobilità sostenibile che va dall’implementazione delle piste ciclabili al rinnovo del parco taxi con vetture in grado di trasportare più persone. Amsterdam ha in progetto di convertire all’elettrico tutta la sua flotta di bus. La città olandese, già all’avanguardia in tema di mobilità sostenibile e celebre in tutto il mondo per l’utilizzo diffusissimo della bicicletta, studia di abbandonare totalmente gli autobus a benzina entro il 2025. Ma non solo: anche i battelli che percorrono i canali della città diventeranno “verdi”. La capitale finlandese, Helsinki, ha in progetto di arrivare a far circolare 400 bus elettrici nelle sue strade entro il 2025, una cifra che corrisponderebbe al 40% della sua flotta; un altro 20%, invece, dovrebbe essere ibrido. Una particolarità dei nuovi bus finlandesi è la rapidità di ricarica: le batterie possono essere ricaricate non solo nei depositi ma ad ogni fermata, mentre i passeggeri scendono e salgono. Va verso una mobilità urbana più sostenibile anche Budapest, dove da qualche giorno è attivo il bus più lungo del mondo: si chiama Urbos 3/9 CAF, è lungo quasi 56 metri e può trasportare 345 persone. Lubiana, capitale della Slovenia, ha ricevuto dalla Commissione Europea il titolo di Capitale Verde Europea 2016. La città ha avuto una profonda trasformazione negli ultimi anni, ed è stata premiata perché ha saputo rivitalizzare il trasporto pubblico e incentivare l’uso delle bici.

Fonte: Independent | Tree Huggher | Think railways

Collegato ambientale è legge: cosa prevede

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Con 169 sì, 32 no e 11 astenuti la Camera dei deputati ha votato in via definitiva il Collegato ambientale il cui iter parlamentare era cominciato due anni fa. Come sottolineato dal ministro Gian Luca Galletti si tratta di “un importante passo avanti nella direzione dell’accordo raggiunto a Parigi e dell’impegno europeo verso l’economia circolare”. È indubbio che l’accordo di Parigi sia stato determinante nell’accelerare il voto in via definitiva dei 79 articoli che prevedono misure riguardanti l’ambiente, l’energia, gli animali, la “manutenzione del territorio”, la bicicletta e le energie rinnovabili.

Una delle priorità del Collegato ambientale è l’economia circolare ovverosia il riciclo e il recupero dei rifiuti, ma altrettanto importanti sono la riduzione dei rifiuti stessi e le agevolazioni sulle tasse per i comuni più virtuosi. Gli investimenti sulla mobilità sostenibile sono nell’ordine dei 35 milioni di euro, mentre è previsto un fondo per la progettazione di opere contro il dissesto idrogeologico. Il Collegato ambientale prevede, inoltre, il credito d’imposta per le aziende che lavorano alla bonifica dell’amianto e un fondo di 11 milioni di euro per gli edifici abusivi che si trovano in zone a rischio di dissesto idrogeologico. Un fondo di 1,8 milioni di euro è stato pensato a sostegno delle Aree Marine Protette, gli acquisti “green” della Pubblica Amministrazione vengono normati, vengono introdotte misure per tutelare i ciclisti che subiscono un incidente nel percorso casa-lavoro, multe da 30 a 150 euro per tutti coloro che gettano a terra scontrini, fazzolettini o chewing gum (in Italia il costo di rimozione è di un euro a gomma), di 300 euro per chi si sbarazza dei mozziconi di sigaretta abbandonandoli sul marciapiede, ma anche norme come il divieto di pignoramento per gli animali d’affezione, da compagnia o quelli utilizzati a fini terapeutici e assistenziali. Altro punto fondamentale è la riforma dell’Enea che, dopo sei anni di commissariamento, punterà su risparmio ed efficienza energetica. Un’altra norma che avrà effetti sulle abitudini degli italiani è il ritorno del vuoto a rendere: bar, alberghi e ristoranti potranno decidere, su base volontaria, di applicare una cauzione che verrà restituita se l’acquirente porterà il contenitore vuoto. La responsabilità della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti resta ai comuni e le disposizioni del Collegato ambientale prevedono un premio per le città più virtuose e penalizzazioni per chi, per esempio, manca gli obiettivi minimi di raccolta differenziata. Decisamente irrisoria è la cifra stanziata per i progetti di mobilità sostenibile: con 35 milioni di euro si dovranno finanziare i progetti di car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing e piedibus. Lo stanziamento evidenzia quanto poco conti ancora le politiche di mobilità sostenibile per l’attuale Governo: con la cifra stanziata, tanto per fare un esempio, si paga poco più di mezzo chilometro di ferrovia ad Alta velocità… E nel Collegato ambientale è previsto anche un marchio volontario, Made Green in Italy, con il quale verranno identificati i prodotti nostrani. Tante, insomma, le novità che Ecoblog avrà modo di presentare in maniera più specifica nelle prossime settimane.

Fonte: ecoblog.it