Mobilità europea, auto ancora mezzo più utilizzato ma crescono bici e tpl | Il sondaggio Eurobarometro

Pubblicato dalla Commissione Europea il sondaggio Eurobarometro 2014 sulla mobilità. Secondo le risposte ricevute, anche in Italia come in Europa aumenta l’uso del trasporto pubblico e della bicicletta,tuttavia nel nostro paese il 64% delle persone dichiara di usare la macchina tutti i giorni381367

La Commissione Europea ha pubblicato lo Special Eurobarometer 2014, un sondaggio svolto dalla società belga TNS Opinion & Social per conto della Direzione Generale per la Mobilità e i Trasporti che analizza i comportamenti quotidiani dei cittadini europei in tema di mobilità. Il lavoro ha coinvolto 27 milioni di persone di 28 stati membri.
Secondo le risposte ottenute, l’automobile è ancora il mezzo di trasporto più utilizzato dagli europei, ma l’uso di mezzi più sostenibili come il trasporto pubblico e la bicicletta attira sempre più gli utenti della strada. Non a caso l’inquinamento(20%), la sicurezza (30%), il traffico (60%) e la manutenzione delle strade (59%) sono le principali preoccupazioni dei cittadini europei. L’8% degli intervistati dichiara di utilizzare la bicicletta tutti i giorni (per gli italiani il 6%, in aumento rispetto allo scorso anno) ma quello che balza agli occhi è l’uso della due ruote tra i giovani, che raggiunge una percentuale del 13%. Gli olandesi continuano a mantenere il primato, infatti il 36% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare la bicicletta tutti i giorni. Sul fronte della sicurezza stradale, le priorità per incrementarla sono state individuate nell’alcol (49%) e nella manutenzione stradale (56%). Le ragioni che spingono gli europei nella scelta del mezzo con il quale muoversi quotidianamente sono l’economicità (61%) e la velocità (31%).
Se si osservano i dati italiani la mobilità è indubbiamente ancora auto-centrica: il 64% degli intervistati dichiara di utilizzare l’automobile tutti i giorni, conto l’8% che dichiara di utilizzare i mezzi pubblici. La media europea è del 20% e non stupisce come solo 6% degli intervistati si preoccupa del prezzo del biglietto o di eventuali sconti e abbonamenti.

Per visionare tutto lo Special Eurobarometer clicca qui

Fonte: ecodallecitta.it

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Più alberi in Italia ma le città restano camere a gas per lo smog: i dati ambientali ISPRA

ISPRA ha presentato l’Annuario dei Dati Ambientali dove si nota una crescita dei boschi anche se in città si sforano più spesso i limiti per le emissioni di PM10ispra2-620x350

ISPRA fotografa nell’Annuario dei Dati Ambientali la situazione dell’ambiente nel nostro Paese e ciò che emerge è una situazione in bianco e nero. Il rapporto è organizzato in diversi capitoli tra cui “Tematiche in primo piano”, “Tematiche in primo piano light”, “Annuario in cifre”, “Database”, “Multimediale” e “Fumetto”, destinato a un pubblico giovane di non esperti. Da un lato l’inquinamento è sempre più concentrato nelle grandi città a causa dello smog e dei continui sforamenti dei livelli di emissione dei PM10, dall’altro si è registrato un aumento del coefficiente di boscosità al 36%, molto più alto di quel 28,8% registrato nel 1985. Nelle aree metropolitane, restano stazionari i dati relativi a biossido di azoto e benzene ma il PM10, fa registrare sforamenti dei limiti giornalieri nel 48% delle stazioni di monitoraggio. Ozono oltre i limiti nel 92% delle stazioni e sforamento dei limiti di biossido di azoto nel 20% delle centraline di monitoraggio. Preoccupano i livelli di benzo(a)pirene che superano i limiti nel 20% dei rilevamenti. In realtà poi su tutto il territorio si registrano meno spostamenti in auto tanto che gli italiani, probabilmente a causa della crisi, hanno ridotto gli spostamenti del 16,6% a fronte di un aumento del turismo dall’estero. Amiamo sempre l’auto però che preferiamo come mezzo di trasporto scelto dal 62,9& mentre gli stranieri che arrivano da noi e scelgono di farlo in auto sono il 65% il che sembra dire che effettivamente non si fidano del nostro sistema di trasporto pubblico. Le emissioni di gas serra dal settore trasporti sono state parti al 23,4% del totale. Il che evidenzia una diminuzione del 5% rispetto al 2011 portandoci sempre più vicini agli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Crescono i boschi e le foreste su aree abbandonate dall’agricoltura anche se cresce la minaccia incendi per cui il 72% che si sono registrati nel 2011 erano di natura dolosa, il 14% colposa e il restante 14% non classificabile. Ce la caviamo bene anche con le acque di balneazione per cui il 91,9% è conforme ai limiti imposti dalla Direttiva 76/160/CEE. Ma cresce il consumo del suolo per cui in media sono stati consumati 7 m2 al secondo per oltre 50 anni e oggi arriviamo agli 8 m2 al secondo: ossia ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e Firenze. L’inquinamento industriale però resta preoccupante e nel 2012 sono stati rilasciati 13 provvedimenti di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) a 1 raffineria, 3 centrali termoelettriche e 9 impianti chimici e gli impianti vigilati sono stati 140 nel 2012 contro i 25 del 2009 mentre sono stati ispezionati nel 2012 76 impianti contro i 5 del 2009. Un capitolo nuovo e molto utile è dedicato ai pollini con l’inserimento dei dati relativi alla stagione pollinica e all’indice pollinico allergenico. In Italia centrale dunque, emerge una presenza di pollini al di sopra della media e sono per lo più cupressaceae con picchi a Firenze, Perugia e Castel di Lama; a Nord si notano più pollini del tipo urticaceae così come nell’Arco prealpino, dalla spiccata biodiversità. L’Italia ha un territorio particolarmente tendente al dissesto geologico-idraulico, sia per le proprie caratteristiche geologiche e geomorfologiche, sia per l’impatto dei fenomeni meteoclimatici oltre che per la diffusa e incontrollata presenza dell’uomo e delle sue attività. Dal 1° novembre 2011 al 31 dicembre 2012 in Italia sono stati registrati 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, ed è aumentato il numero dei sismi con magnitudo superiore a 5. Si sono censite circa 487.000 frane 987.650 persone le hanno subite. Nel 2012 risultano a ISPRA 85 eventi di frana principali e le persone esposte ad alluvioni sono 6.153.860.

Fonte: Comunicato stampa