Vince 7 milioni di sterline e aiuta gli orfani in Etiopia

Lei si chiama Jane Surtees e ha vinto alla lotteria 7 milioni di sterline. Con quei soldi ha deciso di aiutare gli orfani etiopi: «Io non dovrò mai più preoccuparmi del denaro, ora quei bambini orfani, vulnerabili senza colpa, vanno aiutati».

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Jane Surtees una ragazza madre e aveva spesso cercato di immaginare cosa avrebbe fatto se avesse vinto alla lotteria e quando è veramente successo il suo gesto ha detto più di mille parole. Appena incassata la cifra, ha pianificato di aiutare gli orfani in Etiopia, come ha spiegato anche al Sun. E’ partita per la capitale etiope, Addis Abeba, e si è diretta all’orfanotrofio Kidan Mehret che accoglie 120 bambini. Il più piccolo ha 3 anni, il più grande 17. La struttura vive solo grazie alle donazioni e per questo ha sempre poco denaro a disposizione, tanto da poter garantire ai bambini solo tre piccoli pasti al giorno. La carne viene distribuita solo una volta la settimana e giocattoli e libri sono rari. Jane è stata particolarmente colpita dalla storia del quindicenne Workeneh Fanetay. Dopo avere perso i genitori a causa della tubercolosi, Fanetay era rimasto solo ad allevare il fratellino di 2 anni. Era uno dei tantissimi bimbi senzatetto della città e riusciva a comprare pochissimo cibo con il denaro che recuperava con piccoli lavoretti. Poi ha conosciuto la struttura Kidane Mehret e ora vive in una piccola casetta col fratello, coltiva ortaggi e frequenta la scuola. Per entrambi la vita è radicalmente cambiata. E tutto questo è stato reso possibile anche dall’aiuto fornito da Jane, che sta versando denaro agli orfani etiopi per migliorare la loro vita. La generosità e gli atti d’amore creano un flusso…la speranza è che sia inarrestabile!

 

Fonte: ilcambiamento.it

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Test nucleari: la Polinesia chiede risarcimento milionario alla Francia

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale.Immagine

La Polinesia Francese è intenzionata a rivendicare un risarcimento milionario da Parigi per la sequela di 193 test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago delle piccole isole nel Pacifico meridionale, legate politicamente alla Francia. «Non vogliamo andare in tribunale, vogliamo raggiungere un accordo su questo difficile tema alla luce di due aspetti: l’impatto ambientale e le conseguenze per la salute della nostra popolazione», ha spiegato il portavoce dell’assemblea legislativa dei territori d’oltremare francesi, Yves Hauper, raggiunto via e-mail dall’agenzia di stampa Ansa. Gli atolli disabitati di Mururoa e Fangataufa nascondono 3.200 tonnellate di materiale radioattivo di diversi tipi, prodotto dalle esplosioni nucleari realizzate dall’esercito francese tra il 1966 e il 1996. Parte di quel serbatoio di residui inquinanti si trova sul fondo dell’Oceano Pacifico, fino a mille metri di profondità, secondo l’ultimo studio condotto nella regione, nel 1998. L’anno scorso, un documento declassificato del ministero della Difesa francese rivelò che alcune isole furono colpite da una quantità di radioattività molto maggiore del previsto. Tahiti, l’isola più popolata della Polinesia, la cui popolazione triplicò durante gli anni dei test nucleari (da 50mila e più di 150mila) fu esposta a livelli di radioattività 500 volte superiori a quelli massimi consentiti.

Fonte: ilcambiamento.it

 

Efficienza energetica: 15 milioni stanziati ai Comuni delle Regioni Convergenza

Oltre 240 i Comuni candidati. L’importo di 15 milioni di euro è stato assegnato nel giro di poche settimane

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È stata completata l’assegnazione delle risorse finanziarie, pari a 15 milioni di euro, previsto dall’avviso pubblico CSE – Comuni per la sostenibilità e l’efficienza energetica. L’Avviso pubblico agevola con contributi a fondo perduto progetti di efficientamento o produzione di energia sugli edifici delle Amministrazioni comunali delle Regioni Convergenza che, secondo le prescrizioni di una diagnosi energetica effettuata preliminarmente, hanno acquisito tramite il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) i prodotti e i servizi indicati dallo stesso.
In poche settimane sono state ammesse istanze per l’intero importo di 15 milioni di euro, che costituivano la dotazione finanziaria complessiva. Sono stati oltre 240 i Comuni ad essersi registrati sulla piattaforma informatica per la presentazione delle richieste di concessione del contributo al MiSE DG MEREEN, Autorità di Gestione del POI, e oltre 150 istanze sono state ammesse alle agevolazioni.

Fonte: ecodallecitta.it

Nuova Delhi sull’orlo del collasso: 80 milioni di auto e 1000 nuove immatricolazioni al giorno

Inquinamento e traffico stanno portando New Delhi all’esplosione. on 80 milioni di veicoli circolanti e mille nuove immatricolazioni ogni giorno, la rete stradale si sta rivelando completamente insufficiente nonostante la massiccia costruzione di sopraelevate degli ultimi anni379793

New Delhi, seconda metropoli più popolosa al mondo con 25 milioni di abitanti è sull’orlo del collasso per gli enormi problemi causati dal sovraffollamento in termini di inquinamentotrasporto urbano inadeguatoscarsità idrica e l’assenza di pianificazione urbanistica.  In una pagina dedicata alla capitale indiana, il quotidiano The Times of India elenca le enormi sfide che la megalopoli dovrà affrontare nei prossimi 15 anni quando si prevede che la sua popolazione raggiungerà i 37 milioni avvicinandosi al primato di Tokyo. Con 80 milioni di veicoli circolanti e mille nuove immatricolazioni ogni giorno, la rete stradale è inadeguata nonostante la costruzione di sopraelevate.
Le nuove linee della metropolitana, che trasporta circa 2 milioni di pendolari al giorno, contribuiscono solo in parte alla soluzione del grosso problema della mobilità urbana. Di conseguenza, da alcuni anni si registra un aumento record dell’inquinamento dell’aria, in termini di polveri sottili e, in particolare, di quelle con diametro di 2,5 micron, le più pericolose per la salute perché si depositano negli alveoli dei polmoni. Se non si interverrà per ridurre il traffico, l’inquinamento atmosferico è destinato a raddoppiare entro il 2020.  E’ allarme rosso anche per il trattamento delle acque, dato che il 46% delle case non ha le fognature. Il fiume Yamuna, che attraversa la città, è una cloaca a cielo aperto e malgrado i costosi piani di bonifica non sembrano esserci miglioramenti. Negli ultimi dieci anni, è raddoppiato il consumo di energia elettrica che continua ad aumentare del 10-15% all’anno. Durante la stagione estiva, con i condizionatori, la domanda raggiunge il suo picco e sono frequenti i blackout.

Fonte: ecodallecittà.it

Sei milioni e mezzo di posti di lavoro nel settore rinnovabili nel mondo; e l’Italia…

La crescita rispetto allo scorso anno è del 14%. Il settore delle rinnovabili garantisce più posti di lavoro per unità di potenza rispetto alle energie fossili. I numeri per l’Italia sono buoni e per questo occorre fare di più.

Nel 2013 le fonti energetiche rinnovabili hanno garantito sei milioni e mezzo di posti di lavoroin tutto il mondo. Lo rileva il rapporto annuale di IRENA. Rispetto al 2012 la crescita è pari al14%. Si tratta in pratica di un abitante del pianeta ogni mille. Secondo uno studio dell’Università di Sidney, le fonti rinnovabili sono a più alta intensità lavorativa rispetto a quelle fossili per unità di potenza installata: il fotovoltaico  garantisce 40 posti di lavoro per MW, l’eolico 15 e l’idroelettrico 11, mentre il carbone ne fornisce 8 e il petrolio appena uno e mezzo. Come si può vedere dal grafico in basso, i settori trainanti per l’occupazione sono il fotovoltaico  (2,2 milioni), che si sta riprendendo da un biennio poco felice, e i biocombustibili liquidi (1,4 milioni). E’ da notare che questa statistica non include l’occupazione nell’idroelettrico tradizionale di grande scala. La nazione con più occupati nel settore è naturalmente la Cina (2,6 milioni). Al secondo posto c’è sorprendentemente il Brasile, con 900mila persone impiegate soprattutto nel settore del bioetanolo e del biodiesel. Seguono gli Stati Uniti, l’India e la Germania che conta 370 mila addetti. E l’Italia? IRENA no fornisce dati disaggregati, ma secondo GSE le fonti energetiche rinnovabili hanno generato 53 mila posti di lavoro permanenti (attività di esercizio e manutenzione) e 137 mila temporanei (nuove installazioni), per un totale di 190 mila posizioni lavorative, che rappresentano il 14% circa degli occupati dell’UE nel settore (1). Tutti i ragionamenti sull’occupazione non possono prescindere da questo settore, che invece nel nostro paese è ancora piuttosto sottovalutato.

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(1) Secondo IRENA gli occupati in Europa sono pari a 1,44 milioni. Non è possibile stabilire con certezza se i conteggi di GSE e di IRENA siano compatibili, ma sembra che l’Agenzia internazionale consideri nelle sue statistiche anche i lavori temporanei.

Fonte: ecoblog.it