Soluzioni concrete per non morire di inquinamento in città

Se c’è un terrorismo costante, una sciagura paragonabile alla peggior epidemia o guerra e che colpisce ogni anno, questa si chiama inquinamento. Possiamo attrezzarci per non morire?9679-10454

Essendo il prodotto di interessi economici vari, non è molto osteggiato; anzi, si fa poco e nulla per combatterlo, nelle città al massimo si aspetta il vento che porti lo smog altrove e si continua come se nulla fosse. Mica si vorranno intaccare i sacri e inviolabili interessi dei costruttori di automobili e degli spacciatori di energia fossile? I quali avendo in mano gran parte dei media, non solo minimizzano il problema ma ad esempio continuano a sfornare costantemente pubblicità di auto nonostante siamo già strapieni e non si capisce chi le deve comprare e dove le dobbiamo ancora mettere. Le soluzioni per evitare molte delle 70 mila morti premature in Italia sono assai facili da applicare ma non lo si vuole evidentemente fare. Si dovrebbe iniziare da subito, spiegando chiaramente con una diffusa e puntuale informazione e formazione, che il miglior modo per non morire nelle nostre camere a gas cittadine è usare il meno possibile l’automobile. Se c’è un mezzo inefficiente per spostarsi in città dove tutto è relativamente vicino è proprio l’auto. Anche perché se poi tutti si spostano con l’auto ovviamente si rimarrà perennemente imbottigliati, così come puntualmente succede. Proprio per come sono strutturate le città, è ottimale l’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta nelle sue varie forme e declinazioni. Ad Hannover in Germania stanno addirittura studiando progetti di mobilità di carico con le biciclette per poterle utilizzare anche se si devono fare trasporti di oggetti. E’ evidente che per scoraggiare l’uso dell’automobile in città, i mezzi  pubblici devono essere potenziati e circolare in maniera capillare, efficace, coprire ogni fascia oraria ed essere molto frequenti. Inoltre devono avere tariffe agevolanti per chi li prende spesso. E per aumentarne decisamente l’uso bisogna  informare i cittadini sui benefici e chiudere al traffico di mezzi privati sempre più ampie zone del centro o di altre zone che verrebbero appunto massicciamente coperte dai mezzi pubblici. Il quartiere Vauban di Friburgo in Germania è un esempio efficacissimo, dove le automobili sono una percentuale estremamente bassa se rapportate a coloro che usano i mezzi pubblici e la bicicletta. Ricordiamo che non usare l’auto ha benefici non solo ambientali ma anche sanitari ed economici considerando i costi dei ricoveri, delle medicine e cure, dei carburanti, delle assicurazioni e della costante manutenzione dei mezzi. Altro elemento di emissione di inquinamento sono gli impianti di riscaldamento. Basterebbe un’azione di coibentazione di tutti gli edifici per dimezzare da subito i consumi e relative emissioni. Il Comune dovrebbe fare da regia per queste azioni e dare le linee guida e assieme alle associazione di categoria , le imprese e le banche fornire tutte le informazioni e agevolazioni possibili affinchè qualsiasi cittadino di qualsiasi reddito sia messo in grado di coibentare la sua casa. Con un’attenta opera di formazione bisognerebbe andare nelle case di tutti i cittadini, negozi e strutture di ogni tipo pubbliche e private e spiegare loro come diminuire i consumi di acqua, elettricità e riscaldamento. Agendo in questo modo si ridurrebbe l’inquinamento, i costi e si aumenterebbe l’occupazione. Tra le decine di esempi negativi in città, è un insulto allo spreco e un ode alla stupidità vedere costantemente negozi che hanno in estate il condizionamento a tutta forza e in inverno riscaldamento al massimo, il tutto sempre con le porte aperte. A livello energetico bisogna passare alle famose smart grid (sul serio non solo in teoria) e fare di ogni condominio, gruppo di case o  quartiere un produttore di energia, attraverso l’uso di fonti rinnovabile e sistemi di produzione energetica ad alta efficienza come la micro cogenerazione.  Occorre invertire totalmente la logica che bisogna pagare necessariamente la bolletta a qualcuno, meglio produrre e scambiare le eccedenze con la rete. Tutto ciò è tecnologicamente possibile già da tempo e sono pronte tutte le conoscenze e le applicazioni. Inoltre, per dare una reale ripulita all’aria e creare microclimi favorevoli, senza aspettare o sperare che arrivi il vento che porti l’inquinamento altrove, si devono piantare più alberi possibile. Alberi di non eccessive dimensioni  e soprattutto alberi da frutta di antiche cultivar locali e più resistenti delle varietà moderne che, non si sa mai, visto che in futuro andiamo verso la sempre maggiore autosufficienza, potranno sempre servire.

Ricapitolando, quindi le azioni da fare per ridurre realmente l’inquinamento in città sono tre e assai semplici:

1)     Puntare sui mezzi pubblici, sull’uso della bicicletta e sulla drastica riduzione dell’uso dell’auto privata

2)     Almeno dimezzare i consumi degli edifici pubblici e privati attraverso un’efficace opera di coibentazione e farli diventare dove possibile auto produttori di energia elettrica e termica

3)     Piantare alberi, produttori di ossigeno, di verde e di cibo.

Tutto ciò non va sognato e fatto forse nei prossimi decenni, perché nel frattempo saranno morte altre centinaia di migliaia di persone. Speriamo che prima di girare con le bombole di ossigeno, gentilmente offerteci dalle case automobilistiche come gadget, magari firmate da qualche stilista, ci si convinca che è la strada da seguire e si agisca. A meno che non si faccia nulla perché con l’inquinamento alle stelle anche solo le spese sanitarie sono così alte che danno una bella spinta al PIL e se non sia mai si dovesse ripulire l’aria, il PIL con meno ricoverati e malati ne risentirebbe.  Ma non sarà che i paladini della crescita siano i veri sponsorizzatori dell’inquinamento? Che poi questi significhi la morte di migliaia di persone, ai paladini interessa poco, trattandosi di un trascurabile effetto collaterale.

Fonte: ilcambiamento.it

Annunci

Ecco tutte le novità delle tariffe orarie e gli abbonamenti di sosta a Milano

I nuovi abbonamenti agevolati riguardano soprattutto la sosta su strisce blu e i parcheggi d’interscambio con i mezzi pubblici. La novità più gravosa riguarda i domiciliati, ma non residenti, che dovranno pagare per le strisce gialle. Pubblichiamo le tabelle complete con le nuove tariffe375773

Ecco il nuovo sistema tariffario per la sosta su strada, che prevede abbonamenti agevolati per pendolari e operatori locali e nei parcheggi di interscambio, con l’introduzione di nuove forme di abbonamento per mensili e annuali scontati. Con questa delibera il Comune intende incentivare la lotta all’evasione, riordinare e semplificare le regole oggi vigenti, agevolare nelle periferie chi non può utilizzare il mezzo pubblico per raggiungere la città o per esigenze lavorative particolari e disincentivare la sosta lunga su strada nel centro.

1.Sosta su strada, nuovi abbonamenti

Abbonamento ordinario. La principale novità riguarda tutti gli automobilisti e la sosta fuori dalla cerchia filoviaria 90/91 ma, importante, per singolo ambito di sosta, non dappertutto: un nuovo abbonamento a 40 euro al mese o l’annuale a 400 euro.

Gli altri abbonamenti agevolati variano a seconda dell’ambito territoriale e delle categorie cui sono rivolti: da un minimo di 25 euro/mese, 250/anno, ad un massimo di 60 euro/mese, 600 anno. Poi c’è uno sconto del 70% nelle tessere a scalare, quindi una “tessera agevolata”, per la categoria dei “manutentori”, per gli ascensoristi, i rappresentanti di commercio, i fruitori di alberghi.

2.Le tariffe orarie

Per le tariffe orarie di sosta su strada (strisce blu), la novità principale sono i 3 euro all’ora, in zona AreaC, a partire dalla 3°ora di sosta (le prime due, sempre a 2 euro l’una). L’intento del Comune è quello di creare maggiore concorrenza in AreaC tra la sosta su strada e quella nelle sessanta autorimesse multipiano convenzionate; si spera che il rincaro, a partire dalla terza ora, spinga gli automobilisti a prendere più in considerazione la tariffa agevolata delle autorimesse (comprensiva di ticket AreaC). Inoltre un maggiore ricambio della sosta su strada è visto con favore anche dai commercianti.

Poi c’è l’anticipato aumento di 1,60 euro per la sosta lunga delle manifestazioni a San Siro.
Infine c’è la novità più gravosa che colpisce gli automobilisti non residenti in città, ma solo domiciliati, vale a dire le persone che svolgono in Milano le proprie attività lavorative, ma hanno residenza fuori dal territorio comunale: se fino ad ora potevano utilizzare i pass nelle linee gialle delle zone di proprio interesse, ora avranno due soluzioni: fare il cambio di residenza entro fine 2013, oppure pagare 250 euro all’anno per un nuovo pass, a partire dal prossimo gennaio (ad oggi sono 20mila i pass distribuiti dal Comune).

3.Parcheggi di interscambio

Il nuovo regolamento dei parcheggi di interscambio offre una maggior gamma di soluzioni, con l’introduzione di abbonamenti per pendolari mensili (42 euro) e annuali (440 euro) scontati e l’ampliamento delle fasce orarie, per rispondere meglio alle diverse esigenze dei tempi della città (la regolamentazione precedente risaliva agli anni ’90) e per garantire ai residenti nuove possibilità di sosta.

4.Lotta all’evasione

Il Comune sottolinea come tutte le misure siano state introdotte per i seguenti motivi:agevolare chi già oggi si mette in regola quotidianamente, avendo necessità di utilizzare l’automobile per raggiungere la città e poi muoversi con i mezzi pubblici all’interno; disincentivare la sosta su strada prolungata nel centro, per liberare così spazio da dedicare alle utenze più deboli della strada; lotta all’evasione, grazie all’applicazione di penali per il mancato pagamento della sosta: il gestore della sosta potrà applicare una penale non superiore a 10 euro per singola infrazione rilevata.ecodallecitta (1)

 

Fonte: eco dalle città

“Good Morning Milano”, alla movida senz’auto ma con i mezzi pubblici

Dal week-end del 31 maggio sino a fine giugno, l’iniziativa congiunta Comune di Milano – ATM – Movimento Consumatori – Heineken Italia, per promuovere tra i giovani la Rete Notturna del servizio di trasporto pubblico milanese. Ogni venerdì e sabato notte quindici linee attive fino all’alba. 80 mila mappe ATM verranno distribuite in ristoranti, pub, discoteche e altri locali pubblici

375072

80 mila mappe per far conoscere anche ai più giovani e ai turisti che visitano Milano la rete notturna dei mezzi pubblici ATM. Questo l’obbiettivo del progetto congiunto con Heineken Italia-Comune di Milano-Movimento Consumatori presentato il 27 maggio a Palazzo Marino. Nei weekend dal 31 maggio al 29 giugno 2013, con l’aiuto degli operatori del Movimento Consumatori, esperti nel contatto con il pubblico, verranno distribuiti all’interno dei luoghi della movida milanese oltre 80.000 mappe, per far conoscere i percorsi delle linee notturne degli autobus ATM che, nelle notti tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica, non si fermano mai: quindici linee che prolungano l’orario di esercizio per tutta la notte; un progetto nato a settembre del 2011, con bus notturni che sostituiscono il percorso delle tre linee metropolitane M1, M2 ed M3, e prolungano le più frequentate tratte di collegamento tra il centro e la periferia, come le linee 24, 27, 42, 50, 54, 57, 72 e 94. Sulla Rete Notturna si possono utilizzare biglietti e abbonamenti normalmente in uso sulla rete di trasporto pubblico ATM. Per i “non abbonati”, il biglietto urbano convalidato tra le 0:30 e le 4:30 di sabato e domenica è valido fino alle 6:00 del mattino. I biglietti ATM di notte possono essere acquistati negli oltre 500 parcometri attivi in città che, dalle 0:30 alle 6:00 del mattino, stampano un ticket utilizzabile solo sulla rete di superficie, al costo di € 1,50. Il potenziale di trasporto notturno ATM supera le 25.000 persone. L’obiettivo è quello di promuovere una mobilità cittadina più sostenibile soprattutto tra i giovani, garantendo un mezzo di ritorno a casa più sicuro ed efficiente. “Good Morning Milano”, che coinvolgerà i locali pubblici delle zone più battute di notte a Milano, Navigli, Sempione, corso Como, Colonne di San Lorenzo, e Porta Romana,propone anche un concorso fotografico sulla città di notte: dal 31 maggio al 31 luglio, ATM e Heineken invitano il pubblico a fotografare la Milano by night e a inviare le foto a hello@goodmorningmilano.it. Sul sito www.goodmorningmilano.it vengono pubblicate giornalmente le immagini più belle scattate dal tramonto all’alba per le strade e i locali di Milano. “Abbiamo puntato molto sulla mobilità sostenibile in città: Area C, potenziamento dei mezzi pubblici, rete notturna ed estensione del bike sharing”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran. “Vogliamo raggiungere i più giovani e i turisti che la sera frequentano le zone della movida milanese”. Secondo Massimo Ferrari, consigliere di amministrazione di ATM, è l’occasione per comunicare che il servizio di trasporto pubblico può essere utile “non solo durante gli orari di lavoro, ma in tutte le fasce orarie della giornata, anche quelle del divertimento notturno”. Heineken, per voce di Alfredo Pratolongo, Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali, ha dichiarato che il progetto “vuole promuovere una visione più sostenibile della città e invogliare i giovani ad adottare comportamenti più responsabili. Heineken ha intrapreso diversi progetti negli ultimi anni per diventare il produttore di birra più green al mondo entro il 2020”. Lorenzo Miozzi, Presidente di Movimento Consumatori, ha evidenziato come il progetto rappresenti soprattutto un efficace sistema di prevenzione riguardo agli incidenti dovuti ad una guida poco responsabile. 

La mappa della rete notturna ATM del week-end.

La mappa ATM della Rete Notturna dei week-end [0,83 MB]

 

Fonte: eco dalle città

Traffico automobilistico: a Roma automobilisti in coda quattro giorni all’anno

Ma l’indice di congestione di Palermo è il primo in Italia e quinto in Europa 

149434961-594x350

 

Più le città sono antiche e più i loro centri storici sono angusti e le loro arterie di scorrimento intasate. L’Italia di città antiche ne ha in abbondanza e anche se molti centri urbani, nel corso dei decenni, si sono rifatti il look e hanno eliminato un po’ di traffico su gomma grazie alle metropolitane, le nostre città restano fra le più intasate del mondo. A dirlo è la TomTom Italy & Balkans che ha analizzato sei trillioni di informazioni, raccolte anonimamente in 161 città del mondo. La ricerca tiene conto del traffico in termini assoluti (quanto tempo si resta imbottigliati) e relativi (quanto tempo si perde in relazione alla lunghezza del tragitto). Nel primo caso il triste primato è di Roma con 93 ore in coda, praticamente quattro giorni. Nel secondo caso l’indice di congestione più alto è di Palermo con il 39% di tempo in più per precorrere un tratto di strada nelle ore di punta. In condizioni normali lo spostamento sarebbe di mezz’ora? Durerà 49-50 minuti. In totale le ore perse sono 89 all’anno. Il capoluogo siciliano è al quinto posto della classifica europea dietro a Mosca (incubo degli automobilisti), Istanbul, Varsavia e Marsiglia, ma nel ranking globale precede Los Angeles, Sydney e Rio de Janeiro. Nelle prime ventidue posizioni della classifica europea ci sono quattro italiane: oltre a Palermo quinta, Roma ottava, Milano ventesima, con 89 ore nel traffico come Palermo ma tratte più lunghe, dunque coefficiente più basso, e, infine, Napoli ventiduesima. A Milano, per esempio, il traffico è diminuito grazie all’introduzione della Ztl, ma soprattutto a causa della crisi: la gente ha meno soldi per la benzina e ha riscoperto mezzi pubblici e biciclette. Pil e traffico insomma sono inversamente proporzionali.

Fonte:  Repubblica

 

I bambini vanno a scuola in auto e non a piedi: fa male alla salute e cala l’autonomia

school-586x377

Gli studiosi la chiamano mobilità infantile e quella dei bambini italiani non è sufficiente considerato che accompagniamo i nostri figli a scuola molto spesso in automobile. Il tragitto da scuola a casa e viceversa è per i bambini italiani motorizzato, sin dalla primissima infanzia, il che oltre a non fare bene alla salute li porta a essere anche meno autonomi. La ricerca è stata effettuata attraverso un questionario a cui hanno risposto bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni e i loro genitori per un totale di circa 800 residenti tra Roma, Bari, Guidonia Montecelio (Roma), Desio e Misinto (Monza-Brianza). Si è occupato della mobilità dei bambini italiani l’Istc–Cnr ovvero l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma che è l’unico partner italiano per la ricerca Children’s Independent Mobility, indagine voluta da Policy Studies Institute (Psi) di Londra e che ha visto un primo confronto tra Italia, Germania e Regno Unito ma che si è svolta anche in altri 15 Paesi. I dati italiani sono online su La città dei bambini e lasciano interdetti nel leggerli poiché tracciano uno scenario di bambini e ragazzi trasportati in autovetture e non assecondati nella necessità di muoversi liberamente sia per la propria salute sia per l’autonomia che ne consegue.

Spiega Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istc-Cnr:

La mobilità infantile è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della grande trasformazione dell’ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere e sullo sviluppo psico-fisico. L’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola si è ridotta, passando dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40. Per il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi.

Ai nostri figli non insegniamo a prendere i mezzi pubblici, evidentemente considerati poco affidabili dai genitori. Ma sottolinea la ricercatrice Prisco:

La possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e a sviluppare un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza.

Perché privarli di queste importanti esperienze?

Fonte: ecoblog

 

A Torino la più grande stazione a gas metano d’Europa per i mezzi pubblici

56782933-586x421

Alle porte di Torino, in località Gerbido, ha sede la più grande stazione di rifornimento a gas metano d’Europa. Lo stabilimento nella periferia sud ovest del capoluogo piemontese occupa un’area di 100.000 mq: 30.000 mq di superficie coperta, 54.000 di superficie libera e circa 16.000 destinati al deposito di installazioni fisse. Dei 350 mezzi pubblici lì ricoverati ben 189 sono alimentati a metano. Nello stabilimento sono impegnate 840 persone: 700 autisti, 100 operai e oltre 40 addetti. Inaugurata il 5 dicembre 2005, la stazione di Gerbido rappresenta uno dei centri più avanzati in Europa, per quanto riguarda il controllo del sistema metano applicato agli autobus. L’impianto è in grado di rifornire fino a 8 autobus contemporaneamente. Per un pieno di gas metano occorrono circa 15 minuti e Torino Metano lavora su due turnazioni: di notte sui mezzi di proprietà GTT, di giorno con rifornimento al pubblico e agli enti convenzionati. L’impegno di GTT per una mobilità meno impattante sulla qualità dell’aria non è una novità. Dal 2010 sono attivi gli autobus Citelis da diciotto metri, con motore diesel ecologicamente avanzato che riducono del 99% le emissioni di particolato e idrocarburi. In città riscuotono da alcuni anni un particolare successo anche i minibus elettrici Elfo che attraversano la città limitatamente alla zona a traffico limitato e permettono ai passeggeri di viaggiare gratuitamente. Dallo scorso autunno sono attivi anche gli Hybus che hanno convertito i motori Euro 0-1-2 a una motorizzazione ibrida seriale. Durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006 GTT sperimentò l’utilizzo di un bus a idrogeno. In una Torino che continua a essere una delle città con il più alto inquinamento da pm10 d’Italia, l’azienda di trasporto pubblico fa la sua parte. Ora tocca ai cittadini capirlo ed evitare che questi mezzi vaghino semivuoti per il capoluogo piemontese.

Fonte: Torino Metano I GTT