Acanta, quando la finanza è vicina alle persone

Acanta è la Mag della Sardegna. Fondata nel 2012, è stata rilanciata lo scorso anno ed è in fase di grande sviluppo e crescita. Tramite la Mutua Auto gestione e con principi di vera cooperazione, si pone l’obiettivo di raccogliere capitale sociale tra i soci con la finalità di finanziare dei microcrediti che vadano aiutare i soci stessi nella creazione di imprese di piccole o medie dimensioni. Imprese che devono essere etiche e sostenibili, valutate sulle idee d’impresa e non solo sulle garanzie.

Acanta in sardo vuol dire “vicino”: un nome che rivela l’essenza della storia che vi andiamo a raccontare. Acanta è la Mag della Sardegna, nata nel 2012 dallo stimolo di dieci persone e che oggi conta un centinaio di soci e cinquanta imprese aderenti alla sua Rete per l’Economia circolare. Ma facciamo un passo indietro perché sicuramente vi starete chiedendo: ma che cos’è una Mag?

Chi ha buona memoria, si ricorderà che ve ne avevamo già parlato agli albori del nostro progetto: Mag sta per Mutua Auto Gestione e si tratta di una società cooperativa che, raccogliendo il capitale tra i soci a livello territoriale, si pone l’obiettivo di finanziare dei microcrediti che vadano ad aiutare i soci stessi nella creazione di piccole o medie imprese. Una Mag è differente da una semplice banca per una serie di ragioni oltre al finanziamento interno ai soli soci in base al capitale raccolto. Un altro aspetto importante riguarda il criterio con la quale i progetti sono finanziati: viene naturalmente valutata la sostenibilità economica e finanziaria dell’idea di impresa che vuole accedere ad un credito, ma i progetti che vengono finanziati devono essere etici e sostenibili, rispettando il valore della persona, l’ambiente e il territorio. Inoltre il concetto di “bancabilità” è relativo: un soggetto sprovvisto di garanzie economiche adeguate, nel caso detenesse un’idea valutata come sostenibile sia economicamente che eticamente, ha la possibilità di avere accesso al credito necessario per avviare parte della sua impresa ad un basso tasso di interesse e con tempi di rientro che possono anche essere prolungati fino a sette anni.22687983_1858873944333135_256759556965425197_n

Acanta: la Mag sarda e il suo funzionamento

Fabrizio Palazzari è il direttore di Acanta, la Mag della Sardegna. Dopo dodici anni in giro per il mondo per varie e gratificanti esperienze professionali, ha deciso di tornare nella sua (amatissima) terra e di dedicarsi part-time al progetto di rilancio di Acanta, che nell’ultimo anno si è notevolmente accelerato: “La missione di Acanta in Sardegna è quella di dare un contributo forte ad un autentico sviluppo dal basso dell’economia dell’isola che sia etico e sostenibile” ci racconta Fabrizio “e in questi primi mesi operativi abbiamo già portato i soci a cento e abbiamo già cinquanta imprese aderenti alla Rete per l’Economia Circolare, una rete di scambio mutualistico dove l’impresa riconosce un prezzo agevolato ai soci Acanta, il che permette di avvicinare per la prima volta alla finanza mutualistica soggetti che solitamente non la conoscono. Per diventare socio di Acanta è sufficiente sottoscrivere una quota di capitale sociale: la quota minima è di cento euro. A fronte di questo riconoscimento, una persona può fare domanda di adesione e diventare socio della cooperativa. Dopo essere diventati soci, si può decidere di voler accedere a tutti i servizi che la MAG offre: servizi di formazione, informazione, spin-off e appunto di rete di economia circolare”. Infatti una delle particolarità di Acanta come Mag è proprio la sua forte vocazione alla formazione: non avendo ancora i requisiti di legge per diventare un operatore di finanza mutualistica e solidale (la legge prevede un capitale minimo di duecentocinquantamila euro per essere riconosciuti tali, ed è obiettivo di Acanta raggiungerlo entro il 2019, ndr), Acanta cerca in questa fase di start-up di formare, fornendo servizi di informazione e formazione per innalzare le loro competenze manageriali e imprenditoriali dei soci. Per far questo, i soci aderenti devono solamente sottoscrivere una carta, la Acanta card, al costo di cinquanta euro l’anno. C’è inoltre un altro aspetto centrale in Acanta: grazie ad alcuni accordi raggiunti con alcuni istituti bancari sardi, “portiamo il nostro socio a trasformare la sua idea in un modello di business, poi lo aiutiamo a redigere un business plan sostenibile, lo accompagniamo dalla banca e lo mettiamo in condizione di far valutare la sua istruttoria positivamente. Noi lo sosteniamo dunque fino alla fine, standogli vicino.” La partecipazione dei soci al programma dei servizi è molto importante per Acanta: “Per noi è importante perché la card è la fonte più importante di ricavi e con essa copriamo i nostri costi operativi gestionali, che permettono di aiutare i soci nell’accesso al microcredito con due eventi mensili dedicati alla formazione”.23559852_1869110363309493_3273636212444449815_n

Il principio della Mutua Autogestione e la democrazia d’impresa

Abbiamo affrontato finora l’aspetto della Mutua Autogestione riguardante il credito: se una Mag raggiunge una cifra di capitale sociale minima, dopo le valutazioni economiche e sociali eroga dei finanziamenti ai soci richiedenti: in caso contrario, decide come fa Acanta di aiutare i propri soci nella formazione manageriale e imprenditoriali al fine di renderli idonei al microcredito bancario classico. C’è però un altro principio di Mutua Autogestione che riguarda la valutazione dei progetti prima accennata: “i soci che noi formiamo diventato poi anche i valutatori sociali e ambientali dei progetti presi in esame: l’autogestione non è limitata dunque auspicabilmente alla sola raccolta del capitale, ma anche alla valutazione dei progetti stessi che viene effettuata dagli stessi soci”. Acanta inoltre è una cooperativa che si basa, come da caratteristica delle Mag, sul principio della democrazia d’impresa: vale infatti nell’Assemblea dei Soci il principio del voto capitario, nel quale un socio è titolare di un singolo voto indipendentemente dal capitale versato. Uno vale uno, per dirla in breve. Un altro aspetto fondamentale in Acanta è il ruolo dell’assemblea soci, che decide l’indirizzo strategico e le priorità della cooperativa. In Acanta è stato deciso e valutato come prioritario il recupero del rapporto tra città e campagna in Sardegna, oltre alla valorizzazione dei mestieri tradizionali con l’aggiunta di innovazioni di processo e prodotto (così come competenze di management e marketing), rispettando l’essenza dell’artigianato locale.26907838_1895803797306816_3592927644246287107_n

I prossimi obiettivi di Acanta

“Per quanto riguarda gli obiettivi futuri, stiamo cercando di innovare il modello mentre lo stiamo realizzando; stiamo attivando dei processi di cambiamento dove noi stessi diventiamo i fruitori di questi feedback. L’obiettivo più importante è raggiungere entro ottobre 2019 il capitale sociale di duecentocinquanta mila euro che ci occorrerà per essere riconosciuti come operatori di finanza mutualistica e solidale. Inoltre vorremmo ampliare la base sociale ad almeno cinquecento soci e contestualmente ampliare la rete di scambio mutualistico tra imprese e gli stessi soci”.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/01/io-faccio-cosi-196-acanta-finanza-vicina-persone/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

 

Prestiti: in Toscana microcredito per i disoccupati

In collaborazione con 11 banche, la Regione Toscana ha stanziato 5 milioni di euro da erogare sotto forma di prestiti agevolati.MP900431739-620x350

Buone notizie per tutti i lavoratori toscani. La Regione ha pensato di creare un fondo annuo di 5 milioni di euro della durata di tre anni, che garantirà a coloro che non ricevono uno stipendio da alcuni mesi di poter accedere ad un prestito personale agevolato di 3 mila euro. Per garantire questi prestiti, la Regione Toscana ha siglato l’accordo con 11 istituti di credito che operano sul territorio (fra cui il Gruppo Monte Paschi di Siena). La misura economica è stata pensata per aiutare i lavoratori dipendenti residenti in Toscana, che non percepiscono lo stipendio da almeno due mesi o che sono in attesa di ricevere gli ammortizzatori sociali ed è destinata a chi non riesce ad accedere ai normali canali del credito, ovvero non può richiedere prestiti online e tradizionali. L’iniziativa si rivolge anche alle famiglie con un solo reddito o in cui entrambi i coniugi si trovano nella medesima situazione. L’importo medio dei prestiti è di 3mila euro, erogati in un’unica soluzione e da restituire in 36 mesi. Coloro con i requisiti minimi per richiedere l’aiuto economico possono farsi aiutare dai sindacati per compilare la documentazione da inoltrare ad uno degli undici istituti bancari coinvolti nell’iniziativa. La Regione s’impegna a dare una garanzia totale sui prestiti erogati, mentre la Fidi Toscana interverrà, coprendo il costo degli interessi, fissati al 4% nominale annuo (gli interessi saranno erogati a decorrere da un mese dalla data di erogazione del credito). Il rimborso delle somme avverrà, invece, a partire dal 13mo mese.

È una misura che cerca di incidere sulle necessità più immediate di chi da mesi è senza stipendio o non riceve gli ammortizzatori sociali e che dunque ha bisogno di risposte concrete davanti a una domanda sempre più drammatica: come faccio ad andare avanti? Situazioni di questo tipo sono purtroppo molto frequenti in questo periodo soprattutto a causa dei ritardi dello Stato nell’erogazione della cassa integrazione” – ha detto Enrico Rossi, il Presidente della Regione, a proposito di questa iniziativa di microcredito, che garantisce prestiti facili a disoccupati e famiglie in difficoltà. Rossi stima che, grazie a questo fondo stanziato dalla Regione, potranno essere erogati oltre 15 mila prestiti.

Fonte: buone notizie.it