Torino, approvato il Biciplan

La Giunta Comunale di Torino ha inviato all’approvazione del Consiglio il Piano per la mobilità ciclabile, frutto del lavoro di tecnici e funzionari delle divisioni Ambiente e Mobilità e del confronto con le Circoscrizioni, le Commissioni del Consiglio Comunale e le associazioni ambientaliste e degli amanti della bicicletta376308

Il piano, la cui preparazione è iniziata dopo l’approvazione del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS), è frutto di un lungo ed approfondito lavoro di tecnici e funzionari delle divisioni Ambiente e Mobilità, ed è stato oggetto di confronto negli ultimi mesi con le Circoscrizioni, le Commissioni del Consiglio Comunale e le associazioni ambientaliste e degli amanti della bicicletta. La prima parte del documento si occupa della pianificazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo della mobilità ciclabile, individuando sul territorio cittadino quelle che dovranno essere le 9 direttrici principali che dal centro vanno verso la periferia ed i comuni limitrofi e le 4 “circolari” interne alla città. In questo modo si potranno definire gli interventi necessari a dare continuità ed a ricucire la rete, che attualmente conta su 180 chilometri tra piste e percorsi. Particolare attenzione è stata posta ai collegamenti con la “Corona Verde” e con i comuni confinanti ed ai percorsi rivolti ai turisti della bicicletta, e si sono previsti interventi di moderazione del traffico e di sviluppo della sicurezza stradale con l’istituzione di “zone 30”.  La seconda parte contiene invece le iniziative e le azioni per favorire lo sviluppo della mobilità ciclabile che prevedono lo sviluppo di comunicazione, ed informazione e la promozione del cicloturismo che si sta diffondendo anche in Italia: il recente progetto di collegamento ciclabile tra Venezia e Torino, che ha coinvolto una cinquantina di comuni, lo dimostra. Nel 2010 gli spostamenti in bicicletta erano calcolati intorno al 3% del totale: obiettivo del Bicilpan arrivare nel 2020 al 15% di spostamenti in bici, come previsto dalla Carta di Bruxelles.

Fonte: ecodallecittà

Legambiente: Roma non supera l’esame della città smart, occorre migliorare la qualità ambientale

Roma e il Lazio, denuncia Legambiente, soffocano tra ingorghi e smog, la mobilità ciclabile è al palo, la raccolta differenziata è malgestita e presenta percentuali inaccettabili

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A Roma e nel Lazio c’è ancora tanto da fare in materia di innovazione ambientale e qualità della vita e la Capitale è bocciata all’esame delle smart cities. Nella città infatti la concentrazione giornaliera di 50 µg/m3 di PM10 è già stata oltrepassata per ben 59 volte nei primi mesi del 2013 e si registrano 70 auto ogni 100 abitanti, uno dei dati peggiori tra le grandi città per quanto riguarda il livello medio di motorizzazione privata. È quanto afferma Legambiente a bordo del Treno Verde riprendendo i dati della XIX edizione di Ecosistema Urbano, la ricerca sulla qualità ambientale di Legambiente e Ambiente Italia. Latina rimane saldamente ultima tra le medie città con 73 auto/100 abitanti; Viterbo penultima tra le piccole con 75 auto/100 ab.,Frosinone 43° su 45 con 73 auto/100 ab., Rieti 37a con 70 auto/100 ab. Altrettanti i motocicli circolanti, con la Capitale in vetta a livello regionale con 15 motorini ogni 100 abitanti, seguita da Viterbo che ne conta 14, Latina 12, Rieti 11 e Frosinone 9. A fronte di questo quadro, aggiunge Legambiente, il trasporto pubblico non aumenta offerta e viaggiatori: Roma rimane sul podio, dopo Milano e Venezia, tra le grandi città ma diminuisce l’offerta da 64 a 61 km vetture per abitante; Viterbo rimane a fondo classifica tra le piccole con solo 15 km-vetture per abitante, a Frosinone se ne registrano 21, a Rieti 25 e 16 a Latina, quasi in fondo tra le medie. Lo stanziamento di risorse aggiuntive della Regione Lazio per le ferrovie per il 2011 è stato di 35,1 milioni di euro, lo 0,13% del bilancio regionale come per l’anno precedente, una delle peggiori situazioni nazionali. Alla domanda di mobilità pubblica, continua Legambiente, si è risposto, invece, con un taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti e degli abbonamenti. Numeri impressionanti, quelli fotografati dall’ultimo dossier Pendolaria di Legambiente, se si considera inoltre che nel Lazio viaggiano un quinto dei pendolari in Italia: 560.000 cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali. Da qui l’appello alla Regione affinché si investa seriamente sulla mobilità, in particolare treni, metropolitana e tram. Restano ferme al palo anche le isole pedonali: Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, Frosinone 21, Latina solo 2 e Rieti solo 4, mentre Viterbo continua a non fornire dati. Ai ciclisti, aggiunge Legambiente, non va affatto meglio. Le poche piste ciclabili continuano a diminuire con i nuovi criteri più restrittivi: a Roma sono disponibili solo 1,06 metri q./100 abitanti, a Viterbo solo 0,34, a Frosinone 3,07 mentre Rieti non risponde e Latina aumenta qualcosa con 2,81. Insomma decidere di spostarsi in bicicletta nella Capitale e nel Lazio presuppone rischi notevoli. I dati del dossier di Legambiente sono impietosi anche sul fronte dei rifiuti: Roma con i suoi 645,7 kg di immondizia pro-capite prodotta all’anno si conferma tra le peggiori grandi città; ma la situazione non migliora nel resto del Lazio, considerando che Latina produce 585,3 kg/ab/anno, Frosinone 557,8 kg/ab/anno, Rieti 502,5 kg/ab/anno ed infine Viterbo 499,8 kg/ab/anno. Per quanto riguarda il consumo idrico, diminuiscono leggermente i consumi in 4 capoluoghi su 5: Roma con 200,8 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino rimane a fondo classifica tra le grandi città; la perdita di acqua nella rete romana, invece, sale dal 27% al 36%. “A Roma e nei capoluoghi del Lazio siamo all’anno zero tra il traffico sempre più congestionato e lo smog, troppa immondizia mal gestita e perdite idriche da capogiro. Altro che smart cities, i nostri amministratori non sanno proprio cosa siano l’innovazione e la qualità della vita”, dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Nella Capitale manca un’idea per il futuro e anche la campagna elettorale è dominata da giochi tra i partiti: ai cittadini servono risposte, nuove politiche nella direzione della sostenibilità. Le ricette – continua Parlati – ci sono e vanno applicate: sui rifiuti differenziata porta a porta e politiche per la riduzione e il riuso ovunque piuttosto che nuove discariche, sul trasporto una nuova stagione di limitazione del traffico privato e di potenziamento di quello pubblico per battere lo smog con nuove pedonalizzazioni e Ztl per rendere più vivibili le nostre città, sull’acqua gestioni pubbliche e partecipate colpendo le perdite di rete e riducendo il deficit depurazione. Invece, in questi anni – conclude Parlati – si è soltanto parlato molto di sostenibilità, ma le scelte principali hanno poi portato sempre più traffico, più rifiuti e più cemento” .

Fonte. Eco dalle città